Oh, shining star.

di frullipooh
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Capitolo 1: Eccola, Stella, che come al solito stava nel suo piccolo balcone ad annaffiare i suoi amati fiori, non sapeva a cos’altro dedicarsi, non aveva amiche con cui uscire, ne conosceva solo un paio sul web. Indossava un vestitino leggero, tutto colorato. Le piaceva differenziarsi dagli altri, non voleva essere uguale a nessuno. Arrivò sua madre dal dietro, Janette, raccogliendole i lunghi capelli biondi. «E’ quasi ora.» Disse Stella. «Meglio andare tesoro, se no faremo tardi.» Quel giorno Stella avrebbe avuto un provino. Ci lavorava fin da quando era piccola. Ballare e cantare erano sempre state le cose che più amava fare. Era un provino per un film. Prese il suo i-pod e, sorseggiando una Starbucks, iniziò a camminare al fianco di sua mamma. Partì quella canzone, quella che le era rimasta impressa al suo primo concerto. “Now i see, everything i’d ever need, is the girl in front of me, she’s much better.” Aprirono la porta, poi un ragazzo le accolse facendole sedere su due poltrone. C’erano molte altre ragazze che aspiravano a fare la protagonista. Stavano tutte ripassando il loro pezzo, la canzone che avevano portato e il balletto. Stella invece era calma, ripassò nella testa tutto quello che avrebbe dovuto fare. Iniziarono a chiamare le ragazze, alcune uscivano addirittura piangendo. Strinse la mano di sua madre, sembrava avere un po’ di paura. «Stella Johnson?» Lo stesso ragazzo di prima la chiamò. Abbracciò sua madre che le augurò buona fortuna e poi salì sul palco. Si mise al centro, dove era puntato un occhio di bue. A malapena riusciva a vedere i giudici, la luce la accecava. Sentiva solo le loro voci. Saranno stati in cinque più o meno. «Come si chiama signorina?» Chiese una voce profonda, di sicuro sarà stato qualche signore. «Stella..Johnson.» «Stella..» Una voce, questa più giovanile, ripeté il suo nome, quasi come se ne fosse affascinato. «Quanti anni hai?» «Ne ho sedici.» «Mmh, che canzone ci hai portato?» «La canzone è..di Miley Cyurs, -When i look at you.» «Perfetto, facci sentire.» Iniziò a cantare, ci mise l’anima in quelle due strofe perché subito dopo si fermò. «Scusate, scusate il ritardo.» Un ragazzo, dall’aria un po’ impacciata, catturò la sua attenzione. –Che voce.- Pensò, poteva sembrare una ragazza un po’ strana, ma le piaceva ascoltare la voce di tutti. Forse era anche per quello che amava la musica. «Scusi signorina, continui pure.» «No, per me..per noi, va benissimo può anche andare.» Era ancora quel ragazzo, quella dalla voce giovanile. «Le faremo sapere.» Aggiunse un altro. Chissà perché, ma quel –Le faremo sapere- non aspirava a niente di buono. Si avvicinò lentamente alla porta uscendo. Guardò la madre sul punto di piangere. Le fece segno di no con la testa. Janette la abbracciò forte. Si rimise le cuffie e tornò ad ascoltare quella canzone magnifica.




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