I'll love you unconditionally.

di fallinginthedarkness
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** A pleasant meeting. ***
Capitolo 2: *** Love, alcool and drugs. ***



Capitolo 1
*** A pleasant meeting. ***


Mi misi dei jeans aderenti e una maglietta bianca. Ero pronto per andare in discoteca, e portarmi una ragazza in hotel. Appena arrivato, ordinai un grasshopper, in assoluto il mio cocktail preferito: non troppo alcolico, e l'alito non diventa cattivo. 
Lo prendo per iniziare bene la serata, pensai. 
In lontananza vidi una ragazza con i capelli rossi, palesemente tinti, aveva un vestitino aderente e dei tacchi vertiginosi. Era seduta nei divanetti, e in mano aveva un bloody mary. 
In tinta con i suoi capelli.
Decisi di andare da lei, e appena mi vide, mi scrutò dall'alto verso il basso, come una di quelle snob tutto fumo e niente arrosto. 
- mi offri da bere? - le chiesi.
- di solito non è l'uomo che offre da bere alla ragazza? -
- touchè.- risi. 
- beh, non mi offri niente? - chiese sfacciatamente.
- quanti anni hai, bellezza?- 
- venti, e comunque il termine "bellezza" te lo potevi risparmiare.- 
- sei sempre così acida?- era davvero stronza, ma non me la sarei fatta scappare. Insomma, chi non vorrebbe portarsi a letto una ragazza con una terza abbondante di seno, e un sedere sodo? E se ha pure un bel faccino, ancora meglio. 
- solo con i ragazzi che mi disturbano.- rise, e per la prima volta mi accorsi di quanto fosse bello il suo sorriso, e glielo dissi ma mi ignorò continuando a muovere la testa a ritmo di musica. Non appena posò il bicchiere sul tavolino, la presi per mano e la trascinai in pista. Verso la fine della canzone riuscii a rubarle un bacio, e a dirla tutta non sembrava affatto dispiaciuta.
Questa è la serata buona. 
- voglio passare tutta la notte con te in hotel.- le sussurrai all'orecchio. Lei mi seguì, all'inizio credevo che avrei concluso la serata del migliore dei modi, ma lei si stese sul letto e si mise a dormire. In quel momento, le bestemmie erano le uniche parole che riuscivo a pronunciare. Mi aveva fregato. Non solo avevo sprecato soldi inutilmente, ma le avevo anche pagato il pernottamento, ed era un hotel a cinque stelle, non uno qualsiasi. 
Sono una testa di cazzo. 
Verso le otto di mattina, cominciò a tirare calci e a dimenarsi nel letto. Non sapevo se svegliarla o rimanere a guardarla, optai per la seconda opzione. Era così tenera, sembrava quasi innocente, ad un certo punto le accarezzai la guancia, non avevo idea del perchè lo avessi fatto, ma mi sentivo...protettivo? Sì, forse protettivo nei suoi confronti. Nonostante fosse struccata, era comunque bella. E non lo dico solo perchè ha delle forme che farebbero impazzire qualsiasi uomo, ma anche perchè è dotata di lineamenti non troppo marcati. Ha gli zigomi, ma non esageratamente grossi. Ha le labbra carnose ma non sembrano dei canotti. Ha gli occhi verdi ma non di quel verde che tende ad andare verso il colore della diarrea. E' una ragazza semplice, che anche senza trucco rimane bella. 
- buongiorno.- le dissi.
- dormito bene?- rise.
- cosa ci trovi da ridere? Mi hai lasciato a bocca asciutta, stronza!- scherzai. 
- credi che sia una ragazza facile?- chiese seria.
- beh, il bacio me lo aveva fatto pensare.- risposi con sincerità. 
- ti ho baciato perchè mi sembravi un ragazzo interessante, e se sono venuta qui è perchè so dove mi trovo, ci lavoro.- disse. - e poi non vado mai a letto con sconosciuti, anzi, sono vergine...- confessò con il capo chino. 
Ero un po' sorpreso, lei era davvero una bella ragazza, come poteva essere vergine? Mi sarei aspettato tipo "ho un figlio", o "sono promessa sposa di un nobile" ma mai e poi mai che fosse vergine. Se fosse venuta a scuola con me, me la sarei fatta già in prima superiore.
- sto aspettando quello giusto.- riprese.
- ti fa onore questo.- 
- non lo faccio per il matrimonio, è che mi vergogno.- ammise.
- ti vergogni?- chiesi.
- si beh, non è facile mostrare il proprio corpo a un'altra persona, no? Poi la verginità è una cosa importante. Ti concedi per la prima volta a qualcuno, è una cosa che doni solo a una persona e rimane impresso per tutta la vita. Forse sono un po' all'antica.- 
Non ci avevo mai fatto caso, questa conversazione mi aprì davvero gli occhi. In quel momento mi venne in mente la mia prima volta, con quella troia della mia ragazza. Posso dire di essere stato davvero innamorato di lei, ma era un continuo tira e molla. Mi lasciava e si faceva mezzo istituto, tornava, mi chiedeva scusa, la perdonavo e il ciclo si ripeteva. Un giorno decidemmo di fare l'amore, o almeno, per me era amore, per lei era solo sesso. Io ero talmente impacciato che non sapevo neanche dove mettere le mani. Dopo circa un'ora disse "è stato il rapporto sessuale più brutto che io abbia mai avuto", e io, ferito da ciò che disse, riuscii solamente a mandarla a fare in culo, dicendole di essere una poco di buono e di essermi approfittato di lei. Ma non era vero, io ero fottutamente innamorato, tuttavia in quel momento preferii il mio orgoglio ai sentimenti. 

I giorni passavano, e non so se fosse per mano del destino o una semplice coincidenza, ma ci incontrammo in un fast food. Lei mi riconobbe e mi sorrise, era un sorriso timido ma mi fece rimanere senza fiato, aveva dei denti talmente perfetti... 
Non sapevo come comportarmi, era con i suoi genitori, cosa potevo dirle?
Tom mi scosse un attimo, mi ero imbambolato. La guardò intensamente, con il suo solito sguardo da leone in cerca di una preda. 
No, non con lei.
- carina.- disse Tom.
- mh.- mugugnai. 
- se non fosse con i vecchi, non ci penserei un attimo ad andare da lei.- 
- non fa per te.- dissi.
- cosa?- 
- aspetta il matrimonio.- dissi tutto d'un fiato, mentii ma volevo "proteggerla". Tom non è il tipo da relazioni durature. 
- beh, con il corpo come il suo sarei disposto ad aspettare tutta la vita.- rise. 
Lei si alzò dal tavolo e si avvicinò al nostro. Ciao Bill, mai sentita una voce più soave della sua. Tom era rimasto di sasso, e Gustav si stava per strozzare con il cibo.
- ti ricordi di me?- 
E chi si scorderebbe una ragazza come te?
- impossibile dimenticarti.- sorrisi.- ti presento mio fratello Tom, e i miei due amici Georg e Gustav.-
- piacere mio, tesoro.- disse Tom con tanto di bacio alla mano. Lei sembrava imbarazzata, e i suoi genitori avevano puntato lo sguardo su di noi e quando li vide, si congedò. 
Tom e Georg cominciarono a scambiarsi sguardi complici, ma li ignorai fino a quando non coinvolsero anche il piccolo Gus, impegnato a mangiare il panino. 
- non capisco il motivo dei vostri bisbigli, onestamente.- dissi.
- è una tua escort?- chiese Tom senza troppi giri di parole. 












Prima fanfiction che pubblico, e spero di riuscire a portarla a termine, dato che quando provavo a scriverne una, rimaneva a metà. Spero vi incuriosisca, e niente. Ditemi cosa ne pensate del primo capitolo, e scriverò al più presto il secondo c;

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Capitolo 2
*** Love, alcool and drugs. ***


- L’influenza dell’hard rock, insieme alle esperienze vissute, aveva indurito il mio cuore. La dipendenza dall’alcool e dalla droga era solo la punta dell’iceberg. So di aver sfiorato la morte diverse volte.- mi soffermai un attimo, e poi ripresi. - Quelli che mi conoscono dicono che sono stata l’incubo peggiore che possa capitare a dei genitori. All’età di quattordici anni mi sono unita ad un gruppo chiamato “Hoods”, e tra i quattordici e i diciotto anni ero quasi perennemente in viaggio grazie a due espedienti: alcool e droga. Mi misero in riabilitazione per sei mesi, poi, respinta dai miei, cercai lavoro in un bar. Lavoravo tutte le sere, fino a quando non ricaddi nella tentazione. Immancabile l’appuntamento con la droga: dapprima lo spinello, poi gli allucinogeni e l’eroina. Il mio cervello era in frantumi almeno quanto la mia anima. La cocaina, infine, distrusse quel poco che rimaneva della mia integrità di donna. L’odio per il mondo era divenuto odio per me stessa. Non facevo altro che distruggermi, dose dopo dose, buco dopo buco. La droga mi serviva per sentirmi in quello stato di torpore che ti impedisce di pensare e riconoscerti per quello che sei diventato, uno schifo. Da fanciulla educata e ben vestita, ero diventata una sfattona, non più cristiana, credevo nel Dio chiamato Eroina. Ero a meno di un metro dall’inferno. Più che l’alcool e la droga, il vero problema ero io. La droga aveva, nei lunghi anni di abuso, corroso ogni cosa. I pochi momenti di lucidità erano talmente insopportabili che spesso ho tentato il suicidio. Mi somministravo piccole dosi di morte ogni giorno, eppure avevo paura di morire. Sono stata diverse volte in coma per overdose.- confessai. 
- E ora sei qui, con me.- sorrise.
- Se ora sono qui con te, è solo grazie a Jake. Lo conobbi in ospedale, quando feci l’ultima firma per uscire. Lui è stato un angelo, mi ha accudito e mi ha aiutato. E’ incredibile come l’amore possa farti fare cose che nemmeno avresti immaginato. Io lo ammiravo, lui era tutto.- 
- Come avete chiuso?- chiese Bill curioso. 
- Mi svelò di aver abusato spesso di ragazzine tossicodipendenti. “Provo un certo fascino per queste ragazzine coraggiose”, io ero innamorata. Non avevo idea di cosa volesse farmi. Cominciò a baciarmi con foga, mi stringeva a tal punto di farmi male. Fortunatamente riuscii a liberarmi in tempo, e scappai. Non lo vedo da quel giorno, non oso immaginare cosa sarebbe successo.-
- Con me sei al sicuro.- affermò sincero.
- Lo diceva pure lui, spesso. Ora bevo solo qualche drink ogni tanto, senza ubriacarmi e facendo attenzione al barman. Io mettevo le pastiglie nei drink, e so che anche molti altri lo fanno. Non voglio ricadere in quel tunnel. Quindi, sei ancora sicuro di voler stare con me?- 
- Mi hai raccontato questo perché pensavi che mi sarei tirato indietro? Io voglio te con il tuo passato, il tuo presente, e possibilmente, anche futuro. Voglio te con i tuoi difetti, e con i tuoi pregi. Voglio te struccata e spettinata. Voglio te con la divisa da lavoro, e voglio te in modalità secchiona. Voglio poterti accompagnare tutti i giorni all’università e voglio farti rilassare i giorni degli esami. Voglio te quanto sei incazzata. E cazzo, voglio costruire un futuro con te. Perché tu mi piaci per come sei dentro, e sono fiero della donna che sei diventata.- 
E io gli credevo, perché non avevo mai visto quegli occhi così sinceri in nessun altro ragazzo. Non avevo mai visto sorridere una persona quando mi guardava, nello stesso modo in cui faceva lui. Non avevo mai visto arrossire nessun ragazzo per una ragazza. Io avevo piena fiducia in lui, ed ero certa che non l’avrebbe tradita.  







Mi scuso per il ritardo, e niente, spero vi piaccia. Fatemi sapere cosa ne pensate. 
Questo capitolo è corto un po’ per il tema pesante, e un po’ perché voglio lasciare spazio a ciò che succederà dopo questa seria confessione. Mi sono ispirata al video Feel it all, che mi è piaciuto tantissimo, soprattutto l’interpretazione realistica di Bill. A presto :)

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