PERDONAMI
Erano ormai passati due
giorni dalla definitiva sconfitta di Naraku, il
vortice sulla sua mano era finalmente scomparso, ma Miroku
non riusciva ad essere contento.
Non riusciva ad essere felice
per l’avvenimento.
In fondo, come avrebbe potuto
esserlo.
Da quando era successo, non
aveva ancora sorriso.
Non c’era niente da
sorridere.
Come avrebbe potuto?
Lei non c’era più.
A vederlo ora, in quello
stato, lei non lo avrebbe riconosciuto.
Con gli occhi rossi e gonfi
dal piangere, solo e triste, lei non lo avrebbe riconosciuto.
Ma in fondo non gli importava: lei non lo avrebbe mai
più rivisto.
Anzi: lui non avrebbe mai più
rivisto lei.
Come aveva potuto essere così
stupido?
Come aveva potuto essere così
cieco?
Come aveva fatto a non capire
la tristezza che si portava dentro?
Eppure c’erano stati dei segnali:
i suoi silenzi,
i sorrisi forzati,
i singhiozzi soffocati nel cuore della notte,
quel fondo di tristezza che non abbandonava mai i suoi
occhi.
Di indizi ne aveva avuti tanti, ma lui li aveva sempre
ignorati.
Aveva preferito vederla come la
ragazza sorridente,
sempre allegra e felice,
in grado di tenere testa anche ai demoni più forti.
Aveva preferito vederla come
la ragazza sicura di se,
che non aveva bisogno di nessuno.
E aveva sbagliato in pieno.
Perché non aveva capito che
dietro la sua sicurezza,
la sua testardaggine,
si nascondeva una ragazza sola,
disperata,
con il cuore a pezzi,
una ragazza che aveva bisogno di avere accanto qualcuno?
Miroku lo sapeva il perché e non poteva che detestarsi per
questo.
Lui aveva paura della sua
barriera:
aveva paura della barriera invisibile che lei si era
costruita accanto,
la barriera che aveva costruito per tenere lontano il
dolore,
la sofferenza,
e tutto ciò che poteva farla soffrire.
Aveva paura che aprire una
breccia in quella barriera,
avrebbe voluto dire distruggerla completamente,
lasciandola indifesa davanti al mondo.
Per questo aveva mantenuto le
distanze,
comportandosi con lei in maniera scherzosa e a volte esagerata,
continuando a ripetersi che lei stava bene,
che lei era forte,
e che se avesse avuto bisogno sarebbe stata lei a
cercarlo.
Come si era sbagliato.
Sango era una ragazza orgogliosa,
forse a volte un po’ troppo,
non si sarebbe mai confidata con lui,
non si sarebbe mai mostrata debole.
Come avrebbe voluto che lei l’avesse fatto,
che si fosse fidata di lui,
almeno una volta.
Ma così non era stato.
Per questo, il suo gesto lo
colse del tutto impreparato.
Quando lei gli disse “perdonami” lui non capì.
Cosa poteva significare quella parola?
Ma quando poi la vide sparire con suo fratello Koaku nella voragine creata da Naraku,
lui capì.
Miroku rimase sconvolto da quel gesto:
non si sarebbe mai aspettato una cosa del genere.
O forse sì.
Sapeva quanto le mancasse il fratello,
sapeva quanto lei gli volesse bene,
sapeva che lo avrebbe seguito ovunque, anche nella morte.
E così era stato.
Quello che però non si
aspettava era quanto lei gli mancasse:
lui, un don Giovanni,
abituato a corteggiare tutte le donne che incontrava,
non si era accorto che quella ragazza un po’ timida gli
aveva rubato il cuore.
Non se ne era
mai reso conto, ed ora era troppo tardi.
Non si era mai reso conto di
quanto per lui fosse importante averla accanto,
di quante volte si perdesse ad osservarla,
con i suoi tratti morbidi e delicati.
Non si era mai accorto di
quanto lei riuscisse ad incoraggiarlo,
di quanto lei credesse in lui,
non si era mai accorto di quanto l’amasse.
Già, proprio così: lui l’amava.
Amava il suo viso,
amava i suoi occhi,
amava le sue labbra,
amava i suoi capelli,
amava il suo corpo agile e snello,
amava il suo essere forte,
amava la sua timidezza,
AMAVA TUTTO DI LEI.
Ed ora che lei non c’era più,
le mancava immensamente,
si sentiva perso senza di lei,
non sapeva come andare avanti.
Persino i suoi schiaffi,
i suoi sguardi indignati e la sua gelosia,
tutto di lei gli mancava immensamente.
E l’ultima cosa che lei gli aveva detto era stato:
PERDONAMI.
Perdonami.
Sango, come puoi chiedermi di perdonarti?
Tu non ci sei più,
tu mi hai lasciato da solo,
solo con il mio dolore.
Tu hai conquistato il mio
cuore,
e poi senza pietà lo hai distrutto.
Come hai potuto farmi una
cosa del genere?
So di non averti mai detto
quello che provavo,
ma sono certo che tu lo avessi capito.
Avrei dovuto dirtelo,
ma tu lo avevi capito.
E ora come farò?
Io non potrò più amare.
Perché il mio cuore si è spezzato,
in parti così piccole da non poter essere raccolte.
Io non potrò più amare,
perché il mio amore era destinato a te.
Oh, se potessimo tornare
indietro,
ti direi subito che ti amo da morire.
Tu ti confideresti con me,
io ti aiuterei,
e forse tutto questo non succederebbe.
Forse.
Non so se il mio amore sarebbe stato più grande di quello che provavi per tuo
fratello,
non so se il mio amore ti sarebbe bastato,
ma almeno avremmo avuto dei giorni felici,
saremmo stati bene,
e io adesso, non vivrei con il rimorso di non averti
confidato ciò che provavo.
Sto soffrendo così tanto,
non hai idea di quanto mi manchi.
Tu eri la mia aria,
il mio sole,
come posso vivere senza di te?
Non lo so, eppure devo
riuscirci, anche se non sarò più lo stesso.
Non sorriderò più,
non sarò mai più felice,
e tutto questo sarà per colpa tua.
No Sango, io non posso
perdonarti.
Non posso perdonare te,
non posso perdonare il mio cuore,
non posso perdonare, non ne sono capace.
Eppure so di
essere ingiusto,
tu non lo hai fatto apposta,
volevi solo smettere di soffrire,
ma non hai pensato che così facendo,
avresti fatto soffrire me?
Sto soffrendo tantissimo,
sento una fitta che mi trapassa il petto,
come tanti pugnali.
Eppure, so che dovrei farlo,
dovrei perdonarti,
dovrei dire una semplice parola…
-……perdonami….-
Mi giro improvvisamente.
Tu sei li, davanti a me.
I tuoi capelli neri sono scompigliati
dal vento,
i tuoi occhi arrossati,
diversi graffi segnano il tuo corpo,
ma quasi non me ne accorgo mentre ti abbraccio,
mentre respiro il tuo profumo.
Tu sei tornata da me,
tu hai scelto me.
Hai scelto la vita alla
morte,
hai scelto una vita con me.
So che sarà difficile, ma ce
la faremo,
perché ora siamo insieme,
niente potrà più dividerci.
Sono felicissimo
ma sento di doverti dire una cosa..
-…perdonami tu Sango…perdonami per aver dubitato del tuo amore-