Tua, Hermione

di Draclaire
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Ciao Ronald,
è mezzanotte e non riesco a dormire.
Tu e la piccola Rose siete sdraiati sul lettone della nostra camera da letto, qui accanto a me. Riesco a sentire il tuo lieve russare e i battiti leggeri del cuore di nostra figlia, che in questo momento ha la manina appoggiata al tuo petto e stringe forte la sottile stoffa della maglietta tra le piccole dita rosee. Domani compirà un anno e voglio ringraziarti. Per lei, per tutto.
Grazie di essere il marito perfetto, ma di trattarmi ancora come l’Hermione che hai conosciuto a Hogwarts, l’Hermione che ti ha dato dell’idiota, dell’insensibile, dello stupido chissà quante volte.
Grazie di avermi dato quella piccola creatura che stringi a te come se non avessi niente di più importante al mondo. Grazie perché è uguale a te, con le lentiggini, i capelli rossi e tutto il resto.
Grazie perché sto piangendo, ricordando quante ne abbiamo passate, tra Harry, Hagrid, Silente, la McGrannit, Malfoy...
Grazie di tutto perché non avrei mai potuto immaginare un’adolescenza così… magica.
Grazie di aver farfugliato il mio nome, quel giorno al sesto anno, in infermeria, davanti a tutti, a Harry, a Piton, a Silente, a Lavanda.
Ma, soprattutto, grazie di essere ancora tu, nonostante tutto questo tempo. Grazie di dire ancora “Oh, miseriaccia” ogni volta che Rose vomita sulla tua camicia. Grazie di scompigliarti i capelli quando ti senti a disagio, grazie di fare ancora gli occhi dolci tutte le volte che vuoi che io faccia qualcosa al posto tuo, proprio come facevi coi compiti di pozioni. Ora lo fai per farmi togliere il molliccio dall’armadio in soffitta, ma, alla fine è la stessa cosa.
Grazie di esistere, grazie perché ti amo.
E ti amo davvero tanto Ronald Weasley.
Grazie.
Tua, Hermione Granger.




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