The Poker Of Love

di Muffin_Cupcake
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** High School ***
Capitolo 2: *** New Meeting ***



Capitolo 1
*** High School ***


Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=gbeQoZ5Neak
The Poker Of Love

1.
Spencer

Mi sistemo la tracolla della borsa sulla spalla mentre mi dirigo verso casa di Max, o più precisamente, verso il garage di casa di Max.
Arrivo con qualche minuto di ritardo, tanto per cambiare, busso due volte e lui mi viene ad aprire con un sorriso stampato sulla faccia.
Ha i capelli biondi più spettinati del solito e dalla faccia intuisco che si deve essere svegliato da poco.
Conosco Max da quando siamo piccolissimi, è come un fratello per me, c’è sempre quando ne ho bisogno e io sono qui per lui. A volte la gente crede che io sia innamorata di lui, ma in realtà è gay e io non ho mai pensato a lui in modo diverso da un amico.
“Ehi Spence!” mi saluta, stringendomi in un abbraccio “Pronta per provare?”
Annuisco, scostandomi i capelli dal viso e mi dirigo verso il pouf, in fondo alla stanza, vicino alla chitarra di Max.
Max si butta sul divano e afferra un muffin dal tavolino.
“Ne vuoi uno?” mi chiede.
“Da quanto tempo sono lì?” domando, indicandoli.
“Ma, non li ho fatti più di due o tre giorni fa” dice lui, sorridendo innocentemente.
“Passo” rido e gli tiro un cuscino.
Max si stringe il cuscino al petto, guardandomi offeso: “Guarda che non ti suono la base per le cover, sai?”
“Oh, e va bene! Dammi un muffin, master chef”.
Finiamo di mangiare e lui si siede imbracciando la chitarra, mentre io mi alzo e prendo il microfono, l’attrezzatura ci è costata i risparmi di tutta un’estate di lavoro, ma ne è valsa la pena.
“Che ti suono?” mi chiede
Alzo le spalle e mi mordo un labbro: “Story Of My Life?”

Max

Attacco gli accordi e lei inizia a cantare, come al solito è bravissima, primo o poi quella ragazza sfonderà, ne sono più che sicuro.

And I'll be gone gone tonight
The ground beneath my feet is open wide
The way that I been holdin' on too tight
With nothing in between”


Improvvisamente si ferma e si mette le mani nei capelli e borbotta: “Sto facendo completamente schifo, questa cazzo di canzone non mi verrà mai!” cammina nervosamente su e giù per la stanza.
Mi alzo e vado ad abbracciarla, sussurrandole in un orecchio: “Spence, sei stata bravissima, te lo giuro, non hai sbagliato una sola nota. Magari sei solo nervosa, per questo ti sembra di steccare.”
Lei mi guarda e poi sorride.
“Brava, così mi piaci” annuisco, guardandola “Ricominciamo, ti va?”
“Si, sono pronta” dice dirigendosi di nuovo verso il microfono.
“Adesso ti registro così poi ti senti, va bene?” dico, facendo partire il registratore e riprendendo a suonare.
Quando finisce la canzone le faccio sentire la registrazione e lei è costretta ad ammettere che non è stata ‘poi così male’.
“Andiamo a mangiare un gelato? Ti prego, ti prego, ti prego!” le dico con occhi supplichevoli.
So benissimo che quando la guardo così non sa dirmi di no, infatti dopo pochi secondi acconsente e si infila la felpa.
“Andiamo?”
“Sai che sono sempre pronto per mangiare” dico ridendo.
Usciamo e ci dirigiamo in gelateria, io la abbraccio e lei sorride.

Theo

Guardo Jake, seduto accanto a me, che sta guardando il preside con aria di sfida, i gomiti poggiati sulla scrivania.
“Quindi, a causa della vostra pessima condotta durante tutto l’anno, mi vedo costretto ad espellervi da questa scuola” sta dicendo il preside, con voce piatta e monotona.
Jake sta per ribattere ma io lo fermo perché il preside sta continuando a parlare. Siamo già abbastanza nei guai così.
“Se non volete che denunci alla polizia quello che avete fatto, dovrete accettare il vostro trasferimento alla Fairview High School”.
“Lei è matto!” esclama Jake “Non so neanche dove cazzo sia questa merda di città!”
Gli tiro un calcio per farlo stare zitto.
“Mi scusi” dico, usando un tono da falso bravo ragazzo “Come faremo a trovare una casa? Non è che navighiamo nell’oro…”
Lui alza un sopracciglio e mi risponde: “Beh, signorino Jenkins, poteva pensarci prima di combinare ciò che ha combinato insieme al suo amichetto Myers”.
Ho capito, dovremo trovarci qualcosa e anche in fretta, perché, come il preside si premura di specificare, abbiamo solo una settimana di tempo per trasferirci.
Jake borbotta un “vaffanculo” e usciamo dall’ufficio.
“Theo, porca puttana! Perché gliela dai sempre vinta a quel coglione?”
“Jake, quel coglione ha minacciato di dire tutto alla polizia, cosa avrei dovuto fare?” ribatto, alzando la voce.
“Ok, ok. Hai ragione, ma usciamo da qui. Odio questo posto” dice, alzando le mani, come per arrendersi.

Jake

Usciamo nel cortile e mi accendo una sigaretta.
“Senti, dobbiamo assolutamente trovare un posto dove stare, non abbiamo molto tempo” dico, socchiudendo gli occhi.
“Wow, la tua perspicacia mi abbaglia, Jake” risponde sarcastico Theo, sfilandomi il pacchetto di sigarette dalla tasca.
Non lo picchio solo perché è il mio migliore amico, se fosse stato chiunque altro a quest’ora avrebbe un occhio nero e qualche dente in meno.
“Che fai? Mi tocchi il culo?” rido.
“Qui quello gay sei tu, non io. Dai andiamo a casa e cerchiamo un posto dove stare”.
Alzo gli occhi al cielo e mi incammino verso casa. In realtà definirla casa è un eufemismo, è la cantina del padre di Theo, che noi abbiamo occupato. Non sono sicuro che il padre sappia che qualcuno viva nella sua cantina, ma sinceramente non me ne importa poi molto.
Infilo le chiavi nella toppa e apro la porta che fa un rumore metallico assordante. La odio.
“Accendi il computer, io vado al bagno” dico, rivolto verso di lui.
Anche in questo caso definirlo bagno non è appropriato, c’è un cesso all’angolo e un lavandino lì accanto. Stop. Per lavarsi diventa abbastanza complicato, ma ormai ci siamo abituati.
Quando ritorno dal ‘bagno’ vedo Theo profondamente concentrato a guardare lo schermo del computer.
“Allora? Trovato niente?”
“Questo posto è in culo al mondo, c’è solo un ragazzo che affitta un garage, ma dice che a volte lui e una sua amica ci fanno le prove. Suonano e cantano, che schifo” dice nervoso.
“Si, ma se è l’unica cosa che c’è, ce la dobbiamo far andare bene per forza” rispondo.
“D’accordo, c’è un contatto, ora lo chiamo” continua lui.

Max


Siamo in gelateria quando mi squilla il telefono.
“Pronto?”
“Parlo con Max Price?” mi chiede una voce bassa e roca.
“Si, sono io. Ma chi è?”
“Sono Jake Myers, ho letto il tuo annuncio e a me e al mio amico serve un posto dove stare. La tua offerta è valida?”
“Si, certo. Quando pensate di trasferirvi?” domando, felice che qualcuno abbia letto il mio annuncio. Ci servono i soldi.
“Domani. Ci si vede” e attacca.
Spencer mi guarda interrogativa e poi mi chiede chi era al telefono.
“Un tipo strano, ha detto che a lui e al suo amico serviva un posto dove stare e hanno letto il mio annuncio. Arrivano domani.”
“Cosa? E tu ti fidi così di due sconosciuti? Non sai neanche chi sono!”
La conosco, sta per iniziare a farmi il terzo grado, quindi la precedo: “Mi ha detto come si chiama, Jake Myers, questo mi basta. Lo sai benissimo che abbiamo bisogno di soldi, quindi domani vederemo. Se poi sono due pazzi psicopatici li caccio e se non se ne vanno chiamo la polizia”.
“Max, hai la minima idea di quanti Jake Myers esistono?”
“Dai Spence, non fare la guastafeste e mangiamoci questo gelato in pace” dico, per chiudere la conversazione.



Spazio autrici:
Bela gente, è la nostra prima fan fiction, siamo un Muffin e un Cupcake ihih. A parte gli scherzi, questa fan fiction affronterà diversi argomenti tra cui la droga, l'omosessualità e non anticipiamo altro. Beh speriamo che vi abbia incuriosito, il primo capitolo non è nulla solo un'introduzione diversa dalle solite.
A presto bele e beli
Muffin & Cupcake



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Capitolo 2
*** New Meeting ***


The Poker Of Love
2

Theo [clicca per aprire]
 
“Che palle” dice Jake per la decima volta nel giro di cinque minuti “Quanto manca?”
“Un quarto d’ora, credo” rispondo mangiando l’ultima nocciolina del pacchetto.
Lui sbuffa e guarda fuori dal finestrino, poi si gira e mi chiede: “Secondo te come sarà questo Max?”
“Intendi se sarà gay o etero?” ridacchio.
“Vaffanculo, Theo” dice, ma sta ridendo anche lui “Ero quasi serio. Secondo te come sarà? Gentile?”
“Si, tanto peggio di noi non può essere, altrimenti sarebbe già dentro” annuisco.
“Anche tu hai ragione” risponde convinto, per poi prendere il pacchetto delle noccioline, che però è vuoto.
Dopo alcuni minuti arriviamo alla stazione di Fairview e ci trasciniamo dietro le valigie fino all’uscita.
“Muoviti, che sai benissimo che non abbiamo fatto il biglietto e se ci beccano siamo fregati” mi esorta Jake, dandomi una spinta.
“Rilassati, ormai siamo arrivati” sbuffo “Come arriviamo al bar?”
“Al bar?” mi chiede, sgranando gli occhi.
“Ma sei ritardato? Ha detto che ci saremmo dovuti incontrare al bar ex-it.
“Ah, già! È vero” risponde.
Ci incamminiamo verso il bar ridendo e scherzando, ‘silenziosi’ come sempre.
 
Max [clicca per aprire]
 
È da venti minuti che aspetto sotto casa di Spencer, che tanto per cambiare è in ritardo, quando finalmente esce, con i capelli che le cadono sciolti sulla schiena. Indossa dei jeans, una maglietta di cotone grigio con una stampa astratta, una giacca di pelle a maniche corte e gli occhiali da sole.
Sembra appena uscita dalla copertina di Teen Vogue e stiamo andando solo a prendere quei due, non oso immaginare cosa si metterebbe per andare ad una serata di gala.
“Ce l’hai fatta, finalmente!” le dico, guardandola venire verso di me “Siamo già in ritardo”
“Sai bene che non sono assolutamente convinta di questa storia” esclama, enfatizzando ogni parola.
Storco il labbro iniziando a camminare.
Lei mi raggiunge continuando a borbottare quanto può essere pericoloso incontrare due estranei, ma dopo un po’ smetto di ascoltarla.
Finalmente arriviamo al bar e vedo due ragazzi con le valigie che si guardano intorno, fumando. Devono essere loro.
 
Jake [clicca per aprire]
 
Un ragazzo biondo e una ragazza con i capelli lunghi vengono verso di noi e il ragazzo ci chiede se uno di noi è Jake Myers.
“Sono io, tu devi essere…” mi blocco perché non mi ricordo il nome.
“Tu devi essere Max Price” finisce Theo al mio posto, porgendogli una mano.
Tutta tattica, se lo deve tenere buono, in genere non è così gentile, soprattutto non con un ragazzo.
“Si, ecco, tu devi essere Max. Io sono Jake, lui è Theo” dico, abbastanza sbrigativo.
“Io sono Spencer” si aggiunge la ragazza, facendo un sorriso tirato.
È evidente che si sta sforzando di essere gentile per far piacere al suo amico o forse è il suo ragazzo.
Max inizia a spiegarci come funzionerà, ci dice che nel garage ci sono un divano letto e una brandina, ma ogni giorno loro fanno le prove, perché lei canta.
Questo mi urta abbastanza, ma è l’unica possibilità che abbiamo, quindi annuiamo e lui ci porta a vedere il garage, che è abbastanza grande e ci da una copia delle chiavi, dicendoci che se vogliamo, lui e Spencer ci porteranno a fare un giro della città.
Sto per rispondere di no, ma Theo mi precede accettando con gioia, una gioia molto esagerata.
Quando ci lasciano da soli gli chiedo: “Ma cosa ti salta in mente?”
“Senti, non conosciamo nessuno qui, possiamo ricominciare da zero, quindi cerca di contenerti e cerchiamo di essere gentili” risponde iniziando a perlustrare la stanza.
Siamo destinati a vivere per sempre in garage o cantine, non c’è verso che troviamo una casa normale.
 
Spencer [clicca per aprire]
 
“Ok, avevo ragione o no?” mi chiede Max.
“Va bene, va bene. Avevi ragione, non sembrano poi così male. Secondo me quello con il tatuaggio sul collo è gay” dico maliziosa.
Lui sbuffa e alza gli occhi al cielo: “E secondo me tu finirai insieme all’altro, Theo.”
“Ci sono più probabilità che tu ti metta con Katy” rispondo.
“La negazione è il primo sintomo, ho visto come lo guardavi. Ammettilo, ti ha colpita, non dico che ti piace, ma ti ha colpita.”
“Non è assolutamente vero!” esclamo “Mi pare abbastanza stronzo e superficiale, lo sai che quelli così non mi sono mai piaciuti e non mi piaceranno mai.”
Sbuffa di nuovo, per poi guardare l’orologio ed esclamare che dobbiamo andare a prendere Theo e Jake.
Annuisco e prendo la borsa dalla panchina, guardando il telefono, ho un sacco di messaggi da leggere ma non mi va, quindi lo ficco in tasca e guardo Max.
“L’ultimo che arriva perde!” esclama lui
Sembra un bimbo, ma inizio a correre e, anche se con le Dr Martens è abbastanza faticoso, arrivo prima. Penso che mi faccia sempre vincere, perché non è possibile che ogni volta arrivi prima io.

#spazio autrici: ciao a tutti, andiamo un po' di fretta quindi non abbiamo modo di commentare questo capitolo, speriamo solo che vi piaccia. Ci dispiace se è un po' corto, ma abbiamo avuto problemi di tempo.
Mi raccomando guardate le foto ;)
Un bacio,
Muffin & Cupcake


 

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