Un Percorso Difficile

di Lunastorta98
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Erano ormai i primi di agosto, la luna piena passata da poco e Remus nella sua stanza al Paiolo Magico stava sdraiato supino sul letto, un braccio piegato e portato a poggiarlo sulla fronte, l'altra mano, fasciata da qualche benda, lasciata sull'addome. Una gamba piegata comodamente, con la pianta del piede poggiata sul materasso mentre l'altra distesa. 
Era esausto, quella luna era stata particolarmente pesante: a seguito di quanto successe con Tonks, decise che si sarebbe punito per aver quasi ceduto alla bestia dentro di lui. Tant'è che si era ridotto ad avere il braccio destro completamente graffiato, tanto da arrivare anche al polso e un segno di morso sul braccio sinistro, coperto anche quello con una benda, dopo essere stato medicato malamente. 
Remus dormiva, con una espressione dolorante che dominava sul suo viso, costringendolo a una lieve smorfia. Stava sognando quando si svegliò di soprassalto, scattando a sedere e respirando profondamente, spaventato dal sogno appena fatto. Gemette poi di dolore a causa di una fitta al fianco.

«Dannazione» borbottò per poi alzarsi. Si diresse lentamente al tavolo, recuperò una bottiglia d'acqua semivuota e bevve un lungo sorso. Sospirò, posò la bottiglia, per poi andare in bagno per sciacquarsi il volto. Si guardò allo specchio: aveva un aspetto terribile, l'aria stanca, dolorante e piena di rimorso.

Tornò nella stanza principale e si avvicinò alla finestra, alzò lentamente la manica della camicia del pigiama guardandosi il braccio fasciato. Lo riportò poi lungo il fianco e iniziò a guardare fuori dalla finestra, quando la vide. Fanny stava volando direttamente verso la camera 25 del Paiolo Magico. L'uomo aprì la finestra e poco dopo la fenice si appoggiò al davanzale porgendo la zampa. 

«Ciao, Fanny» sorrise gentilmente «Silente ha sempre la puntualità di volermi incontrare quando sto poco bene, vero?» chiese ironicamente prendendo la lettera. L'animale fece un cenno col capo poi volò via.

Preso posto sulla poltrona, Remus aprì la busta contenente la lettera e la lesse velocemente 

"Caro Remus,
necessito davvero urgentemente di incontrarti. Ti pregherei di raggiungermi questa sera nel mio ufficio.
Confido di vederti il prima possibile,
Albus Silente"

Letta la missiva, Remus sospirò e pensò che quanto avrebbe sentito, non sarebbe stato così piacevole. Cosa glielo fece intuire? Le poche parole usate e il fatto che la lettera sembrava essere stata scritta di fretta 




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