.L’ULTIMA META’ DEL CIELO.
.PROLOGO.
Il treno correva. Dritto, silenzioso, imperturbabile, come
ogni anno.
Il lieve rumore delle rotaie su cui passava era coperto dal
chiacchiericcio e dalle risate che giungevano dagli altri scompartimenti.
Fissò il riflesso verde scuro dei suoi occhi nel vetro. La
sua espressione non tradiva alcuna emozione, se non
freddezza. Aveva la mascella contratta e le sopracciglia castane e sottili
aggrottate in un broncio pericoloso. Durante l’estate, era dovuto rimanere dai Dursley più del previsto: si era annoiato talmente tanto
che aveva pensato di scappare da solo e non farsi ritrovare più. La cicatrice
gli aveva bruciato tanto che gli sembrava di essersela inflitta una seconda
volta, o che potesse cominciare a sanguinare da un
momento all’altro.
Anche se ormai aveva imparato a
convivere con il dolore.
Aveva passato la fine di Agosto
dall’amico Ron Weasley:
eppure, era come se fosse stato fatto prigioniero una seconda volta. Ricordava
come, un anno prima, si era sentito sollevato, insieme a tutte quelle persone,
in quella vecchia casa di Grimmauld Place: ma ora, non aveva più senso, per lui, andare in quel
luogo. Non sapeva nemmeno se i membri dell’Ordine della Fenice, che a volte
venivano a fargli visita alla Tana, si riunissero
ancora lì.
Ma neanche questo gli importava.
Dalla morte di Sirius Black, tutto
gli era sembrato stupido, piatto, inutile. Non aveva più provato entusiasmo per
nulla e diventava ogni giorno più scontroso e silenzioso. Si lasciava
trascinare dagli eventi come se naufragasse: tanto, niente aveva più
entusiasmo.
-
Finalmente non siamo più prefetti.
Cominciava davvero ad esaurirmi, questa cosa delle responsabilità. –
Fu la voce di Ron ad interrompere
l’imbarazzante silenzio che era calato nello scompartimento. Aveva i capelli
rossi che gli ricadevano dolcemente sulle sopracciglia e le lentiggini erano
meno accentuate di quanto non fossero mai state, forse segno della sua
crescita: aveva superato ormai da tempo anche Harry, in altezza.
Hermione Granger
alzò lo sguardo color cioccolato dal libro di Trasfigurazione che stava
leggendo, con aria allarmata.
-
Non starai dicendo sul serio, Ron? Questo è il momento principale per poter sperare di
diventare Caposcuola, il prossimo anno: dobbiamo impegnarci doppiamente proprio
perché non abbiamo più la responsabilità degli studenti più piccoli. –
Harry sentì Ron
sbuffare, ma non si voltò, come fingendo di non essere nemmeno con loro. Hermione aveva avuto un G.U.F.O
in tutte le materie che aveva portato all’esame, ma non si era ancora fatta
un’idea chiara di cosa desiderava fare dopo la scuola. Ron
ed Harry avevano entrambi scansato il G.U.F.O in Divinazione, liberandosene definitivamente. Con
loro grande sorpresa, furono anche ammessi alla classe
del professor Piton. Harry
non trovava proprio il modo di rallegrarsene, anche se Hermione
si era congratulata stupita con loro.
Il ragazzo si voltò di scatto verso gli amici, che smisero
improvvisamente di parlare, come spaventati.
Si alzò in piedi bruscamente ed uscì dallo scompartimento,
sentendo vagamente la voce di Hermione che
sussurrava:
-
Ma cosa gli è
preso? –
Si appoggiò al vetro del corridoio, di pessimo umore ancora
più di prima. Se un anno prima riusciva a fatica a sopportare
i battibecchi di Ron ed Hermione
per più di dieci minuti, ora a stento arrivava ad ascoltarli per i primi due
secondi. La sua irascibilità era esagerata e fastidiosa anche per sé stesso:
d’altra parte, non riusciva a smettere di chiudersi a riccio di fronte a tutte
le iniziative stupide che lo circondavano.
-
Una cioccorana,
per favore. –
I suoi pensieri furono interrotti. Voltò lo sguardo dalla
parte in cui veniva la voce che aveva appena sentito: non gli sembrava che
prima ci fosse nessuno nel corridoio.
Accanto al carrello dei dolci, una ragazza stava pagando il
cioccolato alla donna in grembiule. Doveva avere la sua età, eppure non
riusciva a ricordare di averla mai vista. Aveva lunghi
capelli color miele, che superavano appena le spalle
abbronzate. Indossava una t-shirt rosa pastello, a maniche corte, ed una gonna
di jeans che le sfiorava appena le ginocchia. Ai piedi portava un paio di
sandali di sughero, i cui lacci erano legati debolmente alla schiava attorno al
polpaccio.
Harry si accorse di aver indugiato
troppo sul suo volto quando incrociò gli occhi grandi e verdissimi della
ragazza, che lo fissò senza espressione per un attimo, poi distolse lo sguardo.
Si appoggiò al muro di uno scompartimento dietro di lei e rimase a fissare il
paesaggio che scorreva fuori dal treno, mentre il
carrello veniva spinto via. Il ragazzo notò il nasino alla francese e gli
zigomi alti, dorati probabilmente da una lunga estate di sole.
-
Ciao, Harry Potter! –
Harry si riscosse e si voltò.
Accanto a sé, gli occhi azzurri e grandi che lo fissavano
insistentemente, aveva Luna, già in divisa, senza però nessun particolare
imbarazzante, come si accorse sollevato Harry.
-
Ciao, Luna. –
-
Sei pronto per un nuovo anno? –
-
Credo di sì. –
Luna gli lanciò un sorrisone,
indicando la parte sinistra della sua veste.
-
Sai, sono stata
nominata prefetto! – disse gongolante, ed Harry
stranamente non riuscì a trattenere un sorriso. Lo stemma di Corvonero con una “P” al centro troneggiava fieramente
cucito sulla veste.
-
Bene. –
-
Credo che quest’anno
nessuno si azzarderà a portarmi via le cose. –
Harry ricordò quando, l’ultimo
giorno di scuola, Luna aveva appeso quel cartello in cui chiedeva che le
fossero restituiti gli oggetti che gli altri studenti le avevano nascosto per dispetto. A quel ricordo, non poté fare a meno
di provare una stretta al cuore.
-
Ne sono sicuro. Fai un buon lavoro,
allora. –
Luna sorrise di nuovo e lo superò per dirigersi altera dentro un altro scompartimento, di studenti del
quinto anno.
Harry posò di nuovo lo sguardo
alla sua destra. La ragazza guardava ancora fuori dal
vetro, ma dal sorriso che cercava di trattenere era sicuro che avesse ascoltato
ogni parola. La cosa lo infastidì, ma prima che potesse dirle qualcosa, Hermione uscì dallo scompartimento e lo raggiunse.
-
Harry, siamo
quasi arrivati! Ron si sta cambiando, ora vai tu e
poi è il mio turno. –
Il ragazzo indugiò un secondo ed Hermione
non si lasciò sfuggire la sua espressione appena caduta
dalle nuvole, e scrutò oltre la sua spalla.
-
Chi è quella ragazza? – bisbigliò, con
aria sbalordita.
Harry scrollò le spalle.
-
Chi, quella? Ed
io che ne so? Sarà una studentessa più giovane. –
Hermione strabuzzò gli occhi,
incredula.
-
No, è impossibile! La riconoscerei se
fosse della nostra scuola, controllo gli annuari sempre, da quando mi sono
iscritta a questa scuola! Non l’ho mai vista! – sibilò. – questa cosa non mi
convince per niente… -
Harry sbuffò e la trascinò via,
per evitare che cominciasse a fare interrogatori a destra e manca.
Ma il pensiero di quella ragazza
che neanche Hermione aveva mai visto gli rimase in
mente per tutto il viaggio e quando tornò in corridoio, era sparita.
-
Benvenuti ad Hogwarts! –
Silente tuonò con tono tra il dolce e l’austero nella Sala
Grande e fece zittire tutti gli studenti. I bambini del primo anno erano appena
stati smistati e Grifondoro vantava soggetti
particolarmente simpatici e graziosi.
-
Quest’anno,
abbiamo diverse novità da mostrarvi, e ben due nuovi arrivi. – cominciò
Silente, spostando leggermente la lunga barba bianca. Si levò un lieve brusio prima che ricominciasse a parlare. –
ovviamente, come gli studenti dal secondo anno sapranno, parlo del nuovo
insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure. Dopo un’accurata selezione, abbiamo
trovato un insegnante di poca esperienza, ma con un bagaglio
culturale veramente notevole, ed un incredibile quantità di M.A.G.O conseguiti alla scuola di Magia e Stregoneria di Durmstrang. Franz Phoenix, sarà a
vostra disposizione. –
Dal tavolo degli insegnanti, si alzò un ragazzo alto e decisamente più giovane di quanto Harry
avesse mai immaginato. Aveva gli occhiali quadrati, gli occhi scuri ed i
capelli castani lunghi raccolti in una coda. Inarcò lievemente un angolo della
bocca, si inchinò e si sedette. Ci fu un mormorio di approvazione da parte delle ragazze.
Dopo l’applauso, Silente continuò.
-
Bene, ringraziamo il professor Phoenix.
Il secondo nuovo arrivo che sto per annunciarvi è
stata una decisione lunga e faticosa da prendere, ma che una volta accettata a
riscosso diversi assensi tra i professori di questa scuola. Ebbene, non si
tratta di un nuovo professore: il mio personale preferirei
tenermelo più stretto possibile, dopo una certa serie di eventi. –
Ci furono delle risatine. Harry, Hermione e Ron non sorrisero
nemmeno. Hermione sembrava stesse
quasi per scattare in piedi, tesa com’era: aveva ridotto gli occhi a due
fessure. Ron invece guardava terrorizzato il suo
atteggiamento e non sembrava aver sentito una parola del discorso di Silente.
-
E’ un onore presentarvi un nuovo studente
che si unirà agli altri allievi del sesto anno, che è stato accuratamente
smistato nel mio ufficio circa dieci minuti fa nella casa di Corvonero. –
Gli studenti della casa in questione drizzarono le orecchie.
Silente fece una pausa: il mormorio si era trasformato in un
fastidioso brusio insistente.
-
Non è mai successa una cosa del genere! –
bisbigliò Hermione scandalizzata. – mai, in tutta la
storia di Hogwarts! Sono sicura di non aver mai letto
che uno studente si sia aggiunto a scuola dopo il
primo anno! –
Silente tossicchiò e riuscì a ristabilire un minimo di attenzione.
-
Bene, bando ai misteri,
date il benvenuto a Sofia Ginevra Clover, proveniente
dalla scuola di Magia e Stregoneria di Beauxbatons.
–
Da una sedia proprio dietro al tavolo degli insegnanti, si
alzò velocemente una ragazza.
-
Ma è quella del
treno! – esclamò Hermione, dimenticandosi di
bisbigliare.
La ragazza si era cambiata: indossava la divisa con
comprendente cravatta nera e blu di Corvonero. Lanciò
un sorriso gentile in direzione di Silente, fece un lievissimo inchino in
direzione degli studenti che applaudivano allibiti ed andò a sedersi alla sedia
che si era Materializzata proprio accanto a Cho Chang.
Solo allora Harry la vide davvero:
era seduta accanto ad un ragazzo che giocava a Quidditch
con lei, ma non ricordava chi fosse. Era ancora più graziosa degli anni
precedenti: i capelli neri splendevano lucenti lungo la sua schiena e fece un
sorriso aperto verso la nuova studentessa.
Finito il discorso di routine, gli alunni cominciarono a
mangiare.
-
Trovo assolutamente inammissibile che venga ammessa una studentessa da un'altra scuola – borbottò Hermione mentre addentava del pollo. – insomma, perché
gettare una tradizione al vento in questo modo? E come
la mettiamo con la segretezza? Noi di Hogwarts non
sappiamo mica dove si trova Beauxbatons. Perché quella lì può addirittura frequentare? Avrà
intenzione di prendere i M.A.G.O qui? Senza contare
che… -
-
Hermione… - la
interruppe Ron. - … hai finito di buttare parole a
caso? Silente avrà avuto i suoi buoni motivi. –
Lanciò uno sguardo di sottecchi in direzione di Harry. Sapeva bene cosa intendesse
con “i suoi buoni motivi”. Come se lui non ci avesse pensato.
Durante la cena, il ragazzo notò che Sofia non aveva una particolare simpatia nei confronti
di Cho. Vide i tentativi della cinese di fare
amicizia, ma ogni volta che non guardava, Sofia le lanciava un’occhiataccia
silenziosa, come infastidita da quelle attenzioni. Era invece immersa in una
fitta conversazione con Luna, di fronte a lei: annuiva o scuoteva la testa con
aria concentrata, come se fosse incredibilmente interessata a ciò che le
diceva.
-
Nonostante
quello che dice Hermione, a me non sembra che ci sia
niente di male. – lui e Ron stavano
risalendo le scale verso il dormitorio. Hermione era
rimasta indietro, dicendo che aveva un paio di cose da fare prima di andare a
dormire.
-
Cosa? –
-
Stavo solo pensando che, anche se è
davvero una stranezza questa cosa della nuova studentessa, c’è da dire che è
veramente carina. –
Harry sbatté le palpebre, mentre
dicevano la nuova parola d’ordine alla Signora Grassa.
-
“Diamantini volanti”. Harry,
è inutile che fai quell’espressione sorpresa: durante
la cena avevi lo sguardo costantemente fisso sulla
tavolata di Corvonero e non credo per il discorso
lungo e noioso di Hermione, come invece è stato per
me; anche se non ho capito se guardavi la nuova ragazza o Cho.
–
Il ragazzo sbuffò.
-
Ron, si può sapere cos’è questa mania improvvisa per le ragazze? Da
quando hai vinto la partita l’anno scorso, non fai che parlarne. –
-
Veramente, tra i due, mi sembra che sia
tu quello che ha avuto più esperienze in questo campo. –
Si sedettero nelle poltrone davanti alla finestra aperta
della Sala Comune, dove altri studenti ripassavano i testi o giocavano a
scacchi, mentre quelli del primo anno visitavano i dormitori.
Harry si incupì.
-
Non credo che mi abbia giovato molto questa esperienza. Le donne non mi interessano;
ho già abbastanza pensieri per la testa senza mettermi ad agitarmi solo per
accontentare i capricci di una di loro. E poi, quello
con più esperienza sei tu. –
Ron lo fissò con espressione
particolarmente ebete.
-
Che io sappia,
l’unica cosa che abbia fatto con una ragazza, è stato attaccare la sua foto nel
dormitorio; e si trattava della Cacciatrice che ha
fatto quel lancio magnifico ai Mondiali di Quidditch.
–
Si fissarono a vicenda, con espressioni disgustate. Ron si chiedeva chiaramente perché Harry
si divertisse a prenderlo in giro, ricordandogli la sua poco
fortuna con l’altro sesso; il ragazzo dagli occhi verdi, invece, si
chiedeva se davvero l’amico era così stupido da non essersi accorto che sin dal
primo anno aveva avuto la risposta sotto al naso.
Sentirono un tonfo accanto a loro: Hermione
si era buttata sulla poltrona accanto a Ron,
sbuffando.
-
Che c’è, adesso?
– chiesero Harry e Ron,
all’unisono.
-
Ho parlato con quella Sofia. – borbottò
la ragazza senza guardarli, con espressione truce. – ed
ho indagato su di lei. L’anno scorso, agli esami di Beauxbatons
ha preso un G.U.F.O in tutte le materie che aveva
portato: oltre a Trasfigurazione, Incantesimi, Storia della Magia, Aritmanzia, Divinazione, Pozioni, Erbologia,
Cura delle Creature Magiche e Difesa contro le Arti Oscure, studia anche
Antiche Rune, il che significa che dovrò averla tra i piedi più degli altri. Ha
preso “O” in Trasfigurazione e Difesa, ed in tutte le altre materie “E”. –
Ron lanciò un fischio di approvazione, annuendo.
-
Accidenti. Hai trovato qualcuno con cui
competere, Hermione. –
La ragazza non rispose, furente.
-
Quel che è peggio è che sembra aver fatto
amicizia con Luna in modo incredibile, e, questa te la devo proprio dire, Harry, ha risposto in modo veramente antipatico a Cho proprio davanti a me. –
Ron fece una smorfia, dopo aver
esitato qualche attimo.
-
Secondo me, sei solo
invidiosa. –
Hermione spalancò gli occhi,
inorridita.
-
Che
cosa hai detto? Io, invidiosa? Guarda che se volessi
potrei fare anche dieci materie in più rispetto a lei! –
Si alzò in piedi, furente.
-
Vado a dormire, visto che siete così superiori da non volermi nemmeno ascoltare. –
E si diresse verso il dormitorio
femminile a grandi passi. Ron guardò in direzione di Harry, battendosi l’indice contro una tempia.
- Quella ha qualche rotella fuori posto,
te lo dico io. –
Fuori, il vento
scuoteva i rami degli alberi nel buio della notte.
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_Miwako_