Happy Moments

di violet_w90
(/viewuser.php?uid=547738)

Disclaimer: Questo testo proprietà del suo autore e degli aventi diritto. La stampa o il salvataggio del testo dà diritto ad un usufrutto personale a scopo di lettura ed esclude ogni forma di sfruttamento commerciale o altri usi improri.


Lista capitoli:
Capitolo 1: *** The last happy moment before the war ***
Capitolo 2: *** The first happy moment after the war ***



Capitolo 1
*** The last happy moment before the war ***


The last happy moment before the war

Dean stava facendo colazione osservando la spiaggia attraverso la finestra della cucina, quando sentì Luna scendere le scale. Fu sorpreso di vederla ancora in pigiama, un po’ meno sorpreso di vederla scalza. La sua ormai era un’abitudine. I capelli ancora arruffati e quella sua solita aria sognate, che in un primo momento poteva farla apparire decisamente buffa, non intaccavano minimamente la sua bellezza.  I suoi occhi grigi brillavano sotto i raggi mattutini del sole. Era stato bello, in questi giorni, poter osservare ogni sua piccola sfumatura, dopo essere stati rinchiusi in quello scantinato buio a Villa Malfoy.

“Buongiorno.” Disse Luna con quello sguardo quasi vacuo, ma comunque sorridente.
“Buongiorno. Un po’ di tè?” Chiese Dean, prendendo la teiera dal tavolo.
“Oh…si Grazie. Sei molto gentile Dean.” Il ragazzo sbuffò divertito.
“Hai intenzione di dirmelo tutte le volte?” Chiese questi. Il ragazzo sapeva che Luna era strana, ma non capiva questo suo bisogno di sottolineare sempre quanto fosse gentile.
“Dico solo la verità. Dove sono Bill e Fleur?” Chiese Luna sedendosi.

“Sono usciti mezz’ora fa. Sono andati a casa di Zia Muriel a trovare gli altri Weasley. Gli ho chiesto di salutarti Ginny.”
“Grazie. Quindi siamo soli.” Disse Luna tranquilla.
“Siamo soli e visto che siamo soli pensavo che più tardi si potrebbe andare a fare due passi sulla spiaggia. Sempre se ti va.”
“Oh…Si sia mi piace molto la spiaggia. Quando ero piccola mio padre mi ci portava sempre, alla ricerca di qualche nuova creatura.”
“Forte e quali creature avete trovato?” Luna per un attimo rimase sbigottita a tale domanda. Non devono essere state molte le persone interessate all’argomento, ma Dean voleva saperlo. Voleva sapere tutto di lei. Voleva conoscerla meglio.

“Ti interessa davvero?”
“Si, mi interessa, ieri sei stata quasi un’ora a parlarmi dei Gogospizzi e io ti ho ascoltato senza batter ciglio, a differenza di Bill e Fleur.” Quei poveretti avevano resistito appena 10 minuti, per poi sparire con qualche scusa. “Perché credi che questa volta possa essere diverso?” Luna sorrise ed era un sorriso bello, sincero. Un sorriso che Dean difficilmente avrebbe dimenticato. Spesso la sicerità di Luna finiva per diventare quasi imbarazzante, ma non quella volta. La ragazza cominciò raccontare dei suoi viaggi con il padre e delle loro scoperte e questi la ascoltava, senza quasi mai interromperla. Fu solo verso le 10 e mezza, che finalmente i due si alzarono da tavola, per andarsi a preparare per uscire.

“Niente scarpe?” Chiese Dean vedendola di nuovo scendere le scale 15 minuti dopo senza di esse.
“Per andare sulla spiaggia? Che senso avrebbe.”
“Andiamo su…” Ormai aveva imparato che alcune battaglie con Luna, erano sempre perse. I due si incamminarono lentamente verso riva, ma a causa del sole la sabbia era calda, e Luna faticava decisamente a camminare, saltellando da un piede all’altro. Non che la ragazza non saltellasse già abitualmente, ma la cosa era più evidente del solito.

“Ecco a cosa servono le scarpe.” Commentò Dean, divertito.
“Ce la faccio benissimo.” Arrivati vicino alla riva, il ragazzo cercò, con un po’ di fatica a causa di una leggera brezza marina, di stendere l’asciugamano.
“E’ colpa degli spiritelli marini.” Disse Luna cercando di aiutarlo. Una volta steso per bene, i due ci si sedettero sopra. “E’ proprio bello qui.”
“Si è davvero un bel posto.” Concordò lui. Per un attimo i due rimasero in silenzio. La leggera brezza marina gli accarezzava il viso.

“Cosa credi che succederà adesso?” Domandò Luna.
“Non lo so davvero.” La giovane tirò fuori dalla tasca il suo galeone per controllarlo. Aveva l’aria sempre sognante, ma Dean poteva vedere un velo di tristezza nel suo viso, mentre lo osservava, che gli procurava una fitta al cuore. Luna non doveva essere triste. Perché Luna, era quella che spendeva sempre una buona parola per tutti, che confidava sempre nel lieto fine, che ti dava il suo aiuto, senza mai chiederti niente in cambio. Era la migliore ragazza, che avesse mai conosciuto e l’idea, che ci fosse voluto più di un mese di prigionia a Villa Malfoy per capirlo, lo faceva sentire un emerito idiota.
 
“Nessun nuovo messaggio.”
“Magari è un buon segno, no?” Lei si voltò a guardarlo. I loro visi erano così vicini, troppo vicini per non farlo. Eliminando quella minima distanza, Dean la baciò. Lo desirava da troppo tempo. Era un bacio dolce e autentico, che celava i loro timori più profondi. Luna non si tirò indietro, ma assaporò per la prima volta, il contatto delle sue labbra con quelle di Dean, che sembravano avere un’intesa perfetta. Era questo che si provava a baciare una persona? Sarebbe stato il loro momento perfetto, non fosse stato per un’improvvisa onda, che li bagnò per metà. Avevano steso l’asciugamano troppo vicino all’acqua e non faceva ancora così caldo per fare un bagno.

“Maledizione!” Sbraitò Dean, per poi scoppiare a ridere insieme a quest’ultima. Improvvisamente il galeone nella mano di Luna cominciò a scaldarsi, rompendo quella nuova magia. La ragazza osservò la sua moneta.
“Che c’è? E’ successo qualcosa?” Chiese lui preoccupato.
“E’ un messaggio di Neville. Dice che Harry è arrivato al castello. Dobbiamo andare.” Dean annuì, prendendo la mano di Luna, che la strinse. Lasciandosi il mare alle spalle, i due si avviarono verso casa per perdere il necessario, prima di smaterializzarsi alla volta di quella, che sarebbe stata l’ultima battaglia.


Angolo Autore: Ho scritto questa FF, perchè io amo questa coppia. E' l'unica coppia non convenzionale, che mi sarebbe piacuto vedere. Questo racconto è nato come una One Shot, ma non è detto che poi io, non aggiunga una seconda parte.
 

Ritorna all'indice


Capitolo 2
*** The first happy moment after the war ***



The first happy moment after the war


“Li distraggo io” suggerì Luna. “Tu usa il Mantello.”
E prima che lui riuscisse a dire una parola gridò: “Oooh, guardate un Cannolo balbuziente!” indicando fuori dalla finestra.
                                                                                                                                                                                       
HP 7 J.K. Rowling

“Un Cannolo Balbuziente?” Chiese Dean comparendo alle sue spalle.
“Già, non l’hai visto?”
“No, ma sono felice di vedere te.” Rispose abbracciandola, incurante degli sguardi degli altri studenti. “Non riuscivo più a trovarti e avevo il terrore che ti fosse successo qualcosa.”
“Tranquillo. Sto bene.” La rassicurò, ma anche sul suo viso si poteva vedere, quando anche lei fosse sollevata di vederlo. Luna si era sempre preoccupata più degli altri che di se stessa, ma sentiva di non essere mai stata così in pena per qualcuno, prima di essersi resa conto, della sparizione del ragazzo, nel bel mezzo della battaglia. L'idea che gli fosse successo qualcosa, per un attimo l'aveva fatta vacillare. Dean la guardò negli occhi e per la seconda volta la baciò o almeno ci provò.

“Dean no.” Disse Luna, sottraendosi immediatamente al suo abbracciò.
“Perché no?” Chiese questi, stupefatto.
“Dean questa cosa tra noi, non può funzionare.”
“Non può funzionare, ma di che diavolo stai parlando?” Domandò il ragazzo con evidente panico nella voce. Era convinto, che anche lei lo volesse, specie dopo quei giorni trascorsi insieme a Villa Conchiglia. Pensava che Luna avesse capito, che cosa desiderasse dal loro rapporto.

“Io e te siamo troppo diversi, non lo capisci.” E invece avrebbe funzionato. Perché Dean avrebbe fatto di tutto, per farla funzionare. Ormai aveva imparato a conoscerla e si sentiva pronto a soprassedere a tutte quelle sue stranezze. Erano una parte di lei, che avrebbe accettato. Perché quelle bizzarrie, erano niente in confronto a tutte le sue altre qualità, che in questi ultimi giorni aveva imparato a conoscere.
“Ti sbagli, so a cosa sto andando incontro e non mi importa.” Rispose il ragazzo con fermezza.
“Lo sai davvero? Io sono Lunatica Lovegood, la ragazza più schernita di tutta la scuola. Tutti i tuoi amici rideranno di me.”

“Non te ne è mai fregato niente di cosa gli altri pensassero di te, perché questa volta dovrebbe essere diverso?”
“Non è a me che importerà, ma a te.” Finalmente Dean comprese, ciò che gli stesse dicendo. Temeva che alla lunga, si sarebbe stancato e vergognato di lei.  “Credimi Dean io tengo molto a te, ma è meglio se restiamo solo buon amici.” Disse allontanandosi. Il ragazzo si sentiva perso. Non poteva permettergli di lasciarla andare via, non così, ma sapeva anche che delle normali rassicurazione, non sarebbero servite a fermarla.

“Se te ne vai via ora, la nostra amicizia è finita.” Luna si bloccò. “Perché non posso rimanere amica della ragazza di cui mi sono innamorato.” Non era di certo così, che avrebbe voluto fare la sua prima dichiarazione d’amore, in Sala Grande, davanti a metà scuola, ma forse era il modo migliore per dimostrarle che non gli importava, che cosa gli altri pensassero della loro storia. Luna si voltò a guardarlo, ma era difficile capire, quale fosse la reazione alle sue parole, perché ancora una volta sembrava tra le nuvole.
“Ti ha colpito Gorgosprizzo?”
“Nessun Gorgosprizzo mi è entrato nelle orecchie per confondermi il cervello. So perfettamente quello che ho detto e non mi rimangio niente.”

“Allora mi ascoltavi davvero, quando l’altro giorno a Villa Conchiglia ti parlavo di loro.” Disse Luna, eliminando la poca distanza tra loro.
“E vorrei ascoltarti ancora, anche se non solo su quello. Magari ogni tanto potresti cambiare anche argomento e parlare di qualcos’altro che…” Luna gli sorrise, mettendogli un dito davanti alla bocca, per zittirlo. Era un gesto banale, ma Dean capì che almeno per ora aveva vinto un’altra battaglia. “Ti va una passeggiata nel parco? Ho proprio voglia di vedere questo cannolo.” La ragazza annuì e mentre si avviavano verso il portone d’ingresso, gli prese la mano, che Dean strinse. Una volta fuori i due si incamminarono verso il lago, ma a metà strada Luna si fermò.

“Dean posso farti una confessione?”
“Si Luna?”
“Non c’era nessun Cannolo Balbuziente, me lo sono inventato per permettere ad Harry di nascondersi sotto il mantello dell’invisibilità.” Questi sorrise, era incredibile come Luna non potesse far a meno di essere sempre e comunque sincera. Era una cosa, che ormai aveva notato da parecchio, ciò nonostante ogni volta non riusciva a non stupirsene.
“Si lo sospettavo.” Riprendendo a camminare, arrivarono fino ad un grosso faggio, in prossimità del lago. I due ci si sedettero all’ombra dell’albero, abbracciati.

“Però il Cannolo Balbuziente esiste veramente sai?”
“Davvero?”
“C’è chi dice che sia solo una delle tante rare creature mitologiche, che potrebbe o non potrebbe essere esistita, ma io sono convinta che esista. Mio padre è certissimo di averlo visto almeno una volta, ha scritto anche un articolo a riguardo. Sono detti Balbuzienti, perché emettono degli strani versi intermittenti.” Beh… pensò Dean l’argomento l’aveva cambiato. “Ma sai Dean ora non ho voglia di parlare.” Disse ancora Luna, riportandolo alla realtà.

“Ah…no e cosa vuoi fare?” Chiese lui. Luna si voltò a guardarlo e timidamente si sporse a baciarlo. Dean approfondì il bacio e questa volta niente interruppe quel loro momento magico.

"Mi hai davvero detto che mi ami prima?"
"Si l'ho detto."
"Bene. Perchè anche io mi sono innamorata di te." Il ragazzo sorrise ricominciando a baciarla. La battaglia era appena terminata ed era ancora troppo presto per ritornare alla normalità, ma ripensandoci quello era già un primo passo verso un futuro nuovo. 


 

Ritorna all'indice


Questa storia è archiviata su: EFP

/viewstory.php?sid=2474533