Breathe me

di sheishardtohold
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I'm needy
 
7 maggio 2015

Regina siede a tavola, giocherellando con la minestra – piccoli cerchi che si propagano nel piatto.
Sospira – solo le spalle si alzano seguendo il flusso del suo respiro.
“Tutto bene?” domanda Snow, mentre Regina annuisce e le concede un breve sorriso di circostanza, abbassando nuovamente lo sguardo.
Lo squillo di un telefono – l’interruzione di un silenzio religioso, pesante.
Regina risponde, resta un paio di minuti appesa alla cornetta - riattacca senza mai pronunciare una parola.
“Chi era?”
“Hanno sbagliato numero” taglia corto - lo sguardo di Mary Margaret ad indagare le sue espressioni.
Regina fissa imperterrita il piatto, sussulta ad ogni messaggio che riceve – li ignora. Spazientita, Mary Margaret afferra il cellulare allontanandosi dall’altra – veloce, scorre la lista di sms, la lista d’insulti. Quando Regina riesce a strapparglielo di mano, rimangono in silenzio ad ascoltare il rumore della suoneria spegnersi ed il vetro frantumarsi a contatto col muro. Neal scoppia a piangere e Snow gli è subito dietro.
“Regina” la richiama, mentre, cullando il piccolo, la rincorre per le scale.
“Da quanto va avanti questa storia?” quando la vera domanda era se avevano mai smesso di perseguitarla.
Regina tace – con gesti rapidi lascia scivolare i vestiti a terra, mantenendo le spalle.
“Rispondimi!” esclama Mary Margaret afferrandola per il gomito e costringendola a voltarsi. Neal ricomincia a piangere, un po’ per il sonno, un po’ per le urla.
“Il bambino deve dormire” sibila a denti stretti e poi entra in doccia. Quando Snow la raggiunge quaranta minuti dopo, Regina sta già dormendo – la testa rivolta dal lato opposto.
Mary Margaret prende posto accanto a lei e spegne la luce. Per qualche istante, resta a fissare il vuoto ad occhi spalancati, poi la riaccende – in sottofondo un “sto dormendo” di Regina.
“Perché non parli con me?”
Regina la guarda e si sente in colpa – per quel tono di voce, per quegli occhi tristi, per averla esclusa.
“È che..” pausa. “È che finalmente mi sentivo buona..” Snow l’accarezza incoraggiando quella luce nel suo sguardo a continuare. “Ma poi oggi l’ho sentita ancora, sai..” la voglia di fare del male a qualcuno, pensa tra sé e sé senza dirlo ad alta voce.
“Io non capisco” si lascia sfuggire dalle labbra, mentre Mary Margaret resta ad ascoltare il suo discorso sconnesso e frammentato. “Prima volevo vendicarmi perché mi era stato portato via tutto. E adesso?” per la prima volta Regina incrocia gli occhi di Snow. “Io ho te e Neal – ho una famiglia”
“Vuoi solo protegger-”
“Ma lo sto facendo nel modo sbagliato!” annaspa nelle sue parole. Vorrebbe essere meno egoista, vorrebbe lasciarla andare, ma l’unica cosa che le esce è un “mi hanno sempre trattata così, come la cattiva. Ma Neal – ma tu? Tu sei sempre stat-”
“Io ho bisogno di te, non di essere buona” lo dice tutto d’un fiato, stringendosi attorno al collo di Regina – lasciando cadere ogni discussione. Regina l’abbraccia di rimando e, mentre stanno l’una nelle braccia dell’altra, si addormentano lontane da pensieri inesatti – lontane da parole che giudicano.




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