The Moon

di pandy21
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Le Origini ***
Capitolo 2: *** Un salto nel passato ***



Capitolo 1
*** Le Origini ***


Scappo. Ecco cosa sto facendo. Perché? Beh, vi racconterò una storia. La mia storia.
Vivo, cioè vivevo, ad Enobrias, il fulcro di ogni genere di produttività nel mondo. Ma non è una semplice città. E' divisa in sei parti. Cinque di queste prendono nome di Enobri. Ogni pezzo ha un generale che prende il possesso dell' Enobrio e lo distorce trasformandolo in quello che più grade. Io vivevo nel quinto. Era il pezzo che si occupava del cibo. il che non vuol dire che noi potevamo mangiare quello che raccoglievamo. Se toccavi anche solo con le mani sporche una mela, gli "Scarabei" del generale di portavano nella sesta zona, o meglio conosciuta come "Il Fulcro". Meglio non capitare li, non sto a spiegare il perché, visto che forse ve lo immaginate. 
Una paio di mesi fa, il saggio del Quinto Enobrio, guidato da un gruppo di 200 persone, suoi discepoli, organizzò una rivolta per ottenere più pane. La rivolta andò male, e le forze del Fulcro si abbatterono sul nostro pezzo di città e ne distrussero l'esistenza. Sono sopravvissuta. Le bombe che hanno gettato gli aerei del Fulcro hanno distrutto tutto tranne me. Ma solo una persona si è accorta che mancava un individuo alla lista infinita dei caduti. Il generale Kings. Ora mi caccia per i boschi. A volte succede che, nel cielo azzurro macchiato di nuvole, compaiono enormi jet del Fulcro chiamati "Trovatori" che setacciano i boschi nel tentativo di trovarmi. 
Proprio per questo scappo da ogni tipo di società, confinandomi nel grottesco mondo dei boschi. mi sono preparata  una mia arma personale. Un'arma letale. Consiste in un pugnale, con quindici cientrimetri di lama tagliente, fatto di pietra. Ma non una pietra qualsiasi. Una delle pietre più rare e introvabili al mondo. Una pietra, narrava mio padre, proveniente dalla luna. Ovviamente scherzava su questo, come scherzava su ogni legame tra me e questo remoto satellite. 
Mi fermo per un breve riposo, sulla sponda di una pozzanghera stagnante. Guardo la superficie dell'acqua che mi riflette. Una ragazza, mi sta guardando sulla lima immobile dell'acqua. Una ragazza mora, diciassettenne, con i capelli sciolti al vento. Sul lungo collo si trova un candido volto scottato dal sole di Giugno. Gli occhi color ambra sono contornati da lunghe  ciglia nere. La bocca screpolata dal sole, rimane impassibile. La pelle scottata è cosparsa di lentigini. E li, in mezzo alla fronte, si trova una mezzaluna scura. Il mio nome dipende da quel simbolo sulla fronte. Mi presento, mi chiamo Luna Black.
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SPAZIO AUTRICE

Ciao lettori, questa è una nuova storia.
Riassumendo il primo capitolo, si può capire cosa è successo alla protagonista, le sue origini, appunto. Si chiama Luna Black e è una fuggitiva. Il suo Enobrio è stato distrutto e il generale Kings la cerca nei boschi. Nel prossimo capitolo avremo altri ricordi e un effetto sorpresa. Spero vi sia piaciuta. Recensite, grazie.

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Capitolo 2
*** Un salto nel passato ***


La superficie dell'acqua si increspa quando lancio un sasso contro per cancellare quell'immagine. Sbuffo. Mi accovaccio sulla sponda e rifletto su quello che è successo. I ricordi riaffiorano in superficie nella mia mente confusa. 
"Era notte. I miei genitori stavano dormendo nella loro camera. Io ero nella mia, grondante di sudore per l'incubo appena fatto. Nel sogno, i miei genitori morivano, e l'Enobrio numero 5 veniva bombardato. Mi alzai dal letto nell'istante in cui le prime bombe devastarono la piazza e il Gran Palazzo, dove viveva e veniva servito il generale. Sentii le bombe lontane e scattai subito fuori dall'abitazione, portando con me la mia arma e le prime cose che trovai all'interno della dispensa. Prima, però, svegliai mamma e papà, ma nell'istante in cui stavano per uscire di casa, una bomba esplose nelle vicinanze, ponendo fine alle loro vite." 
Singhiozzo per l'agonia della perdita. In testa mi rimbomba la voce di mio padre. << Sii forte, qualunque cosa accada>>. Prendo in mano il mio pugnale, e gli parlo, come se lui mi potesse rispondere: <>. Solo allora, mi accorgo che depressa devo essere, visto che ho dato un nome ad un' arma. <> borbotto tra me e me. Sola. Sola al mondo. Nessuno sa dove sono, e nessuno sa che sono viva. A parte Kings, ovvio. Colgo un cerbiatto a brucare erba fresca e non perdo l'occasione di ucciderlo. Gli pianto Moon in mezzo alle costole, una morte indolore, visto il punto in cui l'ho preso. Faccio un sorrisetto soddisfatto alla vista dell'abbontante cena. Non mangio così da quando l'Enobrio è stato distrutto. Sta per calare la sera, accendo un piccolo fuoco per arrostire la carne che mi sono procurata. Mangio e, subito dopo spengo il fuoco, visto che con il fumo potrebbero identificare il mio nascondiglio. Mi stendo a pensare. Non è la prima volta che perdo una persona cara. Mio fratello, Luke, è scappato per i boschi cinque anni fa. Aveva solo sedici anni. Dopo la sua scomparsa, nel quinto, nel quarto e nel secondo Enobrio, si è abbattuta una bufera di neve. Si pensa sia morto di freddo e di fame. Infatti, non è più tornato. Mi rigiro nel mio letto di foglie secche.

 <> Mi si tendono le orecchie. <>. Mi muovo per scappare, afferro Moon e mi alzo. Penso di aver fatto troppo rumore. Una torcia mi illumina il volto. Un uomo, dall'uniforme nera a strisce blu mi osserva. Sono stata trovata da un Cercatore. 
 

SPAZIO AUTRICE

Allora, ricapitolando, ci sono molti ricordi della protagonista, si capisce come sono morti i suoi genitori, e altre cose della sua famiglia.
Come vi avevo anticipato, c'è stata un sorpresa alla fine del capitolo, Luna viene trovata da dei Cercatori. Oggi non vi anticipo nulla, vi lascio con la vostra curiosità. 

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