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Di te, studente, dicono…
citazioni
dal libro ‘Togliamo il disturbo, saggio sulla
libertà di non studiare’
di Paola
Mastrocola, professoressa,
bestseller
da centomila copie in Italia
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Non
vogliono
combattere, contrapporsi, ribellarsi. Niente. Forse sono solo, qua e
là,
percorsi da un sottile malessere interiore, qualche piccola nuvola
alta,
leggera, che poi va via.
Noi,
che siamo stati gli ultimi ad aver
ancora
studiato, e non abbiamo insegnato lo studio ai nostri ragazzi...
abbiamo
lasciato che se ne andassero a ramengo, pur che ci lasciassero in pace,
liberi
di occuparci del nostro ombelico. Così adesso, di fronte a
libri che li mettono
davanti a ostacoli insormontabili, i nostri ragazzi scappano.
Al massimo, leggono i libri di vampiri.
Ehi, genitore, e se fosse che tuo figlio
non
studia perché non ne ha voglia, perché ha ben
altro da fare, perché è pieno di
soldi, perché non ci riesce, perché è
un fagnano, o perché, semplicemente, non
gli piace? Queste sono le uniche ragioni che non si adducono mai di
fronte ad un ragazzo
che non studia.”
E' grave che per la stragrande
maggioranza oggi i
ragazzi vivano così compulsivamente attaccati a testi e
videate. Qualsiasi
accidente dotato di schermo, telefono, tastiera, auricolare, joystick
li
assorbe, li estrania, li frastorna. E' grave che il novanta per cento
del loro
tempo sia occupato da interazioni elettroniche, con interlocutori
virtuali o
remoti.
Come faccio ad acchiappare il tempo, e
la testa,
di questi ragazzi? O volete dire che per acchiapparli devo rinunciare a
qualsiasi... 'filologia' o amor delle parole, a qualsiasi indugio sul
testo, a
qualsiasi libro dunque che non sia una semplice storiellina banale,
visto che,
qualsiasi libro io scelga per loro, non hanno mai voglia di
leggerlo?
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E tu cosa puoi
dire del tuo professore?
Vi chiediamo di
raccontare quel professore
particolare che avete, con le sue piccole manie,
con le sue stranezze e peculiarità.
Quel professore che vi
fa scoppiare a
ridere o vi esaspera, che vi fa amare lo studio o ve lo fa detestare.
Una
pagina di Word per dire la
vostra.
I professori hanno avuto molte occasioni di dire cosa pensano degli studenti, parlandone bene, parlandone male, parlandone in ogni modo.
In un libro,
vorremmo raccontare cosa pensano
invece gli studenti dei professori, ascoltando le vostre testimonianze e
i vostri
aneddoti.
Per far uscire la vostra voce.
Tutti
i testi
inviati verranno resi disponibili in
un ebook dedicato, allegato al libro.
Regole
- Non è necessario che il testo sia un racconto, l'importante è che sia leggibile e presenti aneddoti ed esperienze reali.
- È possibile
inserire i testi su EFP entro la mezzanotte dell’8 dicembre
2011.
- Con ‘una
pagina di Word’ si intende una pagina
scritta in Times New Roman corpo
12.
- La lunghezza indicata (‘una pagina di Word’) è quella massima. E’ possibile inviare testi più brevi.
- E' possibile per una persona inviare più testi.
- E' possibile parlare di professori universitari o di vostri professori del passato.
- E' possibile fare nomi, ma solamente se il contenuto di quello che state scrivendo è 'legale' e pubblicabile.
- Si concorda in seguito, con una liberatoria, il nome con cui presenterete il vostro testo. Potrete farlo anche in forma anonima.
- Non è necessario dare un titolo al testo.
- Il vostro testo va inviato tramite il form sottostante.
Erika, webmistress di EFP, e UR Editore
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Periodo di immissioni dei testi terminato.
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