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Recensioni per 'The Sun Eclipsed Near the Glacier' (Devi essere loggato per recensire. Registrati o fai il login.)
| alicyana [Contatta]
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| 17/01/10, ore 01:38 - Capitolo 1: Prologue; Memories of Autumn • [ μ ] - εуλ 1992 (xxx) |
Ed ecco che ho riletto con piacere il prologo di questo piccolo capolavoro <3
Ora che l'hai postata tutta è giunto il momento di recensire per bene, anche se già sai la maggior parte dei miei commenti su questo gioiellino <3
Quest'introduzione è ricca e d'impatto, intensa ma soprattutto equilibrata.
Hai saputo magistralmente raccontarci in maniera completa ma non troppo prolissa ciò che ha portata Tseng ad essere l'uomo che noi tutti conosciamo.
Rampollo di una nobile casata, legato alla sua terra e alle sue tradizioni, di fermi principi e fedele alla parola data: è di stampo giapponese la sua cultura, dunque non poteva essere altrimenti.
Ma è questa sua totale osservanza del dovere che lo porta verso una vita che mai avrebbe desiderato.
Un lavoro sporco, privo di tutta quella moralità e giustizia che tanto aveva amato e rispettato in passato, che costituiva il suo stesso essere, un lavoro per chi è pronto a mettere a rischio la propria vita, e che si prende il diritto di toglierla agli altri.
La parte che descrive il suo ingresso alla ShinRa la trovo davvero ben riuscita: c'è una successione piuttosto incalzante degli eventi che sembrano travolgere il lettore, come se fosse lui nei panni di Tseng, che rende la lettura interessante e scorrevole, avvincente.
La rapidità con cui queste scene vengono presentate però non rendono le descrizioni stesse sbrigative, anzi, conferiscono uno stato caotico al lettore, che deve apprendere tante informazioni nel giro di non molte righe ( come appunto succede a Tseng).
La scena su cui ti sei soffermata un pò di più, e forse la più importante, perchè segna il cambiamento, la maturazione da ragazzo a uomo, è il punto cruciale della vicenda: il bombardamento alla sua città natale Wutai.
Non può fare nulla per la sua gente, si sente inerme e traditore.
E a quel punto, dopo aver provato a togliersi la vita, decide di diventare un altro. Aveva tentato di gettare via ciò che era stato fino a quel momento, e ora avrebbe espiato la sua colpa seguendo il cammino doloroso che quella promessa aveva tracciato per lui.
Poi, l'episodio dell'uomo di Corel.
Il tutto è ricamato sulla faccenda delle bugie, che segnano la vita del Turk inesorabilmente e lo tormentano continuamente.
E alla fine del capitolo, alla fine di questo excursus sulle fondamenta della vita del nostro caro "Capo", l'unica che riesce a vedere uno spiraglio di verità nel suo essere è la piccola Aerith (ovviamente non ci viene detto il suo nome, ma la descrizione parla per sè xD)
Il flashback poi è tutto un viaggio mentale dello stesso Tseng, una dolorosa riflessione davanti al camino, in una situazione decisamente disperata.
(Ovviamente tutti sappiamo bene cosa sta facendo, nonostante non venga detto chiaramente.)
*Tentativo di recensione seria e profonda: un pò fallito forse XD*
Ok, ora passo allo spazio sclerotico.
Sai benissimo quanto questa fic mi abbia emozionata, a partire dall'episodio del povero uomo di Corel. Ogni volta che lo leggo mi commuove. (ç_ç)
E il prologo mi piace da matti, proprio per le ragioni che ho tentato di esporre sopra. E' tutto così realistico, così credibile, che la Square dovrebbe prendere in considerazione questo background di Tseng. Dico sul serio.
Non c'è nulla che vada fuori posto. E' tutto studiato nei minimi particolari, e so benissimo quanto tu ti sia impegnata per questo aspetto.
Volevi che fosse il più corente possibile con il gioco e con la timeline, e tu ci sei riuscita perfettamente.
Anche dal punto di vista dell'IC, come sempre sei divina <3 Riesci ad inquadrare chiunque e a farlo muovere a tuo piacimento, senza alterarne la natura ma arricchendone la personalità. <- forse questo è l'intento vero della fic,e me ne sono resa conto poco fa (correggimi se sbaglio XD)
AJSADNA,XSANASAKAWM <- *questo è lo sclero dovuto al fatto che l'immagine di Tseng col bicchiere di vino che si tiene la testa afferrandosi i capelli sia davvero bella e malinconica, da fangirlarci sopra per un bel pò*
A parte questo, il tuo Tseng è sublime. Meglio di quello originale forse.
Non a caso, ha iniziato a piacermi grazie a te questo personaggio.
Come sempre il tuo stile è degno di grandi scrittori, con un linguaggio ricercato e frasi articolate ma non confuse. Tua peculiarità è l'abbondanza di aggettivi e descrizioni sulle piccole cose che rendono subito evidente la differenza con altre fic: qui è palpabile la ricerca della perfezione in ogni riga, in puro stile Francescoso <3 E io lo amo, è inutile.
Se posso permettermi, un appunto: a volte non ti accorgi del fatto che ti scappa qualche ripetizione, ma non è nulla di grave <3
Adoro questa fic, punto.
Tu sei la mia scrittrice preferita, è indubbio.
<3 Recensirò con tanto amore anche gli altri capitoli. Spero si capisca quello che ho scritto XD
:3 Meoooooow <3
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| Valy_Chan [Contatta]
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| 06/10/09, ore 22:43 - Capitolo 1: Prologue; Memories of Autumn • [ μ ] - εуλ 1992 (xxx) |
E' per mantenere una promessa che Tseng proferisce la sua prima bugia. Da ciò segue una concatenazione di menzogne inevitabili ed irreparabili come predetto accidentalmente da Reno una sera ad un bar di Junon. Ma la storia non si sofferma solo su questo punto. Ciò che ho apprezzato più di ogni altra cosa di questa fanfiction è la variegatura di “soggetti” presenti, dalla spiegazione del titolo (che poi scoprirete) al messaggio che Tseng assimila dall'insegnamento spontaneo e un po' ingenuo di una Aeris ancora quindicenne sulle cose “davvero importanti”.
La caratterizzazione di Tseng è perfetta. Favolosa e del tutto originale. L'autrice ha saputo costruire per lui un background consistente e profondo, che si accosta degnamente con il suo personaggio severo, rigido ed impeccabile nel lavoro che non smette mai di avere quel portamento dignitoso ed elegante tipico della mentalità che si avvicina alla nostra lontana Asia. Soprattutto, ho apprezzato il motivo della scelta del suo nome in codice.
Tseng, in questa storia, ha un passato alle spalle ma anche una forte personalità nel presente. Ha l'abilità di saper ricordare ogni minimo particolare delle cose, utile per le missioni, per ricordarsi la strada del ritorno e le facce di sconosciuti a distanza di tempo. E' così che si rammenta di Aeris, ritrovandola nel parco giochi mesi dopo per riportarla al laboratorio sotto ordine della ShinRa. E qui, sempre rigoroso nelle sue missioni, vacillerà per la prima volta.
Il rapporto tra i due, come nato già grande da un'empatia inaspettata, crescerà col tempo e muterà nei riguardi di Tseng. E' molto bello, soprattutto, come hai gestito la nascita del suo amore e il desiderio profondo che prova per la ragazza in contrasto al suo carattere ferreo e razionale. Questa sua parte che è sempre stata presente nella sua vita combatterà con quella più emotiva ed istintiva, creerà una favolosa lotta introspettiva del personaggio, che manterrà il lettore perennemente col fiato sospeso per lui. Verrà spontaneo appoggiarlo anche all'arrivo di Zack, il primo amore di Aeris, che farà affrontare al Turk le prime vicissitudini di gelosia della sua vita.
E' bella l'inaspettata intesa, sebbene inizialmente non favorevole, tra Zack e Tseng. Il personaggio di Aeris è perfetto. Non solo la ragazza esuberante che si vede nel Crisis Core, non solo la donna misteriosa e saggia dell'Advent Children, ma la si ritrova in tutte le sue sfumature: bambina nelle sue affermazioni ingenue, donna nel suo innamoramento, precocemente matura nelle sue deduzioni profonde (come descritto nella fanfiction, fin da bambina possedeva il linguaggio di un adulto).
Meritevole la caratterizzazione degli altri personaggi, anche se secondari nella storia. L'amore e la dedizione che l'autrice ha per Reno si coglie in ogni riga. E' un Reno più maturo rispetto a quello degli spin-off di FFVII, si avvicina di più a quello del primo videogioco e a quello ben riuscito presente nella sua già conosciuta fanfiction Turks in blue. Ho apprezzato anche il personaggio di Cissnei, sempre rimasto all'oscuro nelle fanfiction, che ha avuto rispetto a molti altri poche attenzioni nel Crisis Core. La descrizione riprende quella originale con l'aggiunta di elementi più “personalizzati” che non la stravolgono ma, anzi, la arricchiscono rispetto a quella del Crisis Core, rendendola un personaggio a cui si poteva (e si potrebbe ancora) degnare più occhio ed interesse. La sua presenza sarà comunque utile alla storia, farà da portavoce silenzioso (e questo è un grande ossimoro, ma leggendo la fanfiction lo capirete) del pensiero di Tseng della sua vita alla conclusione della storia.
Per la vera e reale conclusione... non voglio dirvi nulla, ovvio. Vi confiderò solo che ci sarà un'introspezione finale di Tseng che arriverà al culmine della sua intensità provocando i sentimenti più umani e sentiti del personaggio, completando infine il percorso della sua storia, che io, sotto il punto di vista di pienezza nella caratterizzazione, reputo perfetta.
Ho abbassato di poco (ma veramente pochissimo) l'originalità per il fatto che nella storia sono presenti scene già esistenti nei videogiochi, con dialoghi non saprei dire se simili o uguali. Ma questo parametro, al contempo, viene premiato grazie alla costruzione di certe situazioni che ricollegano fatti già avvenuti e conosciuti da noi riempiendo di fantasia tutte le eclissi che ci sono state lasciate dal gioco e gli spin-off. Penso che per questo, appunto, ci voglia molta fantasia e dimestichezza.
Tra le “eclissi riempite” quelle che mi sono piaciute di più sono state il motivo per cui Tseng dai capelli legati decide di lasciarli sciolti, la guerra di Wutai che si ricollegherà con gli avvenimenti iniziali della storia, la scomparsa di Cissnei raccontata in modo assolutamente plausibile.
Sono portata, generalmente, a citare le frasi che più mi hanno colpito. Ecco, non è possibile farlo con la sua storia, perché dovrei citarla quasi tutta. Prendiamo per un attimo Tseng ed Aeris, mettiamoli da parte, in un angolino. Dimentichiamocene. Immaginiamo di non conoscerli proprio, leggete la storia di Frances e vi accorgerete che anche da sola può valere un capolavoro di scrittura. Questo per via del suo stile, accurato e profondo, dettagliato senza eccedere, perfetto. Non mi sono mai annoiata a leggere, né ho sentito che mancasse qualcosa. In più, l'autrice è bravissima a impersonarsi nei personaggi, così bene che lascia trasparire sempre qualche piccola luce nuova di loro. Li rende nuovi, ma sono sempre loro. Generalmente, invece, è proprio perché i personaggi di un fandom sono già conosciuti che omettiamo le loro caratteristiche principali, prendendo per scontato questo fattore. Lo faccio anche io. Frances, invece, si addentra nelle menti dei suoi personaggi, rendendoli umanissimi e profondi, immedesimandosi in loro in ogni cosa, comprendendoli, accusandoli, biasimandoli. Davvero, questa storia può davvero valere un originale tanto è piena di elementi per esserlo.
Ho dovuto anche abbassare un po' la correzione grammaticale, sintattica e stilistica (di 0,01 xD) per pochissimi errori di distrazione che si possono benissimo contare con le dita di una mano. Così pochi che non me li ricordo neppure. XD E comparati a più di ottanta pagine risultano un niente.
Storia assolutamente di nota. Mi è capitato pochissime volte di leggerne una così meritevole. Complimenti, hai la mia benedizione per diventare una scrittrice famosa!
Recensisco, per ora, solo il primo capitolo.
Reno lo scemo lo fa, lo sappiamo, e spero con tutto il cuore che nell'Advent Children lo stia ancora facendo e non lo sia davvero. Poi volevo citare una certa frase su di lui, ma l'ha già fatto Youffie. xD
Tseng è il più freddo, è vero, ma è Reno l'unico che veramente se ne infischia di tutto. In qualche modo sento che Tseng ha una specie di ammirazione per il rosso, o forse è meglio definirla un'affinità non detta, per quanto continui ad ostinarsi col dire, certe volte, che lo trova solo morto rumoroso e pedante.
Ma questa non è una Tseng/Reno. xD
Bellissima la descrizione del paesaggio nativo di Tseng, l'atmosfera che lasci intravedere, e bellissimo poi come contrasta con la Midgar in cui andrà. Sei stata molto brava a descrivere lo stato d'animo di Tseng a quell'arrivo.
L'obbedienza che dimostra per la ShinRa risulta assolutamente realistica. Certo, un uomo normale si sarebbe tirato indietro, ma rivedo in questo Tseng un senso di completa devozione per il padre tale da renderlo schiavo della ShinRa. E' una cosa che io chiamo masochismo nipponico, e che ho rivisto tante volte anche su Yuna del FFX. xD
Insomma, è una cosa che sento vicino ad una mentalità giapponese antica che ancora si ripercuote nel nostro presente, e la vedo perfettamente su Tseng, sia perché è wutaiano (ma ciò non basta: come ha scritto Youffie, tu non gli hai dato solo un luogo di nascita, ma tutta una cultura, dei modi di fare e di pensare) e quindi, per associazione, molto vicino allo spirito asiatico, sia perché ha dato la sua parola a una promessa, e deve mantenerla. E qui il cosiddetto masochismo nipponico: pur di mantenere una parola data un uomo si consuma, reprime i suoi stessi desideri, si ferisce, si annienta totalmente. La vedo perfetta come logica conseguenza per lo Tseng del videogioco.
Citazione d'obbligo:
Il quarto giorno lo accompagnarono nelle prigioni del palazzo e gli mostrarono un prigioniero bendato, legato ad una sedia nel bel mezzo di una cella umida. Gli diedero una pistola e gli dissero “spara”.
Il Turk tese il braccio e fissò in silenzio l’uomo imprigionato; il dito tremava sul grilletto e il calcio bollente dell’arma gli si conficcava nel palmo provocandogli un dolore lancinante. E prima di obbedire, poggiando la canna sulla fronte del prigioniero, vide le lacrime rigare le sue guance, mentre una bassa preghiera sommessa e singhiozzante gli sfuggiva dalle labbra secche. Quando il frastuono dello sparo gli inibì l’udito, estraniandolo da qualsiasi cosa su quel Pianeta, il Turk riuscì a non pensare a quanto quella nenia gli fosse sembrata simile ad uno dei sutra di Wutai.
Il parallelismo tra la preghiera e il sutra di Wutai è STUPENDO.
Il passaggio dove gli elicotteri ShinRa prendono il volo è una delle cose più angst che abbia mai letto, e come impatto la più in assoluto, visto che si tratta di Tseng (che io amo, sì, amo e mi vien da stare male vedendolo così çOç).
Quante vite ho strappato in nome dell’onore?
Secondo quale diritto ho ucciso?
Solo chi è pronto a morire possiede quel diritto.
Forse ne sei già a conoscenza, ma questa è proprio uno di quei credi fondamentali dei samurai di cui parlavo prima. xD E il suicidio fa parte della stessa mentalità. E' una parte forte, ma pur sempre plausibile.
Diventa assurdo il fatto che Tseng si sia annientato a tal punto che si annienta persino la promessa che ha fatto cominciare tutto. Non rimane altro che un uomo che è morto, e l'arrivo di un uomo nuovo, la nascita di Tseng.
La scena dell'uomo moribondo per esposizioni Mako dà come una conferma vera e propria dello sfacelo in cui ha voluto entrare a far parte. (Recensione modificata il 06/10/2009 - 10:48 pm)
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| stuck93 [Contatta]
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| 05/10/09, ore 19:12 - Capitolo 1: Prologue; Memories of Autumn • [ μ ] - εуλ 1992 (xxx) |
posso dire solamente una cosa, due parole: è stupenda. Mi ha commossa e colpita allo stesso tempo. L'infanzia di Tseng mi ha profondamente emozionata, come ha intapreso la sua carriera in maniera dolorosa, come abbia freddato il prigioniero e tentato il suicidio. come é diventato il turks freddo che tutti conoscono. mi è scesa la lacrimuccia. è davvero splendida, piacevole e scorrevole da leggere! ti sei veramente meritata il primo posto, non vedo l'ora di leggere i prossimi capitoli! Alla prossima, baci
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| BaschVR [Contatta]
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| 05/10/09, ore 12:26 - Capitolo 1: Prologue; Memories of Autumn • [ μ ] - εуλ 1992 (xxx) |
Wow.
Era da tempo che volevo leggerla, mi ero fatto un sacco di castelli di carta in testa immaginandomi il contenuto, ma adesso che ce l'ho davanti... sul serio, non posso che dire Wow. E questo è solo il prologo *_* xD non voglio pensare quanto saranno meravigliosi i prossimi capitoli!
Lo stile è scorrevole, con un uso magistrale della punteggiatura che invoglia il lettore, avido, a divorare il testo. L'intricato uso di pensieri e le descrizioni minuziose non danno che maggiore pregio al capitolo.
E poi, Tseng... finalmente vediamo quello che potrebbe essere il suo passato, e come fosse, in un certo modo, differente prima dell'arrivo tra le schiere dei Turk e di come è cambiato alla vista della distruzione del suo paese. A dir la verità è una storia che non avevo mai pensato, ma che si incastra perfettamente con gli eventi narrati nel videogame. E' questo il bello di FFVII, nonostante tutte le storie che lo riguardano si trova sempre qualcosa di nuovo da dire, su un personaggio o su qualcosa che è appena accennato. Poi, Reno è geniale. Abbiamo scoperto che riesce a dire cose intelligenti quando si ubriaca, non è da tutti!
E c'è anche un breve scorcio della bambina che sicuramente ricoprirà un grande ruolo in quest'epopea: Aerith, che esordisce con una frase così strana in quel contesto (ma perfettamente plausibile, se si pensa all'età della bambina) che non può far altro che sorprendere Tseng.
Davvero un ottimo inizio, complimenti! La fic si guadagna un posto d'onore tra i preferiti! ^^
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| Youffie [Contatta]
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| 05/10/09, ore 02:01 - Capitolo 1: Prologue; Memories of Autumn • [ μ ] - εуλ 1992 (xxx) |
Punto primo: IO LO SAPEVO. XD Era troppo articolata e Frannieosa.
Punto secondo: lo so che è tardi, ma tanto la recensione ce l'avevo già pronta XD (anche se c'è sicuramente qualche errore)
Prologo necessario per impostare la fic, e tutto il background credibile e angst (ma siamo in FFVII, quindi chi non ce l'ha? XD) di un personaggio di cui non sapevamo praticamente nulla come Tseng.
Una delle cose belle di questa fic è che non c'è un elemento veramente superfluo, ma tutto si integra con Tseng e con il tema centrale delle bugie. La parte della sua infanzia, di Wutai, e di com'è avvenuta la nascita effettiva di "Tseng" mi è piaciuta molto, perché sì, ho visto molte fic in cui Tseng viene spacciato per wutaiano, ma praticamente nessuna in cui l'autore cerca di spiegare come sia possibile per una persona di Wutai (orgogliosa, attaccata alla terra, all'onore – Yuffie è sicuramente l'emblema del suo popolo, o almeno di quello che era prima della guerra=>Tseng) abbandonare tutto e passare alla ShinRa e restarci nonostante la guerra di Wutai e finire a fare il lavoro senza onore dei Turk. E farlo bene. Certo, non hai reso la vita facile a questo poveraccio, ma è costruito tutto in modo realistico e triste, e soprattutto rientra benissimo nel canon. Anche perché Tseng tra tutti i Turk è sempre stato quello che mi ha dato l'impressione di essere il più freddo, distaccato… vuoto, in termini di emotività. E per diventare così indifferenti bisogna averne viste tante.
(Freddo, distaccato e vuoto per tutto tranne Aeris, ovviamente. L'ultima scena è aw a prescindere, e fa tanto, tanto tanto ben sperare per il futuro <3)
E questo era solo il prologo :]
(nota: non parlo neanche del tuo stile perché sarebbe inutile XD)
(nota bis: “Lui era l’unico nel loro mondo di assassini che fosse in grado vedere la realtà per quello che era, che riuscisse a comprenderne ogni sfaccettatura, ad accettarla senza tentare in alcun modo di sfuggirle. Aveva la capacità di assimilarla, di respirarla, di farla sua, adattandosi al marcio ed alla corruzione come se fossero piccole imperfezioni senza valore, gli elementi naturali dell’aria che respirava. Continuava a immettere aria nei polmoni come se niente fosse, accettava quel cancro senza farsene un problema e non se ne lamentava” = PURE. WIN. Devi scrivere più Reno, ma questo te l'ho già detto, tipo, un'infinità di volte, quindi prometto che non lo dico più. Forse.)
Aspetto gli altri capitoli per recensirli uno ad uno, e senza fare spoiler (spero). <3
[Criticoni d'Autunno] (Recensione modificata il 05/10/2009 - 02:05 am)
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