Se si potesse non morire

di frencia92
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'E poi t' immagini se invece si potesse non morire
e se le stelle si vedessero col sole...'


Un sole pallido illumina il cielo azzurro di Washington, l'aria accarezza i visi segnati dalle lacrime, davanti a loro una bara coperta dalla bandiera americana cattura l'attenzione dei presenti, le foglie si muovono sugli alberi riempiendo di un dolce suono il silenzio di quel giardino così luminoso e pieno di vita.
Vestiti di tutto punto, si apprestano a dare l'ultimo saluto all'uomo che tanto ha fatto per loro, l'uomo che li aveva uniti come se fossero una famiglia, la SUA famiglia.
McGee stringe forte a se Abby che piange ininterrottamente, Ziva si fa coccolare da Ducky mentre Tony rimane leggermente in disparte, in rigoroso silenzio.
Con le dita accarezza il distintivo che tiene tra le mani, un distintivo che ora è suo di successione, un distintivo che dice 'Ora il capo sei tu', il distintivo di Gibbs.
I suoi occhi, coperti dagli occhiali da sole, hanno smesso di lacrimare da un po', alla fine della funzione si volta verso gli altri " Io vado... ci vediamo domani al lavoro... "
Ziva lo abbraccia, lui rimane freddo e gelido come nessuno lo aveva mai visto
"Tony? Vuoi che venga con te? Possiamo guardarci un film... " "No. Voglio rimanere solo... ti dispiace?"
Stacca bruscamente Ziva da sé, incredula e confusa dal suo atteggiamento, guarda di nuovo la bara e se ne va.

Cammina per strada mentre torna a casa, con gli occhi puntati all'asfalto ricorda bei momenti passati con Gibbs: il loro primo incontro a Baltimora, un incontro burrascoso che li ha portati subito alle mani, i primi giorni all'NCIS, le loro prime indagini, i numerosi scapellotti, le missioni sotto copertura, i ricordi dell'esplosione su quella nave che lo portò a dare le dimissioni per poi tornare in campo a pieno regime, tutte le volte che si sono salvati la vita a vicenda, la sua vicinanza paterna,... tutto riaffiora nella sua mente, soprattutto gli eventi che hanno portato alla morte del Suo capo.
Una tragica fatalità, pesti i piedi a persone importanti che scopri essere mafiosi russi che si vendicano su Gibbs e su chiunque altro metta mano al caso, un caso interrotto dall'esplosione della casa di Gibbs in cui era appena entrato. Ripensando a tutto ciò che è successo sente che qualcosa dentro di lui si è infranto, il suo cuore si è sbriciolato in mille pezzi per poi polverizzarsi in un soffio.
Un turbinio di sentimenti contrastanti e strazianti lo devastano dall'interno: rabbia, angoscia, delusione... non si da pace per ciò che è successo, per non essere riuscito a proteggerlo e a salvarlo come molte volte Gibbs lo aveva fatto per lui, per non essere stato alla sua altezza, per non aver lottato per lui... si sente morire, un dolore lacerante s'insinua nell'anima ferita di Tony, il pensiero di non poter rivedere il suo capo e di non poterlo più aiutare distrugge lentamente tutto ciò che rimane di lui, facendolo sentire debole e fragile.
I suoi occhi si riempiono nuovamente di lacrime che però non scendono, non scendono perché il suo cuore e il suo istinto gli ordinano di non farlo...
Gibbs non avrebbe mai voluto vederlo piangere, doveva essere forte ed autoritario, per Gibbs e per la sua squadra...
la sofferenza ora non è ammessa, non ora. Il suo cuore piange in silenzio mentre la mente riprende il controllo per non perdersi nell'oscurità, quello stato da cui non si torna indietro, quello stato in cui la tristezza e la malinconia prendono per sempre posto nel cuore e nella mente...




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