Exacutus Ensis

di sandsunset
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Prologus ***
Capitolo 2: *** I- A brand new start. ***



Capitolo 1
*** Prologus ***


1814 ,January.
Paris.



<< Ed ora? >> Domandò Evelyne, a suo fratello maggiore Raymond.
Lui, in compenso, scosse i capelli rossi e lunghi fino ad appena sotto le orecchie, leggermente mossi. 
<< Ora impariamo a vivere, Eve. >> La ragazza si sentì avvolgere da un fremito ,
si strinse nelle spalle , richiamando le gambe al petto.
<< Non me la sento. >> Sussurrò lei, pensò che se avesse potuto piangere lo avrebbe fatto senza pensarci due volte,
ma qualcosa glielo impediva e, quel qualcosa, era proprio il motivo per cui aveva paura.
<< Devi accettarlo, qualcosa è cambiato. >> Raymond schiuse gli occhi, e le labbra,
in un sorriso tenero e comprensivo che la sorella accolse con piacere, ora era rimasto solo lui,
l'unico legame di sangue, l'unica persona al mondo su cui poteva contare.
Tre giorni fa i loro genitori erano morti, erano venuti a casa, li avevano presi a coltellate,davanti ai loro occhi innocenti.
Raymond aveva aiutato Eve a nascondersi nel camino,coprendo la visuale con un cumulo di legna, ma non troppo fitto per poter evitare le urla strazianti di sua madre, le preghiere di suo padre e le risate degli assassini che squarciavano le loro ossa con gusto e leggerezza.
Poco dopo uno aveva scoperto i due fratelli e in un attimo morse i loro colli, lasciando le carcasse sul pavimento in legno.
Quando si svegliarono i due si trovarono diversi, pelle candida, di marmo, fredda come il granito e statuaria.
Occhi di uno strano bagliore rossastro acceso, e due canini aguzzi come quelli di una bestia.
Poi con loro grande sorpresa si accorsero di non avere fame, ma sete, di un elemento strano, di cui prima non avevano mai avuto alcun interessamento, sangue umano.
Aguzzando la vista e l'udito in un batter d'occhio erano fuori ed avevano addentato due dame
agghindate per la Domenica, avevano bevuto tutto il loro sangue e se ne erano andati, lasciando i cadaveri distrutti a bordo del marciapiede.
La cosa strana è che Evelyne non si sentì in colpa,non pensò al fatto che quelle due signore avrebbero
potuto avere figli,al fatto che un marito le aspettava a casa,no.
Dentro di lei sentiva solo la soddisfazione, la gioia e la frenesia pervadere ogni singola cellula del suo nuovo corpo.
<< Parigi è la nostra nuova vita,ora. >> Sussurrò Ray sistemandosi i capelli che il vento accostava davanti ai suoi occhi,prepotente.
Sopra quel vagone del treno tirava vento,troppo,Eve benedì il cielo per non avere freddo, o sarebbe morta assiderata.
Il mezzo sfrecciava sulle rotaie velocemente, facendo provare ai due la brezza di un giorni di fine estate a pieno.
<< Ho sete. >> Constatò lei sorridendo maliziosamente al fratello.
Lui la osservo, spostandole i capelli castani dal viso.
<< Si caccia. >> Biascicò entrando da una finestra sull'ultimo vagone, all'interno. Eve lo seguì famelica e bramosa di gustare un ottimo pasto.
<< Ricorda,appena ti sei saziata,torna sopra il vagone. >> Sussurrò Ray, Eve non riuscì a sentirlo,
troppi odori, troppi profumi in quello stesso posto, non sapeva da dove iniziare tanto il treno fosse pieno di aromi
pregiati e succulenti. Sentiva pulsare il cuore di ognuno di loro nell'incavo della spalla, a contatto con la vena porta, le arterie,
senz'altro avrebbe avuto l'opportunità di un bel banchetto.
Entrò nella prima cabina che trovò,c'era un giovane dai capelli corti e biondi,sulla ventina d'anni,pensò.
Era intento a leggere un quotidiano, Le figaro, il passo felpato di Eve non l'avrebbe mai sentito, era troppo leggero.
<< Salve. >> Disse con voce roca e sensuale,il ragazzo si girò di scatto e la guardò con uno sguardo malizioso.
<< Buonasera. >> Ammiccò alzandosi.
Per quanto Evelyne fosse stata e fosse ancora,dolce, non riuscì a non provare la brezza di divertirsi con la sua preda.
Nessuno le avrebbe resistito, folta chioma rame, occhi di un ambra colata da mozzare
il fiato, quegli occhi un tempo erano stati verdi,ma ora erano semplicemente eccezionali,con quel nuovo bagliore.
<< Le serve aiuto? >> Chiese il giovano sorridendo sinceramente.
Eve usando la sua velocità,in un millesimo di secondo, gli fu dietro, cingendo con un braccio
il collo del ragazzo come per strozzarlo, ma per ora voleva solo tenerlo fermo.
<< Ma come... >> Lui non capiva come fosse stata possibile una cosa del genere, insomma,
un attimo prima era davanti a lui e non aveva nemmeno visto il suo spostamento.
<< Ora ci divertiamo. >> Sussurrò impercettibilmente a sé stessa prima di leccare con la lingua l'altezza del collo del povero malcapitato.
<< Ottimo. >> Chiuse gli occhi gustando il pre-sapore del suo sangue.
<< Come ti chiami? >> Il ragazzo rispose preoccupato, con la voce tremolante. 
<< Guillaume,s-signorina. >> Le dava piacere sapere il nome delle sue vittime,
poteva associare quei nomi al loro sangue e poteva riconoscere altri sapori simili a quello,era complicato,ma divertente.
Un attimo dopo affondò i canini appuntiti come coltelli nel collo del giovane che
abbandonò tutte le sue forze con un ultimo rantolo,lei ingorda continuò a succhiare ogni piccola goccia fino a non trovarsi sazia con un solo corpo,incredibile.
Si passò una mano sulla bocca per pulirsi da alcune eventuali macchie rosse,poi si leccò le labbra ed uscì per tornare sul vagone.
Raymond era già lì ad aspettarla, sorridente.
<< Quanti? >> Chiese lei guardandolo,ammiccò.
<< Sono incappato in un vagone di signorine allegre, prima di ucciderle stavo pensando di divertirmi un pò,ma avevamo fretta. >>
Eve ridacchiò scuotendo il capo, dopotutto suo fratello aveva pur sempre diciannove anni e lei, ne aveva pur sempre diciassette,erano gli stessi.
Quasi gli stessi.





Si,ho altre due storie in corso
e si,quest'idea non ha senso,per questo mi piace.
Beh,se vi piace il genere,e vi è piaciuto il primo capitolo,recensite :)

Ps. Il titolo è Exacutus ensis,traduzione dal latino: lama affilata


Grazie,se hai letto fino a qua 

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Capitolo 2
*** I- A brand new start. ***



	 
21,Ianuarius,1847
Paris

"Deve essere qui,da qualche parte." Esclamò il giovane dalla chioma rossa,osservando tutte le imponenti case della via.
La sorella lo seguiva sbuffando,cercavano quella casa da più di un'ora.
La Pro zia Amelia abitava in una di quelle case,di sicuro.
		I problemi erano due ora,e se lei non si sarebbe ricordata di loro? D'altronde li aveva visti una,massimo due volte,
quando erano neonati,i loro genitori non li avevano mai portati a Parigi,nell'alta società.
Il secondo problema era la loro nuova natura. 
Come avrebbero fatto a nutrirsi liberamente in una città come questa? 
Con la vita notturna,sempre piena di persone di alto rango appostate nelle loro carrozze,o al sicuro nelle loro ville lussuose.
Raymond interruppe i pensieri di Evelyne,e con un sorriso fiero dipinto sul volto fece intuire alla ragazza di aver trovato ciò che cercavano.
"Ci siamo Eve,questo è il nostro piano A,la nostra unica occasione,non c'è una seconda opzione,
tutto dipende dalla memoria di quella settantenne." 
Disse pensieroso,poi bussò al grande portone di legno pieno di rifiniture in oro massiccio,sorrise.
"E se è morta?" Chiese Eve,d'altro canto sett'anni erano troppi per un epoca con così tante malattie ed epidemie.
La porta si spalancò prendendo di sprovvista i due ragazzi,era un ometto sulla sessantina,con due occhialetti da gufo ed il naso all'insù.
"I signori desiderano?" Si informò il signore con il panciotto bordeaux.
"Sono Raymond Debois e lei è mia sorella Evelyne,veniamo da Beynac-et-Cazenac,
un paesino a nord della Francia,siamo parenti della signora Amelia." Ray cercò di darsi un tono di classe in quell'ambiente.
"Vorremmo parlare con lei." Questa volta fu più impertinente,cosa che con il suo sorrisetto beffardo riusciva abbastanza bene.
"La signora non ha tempo per dei ciarlatani come voi,ci è giunta notizia che gli ultimi parenti sono morti tre giorni fa,
quindi mi spiace,ma loro signori sono arrivati tardi." L'uomo li guardò dall'alto in basso,poi fece per chiudere la porta,
Eve la bloccò mettendo un piede tra lo stipite e l'uscio,il signore fu costretto a riaprire.
"Se il vostro intento era derubare questa casa,mi dispiace,ma avete fallito." Continuò. 
Raymond si sentì preso in giro,lui non era un ladro.
Eve gli prese la mano e a strinse delicatamente per impedirgli di fare pazzie,così prese lei in mano la situazione.
"La preghiamo,i nostri genitori sono morti qualche giorno fa,la signora Amelia è l'ultima possibilità che abbiamo di vivere." 
L'uomo sembrò ammorbidirsi,poi spalancò la porta,segno che i due erano liberi di entrare. 
Evelyne e Raymond entrarono nella grande abitazione,il pavimento era di marmo e i muri con un motivo floreale
 sui toni del bordeaux,appesi ai muri se ne stavano dei porta candela in oro.
"Che succede Carl?" Si sentì una voce provenire dal salotto,una voce di donna,piuttosto matura. 
Forse Amelia era più vicina di quanto loro pensassero.
Dalla soglia della porta alla loro destra videro comparire un'anziana donna,che non era affatto come se l'erano immaginata. 
Portava benissimo i suoi anni ed era vestita molto elegantemente,con un abito lungo di color verde muschio,con qualche ricamo
 di pizzo dorato. Eve sentì qualcosa di strano dentro di sé. 
Era un desiderio disperato di speranza,lei sperava e implorava con tutto il suo cuore,ormai non più attivo,
che quella donna offrisse loro vitto e alloggio e li ospitasse per non lasciarli girovagare per l'eternità senza un posto
 fisso dove vivere accuratamente,e non di stenti.
"Buongiorno." Salutò delicata e gentile,ma con un non so che di borghese,quel tono piccato che solitamente i membri dell'alta società avevano. 
L'ometto con il panciotto,che da quello che avevano capito poteva benissimo essere il maggiordomo,li presentò,con un tono un pò interdetto. 
"Raymond ed Evelyne Debois,signora. Dicono di essere vostri pronipoti,i figli di Margot e Cèdric Debois,
deceduti per cause non conosciute giorni fa." Amelia sembrò capire al volo e rivolse ai due giovani un sorriso accogliente.
"Ma certo! E' impossibile non riconoscervi,siete il ritratto di mio nipote Cèdric." Poi corrucciò la fronte. 
"Mi dispiace tantissimo per l'accaduto,però è comunque una fortuna che voi non abbiate fatto la stessa fine." 
Rimase in silenzio per qualche secondo,prima di girarsi verso l'uomo che li guardava attento.
"Carl,la prego,ci porti delle tazze di thè,e non si trattenga con i pasticcini." 
Carl annuì e si ritirò in cucina,probabilmente a compiere il suo dovere.
"Prego,accomodatevi." Madame Amelia scortò i due ragazzi in un ampio salotto.
Nel mezzo della stanza vi erano due divani di velluto verde scuro,l'uno posto affianco all'altro,affiancati da due poltrone dello stesso identico motivo.
Sul muro di sinistra il camino era acceso,e il fuoco scoppiettante ipnotizzò per un attimo Evelyne,che tornò subito concentrata.
 Si ricordò i pomeriggi e le serate passate con la sua famiglia a chiacchierare davanti ad un fuoco così accogliente,pronto
 a riscaldarli nelle giornate più gelide. Lei odiava il freddo.
Peccato che ora era un vero e proprio pezzo di marmo,ghiacciato.
"Come vi ho già detto,vi faccio le mie condoglianze,immagino sia stato molto imprimente svegliarvi e trovarli defunti." 
Ah,e così la versione ufficiale era questa,Eve e Ray si erano alzati,la mattina,trovandoli già morti.
Sarebbe stato più facile,pensò Eve,passandosi una mano fra i capelli castani.
Seguirono vari minuti di chiacchiere tra Raymond e Amelia,perchè lei era completamente persa nei suoi pensieri. 
Aveva così tanti dubbi,così tante domande che purtroppo sarebbero rimasti per sempre tali. 
Ad interromperla da quella specie di trans arrivò Carl,che posò il vassoio pieno di biscottini prelibati e le tre tazze di thè sul tavolino davanti a loro. 
Madame Amelia e Raymond presero immediatamente la loro tazza e presero a sorseggiarla.
"C'è qualche problema,cara?" Domandò l'anziana donna rivolgendosi ad Eve.
Alzò lo sguardo e sorrise rassicurante. "No,no,stavo solo aspettando che si raffreddasse un pò."
 Inventò,sollevando la sua tazza e portandosela alle labbra.
Ed il pomeriggio trascorse così,tra la piacevole compagnia di Amelia ed i deliziosi dolcetti che accompagnavo i sorsi di thè caldo.
"Comunque sarò lieta di ospitarvi qui per quanto vorrete,il posto non mi manca,
sono sola qui,speravo di finire la mia vecchiaia con qualche giovane nipote." Sorrise.
"Se volete farvi un bagno caldo,il bagno è di sopra,vi accompagnerà Carl.".
L'uomo ci presentò brevemente la spaziosa villa e finalmente Evelyne poté ritirarsi in bagno,
in quella vasca bianco avorio a forma di conchiglia.
Lasciò cadere morbide le vesti lungo i suo fianchi,prima di entrare con un piede e poi con l'intero corpo nella vasca. 
Chiuse gli occhi assaporando la tranquillità.
Avrebbe tanto voluto piangere,sfogarsi talmente tanto da non avere più energie,svuotarsi completamente,
ma l'unica cosa che riuscì a fare fu chiudere gli occhi e inspirare quel delicato profumo speziato degli oli da bagno.
Osservò il suo corpo candido e statuario,la pelle di porcellana,soda.
Non volle macchiarsi di presunzione,ma capì subito che quello era un corpo assolutamente invidiabile,ogni 
donna avrebbe desiderato possederlo ed ogni uomo cullarlo tra le proprie braccia e dare il via alla propria brama e frenesia.
Decise che mezz'ora poteva bastare e si alzò asciugandosi con un grande telo,poi avvolgendosi nella vestaglia che 
Carl le aveva messo a disposizione. Era pura seta,avrebbe sicuramente gelato lì dentro se fosse stata mortale. 
Pensò che non aveva mai indossato qualcosa di così pregiato,i disegni floreali rosei le donavano.
"Eve,posso?" Sentì bussare alla porta del bagno,poi udì la voce di Raymond.
Aprì ed uscì lei,mentre suo fratello la osservava. A lui erano spuntati dei bei muscoli possenti e levigati dopo la trasformazione. 
Entrambi potevano godere di una bellezza disarmante,probabilmente tutti avrebbero voluto averli in matrimonio.
"Madame Amelia ha detto che questa sera ci sarà una soir di nobili,sostiene 
che sarebbe la sua occasione per presentarci ai suoi frequentatori e amici." 
Lei sbuffò e lui sorrise. "Tutte quelle persone altezzose,che ti squadrano come se fossi un insignificante pidocchio,non so." 
Raymond ridacchiò prima di accarezzare gentilmente la nuca della sorella minore.
"Avanti,non possiamo essere scortesi Eve,lei ci da vitto e alloggio,vivremo nel lusso." 
Lei capendo che aveva ragione si rassegnò annuendo.
"Il tuo vestito è sul letto,preparati per le otto e mezza,hai un'ora." facendole l'occhiolino si dileguò per andarsi a preparare lui stesso.
Raymond era pur sempre un ragazzo,e non si sarebbe lasciato sfuggire l'occasione di incantare qualche adorabile fanciulla quella sera.
Mentre Evelyne sperava che tutto avrebbe trovato un senso,al più presto.
	
Spero che il capitolo vi piaccia,ci tengo molto alla storia,ho cercato di dare il meglio :')
Se avete letto,recensite,mi fareste felicissima♥

Questa è come immagino Evelyne :')
L'immagine è stata rivisitata dalla sottoscritta per dare un'idea vampiresca Ahah :'33 

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