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BeyBlade |
L'Amore Bianco di SimmyLu | Leggi le 9 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 12/05/2007 | Stampa questo capitolo | Stampa tutta la storia
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L’AMORE BIANCO

… di Simmy-Lu …



Capitolo QUINTO: RAGAZZA INCINTA




Il furgoncino di Stan si fermò e Yuri scese dal traballante mezzo di trasporto ringraziando.
«Passo a riprenderti fra mezz'ora al massimo.»
Yuri annuì, un vago sorriso dipinto sul volto: Stan era sempre gentile.
Quando il borbottante furgone si fu allontanato, rimase solo davanti ad un palazzone grigio. Sebrava il più vecchio di quelli che costeggiavano la strada... anche se erano tutti in uno stato pietoso, come se avessero affrontato anni e anni di maltrattamento.
C'era una strana atmosfera.
Forse era stato tutto un sogno...
I palazzi erano grigi.
Non c'era mai stato un coniglio ferito e forse non aveva mai incontrato quei lupi...
La strada era grigia.
E forse Wolborg non aveva mai sprigionato quell'energia di ghiaccio...
La neve era sporca sui marciapiedi.
Come se volesse rifiutarlo...
Il cielo era latteo.
L'unica punta di colore erano i capelli rossi di Yuri.
Il ricordo di poco prima si allontanò, inghiottito da chissà cosa.
Magari...
Scacciò dalla mente quei pensieri, addentrandosi nel palazzo.

* * *

Salita la prima rampa di scale, Yuri si fermò sul pianerottolo, bussò tre volte alla porta a destra e aspettò.
Sentì distrattamente le voci delle inquiline provenire dall'appartamento.
«Vai ad aprire, muoviti!» disse una prima voce che il russo riconobbe essere quella di Katia, la maggiore delle tre sorelle che dividevano l'alloggio.
Nonostante fossero giovani riuscivano ad occuparsi di quel posto, pensò Yuri lanciando un'occhiata alla rampa di scale che saliva al secondo piano, con una mano che reggeva i due libri che doveva restituire a Sofia e l'altra affondata nella tasca della giacca.
Non era davvero quello che si poteva definire ospitale, ma era un rifugio, una casa per molte ragazze che si trovavano in difficoltà e non sapevano dove andare.
Da quel punto di vista assomigliava molto a ciò che il monastero era diventato negli ultimi tempi; con la differenza, Yuri ne era alquanto sollevato, che nessuna delle ragazzine che chiedevano asilo, bussava alla sua porta in stato interessante.
«Eccomi, eccomi, arrivo!» disse una seconda voce, quella di Sofia, la seconda delle sorelle.
Yuri sentì distintamente il rumore del chiavistello che veniva tolto; respirò a fondo e la porta si aprì.
«Yuri!» esclamò la ragazza sorridendo.
«Te lo avevo detto che era lui!» la rimbecco saccente la voce di Katia che spuntò dalla porta della cucina asciugandosi le mani con uno straccio.
Yuri rispose al saluto, ma le due ragazze rimasero ferme e imbambolate a guardarlo con tanto d'occhi.
Il ragazzo si irrigidì: «Ehm... cosa...?»
Ma non fece in tempo a concludere la domanda che le due sorelle, nemmeno a farlo apposta, esclamarono in simultanea: «Oh, signore, rendiamo grazie...!»
«Perché urlate con la porta aperta?!» disse una terza voce femminile alle spalle del ragazzo.
Yuri si voltò trovandosi di fronte una ragazza dai riccioli biondi con la faccia sporca, una tuta da lavoro nelle stesse condizioni e un paio di guanti beige di svariate taglie più grandi della sua misura alle mani: Irina.
Il ragazzo serrò le labbra.
Ma, anche lei, come le sue sorelle, spalancò gli occhi incontrando quelli azzurri di Yuri e arrossì lievemente: «Insomma Yuri Ivanov...» sospirò falsamente sconsolata la ragazza, «...vuoi farci prendere un colpo?» aggiunse sottovoce, come se avesse voluto dirlo a lui soltanto.
Yuri, completamente confuso, arrossì di rimando: «Ma cosa...?»
«Non presentarti mai più a casa nostra con quella barba incolta così sexy, sono stata chiara?!» disse Sofia provocando una valanga di risatine da parte di tutte e tre.
«Non dite assurdità!!» disse Yuri arrossendo tanto da far invidia al colore dei suoi stessi capelli mentre veniva trascinato a sedersi sul divano e la porta veniva finalmente chiusa.
«Insomma Yuri!! Abbiamo abbastanza ragazze incinte, senza che tu debba adescare altri giovani cuori!» continuò Irina prendendolo in giro e portandosi una mano sulla pancia che rivelava una gravidanza evidente.
«Basta!! Smettetela!» riuscì finalmente a tagliar corto Yuri, imbarazzato, ricordando con amarezza le parole di Stan.
«Come va con la caldaia?» chiese Sofia ad Irina, mentre questa si toglieva i guanti ingombranti e prendeva posto vicino a Yuri sul divano.
«Ora funziona, ma non so per quanto ancora.» rispose.
«Non dovresti fare questi lavori... ad otto mesi non c'è da scherzare, sai?» disse Katia portando dalla cucina un vassoio.
«Ah, ormai il grosso è fatto...» ironizzò Irina impossessandosi del piattino dei biscotti mentre Sofia porgeva una tazza di tè a Yuri.
«Potevate avvisarci, vi avrei dato una mano...» disse Yuri fissando il tè fumare nella sua tazza.
«Non c'è alcun problema Yuri, Irina ha un talento innato per cavi, bulloni e tutta quella roba lì!» rispose Katia scherzando.
«Sentito Yuri? Ho un talento naturale per 'quella roba lì'!»
Irina canzonò la sorella facendone nascere una risata.
«Come mai avete detto a Stan di venire oggi?» domandò il ragazzo.
«Ehi... mi sono seduta su qualcosa!» disse Irina posando il piatto e spostandosi per vedere cosa aveva travolto.
«Da voi non rispondeva nessuno, così abbiamo chiamato Stan... hanno anticipato il giro d'ispezione.» spiegò Sofia.
«Davvero?»
«Dobbiamo sistemare un po' e prima ti porti via quella roba, meglio è.»
«Che ci facevano questi libri sotto il mio sedere?» chiese Irina mostrando due volumi.
«O meglio, cosa ci faceva il tuo sedere sui libri di tua sorella...» la rimproverò scherzosamente Katia.
«Ho riportato i libri a Sofia.» spiegò il ragazzo voltandosi verso Irina, ma senza guardarla negli occhi; le fissò le mani mentre sfogliavano distratte un volume. Si rese conto di aver forse parlato a voce troppo bassa perché le altre sorelle potessero averlo sentirlo.
«Li hai già finiti?» chiese Sofia incredula riprendendo possesso dei volumi e ricevendo uno sguardo imbronciato da Irina.
«Sì, anche se il francese è abbastanza difficile devo dire...» rispose, preoccupandosi di alzare il volume della propria voce ad un livello udibile.
Katia lo guardò con ammirazione: «E specialmente se non hai mai studiato il francese.»
«E le mie lezioni cosa sarebbero, scusa?» chiese Sofia indispettita.
«Un vecchio quaderno di grammatica delle scuole superiori, tu lo chiami 'le mie lezioni'?» disse Irina ironicamente.
Risero di nuovo.

* * *

«Lasciati dire che hai un talento eccezionale!» disse Irina mentre Yuri poggiava a terra i due sacchi pieni di vestiti, stringendo in una mano l'ennesimo libro che Sofia gli aveva gentilmente prestato.
La strada era deserta, circondata dal grigio triste delle palazzine.
«Non esageriamo.» le rispose Yuri voltandosi per guardare l'incrocio vicino e nascondere il rossore delle gote; Stan sarebbe dovuto arrivare da un momento all'altro.
«Forse non ti rendi conto che hai imparato da solo una lingua!»
«Che non so praticamente parlare.»
«E comunque ti sembra una cosa da poco?» disse la ragazza indicando il volume che il russo teneva in mano.
«E' perché mi piace.» disse Yuri come per giustificarsi, «Tutto qui.»
Irina abbassò lo sguardo e non disse nulla per qualche minuto.
Il ragazzo e le tre sorelle si erano conosciuti quasi per caso, due anni prima.
Si erano aiutati reciprocamente, trovandosi in situazioni più o meno simili.
Era un'amicizia sincera.
Un furgoncino attraversò l'incrocio poco lontano, ma non era quello di Stan.
La ragazza fissò il russo: «Senti, Yuri... stai bene, vero?»
Yuri la guardò sorpreso: «Perché me lo chiedi?»
«Sembri stanco.» disse preoccupata «E sei dimagrito... ancora.»
Il ragazzo fissò le sue scarpe e i sacchi vicino a lui.
«Sì, sono un po' stanco. Sono in tensione per via del monastero.»
«Mi dispiace, vorremmo fare di più per aiutarvi, ma...»
«Fate anche troppo, Irina. Grazie.» disse sinceramente, incontrando gli occhi chiari della ragazza.
Fin da quando si erano conosciuti e avevano stretto amicizia, Yuri si era sempre trovato nei guai; per un motivo o per un altro, sempre a causa del monastero.
«Senti, Irina....»
Il tono di Yuri si era abbassato, così come il volume della voce, era una cosa che capitava sempre quando le voleva parlare e la guardava; ma la ragazza distolse lo sguardo facendo un commento sugli indumenti contenuti nei sacchi.
Il ragazzo si sentì impotente sapendo che Irina aveva rapidamente cambiato argomento apposta, forse, pensò, fiutando il pericolo di un discorso che non aveva voglia di affrontare.
Così la frase gli morì in gola più in fretta di quanto fosse cominciata.




FINE QUINTO CAPITOLO, continua...

# Beyblade (C) Takao Aoki


Risposte alle recensioni:

x Sihaya10: bentornata su queste pagine! Grazie dei tuoi complimenti! Bene, la calma si è fatta inquietante? E' proprio quello che volevo! Se capissi subito cos'è che ti insospettisce non ci sarebbe ragione di leggerla, no! XDD
Povero Yuri, almeno ci sei tu che ti preoccupi! Sono riuscita a farti piacere un personaggio che non era fra i tuoi favoriti, questa per me, lo sai, è una grande conquista!!
x Frozen_WhiteFox: ciao! Beh, conta che Yuri è cresciuto in questa fic... pensalo più grande... insomma, un po' più uomo! XDD
Spero di non fare più errori di battitura, mi spiace molto per chi legge, è fastidioso. W Sergej allora! Grazie del tuo commento! Un bacio!
x Keila91: ciao, se non ti disturba posso aggiungerti ai miei contatti? Io però eviterei di lasciare l'indirizzo di msn così, sai non si può mai sapere chi lo legge! Ti ringrazio infinitamente dei tuoi complimenti! Mi auguro che continui a piacerti la mia fic!
x Marikan: beh, non mi hai detto queste ideuzze quali sono, anche se non ti avrei comunque potuto dire se erano giuste o sbagliate! XDD
Yuri barboso! XDD Se hai letto questo 5° capitolo sai a cosa si riferiva Stan! Grazie dei complimenti! Spero che la ff continui a piacerti!
x Furtivo: ciao, grazie della tua recensione e dei tuoi complimenti! Spero che oltre ad esserti affezionato, il mio stile ti piaccia di per sé! XDD
Adoro scrivere i dialoghi e impiego molto tempo, scrivendo e riscrivendo le battute, forse inutilmente, chissà... ahah! Comunque cerco sempre di far compenetrare le battute con il testo descrittivo in maniera abbastanza equilibrata, evitando di separarli troppo. Hai colto nel segno e sono contenta di essere riuscita a trasmetterti la sensazione che volevo: c'è qualcosa di misterioso legato al passato di Yuri, un rancore malinconico, credo che siano le parole più adatte.
Vado molto piano, questo è vero, ma se non facessi così trasmetterei cose diverse e non è questa la mia intenzione. Questo mondo che va un po' a rilento è un po' lo specchio della psiche di Yuri e più avanti spero di riuscire a far capire cos'è questa immobilità, questa lentezza. Non preoccuparti, io finisco sempre quello che comincio... o almeno lo spero!
x arisu: ciao ti ringrazio ti tutti i tuoi allegri complimenti! Il coniglio, beh poverino...
x Myriam Huznestova: ma non ti preoccupare del ritardo! Figurati! Io vorrei leggere le tue ff (così come vorrei fare con altre) ma non trovo mai il tempo! Ma un giorno ce la farò! XDD
Sono contenta che tu riesca a "vedere" le scene, anche perchè è come se entraste un po' in questo mio mondo, nella mia testa! Che scema, eh!? Ti ringrazio e spero che continuerai a seguirmi!

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