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Recensioni per 'Let the Curtain Fall'

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 j3nnif3r [Contatta] Segnala violazione
 12/12/09, ore 10:54 - Capitolo 1: ---
Oh, bene, sono contenta di non essere l'unica ad aver riflettuto un po' sulla fragilità dell'Avalanche contro la ShinRa. Insomma, il mondo sarebbe davvero scivolato nel "Medioevo" se avessero vinto loro... no? Ottime le intenzioni, discutibili i metodi, ma ho sempre visto nei membri dell'Avalanche un po' di ingenuità. Cosa volevano, in fondo, di preciso? Cosa speravano di ottenere, alla fine? No, non tifavo per la ShinRa, però...
Mi piace il tono che ha Tseng, signorile e freddo. Sì, forse non dovevi farlo piangere (non riesco ad immaginarlo), ma è molto IC e sono interessanti le sue riflessioni sulla vita, sulla ShinRa, su tutto.
Ben scritta, complimenti. :)

 Valy_Chan [Contatta] Segnala violazione
 06/10/09, ore 19:45 - Capitolo 1: ---
Se il dolore che mi pervade il petto e il disgustoso sapore del sangue in bocca non mi contraessero le labbra in questa smorfia grottesca, probabilmente starei sorridendo.
E' un inizio d'impatto quello che catapulta il lettore nella storia. La fanfiction si concentra sugli ultimi pensieri di un uomo che sta morendo, sulle riflessioni della sua vita e i rimpianti. Il personaggio è Tseng e l'autore ha calibrato in maniera perfetta il momento della quasi morte (comunemente trattato in molti racconti come il momento in cui il personaggio si pente delle cattiverie fatte o rimpiange la vita e tenta di rimediare all'ultimo, o col più abusato cliché in cui il personaggio rivede tutta la vita in un solo attimo) con il carattere freddo e mostruosamente lucido e razionale del Turk. E' uno Tseng che a modo suo si può definire “romantico” nel senso malinconico della cosa, un pensatore, un filosofico. La fanfiction di Bankotsu è l'unica con questo tipo di Tseng, è originale, differente, e mi è piaciuto.
E' dunque per una risposta naturale e razionalizzata dal suo ragionamento mentale che Tseng pensa (non è tanto un sentire il bisogno, quanto più una logica conseguenza da lui stesso codificata) alla ShinRa e agli anni passati nell'azienda. Poco trasporto, sempre molta obiettività: la ragione del suo lavoro, la scalata al potere fino a diventare capo dei Turk ed infine l'incontro con Aeris.
Molto forte è la reazione del Turk all'abbraccio della bambina, una reazione che di nuovo si adatta perfettamente al personaggio. C'è stata solo una pecca nella sua caratterizzazione, ossia quando ha pianto. Lo penso solamente perché non ci è data una spiegazione esatta, ma apprezzo l'idea: l'immagine di uno Tseng in lacrime è significativa e potente, e non penso sia così impossibile visto che è un essere umano, spesso e soprattutto in presenza di Aeris.
Fatto sta che l'umanità dell'uomo riemerge man mano nelle sue missioni, anche se per tutta la vita è rimasto impassibile al suo operato, un uomo da sempre macchiato della maggior parte dei crimini esistenti nel codice penale, e senza alcun rimorso (una citazione della storia che dice già tutto). Così come, all'inizio della storia, tutto è macchinosamente plasmato in un insieme di pensieri fatti di cause ed effetto, diventa allo stesso modo naturale il comportamento dell'uomo nei confronti di Aeris, la quale man mano diventata grande, donna. Se ne rende conto anche lui, della sua bellezza appena fiorita, anche se non è quello il motivo delle sue continue visite alla chiesa. Fin dal principio ha avuto una specie di empatia inspiegata con lei, che sboccia nell'amore. La parte razionale di Tseng mette in discussione anche quest'ultima ipotesi, e non ci è dato sapere come sono realmente andati i fatti. Questa è anche l'unica storia che contesta il sentimento del Turk nei confronti della ragazza, e se questa è la visione dell'autore può essere plausibile: il concorso non si soffermava su una relazione obbligatoriamente d'amore.
Ho abbassato un po' il parametro sulla trattazione della coppia, non certo per il motivo esposto sopra (anzi, l'anticonformismo, sotto ogni sua forma, mi è sempre piaciuto xD), ma perché la storia si sofferma forse troppo su Tseng che sulla coppia. Ma, ehi, io non la cambierei di una virgola... tranne per qualche scena un po' artificiosa come quella del pianto, lo reputo uno Tseng perfetto, originalissimo.
La fanfiction termina con una svolta in extremis. Ho apprezzato molto una certa analogia col sonno del Turk, che voi lettori scoprirete alla fine. :D
Ho tolto 0,05 alla correzione grammaticale, sintattica e stilistica unicamente per un doppio punto anziché uno, e ora è sicuro che verrò uccisa per tale pignoleria. XD Ciò che mi ha colpito più tra i tre parametri è lo stile di questa fanfiction: un susseguirsi di frasi suggestive e ben costruite, che non cadono mai nel banale né nel “già sentito”. Una storia appassionante e un'introspezione studiata e profonda, che trova il suo apice al finale. Bravo Bankotsu!

Ecco ora la mia parte aggiuntiva. Sarà corta, perché penso di avere già detto molto sopra. Sì, sarebbe stato interessante, effettivamente, sviluppare un po' di più il rapporto tra Tseng e Aeris, proprio perché da persona cinica e indifferente a tutto è diventato più umano grazie a lei. Ad ogni modo ci sono dei passaggi della storia che già da soli spiegano molto del loro rapporto in modo incisivo. Mi è piaciuto soprattutto il Tuttavia, qualche anno non basta a dimenticare completamente il proprio passato, ed ebbi modo di scoprirlo solamente molto tempo dopo, quando ormai il mio rapporto con Aerith era diventato un cardine insostituibile della mia esistenza.
Il finale è amaro, sebbene in qualche modo Tseng riesca ad emendare qualche sua colpa con il gesto in extremis di cui parlavo sopra, un aiuto dato ai protagonisti che rimarrà comunque taciuto, così come i sentimenti per Aeris. E' questo che rende davvero amara la storia. ._.
Ah, e poi volevo fare un appunto positivo sul secondo pianto. A differenza del primo è stato reale, motivato... è di un'incredibile forza, proprio perché contrasta tutta la cinica riflessione che ha avuto Tseng durante la storia, qualcosa che, insomma, spiegato con altre parole non avrebbe avuto lo stesso effetto.
E il sonno tranquillo finale. *badump* Mi è piaciuta l'analogia dell'incubo a metà racconto con la sua situazione, come a spiegare una specie di malessere interiore che vien fuori solo con l'inconscio (perché, lo sappiamo, coscienziosamente Tseng non lo farebbe mai). Con emendazione e pentimenti o meno, ha finalmente trovato la pace. Almeno in questo la storia dà una sensazione di sollievo.
 Youffie [Contatta] Segnala violazione
 05/10/09, ore 10:23 - Capitolo 1: ---
Hm. Questo è probabilmente uno dei Tseng più cupi e amareggiati del concorso, sicuramente il più cinico tra quelli finora pubblicati. Il che è dire tanto XD
Ho trovato molto interessante il motivo per cui Tseng si sarebbe messo a lavorare per la ShinRa: “Solo degli ingenui criminali come i terroristi di Avalanche possono davvero ritenere possibile un passo indietro nella storia dell'umanità come l'abbandono dell'energia Mako” ecco, questo è un passo che purtroppo viene rimarcato molto poco nelle fanfiction, probabilmente anche perché è difficile cavare una soluzione da questo problema che tra l'altro ci riguarda estremamente da vicino e perché non è semplice da calare nel contesto di una storia. Rimane comunque uno degli aspetti fondamentali della storia del gioco, ed è bello vedere un punto di vista ‘contro’ ragionato.
Certo, poi come in tutte le cose entrano in gioco gli interessi ed è fin troppo facile dimenticare le motivazioni ‘etiche’.
La parte con Aeris è pucciosa, c'è poco da dire XD L'inizio tenero, angst e puccioso della storia strana di questi due personaggi. Avrei preferito che il loro rapporto venisse approfondito un po' di più visto che, come dice Tseng stesso, lei è una delle poche cose belle della sua vita, e anche il pianto improvviso di Tseng sembra fin troppo brusco, ma vabbè, fa niente :P
Per il resto la fic scorre bene e senza intoppi, mi pare, a parte forse una frase che non ricordo XD E il doppio punto di cui parla Valy, ma vabbè.
Interessante introspettiva :]
[Criticoni d'Autunno]


 

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