Strong soldier... broken soul

di Angelus_Dragon
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Osservo
il tramonto,
ne accarezzo lentamente
il calore…
 
Osservo
le unghie del sole
graffiare di rosso sangue le nuvole
e morire in lontananza…
 
Osservo
le ombre allungarsi,
rompendone il silenzio
con un sospiro…
 
Un mulinello
di debole vento
mi accarezza
pietoso.
 
Senza volerlo sono di nuovo seduto su questo tetto, come una sentinella.
Le tegole scaldate dal sole si stanno raffreddando con l’arrivo della notte, ed io sono qui. Da solo. A vegliare su una malinconica Venezia, ignara della mia esistenza.
 
Quando ho scelto questa vita?
Quando ho deciso di condannare la mia anima a vivere nell’ombra eterna?
Quando ho anteposto il bene della società al mio?
 
Sospiro ancora una volta.
Il mio fiato si disperde in una candida nuvola di condensa.
 
Io non ho mai scelto questa vita.
E’ stata lei a scegliere me…
Lei mi ha strappato dalla mia famiglia, o da ciò che ne rimane.
Lei mi ha portato via dal mio amore.
 
Il dolce ricordo di Cristina mi travolge facendomi mancare l’ossigeno nei polmoni.
Cristina, cosa ti ho fatto?
 
Non potrò mai perdonarmi per l’averti abbandonata così…
 
Un sorriso.
Un volteggio.
Una parola.
Un bacio.
Un lungo, quieto bacio carico d’amore al sicuro sotto l’arco di casa sua.
Poi il bianco esplode puntualmente nella mia mente trascinandola via dalle mie braccia, facendomi tornare al presente.
Ora.
Qui.
Sul tetto di Venezia.
Da solo.
 
Non sono stato in grado di proteggerla.
Non sono stato in grado di salvarla…
 
Da solo.
È così che mi ha lasciato.
E da allora quel vuoto nel mio petto resta aperto e dolente, una brace pronta ad ustionarmi non appena mi ci avvicino troppo.
 
Ci ho provato. Sul serio.
Guardo il cielo immenso che mi sovrasta imponente.
Ci ho provato sul serio a dimenticarla.
Il risultato è stato patetico persino per me.
 
Mi lecco le labbra asciugate dalla brezza che giunge dal mare.
Il sapore della salsedine mi invade la lingua insieme al retrogusto del profumo di quella cortigiana con la quale ho trascorso il pomeriggio.
Un pomeriggio passato cercando di non pensare a nulla.
Cercando di dimenticare per almeno un attimo la mia vita dannata, l’eterna guerra contro i Templari, il dolore dell’ultima ferita e, magari, anche Cristina.
 
Si è trattato di poco più di un’ora, ed ora che le stelle brillano sopra di me, mi sembra di aver semplicemente gettato via i miei fiorini. Inutilmente.
 
Solitudine stanotte, e l'indomani per sempre.
Ogni respiro porta parti di me a perdersi nel vento.
 
Un segno di labbra sul mio collo, il ricordo delle labbra carnose della cortigiana come sopite passioni, deleterie inibizioni.
 
Ho una strana malinconia in fondo al cuore.
Un altro doloroso sospiro e mi alzo, pronto a ricominciare il mio eterno vagare su questi tetti.
 
I miei pensieri svaniscono come quando i sogni, la mattina in silenzio, atterrano e chiudono le ali, per lasciarti nella realtà di un nuovo giorno.





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