Ronald Weasley e Il Suo (In)fallibile Piano.
Questa FF l'ho scritta per festeggiare il secondo compleanno
del sito RH+, tributo alla ship potteriana più dolce di tutte, ovvero Ron &
Hermione.
Si può considerare AU, dal momento che, ai fini della
storia, ho modificato leggermente alcuni avvenimenti descritti nei libri: in
questa FF Harry e Ginny si danno il loro primo bacio nell'affollata Sala Comune
dopo la vittoria contro i Serpeverde, a campionato quindi ancora da
concludersi. La storia si svolge dunque al sesto anno, quando Ron è ancora alle
prese con un' appiccicosa Lavanda ...
-Oooh, vedo che finalmente ti sei deciso a
venirmi a trovare quaggiù!- l'inconfondibile vocetta acuta e penetrante di
Mirtilla Malcontenta attraversò Ron come una scossa elettrica, riportandolo
drasticamente all'inevitabile realtà. Non aveva un'idea precisa di quanto tempo
era rimasto lì da solo (o almeno così credeva), a fissare assorto una delle
tante sbrecciate piastrelle bianche che ricoprivano quel bagno, lo sguardo assente,
la mente che vagava in quell'immensità di pensieri, domande e incertezze che
l'assillavano da quando si era risoluto a mettere in pratica il suo piano. Il
suo piano , così aveva iniziato a chiamarlo da quando aveva ricevuto la,
seppur non troppo entusiasta, approvazione di Harry, e quindi il suo essenziale
aiuto. Ma ora, ora toccava a lui.
- Avete di nuovo in mente qualcosa tu e il tuo
amichetto?- proseguì, non soddisfatta Mirtilla, spostando i grossi occhi
sporgenti sul bicchiere che Ron stringeva fra le mani. - Non ti impicciare tu!-
tagliò corto Ron, annusando disgustato il risultato di un faticoso mese di duro
lavoro. Ricordò quando era stata lei a preparare la stessa pozione quattro anni
prima, ricordò quei pomeriggi trascorsi
in quel cubicolo, mentre lui la guardava mordicchiarsi le labbra e osservare
impaziente ogni loro progresso.. quella volta non aveva avuto tutti quei dubbi
ed esitazioni: Hermione era con loro e
questo bastava.
Sarebbe andato tutto secondo il suo piano, cercò
inutilmente di auto-convincersi Ron..Sì, tutto sarebbe andato come prevedeva il
suo stupido quanto brillante (perchè in fondo era stata una sua idea, no?)
piano, si sarebbe sbarazzato una volta per tutte di quella
irritante-ventosa-umana di Lavanda Brown e forse sarebbe anche riuscito a..la
sua fantasia saettò alla velocità della luce, proiettando davanti ai suoi occhi
uno dei finali più ottimistici che avesse mai immaginato come esito di quel suo
piano ..
Avrebbe
indossato i panni di Dean, sarebbe corso di filato nella sala comune e avrebbe
spiegato a Lavanda quello che Ronald Weasley avrebbe voluto disperatamente
confessare, ma che, testardo, non aveva mai avuto il coraggio di pronunciare.
Lavanda avrebbe saputo finalmente la verità..Per lo meno quella che lui avrebbe
voluto essere tale..No, la storia della 'ventosa-umana' se la sarebbe tenuta
per sè! .. Il discorso che aveva da lungo tempo programmato era molto, molto
più breve, quanto illuminante (quanto infantile, la voce di Harry echeggiò
nella sua testa). Sì, era infantile, ma era l'unico modo che aveva trovato per
rimettere i pezzi al proprio posto, così amava definire la situazione. -Hey
Lavanda, non eri fidanzata con Weasley?- Sì avrebbe risposto ovviamente lei
e, Ron era sicuro, avrebbe chiesto il motivo della curiosità di Dean. Lui
avrebbe esitato qualche istante e poi, ecco che sarebbe arrivata la parte più
difficile del suo piano: l'avrebbe detto, finalmente avrebbe pronunciato quelle
poche parole alle quali, ne era certo, avrebbe dovuto la sua prossima salvezza -
No..perchè..l'ho visto prima..baciarsi con la Granger- . Nel suo piano
la reazione di Lavanda era il passaggio non ben definito, l'elemento incerto
che non era riuscito a calcolare con precisione, la variabile del suo progetto
studiato in ogni particolare, sebbene più volte la sua fantasia si fosse
applicata offrendogli una gamma di possibilità: Lavanda in lacrime che si
rinchiude indignata in dormitorio (la versione più ottimista), Lavanda
furibonda che l'attende vigile davanti al buco del ritratto, bacchetta
sguainata alla mano, Lavanda per nulla sorpresa, che con un'alzata di spalle si
slancia con passione su Dean.
Il resto era tutto calcolato: Thomas si
trovava all'allenamento con gli altri di Griffondoro e lui, avrebbe raccontato
Harry ai suoi compagni di squadra, era momentaneamente in Infermeria per un’
infezione dovuta al Pus di Bubotubero.
Era arrivato
il momento di agire. Ron chiuse gli occhi e ingurgitò in unico sorso il
contenuto del bicchiere. Si concentrò su un punto imprecisato dello specchio
davanti a sè, cercando di attenuare il dolore che opprimeva tutto il suo
stomaco. Ci volle qualche istante per capire che qualcosa non andava come
previsto nel suo (stupido quanto brillante) piano. I capelli di Dean era
scuri, non certo rossi, e non così lunghi! Ed era sicuro di non avergli mai
visto lentiggini sul viso né .. Lo specchio crudele, gli rimandava
l'immagine inequivocabile di una ragazzina dai lunghi capelli rossi, gli occhi
castani e un'espressione d'orrore stampata sul volto, l'espressione di orrore
di Ron che aveva inspiegabilmente assunto le sembianze di sua sorella Ginny.
L'acuta risata di Mirtilla lo fece nuovamente
sobbalzare. - La vuoi piantare eh? Io..non capisco che cosa ci trovi di tanto
divertente!- Ma Mirtilla sembrava non riuscire a trattenersi, continuava a
svolazzare entusiasta puntandolo con occhi maliziosi. - E va bene! Me ne vado!
- e senza riflettere Ron voltò le spalle a quell'orrendo specchio, alle
occhiate di scherno di Mirtilla, abbassò irritato la maniglia della porta e in
un attimo si ritrovò nel bel mezzo del corridoio del secondo piano.
-Ginny! Che
ci fai qui? Pensavo fossi all' allenamento! - lo salutò una voce tristemente
famigliare. Con un sospiro Ron si voltò, ritrovandosi davanti un'Hermione
dall’aria piuttosto afflitta.
Il rosso assunse un’espressione preoccupata che Hermione
interpretò subito come un segno di comprensione da parte dell'amica, ignorando
il puro orrore che stava crescendo dentro il suo sfortunato interlocutore.
-Oh, non è niente, Ginny - replicò in risposta a una
domanda che effettivamente non era mai stata pronunciata. - Tu, piuttosto -
proseguì Hermione risoluta - come mai non sei agli allenamenti? Manca solo una
settimana alla partita contro Corvonero .. Non avrei mai immaginato che Harry ti
lasciasse saltare un allenamento! Non ora, in ogni caso - Poi le sue labbra si
incresparono in un sorriso malizioso e si affrettò ad aggiungere - Forse
dimenticavo che essere la fidanzata del Capitano ha i suoi vantaggi..- Guardò
Ron come in cerca di un'approvazione, ma quello che lui riuscì a produrre era
un poco convinto sorriso forzato che probabilmente Ginny avrebbe mostrato solo
davanti a quella faccia da rospo della sua prozia Muriel.
Erano passate solo poche settimane da quando Harry e
Ginny si erano fidanzati e Ron, benchè facesse di tutto per non mostrarlo,
faceva ancora molta fatica ad abituarsi alla cosa. Hermione parve accigliata: evidentemente non era questa la
reazione che si aspettava dalla sua amica. - Era solo una battuta .. non volevo
offenderti - disse in tono di scusa.
Questa volta il sorriso di Ron riuscì decisamente più
convincente e ginnesco. - Non ti preoccupare. Non mi ha dato fastidio -
disse, mentre tentava di imitare la voce di sua sorella. Il tentativo però, non
ebbe molto successo.
Hermione lo osservò con aria interrogativa. - Sei
raffreddata? - chiese, preoccupata.
Ron non ci pensò due volte e prese l'occasione al volo: -
Sì, è per questo che ho deciso di saltare gli allenamenti - replicò
soddisfatto.
-Ah- si limitò a dire lei, conferendo a quella breve
risposta un tono indecifrabile. Ron approfittò di quel momento di pausa per
mettere in pratica quello che in pochi secondi era diventato il suo piano B:
consisteva semplicemente nel congedarsi da Hermione con la scusa di andare in
infermeria, aspettare che lei si fosse allontanata a sufficienza, rientrare a
tutta velocità nel bagno di Mirtilla Malcontenta e aspettare lì che la pozione
esaurisse il suo effetto. La prospettiva di passare un'ora con Mirtilla adesso
sembrava decisamente più allettante che trascorrere un altro secondo con
Hermione, sotto le false sembianze di Ginny. Hermione però, come sempre, fu più
veloce di lui.
-Vuoi che ti accompagno in
Infermeria?- chiese in tono gentile. - Ho già finito tutti i compiti per domani.-
disse, quasi volendo giustificare quella proposta. Ron sentì il pavimento
sprofondare insieme a lui dieci metri sottoterra, l'ansia stringergli le
viscere, ma riuscì ugualmente a produrre un sorriso pieno di gratitudine e
annuì in silenzio. Questa volta non aveva avuto nemmeno il tempo di formulare un
piano C. Hermione sembrò
soddisfatta e i due cominciarono a incamminarsi verso l'Infermeria. Se Madama
Chips si fosse accorta che un suo paziente era sotto l'effetto di una Pozione
Polisucco, Ron non lo sapeva, ma quel dubbio lo tormentava.
Hermione ruppe il silenzio: -
Sono davvero felice per te e Harry, Ginny -. Ron emise un verso che poteva
assomigliare a un singhiozzo soffocato, e si limitò a guardare Hermione,
incuriosito. -Oh, non fare quell'espressione stupita .. sai come la penso su di
voi, no?-. Ron si bloccò, la fissò, ma non proferì parola. -Insomma, siete
fatti l'uno per l'altra .. E poi Harry è stato davvero coraggioso quando ti ha
baciata davanti a tutti .. Voglio dire, non credo che siano molti quelli che
l'avrebbero fatto, non così almeno .. Lui ad esempio non lo farebbe mai
.. –
Hermione sembrava persa nel
proprio monologo e questa fu una vera fortuna per Ron che questa volta,
incapace di contenersi, lasciò che le sue sopracciglia sparissero sotto i
capelli rossi. -Lui non lo farebbe mai- ripetè Hermione con il tono
deluso di chi sa che non otterrà mai ciò che desidera. -.. per me -
aggiunse. -Ora, so che tu non la pensi come me, ma sono convinta di non
interessargli nemmeno!- proseguì Hermione noncurante dell'espressione mista di
puro terrore e stupore comparsa sul volto di Ron. -Insomma, ha avuto molte
occasione per dimostrarmelo, ma non l'ha fatto ..-. Questa volta si decise a
guardare Ron che riuscì in tempo a ricomporre il volto in un'espressione più
rilassata. -Allora adesso sei d'accordo con me? Anche tu pensi che se davvero
gli piacessi, me lo avrebbe già dimostrato? - chiese Hermione, con ansia nella
voce.
Ron prese tempo, ma tutto
quello che infine riuscì a dire fu -Lui ..-. Hermione aspettò. -Lui?-
ripetè Ron, questa volta non potendo trattenere il tono interrogativo.
-Oh, insomma- disse Hermione
spazientita. -Sai benissimo di chi parlo! Non è cambiato dall'ultimo discorso
che mi hai fatto ieri mattina in Sala Comune! Lui! .. Non è che la serata di
ieri con Harry ti ha dato alla testa?- aggiunse Hermione, recuperando il suo
tono scherzoso.
-Perchè? Cosa ho fatto ie ..
volevo dire .. No, ma che dici!- concluse Ron con una risatina poco femminile,
ma molto isterica. Hermione non ci fece nuovamente caso.
-Forse dovrei lasciarlo
perdere. Dovrei riuscire a dire a me stessa che non ci sono speranze .. che lui
è innamorato di un'altra ..- Ormai era completamente assorta nelle sue
riflessioni. Di come funzionasse l'Amore era convinta di non averci mai capito
niente. Probabilmente se fosse stata una materia scolastica, non sarebbe
riuscita a strappare nemmeno un Accettabile.
Ron a quelle parole provò
qualcosa che probabilmente qualcuno avrebbe definito sgomento, ma che in quel
momento era un'inspiegabile voglia di scagliare qualche Maledizione Senza
Perdono contro questo lui,
vederlo strisciare ai suoi piedi, chiedere pietà .. L'immagine nella sua
mente si dissolse con un pop, appena Hermione imboccò decisa il
corridoio del primo piano. Nello stesso momento si delineò con estrema
precisione nella mente di Ron ciò che prevedeva il suo 'infallibile piano
C : evitare in ogni modo l'infermeria, sgattaiolare nel bagno guasto del
secondo piano..non prima di aver scoperto chi si nascondeva dietro a quel
misterioso 'Lui'.
-Senti Hermione..io credo di
stare meglio ora..insomma, è solo un raffreddore - cominciò, sforzandosi di
sembrare convincente.
-Sicura?- si accertò lei.
-Sì sì..io..credo che andrò in
sala comune ad aspettare Harry- concluse deciso, complimentandosi per quella
magnifica trovata.
-Come vuoi..vengo con te, credo
che ne approfitterò per portarmi avanti con Antiche Rune..-
Repressa una pesante
esclamazione di disappunto, Ron si voltò verso la lunga scalinata di marmo che
conduceva ai piani superiori. - Ma tu cosa ne pensi di lui? - si ritrovò
a chiederle Ron, dopo qualche istante di dubbioso silenzio.
-Oh Ginny! Sai benissimo cosa
penso di lui - rispose secca lei, sottolineando quell'ultima parola con un
insolito tono acuto. - Un pò fissato col Quidditch, questo sì ..- proseguì con
una strana occhiata d'intesa all'amica.
La mente di Ron iniziò a
lavorare febbrilmente..E così questo verme era fissato col
Quidditch!..fissato col Quidd..Come aveva fatto a non pensarci, a non
capirlo subito? La nitida immagine di un ragazzo magro, scuro e con la
pelle olivastra, un gran naso a becco e folte sopracciglia nere fece capolino
dalla miriade di pensieri che in quel momento gli affollavano la mente..Quel
Krum - Quello stupido musone maleducato e insensibile - completò ad alta
voce, senza riuscire a trattenersi.
-Oh lo so, lo so..- annuì grave
Hermione, lasciando inconsapevolmente spaesata l'amica. - é così, ma io non
riesco a non pensarci, a non..-
-Ma invece non devi pensarci
più! - s'infiammò Ron - devi lasciarlo perdere, buttartelo alle spalle,
cancellarlo dalla tua vita! - continuò senza prendere fiato, cosciente del
fatto che Ginny non aveva mai usato quel tono di voce.
Hermione la guardò accigliata -
Oh insomma Ginny! Ieri mi hai detto di tentare, di andare fino in fondo.. che
sarebbe stato l'unico modo per non portarmi dietro inutili rimpianti.. e ora mi
dici che dovrei completamente scordarlo? - domandò lei esasperata.
-Io..ieri..non ero in me
evidentemente - concluse Ron, cercando di immaginarsi quale sarebbe stata la
tortura che avrebbe presto subìto Ginny.
-La serata di ieri con Harry ti
ha dato alla testa - e questa volta il tono era quello inconfondibile di
un'affermazione.
-Ma si può sapere cosa cavolo è
succ..- iniziò Ron, ma riuscì a
bloccarsi in tempo, e con un isterico colpo di tosse completò vago -
Sciocchezze!- guadagnandosi una delle solite occhiate indagatrici alla Hermione
Granger. -Comunque- proseguì lui senza esitazione, per sfuggire a possibili
domande chiarificatrici - devi proprio lasciarlo perdere quello lì! -
sbottò infine.
-Quello lì! - ripetè
ironica Hermione - Per favore Ginny,ne parli come se fosse uno
sconosciuto..stiamo parlando di tuo fratello non del..-
-Di tuo..cioè di mio fratello-
gli fece eco lui, mentre sentiva qualcosa di incredibilmente pesante salirgli
su per lo stomaco
-Perchè, Ron chi sarebbe, tuo
cugino di secondo grado? - scherzò lei,
con un cenno divertito all'amica.
-Io..Ron..cioè- balbettò in
risposta spiazzato, mentre il tempo sembrava improvvisamente essersi fermato e
una nuova sensazione di euforia e di gioia lo pervase fino a deformargli il
volto in una speranzosa espressione ebete che, era sicuro, Ginny non aveva mai
sfoggiato. Era qualcosa che non aveva mai sperimentato prima, la felicità e il
sollievo che provava in quel momento. Era come se nello stesso istante lo
avessero nominato Capitano della squadra di Grifondoro, gli avessero detto che
i Cannoni di Chudley si erano guadagnati la prima posizione in classifica
battendo i Tornado in finale, Piton avesse deciso di licenziarsi e abbandonare
il castello e la signora Weasley gli avesse regalato la tanto bramata Firebolt
per festeggiare la promozione del signor Weasley alla carica di Vice-ministro
della Magia. Si sentì improvvisamente invincibile e leggero. Niente sarebbe
ormai riuscito a portargli via la gioia di quella rivelazione. Ma senza
preavviso tutti i suoi sogni scoppiarono come tanti palloncini bucati da un
destino invidioso, mentre vedeva la inconfondibile figura di Harry sbucare
dal buco del ritratto.
Hermione si voltò di scatto per
salutare il nuovo arrivato, mentre Ron ripassò mentalmente tutte le
imprecazioni conosciute.
-Ciao Ginny! Non sapevo fossi
già qui!- esordì Harry. La sala Comune, infatti, era ancora deserta: molti
studenti si affrettavano a finire gli ultimi compiti in Biblioteca, mentre la
maggior parte dei Grifondoro era andata a seguire gli allenamenti, avidi di
scoprire quante possibilità potessero avere contro i Corvonero, la settimana
seguente.
-Ehm ..- cominciò Ron,
del tutto impreparato di fronte al nuovo ostacolo. -Ho incontrato Hermione e
siamo salite insieme- concluse con tono innocente. Harry gli sorrise, si
sedette accanto a lui sul piccolo divano e gli cinse un braccio intorno al
collo. Le orecchie di Ron raggiunsero una tonalità di rosso ancora sconosciuta,
segno evidente che l'effetto della pozione si stava ormai esaurendo.
-Sei stata bravissima oggi al
campo- disse Harry con dolcezza, - Tutti avevano occhi solo per te!- aggiunse
con un sorriso colmo di ammirazione. Harry alzò il braccio per accarezzargli i
capelli, ma lo lasciò ricadere pesantemente sulle ginocchia all'improvvisa
esclamazione di Hermione.
-Hey!- esordì in tono
accusatorio, - come sarebbe a dire 'in campo'? Ginny non è venuta agli
allenamenti! E' stata con me .. aveva il raffreddore ..- aggiunse Hermione
quasi più per convincere sè stessa che i suoi interlocutori. Harry fissò Ron
negli occhi e intuì perfettamente cosa stava succedendo. Tolse istintivamente
il braccio dal collo dell'amico e riuscì a fatica a soffocare una risata che
trasformò in uno starnuto davvero sgraziato.
Ron capì che Harry sapeva di
non essere seduto accanto alla sua fidanzata Ginny, ma di certo non poteva
immaginare il dramma interiore che l'amico stava vivendo .. Non sapeva
esattamente quando sarebbe successo, ma la trasformazione sarebbe avvenuta a
breve e non osava immaginare la reazione di Hermione di fronte a una
rivelazione simile. No, Ron non ci trovava decisamente nulla da ridere.
Harry, però, intuì di nuovo la preoccupazione dell' amico con una sola occhiata
e lo fissò accigliato.
-Si può sapere che cosa sta
succedendo?- chiese Hermione spazientita .- Cosa state tramando voi due, eh?Si
può sap .. - ma le parole le morirono in gola, nell'istante in cui la risposta
le arrivò in modo così chiaro e così perfido.
Gli occhi di Ginny avevano
infatti assunto quell'inconfondibile tonalità di blu che avrebbe saputo
distinguere a miglia di distanza, mentre il volto di Ronald Weasley si fece
sempre più nitido di fronte a lei. Ron fece una smorfia di disgusto e quasi si
sentì in colpa per aver provato per un attimo il sollievo di non dover più
interpretare i panni della sorella. La sensazione però, svanì subito, mentre
Hermione inferocita lo fissava aprendo e chiudendo la bocca, senza però
proferire alcun suono, incapace di esprimere a parole il proprio rancore.
Ron non potè più sopportare
quella scena. Avrebbe preferito che urlasse, che lo insultasse, che lo
picchiasse .. ma non riusciva più a tollerare il suo sguardo torvo e il suo
sgomento silenzioso.
-Mi dispiace, davvero .. Avrei
voluto dirtelo ..- disse, incapace di trattenersi.
-Avresti voluto dirmelo?!-
replicò lei, la voce più acuta e isterica che Ron avesse mai ricordato. La Sala
Comune si stava nuovamente affollando: l'allenamento era ormai finito da
parecchi minuti e molti studenti stavano rientrando per raggiungere i propri
dormitori. Molte teste si girarono incuriosite verso il trio, alle urla
spazientite di Hermione. -Avresti voluto dirmelo?!- ripetè lei, questa volta
con maggiore irritazione nella voce, se era possibile. - Se davvero avresti
voluto dirmelo, l'avresti fatto subito.. da quando ti ho incontrato fuori dal
bagno.. Perchè non l'hai fatto eh?-.
Ron la fissò cupo, incapace di
darle una risposta.
-Ti sei divertito a prendermi
in giro?- chiese minacciosa mentre gli occhi le si stavano riempiendo di lacrime, senza che lei avesse potuto fare
nulla per fermarle. Ron sembrava in preda al panico : questa non era esattamente
ciò che aveva previsto come fine del suo piano. Era incredulo e
afflitto, e si odiava con tutto sè stesso. Non si sarebbe mai perdonato per
averla fatta piangere.
-Hermione, ti prego, giuro che
non volevo prendermi gioco di te! Pensavo che mi avresti considerato infantile,
se ti avessi raccontato tutto il mio piano .. - le disse, supplicandola.
-Ah! Allora avevo ragione! Tu
avevi un piano! Non è così?- .
Ron, fino a pochi istanti prima
non avrebbe creduto che la situazione potesse peggiorare ulteriormente, ma in
quel momento capì che si era sbagliato.
-E in che cosa consisteva il
tuo piano?- incalzò lei decisa, asciugandosi gli occhi. - Perchè mai avresti
dovuto prendere le sembianze di tua sorella?-
Ron guardò Harry in cerca
d'aiuto, ma lui assunse un'espressione da non-sono-affari-miei, mentre
altri studenti si aggiunsero al folto gruppetto, capeggiato da una sorpresa
Lavanda, che li stava osservando senza rigurado. - Non era così che doveva
andare .. - disse infine con un filo di voce.
Hermione si limitò a guardarlo
con un cipiglio interrogativo.
-
Insomma, non era in Ginny che avrei dovuto trasformarmi, ma in
Dean.. –
-
In Dean?- chiese Hermione, questa volta sopraffatta dalla
curiosità.
Ron sospirò: era sicuro di non
essersi sentito mai tanto imbecille in vita sua, anche se fino a pochi minuti
prima credeva che nell' assumere le sembianze di una femmina, avesse toccato il
fondo. - Sì, insomma .. Faceva parte del piano per lasciarla..ma non ha
funzionato .. - rispose Ron, sconfortato. Lavanda emise un leggero colpetto di tosse
e Ron non ebbe bisogno di girarsi per capire chi li stava osservando. Hermione
lo guardò, l'espressione divertita che per un istante tradì completamente la
sua rabbia. Ron le sorrise speranzoso, in cerca di perdono.
-
Immagino che il tuo fosse un piano brillante!- continuò
Hermione in tono canzonatorio.
-Ti assicuro che lo sarebbe
stato .. bè, se non fosse stato per questo piccolo ..intoppo - concluse lui,
fingendo un tono offeso. Altri Grifondoro si voltarono a guardarli, curiosi di
sapere cosa suscitasse tanta attenzione, dato che le urla, per il momento,
erano cessate. Ora anche Hermione era in evidente imbarazzo. Ron la vide
arrossire violentemente, mentre ripensava a quanto fosse stato stupido.
Decidere di assumere le sembianze di un altro per confessare una cosa così
personale era stata sul serio un'idea sciocca .. Gli vennero in mente le parole
pronunciate pochi minuti prima da un'inconsapevole Hermione, anche se ora
sembravano essere passati secoli. La vergogna per ciò che aveva fatto sembrava
avere dilatato il tempo. -Lui non lo farebbe mai per me- la voce di
Hermione riecheggiò nella sua mente, mentre la risposta che cercava gli si
stagliò davanti nitida, come non lo era mai stata. Sentì i mormorii curiosi dei
suoi compagni alle sue spalle, sentì il buco del ritratto aprirsi lasciando
probabilmente un altro gruppo di Grifondoro affluire nella Sala, sentì un altro
colpo di tosse isterico di Lavanda e fu allora che prese il coraggio di
compiere ciò che avrebbe dovuto fare già molto tempo prima.
Ora vedeva chiaramente quale
sarebbe stato il suo piano D e questa volta non ci sarebbe stato il
bisogno di servirsi di un fasullo Dean. Si sporse leggermente dal divano e
sorridendo con dolcezza all'espressione incredula apparsa sul volto di
Hermione, la baciò. Hermione ricambiò con una passione che Ron non aveva
previsto, ma ne approfittò per stringerla con tenerezza verso di sè. Ci furono
fischi di ammirazione, ci furono applausi di approvazione, risatine isteriche e
risatine maligne di scherno .. e ci furono anche le inconfondibili urla di
rabbia e disperazione di Lavanda. Fu allora che i due decisero di separarsi,
mentre Ron le prendeva in silenzio la mano, accarezzandola.
Hermione era radiosa. Harry
diede una pacca sulla spalla all'amico in segno di evidente ammirazione. Le
grida di Lavanda si allontanarono dalla Sala, segno evidente che la ragazza
aveva deciso di rifugiarsi in dormitorio, mentre la folla di curiosi cominciava
a dileguarsi.
- Vado a cercare Ginny! - disse
Hermione divertita, non riuscendo a trattenere l'eccitazione nella voce. Si
alzò dalla poltrona e si avviò verso il buco del ritratto. Harry sorrise
compiaciuto a Ron che ricambiò entusiasta il sorriso. L'espressione
soddisfatta,però, scivolò improvvisamente dal volto del rosso che si avvicinò
all'orecchio dell'amico e chiese, senza riuscire a trattenere la curiosità che
lo tormentava - Si può sapere cosa avete fatto tu e Ginny ieri sera? - .
The End - Dedicata al mio [ancora inconsapevole] Ron.