Il Segreto di Emily

di Bale
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CAPITOLO XXI

Jack non c’era.

L’ufficio dell’agente Rossi era completamente vuoto: nessuna traccia del piccolo, né dell’agente al quale lo avevano affidato.

Per fortuna non vi erano neanche segni di colluttazione.

-Chiedo a Garcia i video della sorveglianza, scopriremo chi è entrato o uscito dall’edificio-

-Ottima idea JJ. Noi continuiamo a cercare-

Emily era disperata. Non si sarebbe mai perdonata se fosse successo qualcosa ad Aaron o a Jack.

Cercarono in lungo e in largo e dopo diversi minuti riuscirono ad individuare l’agente al quale avevano lasciato Jack. Stava chiacchierando allegramente con una sua collega, mentre stringeva tra le mani una barretta di cioccolato ed
una lattina di coca.

-Dov’è il bambino?-

Rossi si avventò su di lui afferrandolo dal colletto della camicia.

-E’ nel suo ufficio, agente. Sono solo uscito a prendergli da mangiare. Me l’ha chiesto lui-

-Non doveva lasciarlo da solo!-

-Mi dispiace, io non lo sapevo-

-Quanto tempo fa è uscito da quell’ufficio?- chiese Emily imponendosi calma e sangue freddo.

-Pochi minuti fa-

-Se qualcuno l’ha preso non può essere andato molto lontano.-

-Ragazzi, lo abbiamo trovato!-

JJ arrivò alle loro spalle euforica. Dal suo volto sembrava che Jack stesse bene.

E infatti era proprio così. Jack aveva semplicemente iniziato a gironzolare nell’edificio, finché non aveva trovato l’ufficio di Garcia.

-Troverai il mio papà?-

-Certo amore- aveva risposto lei quasi commossa –Anche se in realtà in questo momento stavo cercando te!-

Il pericolo era stato scampato. Ora restava soltanto Hotch. Dovevano trovarlo.
 

*

-Credo di sapere dove tengono Hotch. Ho analizzato attentamente tutte le proprietà dei tre ragazzi e, tenendo conto del video, credo si trovino in un appartamento non molto lontano dalla stazione ferroviaria-

-Come fai a dirlo?- chiese Rossi quasi scettico.

-Nel video viene inquadrata chiaramente la finestra e verso la fine si vede un treno partire in lontananza-

-Manda l’indirizzo al mio palmare. Andiamo-

Rossi sembrava aver abbandonato lo scetticismo per fare largo alla determinazione.

Dovevano almeno tentare.
 

*

Arrivarono troppo tardi.

Non troppo tardi per salvare Hotch, semplicemente troppo tardi per mettere k.o. l’S.I.

Fecero irruzione nell’appartamento augurandosi di non trovare brutte sorprese e invece vi trovarono Hotch con una pistola puntata contro l’S.I.

Si trattava di Kyle Glass, ma presto riuscirono ad acciuffare anche il suo complice.

Dovevano aver lottato a lungo, considerato lo stato dell’appartamento, e alla fine Hotch doveva aver avuto la meglio: era riuscito a togliergli la pistola e a sottometterlo del tutto.

Intervenne subito Morgan che ammanettò l’S.I. e lo trascinò con forza fuori dalla stanza.

La prima cosa che fece Hotch dopo essersi assicurato che l’S.I. fosse stato portato via fu abbracciare Emily.

-Come sta Jack?-

-Sta bene. Va tutto bene, stai tranquillo-

Poi andò da Reid.

Non poteva sapere ciò che era successo mentre si trovava nelle grinfie di quei due ragazzini inesperti, ma dallo sguardo di Reid e dal fatto che evitasse, con un certo sforzo, quello di Emily comprese che doveva sapere.

-Mi dispiace-

Spencer non rispose. Lo guardò dritto negli occhi, uno sguardo duro e deciso che nessuno aveva mai visto su quel viso tanto delicato.

Uscì dalla stanza senza rispondere, senza fiatare.

-Come l’ha presa?-

-Male! Non mi ha urlato contro, non mi ha insultata. Non è arrabbiato, è deluso-

-…e non può esserci cosa peggiore-




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