Angoscia

di Jultine
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Angoscia

Il corpo è un'immensa distesa brulla, una steppa. Un campo spoglio da animare con mille sanguinose battaglie per la sopravvivenza. Ed allo stesso modo, il nostro spirito fa stridere i denti mentre affila la propria spada prima del combattimento. Si logora come divorato da bestie dalle fauci invisibili, ghermito da artigli di terrore ed angoscia. 

Oh, l'angoscia, la paura del vivere e del combattere, prerogativa del vile soldato nella legione del corpo.

Siamo forse tutti simili a lui, codardi in cerca di sicurezza? No, siamo creature assetate di vita, e pertanto ogni combattimento ci terrorizza come un'ascia che  cala sulle nostre teste. 

Cosa potrà mai saziare
l'anclito del mio sitibondo spirto?
Qual astro potrà mai
scaldare la distesa gelata 
del ventre mio?

L'angoscia è una gelida tormenta, una tempesta che scuote il petto e le membra, che attanaglia la gola come mille spilli roventi; una soffocante creatura che si fa spazio quasi lasciva nei nostri ventri contratti dalla paura.

Ed a guisa di docile bestia,
il terrore s'accuatta
ne li angoli de la mente mia
urlando tra lo stridor di denti.

L'angoscia è una pallida fanciulla che danza divertita nelle nostre menti incapaci d'apprezzarne l'arte; e così, tra mille piroette, il nostro cuore accelera i battiti, i nostri polmoni si comprimono, l'aria si fa strada a fatica nel nostro petto, producendo urla strozzate.

Paura giace su lo ipogeo
dell'animo mio,
un martirio che non s'estingue
nè co' la morte nè co' la vita.

Silenziosa tortura dello spirito, l'angoscia comunica con parole dure e rabbiose, facendoci lanciare frenetiche e violente richieste d'aiuto. E così, noi, in balia dei suoi flutti fragorosi e neri, ci abbandoniamoad un urlo più forte degli altri, in attesa di essere salvati e di emergere dalle scure acque dell'angoscia.

 

Federica Battaglia





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