April

di Martina1DHoran
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16 Aprile

Era un fredda sera di aprile e mi torvavo appoggiata alla finestra mentre sentivo miei genitori per l'ennesima volta litigare,ormai vi ero abituata e non vi facevo più caso anche se quella sera mio padre sembrava più furioso del solito infatti sentì il rumore di qualcosa frantumarsi.Corsi in salotto e vidi mia madre accasciata a terra che piangeva,mio padre che la osservava furente e un vaso a terra frantumato mio padre mi fece paura vederlo così arrabbiato poi senti mia madre urlarmi 'April scappa,vai via non voglio che ti succeda qualcosa'per un momento esitai poi mi ritrovai a correre fuori di casa al buio nel bel mezzo di un temporale.

Forse non mi sono ancora presentata,io sono April Nicolis,ho 18 anni,vivo a Londra e la mia vita è un vero e proprio schifo.Amici non ne ho apparte il mio migliore amico Niall,a scuola sono l'emarginata infatti non parlo con nessuno e sono sicura che nemmeno i professori sappiano della mia esistenza apparte quando leggono il mio nome nell'elenco cercando di capire chi fosse questa certa april e se fosse una ragazza nuova.

Quel giorno era il mio compleanno e quella stessa sera avrei rivisto il mio migliore amico che era uscito appositamente dal bootcamp per festeggiare insieme a me il mio compleanno,forse ora vi starete chiedendo che cosa sia il bootcamp,in pratica niall aveva passato le audizioni di x-factor e era dovuto stare in quella casa per 10 settimane, per mia fortuna erano già passate 8 settimane e mi sentivo tremendamente sola senza di lui.

Smisi di correre solo quando mi sentì chiamare così mi voltai e vidi il volto del mio migliore amico insieme a altri quattro ragazzi ma non ci feci tanto casa e corsi da niall e lo abbracciai mentre continuavo a singhiozzare

'April cosa succede?'chiese'i miei genitori...'non finii la frase,aveva già capito

'dai non piangere ,ora andiamo a casa tua e festeggiamo il tuo compleanno'mi disse niall cercando di farmi sorridere e dopo avermi presentato i ragazzi andammo vero casa mia ma a poche case da casa mia scorsi dei lampeggianti proprio davanti alla mia casa così corsi inseguita dai ragazzi e feci per entrare in casa ma un poliziotto mi fermò

'mi dispiace ma non può entrare' 'ma che diavolo io ci abito qui che succ...'non finì la frase che la porta di casa si aprì





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