Il mondo

di Grace Aldebaran
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Il mondo è velato di tulle,
del tulle delle mie finestre.
A buchi,
striati come un carcere,
raggrumati da fiocchi arancioni
come girasoli.
 
Non vi è nuvola più triste
Di uno stormo di piccioni.
 
Odio guardare fuori.
 
Il mondo si riveste di porte
Si specchia in vetri taglienti.
 
Non ha tempo di ascoltare
Il fruscio di ali bizzarre
Di poeti falliti.
 




N.B.: sì, lo so: l'immagine dello stormo di piccioni fa un po' ridere, ma ha un suo perchè.
Il piccione è in genere visto come un essere inutile, fastidioso e banale. Le nuvole sono invece qualcosa di leggero, celeste (pensiamo ad esempio a dove e come vengono raffigurati gli angeli!) e per nulla mediocre.
Per cui vedere stormi di piccioni come nuvole è tremendamente anormale, dato che le due immagini citate sono in antitesi.
Il legame tra banalità e vera bellezza è qui simbolo di una visione distorta e pessimista della realtà: visione che avevo nell'istante in cui ho composto questa poesia.




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