Nero

di EffieRiot
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Nero ***
Capitolo 2: *** Capitolo 2 ***



Capitolo 1
*** Nero ***


Declaimer: i Tokio Hotel non mi appartengono e tutto ciò che è scritto in questo documento è puro frutto della mia inventiva. Questa storia non è scritta a scopo di lucro. Detto questo, buona lettura!!! ^-^

-SEI UN DEFICIENTE!!!!! HAI ROVINATO TUTTO!!!!-

-Hayden, fermati!-

-No che non mi fermo, idiota! Devo andare a recuperarla! Hai rovinato quello che poteva essere il giorno più bello della sua vita, è mio dovere di migliore amica recuperarla e fare in modo che abbia una spalla su cui piangere!-

Le scarpe bagnate scivolavano sull’asfalto che era diventato una lastra di ghiaccio. Pochi e fugaci pensieri... lui, che aveva fatto l’irreparabile...lei che avrebbe tentato di riparare l’irreparabile...e...STONG (effetti sonori gentilmente prestati dalla Rai ù.ù)

Nemmeno un sussurro, nemmeno un accenno di dolore per la caduta. Nemmeno una parola di scusa per la persona contro cui aveva sbattuto. L’unica cosa che voleva era trovare Isebil. Ricominciò a correre senza sentire il dolore che poco dopo le avrebbe percorso tutta la gamba.

-Hayden, fermati! Dove stai andando?!- smettendo di correre si girò a guardare il suo interlocutore, atto estremamente pericoloso quando ti ritrovi a correre su una lastra di ghiaccio. Come se l’essere di fretta, lo star male per la sua amica e tutto il resto non fossero abbastanza, cadde violentemente a terra con il sedere. Questa volta si che sentì il dolore.

-Oh cazzo...Hayden, ti sei fatta male?- chiese preoccupato un ragazzo con in mano diversi regali che aveva appena raccolto dal suolo.

-No...solo qualche osso in poltiglia! Nulla di grave, stai pure a portare i regali in un locale vuoto!-

-Hayden se non mi dici quello che è successo io che posso fare, me lo spighi?- chiese l’amico andando verso di lei e aiutandola a tirarsi su.

-Ti dico una sola cosa. Tuo fratello, troppe ragazze.- rispose lei stringendogli la mano tirandosi su.

-Non mi dire che ha fatto una delle sue solite cazzate, ti prego!-

-Si... e indovina una cosa? Isebil è scappata e devo raggiungerla prima che si venda a un circo ambulante!- disse pulendosi i pantaloni dal ghiaccio e dal fango del terreno, per poi portarsi una mano sulla schiena.

-Ehy, ti fa male?-chiese lui poggiando la mano leggermente sopra quella della ragazza con tocco delicato.

-Un po’. Ma nulla di grave. Solo una botta, fra qualche ora sarà già passata!- disse lei scacciano la sua mano con fare irritato. Non le piaceva che la toccassero, almeno, non le piaceva che i ragazzi la toccassero! Le sembrava che invadessero la sua privacy.

-Sicura? Se vuoi ti accompagno...-

-No! No...meglio che vai da tuo fratello, che se lo becco io finisce che mi sporco i vestiti di sangue!-

-Fine come sempre, Hayden...- un sorriso ironico.

-Ci vediamo dopo, Bill! Fai venire i sensi di colpa a tuo fratello anche da parte mia, eh! Se lo merita davvero quell’idiota!-

-Certo! A dopo, Hayden!- le urlò mentre era già lontana, persa nella nebbia di una fredda notte invernale in cui di certo, sarebbe scivolata altre volte sull’asfalto ghiacciato.

***

-TOM, DEFICENTE! Si può sapere che cazzo hai combinato? Ho incontrato Hayden per strada...stai certo che se ti becca sei morto!- urlò un quasi allampanato moro appena messo piede nel locale cha aveva affittato insieme ai suoi amici per quella che avrebbe dovuto essere una delle serate più belle della vita di Isebil.

-Oh, non ti ci mettere anche tu! Sei mio fratello, dovresti difendermi!- rispose un rastaro biondo stravaccato su una sedia. Sul tavolo, sparse e rovesciate, almeno una decina di bottiglie di birra vuote.

-Ma cazzo, Tom...non capisci? Isebil fino a adesso ha avuto una vita di merda! e quando finalmente una...UNA cosa nella sua vita volge a suo vantaggio tu rovini tutto così? Ti prego, Tom...dimmi che almeno un po’ ti dispiace, ti prego! Non puoi essere così cinico!-

-Oh, ma che cazzo! Credete tutti che io sia così insensibile? Io sono un essere umano, come tutti! Ovvio che mi dispiace, ma non ci posso fare nulla se Isebil non mi piace! Ha scelto il ragazzo sbagliato, magari se al posto di volere me a tutti i costi si innamorava di Andreas le cose gli andavano meglio!- sbraitò Tom in un impeto di rabbia indicando il ragazzo biondo seduto in un angolino della stanza. Nella loro compagnia i problemi di cuore erano sempre stati fonte di casini, ma mai come quella volta.

Il rastaro prese la sua felpa e se ne andò sbattendo la porta, come se tutto il mondo dovesse capire che Tom Kaulitz era incazzato nero.

***

-Isebil... lo so che sei li. Esci, per favore...- chiese dolcemente una ragazza bionda, con il trucco sbavato dal pianto e dal sudore. Aveva corso per quasi un’ora senza sosta dopo lo scontro con l’amico.

-Hayden, ti prego, non riportarmi da lui...- disse in risposta una voce spezzata dal pianto dietro il cespuglio che separava le altalene dal resto del parco giochi.

-E chi ci torna più da quello stronzo! L’unica volta che lo rivedrò sarà quando gli spaccherò la faccia a forza di bottigliate!- replicò Hayden girando attorno al muro di fogliame e strizzando gli occhi per vedere il viso dell’amica nella penombra.

-Fine come il solito, eh?- rise appena... di certo la bionda non era un esempio di finezza. Ma almeno era la prova vivente che l’accoppiata bionda – occhi azzurri non era sinonimo di snob viziata!

-Ovvio! Vuoi tornare a casa?- rispose decisa l’amica avvicinandosi e sedendosi sull’altalena libera.

-No! Se mio padre mi vede in queste condizioni sai come finisce?!-

-Ok, allora non torniamo a casa... vuoi venire da me?- chiese Hayden. Sembrava molto una mammina... era così dolce. Incredibile come, in un momento, potesse cambiare.

-E dove dormo? Tuo fratello mica era tornato dalla Russia?-

Il fratello di Hayden, Darius, aveva venticinque anni. In Germania non aveva casa propria, ma stava ancora nella casa dei suoi genitori, ma in compenso lavorava in Russia e stava li per il 90% dell’anno. Erano rare le occasioni in cui tornava a casa, se non per le feste, e quindi Hayden sfruttava la sua camera per dormire con le sue amiche visto che il fratellone, nonostante non fosse mai a casa, si era accaparrato il letto matrimoniale. Ma quando Darius era a casa... il letto era suo!

-Giusto... ascolta Isebil. Tu vai a casa mia a dormire, stai in camera mia. Io vado da qualcuno... piuttosto vado a dormire da Andreas o da Bill, ok? Ora l’importante è che tu stia bene, chiaro? Ora andiamo a casa mia, ti sistemi...se vuoi ti faccio compagnia fino a quando non ti addormenti e poi sgattaiolo da qualcuno. Stai tranquilla, l’ho già fatto talmente tante volta che mia mamma non si preoccupa più!- spiegò lei. Era una ragazza con le idee molto chiare, capace di gestire la sua vita nonostante avesse solo quindici anni. Aveva già le idee chiare per il suo futuro e era determinata a fare in modo che i suoi piani si avverassero.

-Ma, io... non posso! Vado io da Andreas, non posso buttarti fuori da casa tua!- si rifiutò Isebil. Lei, al contrario di Hayden, era molto più incerta. Molte volte si lasciava sopraffare dai sentimenti e era molto sensibile.

-Isebil, smettila di lamentarti! Tu dormirai da me, punto e basta!- ordinò la bionda. Era irremovibile. Proprio come se fosse una madre che sgrida i suoi figli.

***

-Ho portato Isebil a casa mia... dormirà li, non ha voglia di andare a casa- spiegò Hayden buttandosi su una sedia e soffiandosi sulle mani per fare in modo che riprendano sensibilità. Si erano quasi ibernate per il freddo.

-E tu dove vai? Io non posso ospitarti...- chiese Andreas, seduto su uno sgabello vicino al bancone da bar.

-Non lo so... speravo di poter venire da te, in verità. Bill, tuo fratello è già a casa?-

-Si...- rispose il moro appoggiato con i gomiti di fianco all’amico – a sentire lui lo trattavamo come un animale, quindi ha preferito andarsene. Me dico io...se lui si comporta come un animale noi che dobbiamo fare?-

-Bill, ti prego... risparmiaci!- intervenne Anderas

-Ok, ok...- rispose scontroso Bill

-Bill, posso venire da te a dormire?- domanda spiazzante. Non per il contenuto, ma per la risolutezza. Non era mai successo che Bill e Hayden dormissero nella stessa stanza. Per di più soli. Da Andreas c’era la camera degli ospiti, ma nella casa dei Kaulitz no. Avrebbe dovuto per forza dormire con lui.

-O...ok-

-Perfetto! Basta che non mi fai incrociare tuo fratello...-

-C...certo!-

***

Non era la prima volta che Hayden andava a casa dell’amico, ma era da tanto che non ci tornava. L’ultima vola che ci era entrata era per fare una ricerca in terza media... circa due anni prima. Seguì Bill piano, guardandosi attorno. Si vedeva chiaramente che l’arredamento era stato scelto dalla signora Kaulitz. Mentre il moro armeggiava piano con la maniglia Hayden si soffermò a osservare delle foto di quando erano piccoli... avranno avuto si e no quattro, cinque anni. Nella prima a destra c’era anche lei. Abbracciava Tom e Andreas, che gli dava un bacino sulla guancia. Il posto non riusciva a riconoscerlo... forse era il giardino sul retro della scuola materna. Quando si voltò il ragazzo era già sparito. Entrò piano nella stanza dell’amico, che stava trafficando nel suo armadio. Era ancora tutto come se lo ricordava. Un album di Nena sulla scrivania, la maglietta dei Placebo in un angolo... l’unica cosa nuova era il microfono vicino alla finestra. Non che fosse attaccato a un’ amplificatore o cosa, ma le ricordava in ogni momento che due dei suoi più grandi amici stavano diventando famosi. Se tutto continuava come ora, l’anno seguente sarebbero andati in Sud Africa per girare il loro primo video.

-Tieni... è mia, ma non l’ho mai messa. Spero che ti vada bene. Puoi usarla per dormire.- la voce di Bill dietro di lei la distrasse dai suoi pensieri. Lui era buffo, così impacciato. Le stava porgendo una enorme camicia a quadrettoni rossi e gialli, con lo sguardo fisso su un punto non ben definito dietro di lei e con il ciuffo che gli oscurava entrambi gli occhi.

-Grazie! Vado di la a cambiarmi... non sbirciare, eh!- ringraziò la ragazza sorridendogli. Di solito i sorrisi frenano l’imbarazzo. Prese la camicia e si diresse verso il bagno. Una volta dentro cominciò a sfilarsi i pantaloni, per poi passare al leggero cappotto che ancora indossava e alla maglietta sotto di quello. Si mise la camicia, che le stava enorme, e la allacciò fino all’ultimo bottone. Però slacciò i bottoncini sulle maniche... aveva sempre detto che le davano fastidio le maniche strette.

Piegò gli abiti e piano, uscì dal bagno. La camicia le copriva a malapena il sedere, ma non le dava fastidio. Piano si intrufolò nella stanza. Bill era girato di spalle, si stava infilando la maglia. Si intravedeva il piccolo pezzo di garza sul collo che copriva il tatuaggio che si era fatto pochi giorni prima. Anche lei, prima o poi, si sarebbe fatta un tatuaggio... ma prima doveva assicurarsi che suo padre non la cacciasse di casa insieme a tutti i suoi Cd rock. Facendo attenzione a non disturbare appoggiò i vestiti, più che piegati appallottolati su se stessi, sulla sedia e si tolse le scarpe. Certo che doveva essere silenziosa, dato che il moro ancora non aveva notato la sua presenza. Era intento a cercare disperatamente qualcosa in un cassetto. Quando, finalmente, tirò fuori una coperta di nylon arancione scuro notò la presenza di Hayden.

-Oh... da quanto sei qui?- chiese imbarazzato

-Un po’... abbastanza da vedere che sei magro da fare schifo! Fra un po’ la tua pancia comincerà a ribellarsi perché la stai facendo scomparire!- scherzò lei squadrando l’amico. Una volta, mentre non riusciva a dormire, aveva immaginato i pigiami dei suoi amici. Una cosa stupida, ovvio, ma si era divertita! Si era immaginata Andreas con un enorme pigiama grigio topo, che più che un pigiama assomigliava a un’enorme tutone, con sulla maglia un asinello, Tom con un’enorme maglietta verde evidenziatore che gli arrivava fino alle ginocchia e Bill con un pigiamino nero attillatissimo con un teschiazzo sul davanti e la scritta ‘bad boy’ sul retro, invece contro le sue aspettative Bill dormiva con una normalissima maglia a maniche corte, in questo caso di un verdone smunto, e dei pantaloni stile tuta che gli arrivavano fin sotto i piedi, cosa assai difficile vista la lunghezza delle gambe di Bill.

Il moro, dal canto suo, guardava la ragazza implorante, come se le stesse chiedendo ‘per pietà, copriti!’ ma lei proprio per questo era spinta dal suo istinto sadico a scoprirsi ancora di più. Si sedette sul letto appoggiandosi in dietro con le mani e fissandolo. Lui inizialmente resse o sguardo, ma dopo poco cedette.

-Allora, dove dobbiamo andare a prendere il materasso da mettere per terra?- chiese Hayden alzandosi dal letto e avvicinandosi ancheggiando alla porta per poi appoggiarsi allo stipite.

-Stai tranquilla, lo prendo io... è nello stanzino qui di fianco! Comunque tu dormirai nel mio letto, io dormirò sul materasso!- rispose il moro avvicinandosi a lei.

-No! È il tuo letto... ci devi dormire tu, no? Poi non sono scomoda a dormire per terra!-

-Dai, lascia perdere... ho la testa più dura di una noce di cocco, non riuscirai mai a dissuadermi!-disse lui sorpassandola e entrando nel corridoio.

-Nemmeno se mostro un po’ la coscia?-

-Non sono Tom! E poi, più scoperta di così non potresti essere!-

-Beh, non hai tutti i torti! Se al posto tuo c’era Tom a quest’ora erano già venuti a prenderlo per portarlo all’ospedale!-

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Salve a tutti! Come scritto nell'introduzione questa è la prima Fic romantica che scrivo, quindi spero che piaccia. Solitamente tendo a evitare questo genere per non cadere nel banale e/o nello sdolcinato, ma ho voluto fare un'eccezione visto che mi era venuta in mente la trama che ora ho bella e stampata in testa in tutti i suoi particolari. Se qualcuno fosse così gentile da recensire mi farebbe un grandissimo favore, anche perchè tengo molto ai pareri esterni. Detto questo... Arrivederci al prossimo capitolo!!!! ^-^

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Capitolo 2
*** Capitolo 2 ***


Notte. Ovunque si girasse, i suoi occhi non vedevano altro che notte.

“Stramaledettissima vacca boia! Perché non riesco a dormire?”

Fuori dalla finestra un lampione illuminava gli alberi del giardino che un po’ la intimorivano. Sembravano così arcigni... quasi come braccia pronte a portarla via, senza un perché. Gli alberi di notte le mettevano paura da quando era piccola.

Sentì l’amico girarsi sotto la coperta arancione  e sbuffare per il freddo.

-Bill, sei sveglio?- chiese piano rompendo la patina di silenzio che era calata sui due da qualche ora.

-Si...-rispose il ragazzo voltandosi nel buio, come se potesse vedere in faccia la sua interlocutrice.

-Possiamo parlare un po’? Non riesco a dormire.-

-Ok... di che parliamo?- chiese lui di rimando. Sembrava sollevato, come se un suo dubbio fosse stato colmato.

-Si può accendere la luce? Mi da fastidio stare così al buio.- per quanto Hayden ostentasse sicurezza, le paure di bambina restavano, sempre, costantemente.

-Meglio di no, se mia madre scopre che sei qui siamo morti. Al massimo si può accendere una candela.- spiego velocemente il ragazzo.

-Ok, la candela va benissimo...-

Il moro si alzò dall’improvvisato letto dirigendosi a tastoni verso la scrivania. Aprì un cassetto e ci infilò dentro una mano fino a quando non senti qualcosa di tondo e lungo vicino alla sua mano. Afferrò l’oggetto e tendendolo in mano cercò anche l’accendino abbandonato da qualche parte sulla scrivania.

La ragazza, con gli occhi da gatto che si ritrovava, guardava la figura di Bill che si muoveva da una parte all’altra apparentemente a caso, poi d’un tratto sentì uno strano rumore e dall’accendino dell’amico partì una piccola fiamma, che ben presto avvolse lo stoppino infiammandolo, come la passione può infiammare gli animi di qualsiasi persona.

Bill, ormai supportato dalla luce della flebile fiamma della candela, prese una bottiglia con la parte superiore completamente coperta di cera sciolta di tutti i tipi e ci ficcò dentro la candela blu che teneva in mano per poi ritornare a sdraiarsi sul letto poggiando per terra la bottiglia.

-Ecco fatto. Allora, di che parliamo?-

-Non lo so... – guardò il ragazzo raggomitolarsi nella coperta per il freddo – sei sicuro di non voler fare a cambio?-

-No, grazie... ho freddo io che sono vestito, pensa tu che sei mezza nuda!-

-Ah, ma vaffanculo! Devi sempre essere così altruista?- era quasi irritata da questo lato di Bill. A cosa serve soffrire per non far soffrire gli altri? È una cosa stupida!

- Ancora! Lo sai che io sono così, non ci puoi fare nulla...- si passò una mano dietro al collo, il giorno dopo avrebbe tolto la garza e avrebbe potuto finalmente sfoggiare il suo nuovissimo tatuaggio.

-Al posto che offrire tutto questo aiuto a me almeno potresti offrirlo a Isebil! Hai idea di come stia? Era distrutta...- a ogni parola il suo tono si faceva più triste.

-Ma almeno suo padre si è risposato! Non è più sola!- tentò di controbattere il ragazzo.

-Però per colpa di un cretino a caso ora sta male quanto prima! Almeno poteva scappare da suo padre, ma da Tom no! È inevitabile che lo riveda!- aveva un tono arrabbiato, ma non stava urlando. Si sapeva controllare, sapeva che se Simone li avesse scoperti sarebbe stata la fine del suo amico che si era improvvisamente zittito.

-Come vanno le cose con la Universal? Cioè...l’anno prossimo andate davvero a registrare il video di Durch den monson?- chiese d’improvviso Hayden, dopo qualche attimo di silenzio. Alle orecchie di Bill sembrava quasi dispiaciuta di questo fatto.

-Alla Universal? Benissimo... oltre che registrare il video, stiamo scrivendo la parte musicale per i testi nuovi- sorrise alla flebile luce della fiamma, quasi euforico per l’ondata di novità che lo stava investendo da relativamente poco tempo fino a ora.

La ragazza si alzò e prese il microfono dall’asta su cui stava poggiato, poi ritornò al letto e lo porse a Bill.

-Su, cantami qualcosa... anche la canzone dei puffi se ti va! Basta che canti...- non sapeva nemmeno lei perché lo facesse, ma voleva che Bill cantasse. A suo parere, e solo suo doveva rimanere, non l’avrebbe detto mai a nessuno, quella voce era come magica, sapeva mettere a posto tutto quello che a posto non voleva starci. Magari sarebbe riuscita a addormentarsi senza pensare a quelle sottospecie di uomini-albero fuori dalla finestra...

Seppure dopo un momento di scetticismo, Bill si mise a cantare, piano...

-Zum ersten Mal alleine
In unserem Versteck.
Ich seh noch unseren Namen an der Wand
Und wisch sie wieder weg.
Ich wollt dir alles anvertrauen.
Warum bist du abgehauen?
Komm zurück
Nimm mich mit

Komm und rette mich,
Ich verbrenne innerlich.
Komm und rette mich
Ich schaff’s nicht ohne dich.
Komm und rette mich
Rette mich
Rette mich

Unsere Träume waren gelogen
Und keine Träne echt.
Sag das das nicht wahr ist,
Sag’s mir jetzt.
Vielleicht hörst du irgendwo…-

In quel punto, le parole cominciarono a sfocare nella sua mente, a perdere significato diventando solo armonia.

-Ma li scrivi davvero tu i testi?- chiese in un soffio la ragazza, ancora nel dormi-veglia.

Bill si bloccò un attimo

-Si, perché?- chiese quasi sorpreso dalla domanda abbastanza insolita, almeno per una sua amica.

-Perché sono bellissimi...- rispose lei prima di addormentarsi placidamente, con la fiamma del mozzicone di candela a illuminarle e scaldarle il viso.

 

-Sveglia!-

Sguardo penetrante. Come un coltello in pieno stomaco.

-Sveglia! Se arriva mia madre sai che succede?-

Un ammasso di biondi capelli arruffati si alza di scatto, sbarrando gli occhi. Il ragazzo di fianco a lei ghigna, sapendo di aver trovato la soluzione alla precedente mezz’ora di strattoni e sibili per non svegliare mezza casa, che poi includeva solo suo fratello.

-Come?! ... che ore sono?- sibila la ragazza, con un tono che ricorda lievemente un palloncino che si sgonfia.

Il moro ride leggermente dandole le spalle e risiedendosi sul suo non molto confortante materasso steso a terra.

Senza nemmeno ascoltare l’eventuale risposta la ragazza si fionda in bagno, uscendone praticamente subito già pronta e truccata.

Incredibile cosa riescono a fare le donne.

Bill la guarda spostarsi qua e la come una trottola per praticamente tutto il tempo, immobile e sghignazzate come a volte solo Georg sa essere.

-Ehm... Hayden?!, guarda che oggi è lunedì, mia madre è al lavoro.-

Come folgorata, la ragazza si blocca.

L’avrebbe ucciso. L’avrebbe ucciso a furia di schiaffi.

Si gira lentamente verso Bill, guardandolo con aria assassina, mentre quello continua a ridere.

Continua a guardarlo, poi all'improvviso gli si butta addosso tipo placcaggio di rugby, buttandolo giù sdraiato sul materasso.
-Io t'ammazzoooo!-
Nemmeno fa attenzione al volume della voce, nemmeno pensa che nella stanza accanto c'è Tom.

Tom che potrebbe svegliarsi, Tom che potrebbe sentirla.

No, Tom non esiste.

Bill ride ancora più forte, di più.

-Dai, però è stato divertente...!- la lascia fare, tanto piccola e fragile com’è non riuscirebbe a fargli davvero male, qualsiasi cosa faccia.

La afferra per i polsi, tenendoli delicatamente stretti, guardandola in volto.

-Era l’unico modo per svegliarti Hayden!-

In quel momento, sembra quasi che ci sia aria di contesa. Hayden ha la tentazione di... boh, tirare una testa a Bill, o sputargli in un occhio. Ma non lo farebbe mai davvero.

-Sarà stato divertente per te..!-

Lo guarda male, ma poi scoppia a sua volta a ridere, guardandolo.

Le sembra impossibile stare seria in quella situazione, così, faccia a faccia.

-Beh, almeno ora sei sveglia...!-

Restano un po’ a fissarsi, ridendo leggermente, poi Bill distoglie lo sguardo, mollandole lentamente i polsi.

Già, Bill si imbarazza con niente, ma questa volta anche lei non è stata da meno.

Da quando si creano situazioni imbarazzanti con i Kaulitz?
Quelle se le creano già fra loro, le situazioni imbarazzanti.

Hayden si alza, scuotendo leggermente la testa.

-Eh già... e tu ora mi offri la colazione, vero?- chiede con un sorriso leggero, quasi a voler sembrare un angioletto.

Bill annuisce alzandosi in piedi, ancora in pigiama lui ovviamente.
-Mi sistemo velocemente e scendiamo giù a fare colazione, mh?- chiede sorridendo mentre si avvicina velocemente al proprio armadio.
Afferra una maglietta e un jeans, non può perdere tempo.
Veloce passandole accanto corre in bagno a sistemarsi.

La ragazza lo guarda prendere i vestiti ed uscire e si siede sul letto, togliendo il cappotto e poggiandocelo sopra.
Lei era proprio pronta per uscire.
Si guarda intorno, arricciando un po' le labbra, quasi ci giocasse.
Non pensa a niente di particolare, si guarda intorno e basta.
Ieri, al buio, non aveva notato alcuni particolari della camera che si, sono molto cambiati.

Bill esce dopo una decina di minuti. Pronto e sistemato, da vero uomo di spettacolo, quale è lui.

O almeno lo diventerà.
Ha preso la maglietta dei Green Day, la sua preferita, bene.
Nemmeno se n'era accorto.
Uscendo dal bagno, vestito, pettinato e truccato raggiunge l'amica.
-Prooonto, scendiamo??-

Sventola una mano davanti alla ragazza, quasi assorta nel guardarsi intorno, facendola riscuotere.

-Sisi, eccomi!-
Si alza, raggiungendolo fuori dalla stanza e assaporando a pieni polmoni il profumo che c’è nell’aria.
Ha sempre pensato che quella casa abbia un aroma strano, tutto suo, un misto fra biscotti freschi, carta da parati e il classico odore di casa.
Si gira una ciocca di capelli fra le dita, scendendo velocemente le scale, un passo di distanza da Bill.

Quando ci si mette è impossibile stargli dietro, fa tutto velocemente e alla spiccia.

Lo segue mentre tranquillamente entra in cucina. Vuota. ;eglio, significa che Tom sta ancora dormendo.
-Allora...- apre vari sportelli e poi il frigo.
-Ehm.. latte e cereali? pane e nutella? Brioche?- si volta verso la ragazza con un lieve sorriso.

Lei, dal canto suo, nemmeno ci pensa.

-Latte e cereali andranno benissimo...!-

 

***

 

Quando si dice dalle stelle alle stalle... i Tokio Hotel, il gruppetto squinternato dei suoi migliori amici, quelli su cui nessuno avrebbe mai puntato un solo centesimo, sono passati  dal suonare nel garage di casa Listing al provare i pezzi da incidere nelle sale prova migliori dei dintorni, quelle presenti nel plesso di edifici della Universal Music Germany.

Era una mezz’oretta abbondante che aspettava, fuori da quei cancelli neri che anche se aperti tanto la intimorivano, e dei quattro piccoli musicisti nemmeno l’ombra.

Si sa, quando fai qualcosa che ti piace il tempo vola.

Sospira, sedendosi sul marciapiede antistante la cinta nera e appuntita.

Aspetterà ancora... alla fine, se non aspetta loro, non può fare altro.

E altri due minuti passano.

Tre.

Quattro.

Cinque.

Sente delle risate in lontananza, risate che riconoscerebbe su mille.

Si gira leggermente, in tempo per vedere Bill che fa un leggero segno con la mano a Tom prima di avvicinarsi a lei.

-Ehy, Hayden...!-

-Ehilà! Vi siete sistemati bene a quanto vedo...-

Sorridente indica con un cenno del capo la struttura al loro fianco, a cui il ragazzo lancia uno sguardo con la coda dell’occhio, fugace.

Non è che il grigiore delle pareti gli interessi molto.

Hayden si calca meglio il giubbino addosso, rannicchiata un po’ in se stessa.

-Questo posto mi fa impressione da quant’è grande...-

Bill sorride leggermente, quasi orgoglioso, per poi spostare lo sguardo sull’edificio.

-Già... siamo stati così fortunati!-

Dopo qualche secondo entrambi staccano lo sguardo dall’edificio, puntandolo l’uno sull’altra, e lei sulle proprie mani.

-Allora... che ci fai da queste parti?- una domanda semplice, fatta con la dolcezza di sempre.

Lei alza le spalle, infilando le mani rossicce dal freddo nelle tasche foderate del giubbotto.

-Così... diciamo che sono qui in visita. Volevo vedere come vanno le cose ai piani alti.-

Sbuffa una risata, formando una nuvoletta di condensa che guarda per un po’, per poi guardare il ragazzo che ha davanti e gli altri, un po’ più distanti, con Tom.

Alla fine è la loro la posizione peggiore, non sanno mai con chi stare.

-Andiamo a bere qualcosa insieme? E... tranquillo, non ucciderò tuo fratello.- sussurro l’ultima parte per evitare la domanda che Bill le avrebbe di certo fatto.

Mettere in chiaro le cose dall’inizio è sempre meglio... però Bill quell’aria preoccupata potrebbe togliersela dalla faccia.

Dopo poco lo fa... che legga nel pensiero?

-Daaaai, che così mi raccontate come vanno le cose!-

Sorride e annuisce più volte, dicendo un convinto –Ok, va bene!-

Le porge la mano, per tirarsi su. Mano che lei prontamente afferra, alzandosi con un piccolo balzo.

Senza preavviso il ragazzo parte verso gli altri, senza lasciarle la mano... solo quando arriva davanti a loro sembra ricordarsi di quello che ha fatto.

E intanto Hayden fissa le loro mani, guardandole con aria critica e un sopracciglio alzato.

Odia, odia quelle situazioni.

-Ragazzi, andiamo a bere qualcosa?-

Sempre entusiasti, Georg e Gustav accettano la proposta del moro.

C’era da aspettarselo, quando c’è da fare baldoria loro ci sono sempre.

Tutti si voltano verso Tom, ora sta a lui.

-Tom? Tu vieni?-

Lui li guarda, fissa per qualche secondo Hayden.

Il rimorso dai giorni prima è ancora acceso, sa che finirebbe male.

-No... io torno a casa...-

Bill sospira leggermente, ma acconsente, lasciando andare il gemello. Sa che è meglio lasciarlo solo.

-C’era da immaginarselo...-

Sospira di nuovo, infilando le mani nelle tasche dei jeans. Non sembra possibile che ci possa stare qualcosa, e invece...!

-Potevi far venire anche Andreas...-

-Gliel’ho chiesto, ma non voleva vedere Tom... e poi è meglio che ci sia qualcuno che fa compagnia a Isebil.-

Fa una smorfietta, la ragazza. Sa che non è carino quello che ha appena detto, ma è la verità e alla verità non si scappa.

Guarda il terreno e poi i tre.

-Allora.. dove andiamo? Siete voi gli intenditori della zona.-

Bill sembra illuminarsi, tutto allegro, come quando gli viene una buona idea.

-C'è un locale qui vicino, solitamente ci vanno tutti di dirigenti dell'Universal e noi.. beh, beviamo gratis. Conviene no?-

Tutti annuiscono, e il bassiste e il batterista della band partono, senza nemmeno dire una parola.

Si mettono allegramente a borbottare fra di loro, probabilmente cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare.

Quando si mettono a parlare di musica, è la fine.

La ragazza li guarda aggrottando le sopracciglia divertita, per poi ridacchiare.

Si gira leggermente e guarda Bill.

-Dai, andiamo...!-

Comincia a camminare dietro ai due ragazzi, sentendo al proprio fianco Bill.

Stanno in silenzio, tutti e due, fino al bar.

Sentono le voci degli amici, ma non le ascoltano davvero... sarebbe anche inutile.

Giunti al locale entrano e... è tutto il contrario di quello che Hayden s’aspettava.

Mobili dal design moderno-ultralussuoso, abbastanza minimale e tutto suoi toni del grigio, nelle sue varie sfumature, signori in giacca e cravatta che girano ovunque, con i loro cocktail colorati e superalcolici.

Guarda gli altri ragazzi ma loro sorridono raggianti, quasi come se fossero abituati... non come lei, che guarda tutto estasiata e al contempo intimorita.

Si aggrappa alla manica di Gustav, che oltre essere il più vicino è il più saggio fra i tre.

-Sicuro che siamo nel posto giusto...?-

Sente Bill ridere, probabilmente di lei.

Alza lo sguardo.

-Certo Hayden! Questo è un posto da star e...- si indica con entrambe le mani –Noi stiamo per diventarlo!- sorride smagliante, come nemmeno le ragazze nelle pubblicità dei dentifrici.

Ci si può scommettere dieci a uno che se Bill non avesse sfondato nel campo della musica sarebbe diventato il nuovo volto di Mentadent&Co.

Sospira... la situazione comincia a piacerle.

Sorride guardandosi attorno.

-Vuoi dire che in questa strafigata di posto... noi non paghiamo?!-

Saltella, tutta contenta. Si, a volte sembra ancora una bimba.

Gustav ride leggermente, per poi sospingerla da un lato.

-Dai, andiamo a sederci...!-

Non appena tutti e quattro son seduti sulle sedie, arriva un tizio con i capelli che sembrano appena stati leccati da una mucca e un’aria scocciata in volto.

Si vede che non sopporta i ragazzini, ma non appena Bill tira fuori il magico pass della Universal... diventa l’uomo con il sorriso più fintamente amabile della terra.

Gli lascia la lista dei drink, per poi andarsene velocemente e con fare indaffarato.

Hayden afferra la lista, sfogliandola distrattamente.

“Ma se io...”

-Ma se io prendessi una semplice coca cola mi butterebbero fuori?!-

Guarda un attimo tutti in faccia... allora non è Bill, stavano pensando tutti la stessa cosa.

Sorride leggermente, per poi pensare a come attaccar bottone.

-Allora, che si dice per il vostro debutto? Ci sono novità?-

-Oggi abbiamo provato un bel po’ di pezzi, sembra che vada alla grande... si!-

Bill assume un’aria sognante, come sempre. E’ nato per quel lavoro, e Hayden s’è sempre chiesta se sia un bene o un male.

 –E’ un sogno che si avvera.. davvero.. e tra due settimane andiamo in sud africa, già assicurato!-

Due settimane.

Due settimane.

La ragazza raggela, guarda Bill intontita.

-D..due settimane? Non dovevano essere mesi e mesi?-

Ora, o è lei che non ha cognizione del tempo, o qualcosa decisamente non va.
Non vuole che se ne vadano così.
Sono alcuni dei suoi migliori amici, le persone che ama di più al mondo.

Gli altri ragazzi si guardano... si vede che non ha retto il colpo.

-Hayden si.. loro.. loro hanno fretta di fare uscire il singolo.. devono correre.. io sono un po’ confuso sta... sta avvenendo tutto in maniera così veloce.. nemmeno io ci capisco più niente ma..- la guarda e le sorride, rassicurante.
-Non devi preoccuparti.. noi saremo sempre con voi...-

___________

Note d'autrice:

Allora, come potete notare la storia comincia già a farsi strada... ma questo non è ancora niente ragazzi ù.ù

Dal prossimo capitolo tutto cambierà.

E mi raccomando ragazze, tenete bene a mente quell'ultima frase!

Ah, scusate il ritardo xD

Si ringraziano per i commenti:

Schrei

Erinlaith

claudy

Shiro Neko (<3<3)

Yaoista for life

Saretta94

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