Tremila anni contro troia

di American_Idiot
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<< La vita delle persone è scandita di attimi senza fine. L’unico modo di interrompere questo ciclo è la morte. 
Ed è proprio in un uno di questi attimi che ti rendi conto di quanto sia reale questa evenienza >>.
                                                                ***
Ero nel mio letto, in un bagno di sudore, mentre facevo uno dei più terribili sogni della mia vita.
Mi trovavo in una grotta sotterranea, tanti, tanti spiriti mi si attorcigliavano alla vita sibilando, cercando di mettermi in guardia.
Una gola, si apriva sul fondo della grotta, il contorno era irregolare come se fosse stata sgretolata dall’interno con molti colpi.
Tutt’attorno alla gola dei rigagnoli d'acqua, troppo piccoli perché venissero chiamate pozze, si raccoglievano in ogni punto della grotta e il "plic, plic", dell’acqua che gocciolava, si univa perfettamente all’aria stantia e carica di desolazione che aleggiava tutt’attorno.
Sapevo perfettamente, dove ero. L’entrata del tartaro.
Mi avvicinai, incerta su cosa fare, in fondo era solo un sogno... no? 
Tutto un tratto, sentii un rumore furtivo, mi voltai, trovando dietro di me Luke, con una falce alla mano.
Sentivo le lacrime premere per uscire, ma le ricacciai indietro non appena vidi i suoi occhi.
Giallo/ambrati, bellissimi e micidiali.
"Dimmi cosa vuoi Luke!".
"Niente, figlia di Athena, niente, soltanto liberarmi di te quanto serve." disse con una voce innaturale per lui.
"Che intendi dire?".
"Lo capirai presto."
Detto questo, mi falciò in diagonale dalla spalla sinistra, fino al ginocchio destro, senza neanche darmi il tempo di capire bene cosa fosse successo, la ferita cominciò a brillare, di una luce argentea, sempre più forte, che man mano inglobava il mi corpo.
Senza aspettare un secondo di più Luke/Crono, mi diede un calcio, spedendomi direttamente nel tartaro.
Non so quanto precipitai, ma una volta riaperti gli occhi, mi ritrovai su una spiaggia assolata, e incontaminata.
davanti a me chilometri di spiaggia finissima si aprivano all’orizzonte, prima di essere ingoiata dal mare, di un verde limpido come gli occhi di Perce, dei se mi mancava.
Distolsi lo sguardo dal mare, mi faceva troppo male, quando rialzai lo sguardo una volta voltata, vidi delle mura di cinta alte venti metri, che mi lasciarono senza fiato.
Una fanatica di architettura come me sapeva benissimo che quelle erano le mura dell’ antica Troia.     




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