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BeyBlade |
L'Amore Bianco di SimmyLu | Leggi le 9 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 30/07/2007 | Stampa questo capitolo | Stampa tutta la storia
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L’AMORE BIANCO

… di Simmy-Lu …



Capitolo SESTO: LA SENSAZIONE



Stan non era ancora arrivato e si stava alzando il vento. La conversazione si era arenata definitivamente e i due ragazzi guardavano la strada senza avere veramente voglia di aspettare.
«Yuri...» disse d'un tratto Irina.
«Hm?»
Il ragazzo si voltò lentamente, annoiato e frustrato dal fatto di non aver avuto il coraggio di continuare il suo discorso.
«Dammi la mano.»
«La mano?»
«Dai!» lo esortò lei tendendo la sua, mentre i riccioli biondi trasportati dal vendo ondeggiavano pigri nell'aria.
Yuri estrasse la mano destra dalla tasca della giacca e gliela porse, curioso.
Irina gli sfilò il guanto e velocemente se la infilò sotto il maglione, facendo aderire il palmo alla pancia gonfia.
«Irin... ma cos...?» bofonchiò Yuri cercando di liberarsi dalla sua stretta nel più completo imbarazzo. Arrossì vistosamente per la seconda volta.
«Aspetta.» gli disse lei chiudendo gli occhi.
E lui si calmò, almeno apparentemente. Le sue gote si colorarono di un rosa intenso; toccarle il ventre gravido gli procurò una sensazione strana, un piacere inaspettato.
«Ecco.» sussurrò Irina.
Fu come se qualcosa gli avesse accarezzato il palmo della mano da sotto uno strato spesso, morbido e caldissimo.
«Ah! Hai sentito? Gli piaci!» esclamò Irina.
E, se possibile, Yuri arrossì ancora di più.
Aspettarono ancora qualche momento, ma il bambino non si mosse più e Yuri tolse la mano dalla pancia della ragazza provando per lei un rispetto deferenziale.
«Sai, Yuri... a volte... penso che vorrei tenerlo. Anche se in fondo non è mio... Dopotutto è così no? E' mio e non lo è...» disse Irina.
Yuri la guardò intensamente provando l'insensato impulso di proteggerla: «La coppia americana è già arrivata... a Mosca?»
«No, non ancora. Li ho sentiti l'altro giorno. Dovrebbero arrivare fra una o due settimane.» disse, posandosi le mani sul pancione.
«Cosa pensi?» chiese il ragazzo.
«Non so. In fondo hanno affittato il mio corpo*. Mi pagano per il bambino. Con quei soldi potrò finire gli studi e aiutare le mie sorelle. Anche se mi vengono dei dubbi, so quello che devo fare. Ho soltanto paura... non so nemmeno io di cosa di preciso.»
Irina sorrise amaramente e si voltò di scatto per non dover guardare Yuri negli occhi.
«Non devi avere paura.»
Il ragazzo lo disse così piano che le sue parole sembrarono ad Irina un sussurro del vento. Poi aggiunse: «Irina, se tu volessi... ecco...»
«Ti prego, Yuri.» intervenne bruscamente lei, come a volerlo sgridare, «Ti prego...» disse ancora, ma questa volta più dolcemente con gli occhi lucidi.
«Va bene...»
Yuri abbassò lo sguardo e non parlò più.

* * *

«Tutto a posto?» chiese Stan quando Yuri salì sul furgone chiudendo la portiera, «O ti sono saltate addosso?»
Il furgoncino borbottò affrontando un incrocio.
«Mi hanno preso in giro, come al solito!» lo rimbeccò il ragazzo infastidito mentre l'uomo rideva facendo un retorico commento sulle donne.
Yuri si guardò il palmo della mano destra; chiuse gli occhi, stringendo le dita in un pugno: non aveva mai toccato Irina. Per un attimo gli era sembrato di avere quella piccola vita interamente nella sua mano.
«Cosa c'è?» chiese Stan vedendo il volto del giovane velato di tristezza.
«Non mi vuole nemmeno ascoltare...» disse in un sospiro guardandosi le mani; la sua espressione intrisa d'amarezza si tinse di rabbia.


Yuri balzò giù dal furgoncino avvicinandosi al retro per prendere i due sacchi.
«Sicuro che non ci siano problemi?» chiese Stan sporgendosi dal finestrino.
«Assolutamente, non devi preoccuparti, grazie.» rispose Yuri.
«Mi dispiace lasciarti qui, ma devo proprio scappare o non arriverò in tempo!»
«Nessun problema, sicuro. E' un tratto breve, non ci metterò molto anche se sono a piedi. E poi camminare mi farà bene... mi schiarirà le idee.» disse mentre poggiava a terra anche il secondo sacco.
Stan fece un cenno d'assenso con sorriso tirato.
Il furgoncino ripartì mentre si salutavano e il ragazzo rimase solo coi suoi bagagli sul ciglio della strada.

* * *

La strada era deserta e si era alzato un vento gelido che sferzava impietoso, freddo come lame di ghiaccio. Non sapeva perché, ma improvvisamente Yuri si sentì a disagio: c'era qualcosa di strano.
Come se qualcuno fosse entrato nella sua stanza e avesse spostato alcuni oggetti.
Era una cosa stupida da pensare, si disse.
Prese i due sacchi e se li caricò in spalla; cominciò a camminare avviandosi in direzione del monastero.
Ma più camminava più quella sensazione si faceva forte e intensa.
E poi... l'aria aveva uno strano odore.
Continuando a camminare Yuri alzò la testa e guardò il cielo.
Era completamente bianco.
Davvero aveva incontrato dei lupi quella mattina? Oppure era stato un sogno... un'allucinazione?
Ripensò alla porta dell'atrio che portava ai sotterranei del monastero.
Aveva fatto bene a chiamare Kai?
Il dubbio l'assalì all'improvviso.
Gli venne in mente il pugno che aveva dato a Boris.
Sospirò.


Mancava poco ormai, aveva quasi raggiunto il monastero, ma quella strana sensazione non lo abbandonava.
Affrettò il passo.
Lo sentiva.
C'era qualcosa.
Qualcosa nell'aria.
Arrivò al cancello dell'edificio, lo aprì, ma si fermò immediatamente.
Il cortile era vuoto.
Il vento gelido continuava a soffiare imperioso.
Freddo.
Vigoroso e tagliente.
C'era qualcuno davanti al portone.
Era un uomo, immobile.
Lo vedeva di spalle.
Aveva la testa sollevata, contemplava la facciata della costruzione.
Il vento ululò sollevando i lembi della lunga giacca dello sconosciuto.
Yuri si avvicinò di più, ma con lentezza.
Quella sensazione...
Stava per aprire bocca, quando l'uomo di spalle si girò e lo osservò con attenzione.
Non sembrava sorpreso del fatto che Yuri si trovasse alle sue spalle.
Una violenta raffica di vento obbligò entrambi a chiudere gli occhi mentre i capelli frustavano nell'aria gelata.

Yuri aprì nuovamente la bocca, ma ancora non disse nulla.
Era realmente sorpreso e non sapeva cosa dire.
Fu l'altro a rispondere alla sua domanda inespressa: «Avevi detto che era urgente.»

Quella sensazione...

Yuri sorrise, stanco: «Bentornato a Mosca, Kai.»

...di qualcuno nella propria stanza.


FINE SESTO CAPITOLO, continua...

(*) In Russia accade che le ragazze "affittino l'utero", come avviene in America. Questo accade da parte di famiglie (spesso) straniere che non possono avere figli; tutto questo in cambio, ovviamente, di denaro.

# Beyblade (C) Takao Aoki


Risposte alle recensioni:

x Sihaya10: partiamo per la Russia allora! Il contrasto è evidente, anche se il particolare della caldaia non mi era sembrato così netto prima che me lo dicessi tu. Il mio subconscio lavora bene... a differenza della sottoscritta! Sì, ci metterò un bel po' ad arrivare al "punto" vero e proprio, ma la fanfic sta proprio in questo... basta! Non dirò più nulla! Grazie del commento!
x Keila91: ciao e grazie del tuo commento, sei molto gentile, spero che anche questo nuovo capitolo ti sia piaciuto!
x Circe Darkside: grazie infinite per aver letto e commentato la mia storia, spero che ti sia piaciuta anche questa nuova parte! Sono contenta che tu sia tornata a leggere ff su Beyblade, io trovo che i personaggio diano molte possibilità di approfondimento. Yuri per ora è sì "troppo" buono, ma ovviamente ci sono dei motivi... ma ci saranno sviluppi in questo senso, te lo assicuro!
x eagle fire: grazie dei tuoi complimenti, sono molto lusingata, se hai letto questo capitolo ti sarai accorta che il personaggio che aspettavi è appena entrato in scena!
x Arisu Kon: ciao! Grazie di aver letto la mia storia! Sono contenta che ti sia piaciuta almeno fino ad ora! Wolborg ha reagito in quel modo per un motivo che non ti posso rivelare, pena spoilers eccezionali sul resto della fic! Se hai letto questo nuovo capitolo le risposte alle tue domande su Irina e Yuri credo proprio che abbiano trovato risposta. Le sorelle hanno preso un po' in giro Yuri anche perchè non è un ragazzo che fa troppo caso al suo aspetto, ed essendo già bello, con un po' di barba incolta diventa molto sexy (opinione personale XD). Io ODIO il francese, non l'ho potuto soffrire dal primo giorno di lezione alle medie! Kai è appena apparso... non potevo scrivere una fic senza il mio personaggio preferito! *_*
x Hohoemi: grazie dei complimenti, sei sempre molto gentile!! Mi sono divertita a scrivere di queste figure femminili, anche se è stata dura! Compariranno ancora...! ^_^ Bacio
x Marikan: ciao! Grazie della recensione, nel caso dovessero venirti in mente quelle domanda, fammele pure! XDD Sì, anche io sono d'accordo con le tre sorelle... *ç*... Che cosa pensi sul titolo del capitolo 5? Forse in questo hai trovato le risposte che cercavi!^^
x Furtivo: ciao, grazie della tua recensione e dei tuo complimenti! Mi fa piacere che lo stile ti piaccia! No, Yuri non è un gran chiacchierone, ma ha una buona dialettica quando serve, anche se con Irina trova delle difficoltà! Mi sono immaginata che fosse un tipo intelligente a cui lo studio di qualcosa che lo affascina non pesa, e che abbia un talento per le lingue. Il paesaggio e i luoghi, forse sono poco modesta nel dirlo, ma in questa fic sono esenziali, senza di essi non avrebbe senso la storia. Mi piace scrivere le frasi di chiusura. Grazie! Baci.
x bebyangeldark: ti ringrazio, sei molto gentile! Spero che anche questo nuovo capitlo sia di tuo gradimento! Spero anche io che tutto finisca bene... *fa finta di non sapere come finirà* XDD

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