Brillanti schegge sulla terra

di Hayaros
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Ogni notte, quando la luna era alta nel cielo e le stelle attraversano la volta celeste, guardando fuori dalla finestra, un curioso spettacolo si esibiva di fronte agli occhi degli ignari spettatori.
Luccicanti, scintillanti, gocce d'iride tremolanti danzavano sulla tela nera della notte, sulle montagne, e sulla terra.
Le stelle parevano essersi spostate sulla terraferma, stanche di essere ammirate solo dagli occhi che volevano cercarle. Ora erano lì, di fronte al naso di tutti coloro che si affacciavano alla finestra.
In lontananza, essi segnavano il duro lavoro di molte persone.
Ogni notte, con rigida severità, guidati dalla luna e dalle stelle, quelle persone camminavano e tracciavano i sentieri di montagna, lontani dagli occhi vigili della città, adornando le piante e le foreste con pietre scintillanti, lampade e barattoli di lucciole.
Esse divenivano luci danzanti all'orizzonte, ed una piccola fonte di speranza per coloro che le guardavano.
Nel buio della notte, quando ormai tutto aveva perso il significato ed ogni persona aveva perso la speranza, tanto da neanche chiedersi a cosa fosse dovuto quel peculiare fenomeno, le luci danzavano imperterrite, segnalando il loro lavoro.
Piccoli fari di amore e cordialità, essi parevano dire "Sì, ecco. Ecco qui, guardate, la terra può essere ancora bella."
Era un modo per chiedere scusa per tutto il male che gli avevano causato. 
"Ti abbiamo rovinato", essi dicevano, "ma per sdebitarci, ti renderemo bella, e nessuno potrà più distogliere lo sguardo da voi."
E così fecero.
Decorando la terraferma, tentavano di rischiarare un po' anche l'animo degli uomini.
In silenzio, sospirando, quelle luci segnavano vita.




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