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Harry Potter |
Just One Kiss di Claheaven | Leggi le 13 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 21/09/2007 | Stampa questo capitolo
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The
end of laughter and soft lies
The
end of nights we tried to die
This
is the end
Tho Doors, The
End
Il nodo in si
allentò nuovamente lasciando scivolare la cravatta sul petto.
Il raso
bordeaux e oro catturò un raggio di luce opalina
trasfigurandosi in una patina metallizzata.
Draco Malfoy
sbuffò rinunciando ad adempiere il suo dovere di Prefetto
con annessa divisa rigorosamente in ordine.
Alzò
il bavero della camicia che arrivò a lambire il collo
pallido e flessuoso perdendosi tra le ciocche chiare di capelli.
Una mano
inanellata volò sino alla fronte dove i crini biondi
spiovevano celando lo sguardo del Grifondoro.
Il baluginare
degli occhi argentei si perse tra il metallo degli anelli
finché una ciocca non tornò, capricciosa, a
lambirgli la guancia sinistra.
Non era
giornata, si disse affondando le mani nei calzoni scuri della divisa,
alla costante ricerca dell'I-pod dimenticato chissà dove.
L'Espresso di
Hogwarts tornò alla sua corsa per un settimo, ed ultimo
anno, alla Scuola di Magia e Stregoneria.
Doveva
completare la ronda, controllare che tutti fossero negli
scompartimenti, possibilmente senza qualche orgia in corso.
Una bambina,
tutta riccioli d'oro e occhioni verdi, gli franò addosso.
La
afferrò per le spalle, reprimendo un'esclamazione colorita,
e si accovacciò.
Gli occhioni
chiari trattenevano a stento le lacrime, il mento era infossato e le
guance di pesca imporporate.
Singhiozzò
strofinandosi le palpebre con il dorso della mano, non era ancora stata
smistata, un nuovo arrivo che già si profondeva in una valle
di lacrime.
Incoraggiante.
-Ehi, tutto
ok?- le domandò facendo scorrere il pollice lungo la guancia
morbida - dovresti essere nella tua carrozza..-
Si accorse che
il nome gli sfuggiva quindi inalberò un sorriso amichevole e
aspettò che i singhiozzi si placassero.
-Amanda..-
farfugliò la bambina tentando di coprire con la gonnellina
blu una ferita all'altezza del ginocchio.
Riportava
delle escoriazioni sia sul dorso della mano sinistra che sul ginocchio
offeso.
Draco
tentò di reprimere un fiotto di rabbia, lo sentì
scorrere all'altezza del petto sino a comprimersi in un blocco
difficile da sciogliere.
Le
passò l'avambraccio nudo introno alla vita, sollevandola di
peso e adagiandola sul carrello dei dolci nelle vicinanze.
-Fa vedere..-
asserì in tono basso e cortese - sei caduta o hai
semplicemente incontrato dei ragazzi dalla divisa smeraldo?-
La piccola
sbarrò gli occhioni e non riuscì a nascondere un
singhiozzo, Slytherin.
-Ferula..- una
benda leggera si avvolse sul ginocchio della ragazzina - cosa
è successo?-
Le spalle
gracili le si irrigidirono, intrecciò le dita con quelle del
Grifondoro, provata da quel viaggio che la avrebbe allontanata dalla
sua famiglia.
-Io non
conosco tutti questi oggetti che appaiono e scompaiono..-
soffiò impacciata - come una figurina con una signora che
sembrava la Rottermeier, così ho chiesto cosa fosse ad un
ragazzo che indossava una divisa verde e argento..-
Draco
avvertiva il bisogno di liberare la risata cristallina che gli
solleticava la gola, individuando nella figura fiabesca della
governante la McGranitt.
Intuì,
reprimendo un secondo ringhio, che lo stronzo era Theodore Nott, e che
la bambina era sicuramente una mezzosangue.
Le
accarezzò il capo riccioluto.
Sorrise,
posandole un bacio sul ginocchio offeso e rimettendola a terra con un
fluido movimento del braccio.
In un delicato
svolazzare di tweed la ragazzina gli artigliò i fianchi
soffiando un discreto grazie tra le pieghe della camicia.
Un secondo
urto fu la poco piacevole collisione con Pansy Parkinson che
mirò dritto alla sua spalla sinistra e si
assicurò di portarla il più vicino possibile ad
una slogatura.
Con tutti gli
ossequi del suo osteopata.
Il caschetto
moro, sfilato con precisione geometrica, incorniciò il viso
da bambola della Slytherin e il sorriso appena stiracchiato.
-Non ti avevo
notato Malfoy..- pigolò stucchevole - ma lo scontro ha
davvero leso una parte anatomica a me cara, saresti così
cortese da baciare anche me?-
Il reggiseno
color avorio e l'indice puntato sul seno della Slytherin non lasciava
alcun dubbio su dove occorresse depositare un bacio lenitivo.
-Parkinson..-
sbuffò Draco - è tanto chiedere di essere
disprezzato?I tuoi compagni si prodigano tanto per mettermi sotto tre
metri di terra, così li fai sfigurare!-
Il
contrattacco della ragazza, ovvero un broncio che rasentava un atto
osceno, venne stroncato sul nascere dalla figura algida di Miss
Hermione Jane Granger.
Settimo anno,
sostituta a tempo indeterminato della Dea Perfezione, rigida, subdola,
vendicativa.
Logicamente
Slytherin, baluardo della sua Casata, malleabile e accondiscendete
quanto un blocco di titanio.
Fu
interessante constatare che, dal suo edenico punto di vista, il
corridoio era pressoché deserto, fortemente privo di esseri
umani al suo livello.
Draco
alzò un sopracciglio interrogandosi più su un
palese stravolgimento della fisica, ovvero la capacità di
rimanere ancorata a terra avanzando su tacchi da dodici centimetri.
La Parkinson
si profuse in un affrettato inchino e sorrise compiacente alla
Caposcuola.
La Granger si
premurò di non sfiorarlo minimamente, lasciando ondeggiare
la vita sottile e i lucenti boccoli castani.
L'effluvio
delicato di mandorla si diffuse per osmosi nel corridoio, le armoniose
ciocche risultavano una spirale infinita che sarebbe stata in grado di
risucchiare in un vortice scuro le sue dita alabastrine.
Sfiorare la
Granger non era mai stata tra le sue priorità,
ciò permise al pensiero appena forgiato di scomparire nei
meandri della sua mente.
Le due
Slytherin scomparvero permettendogli di tentare un nuovo approccio con
la divisa disperata sino a rientrare abbattuto nel suo scompartimento.
-Per tutti voi
ho fatto dei cappellini da naso..- annunciò gioviale Luna,
adagiata con fare fanciullesco sul sedile in pelle bordeaux -
quest'inverno non avrete niente da invidiare agli Snasi!-
Ron non parve
totalmente rapito all'idea e Harry mostrò il suo entusiasmo
con una zaffata di fumo che compromise l'ambizioso futuro del polmoni
di Neville e del suo Rospo.
Ginny
tirò una gomitata al fratello che annuì con
più convinzione.
I fluenti
crini biondi dell'esile Corvonero seguirono il movimento oscillante del
suo capo impegnato a voltarsi verso tutti i presenti per lanciare uno
spiazzante sorriso gioioso.
Draco le
posò un bacio sulla fronte, accarezzandole la guancia e
prendendo posto al suo fianco, dirimpetto ad Harry.
-Un pensiero
veramente carino..- commentò Finnigan accendendo una
sigaretta a Malfoy - Neville potrebbe usarli come anticoncezionali!-
La Weasley,
che ultimamente non era loquace, preferì indicare il
cartello di "Divieto di Fumo" e tirare un calcio nella tibia a Seamus.
Durante il
processo di emancipazione femminile della piccola Grifondoro Ron
estrasse orgoglioso le sue cioccorane.
-Che cazzo..-
grugnì occhieggiando alla sua rana visibilmente appiattita e
con gli occhi fuori dalle orbite - qualcuno si è nuovamente
seduto sul carrello dei dolci!-
Era bello
sapere che, nonostante fossero ormai trascorsi sette anni, certe cose
non cambiavano mai.
Hey
you, Mrs I don't know what the fuck your name is
I'm
drawn to you somethings magnetic here
If
I could approach you or even get close to the scent that you left
behind, I'd be fine!
No
doubt that you bring out the animal inside.
Limp Bizkit,
Eat You Alive
Lo smistamento
si era concluso con successo.
I potenziali
Gryffindor erano stati spediti a Slytherin e i potenziali Slytherin
militavano tra le fila Gryffindor.
Qualche
Hufflepuff con uno strascico di dignità, sopravvissuta
all'ansia famigliare del "Va bene tutto caro, ma Hufflepuff
assolutamente no!", aveva chiesto asilo politico a qualche altra Casata.
Ravenclaw
addestrava i suoi futuri cervelloni con ingenti distribuzioni di
blocknotes e fosforo.
Lavanda Brown
assaporò il suo rinfrescante bicchiere d'acqua con qualche
goccia di limone, lontanamente definibile come cena, aggiornando una
disinteressata Ginny Weasley sulle varie lozioni
stringi-alliscia-acconcia in voga al momento.
-Luna deve
avere un bignè sulla testa..- commentò allusivo
Draco - o spalmato sulla biancheria intima..-
-O magari si
è rotola su del miele..- interloquì Ron -
perché proprio non riesco a spiegarmi lo sguardo ebete di
Harry, vero amico?-
L'amico in
questione li liquidò con un brontolio sommesso e un ampio
gesto con le mani che stava ad indicare la loro presenza molesta.
-Ma voi non
siete di ronda tra poco?- brontolò - perché non
cominciate ad avviarvi portando con voi il vostro sedere a forma di
panca?-
Draco
ghignò, sfilando la Mappa del Malandrino al suo migliore
amico, e lasciando a Ron il compito di fare la ronda per controllare
che gli alunni dal secondo al settimo anno non stessero attentando alla
fragile psiche dei nuovi arrivati.
Proseguì
sino al corridoio fiocamente illuminato del terzo piano, protetto da
occhi indiscreti grazie ad armatura in vena di chiacchiere, fece
pressione su alcune mattonelle accedendo ad un passaggio ampio.
Una breve
scalinata conduceva ad una galleria di vetro, invisibile
perché protetta da incantesimo, che collegava la torre di
Astronomia a quella di Artimanzia.
Illuminato
dalla luce lunare avanzò, procedendo con passo spedito e
fida sigaretta tra le labbra, sino ad un punto in cui il riverbero
della luna rendeva i vetri cristallini argentei come le acque del lago.
Si sedette,
espirando in una sola boccata d'aria tutta la stanchezza accumulata
durante il viaggio.
Dalla giacca
estrasse un libro consunto, posò l'indice tra le pagine e si
immerse nella lettura.
Era una parte
di lui, della sua anima senza magia.
Non avrebbe
mai rinnegato le sue origini Babbane, erano solo un dato in
più nella Carta D'identità.
Amava la
letteratura scritta da uomini privi di poteri magici, ma traboccanti di
fantasia.
Amava l'arte,
la musica e tutte le discriminazioni a cui era soggetto venivano
attutite dal profondo amore per la sua cultura.
Il
riecheggiare di passi interruppe il fluire dei suoi pensieri, si
convinse che Harry probabilmente desiderava raggiungerlo per evitare di
causarsi un'ulcera perforante all'età di diciassette anni.
Constatò
che il suo amico, abitualmente, non calzava delle
décolletées con la grazia di una ninfa
né indossava minigonne poste ad evidenziare due gambe
chilometriche.
-Granger?-
domandò attonito -Malfoy?- sibilò infastidita la
Slytherin.
Gli vennero in
mente almeno cinque domande, ma tutte contenevano una vasta gamma
d'imprecazioni degne di Zabini con lo smoking sciupato.
Prima che solo
uno degli interrogativi prendesse forma la Caposcuola
proseguì dritta decisa ad ignorarlo.
Sfortunatamente
per lei il fato non collaborò.
Difatti la
slanciata Regina delle Serpi venne respinta con decisione da una
barriera che ricordava tanto un saldo muro di mattoni laterizi.
-Ma che
diamine..- sbottò la ragazza - Malfoy cosa hai fatto?-
Il diretto
interessato alzò le braccia dichiarandosi estraneo ai fatti,
ma riuscendo a malapena a celare un sorriso sardonico.
-Non puoi
passare di lì..- le rivelò smozzicando le parole
con la sigaretta tra le labbra - è un Hot Spot-
Il fremito che
percorse le ciglia lunghe e curvate all'insù della bella
mora fu il preludio di una crisi di nervi.
-Prego?-
soffiò posando una mando all'altezza dei fianchi e
squadrandolo con le dense iridi color caramello - alla Gray Lady deve
essere sfuggito questo dettaglio quando mi ha detto del passaggio!-
Draco spense
la sigaretta contro il pavimento in cotto, girando pagina e
rivolgendosi alla Slytherin senza degnarla di troppe attenzioni.
-Un Hot Spot
è un incantesimo che può essere spezzato solo se
baci qualcuno..- le spiegò - altrimenti puoi sbatterci
contro finché non ti viene un trauma cranico..-
Hermione
alzò gli occhi al cielo e stirò le labbra in una
smorfia insofferente.
-Andiamo
Malfoy, hai messo questo incantesimo per tediare la gente?-
Il biondo
ravviò una ciocca ribelle scoprendo le iridi metalliche, si
esibì in un sorriso storto.
-Beccato
Granger..- ammise melodrammatico - in realtà speravo
nell'arrivo di Gazza per baciarlo con infinito trasporto!-
-Al diavolo,
non passerò di qui baciando un Mezzosangue!-
scandì premendo i polpastrelli contro le tempie -Torna pure
indietro allora, ma sappi che il coprifuoco è agli
sgoccioli..-
Hermione si
lasciò andare contro al muro, allungando le gambe affusolate
e appropriandosi delle sigarette del Gryffindor.
-Hot Spot, in
nessuna delle mie ricerche emerge un particolare del genere..-
esternò stizzita - stamattina quando mi sono svegliata non
pensavo di dovermi strusciare su di te, è decisamente un
fuoriprogramma-
Draco
osservò le labbra piene ed incurvate in un sorriso amaro, i
lineamenti regali e il corpo fragile e delicato.
-Ti prego
Granger, calmati prima che i tuoi ormoni diventino dei piccoli Rambo..-
la beffeggiò - so di essere il tuo tipo..-
Una scarpa col
tacco omologata per un omicidio venne scagliata a pochi centimetri del
suo volto, con tanto di annessa visita a raggiungere paesi lontani.
-Mezzosangue,
non sei nella condizione di prendermi per i fondelli..- ritrose piccata
- sei tu che leggi Thomas Mann in un passaggio segreto invece di
ubriacarti con gli altri buzzurri della tua Casa!-
Draco
allentò il nodo alla cravatta, squadrando l'interlocutrice
attraverso l'impalpabile nuvola di fumo che scaturiva dalle sue labbra
vermiglie.
-E tu, Mrs
Perfezione, lontano dalla cerchia selettiva di amici?-
Hermione
fletté le gambe scattanti, un movimento agile e aggraziato
simile ad un flessuoso felino.
La gonna smise
di essere identificata come tale quando si rimboccò,
scoprendo la carnagione chiara delle cosce.
La camicetta
bianca dalle linee morbide e fascianti evidenziò la
clavicola sensuale e la curvatura del seno.
-Non ti
riguarda, Malfoy, ti basti sapere che la mia faccia è
più insù..-
La risata di
Draco fu un tintinnio fresco e roco che esplose all'altezza del
diaframma, vibrando contro le vetrate sottili.
-Mi interessa
superare l'Hot Spot..- affermò ora imperturbabile - e sappi
che sei solo una pedina per raggiungere il mio scopo, continuo a non
considerarti un mago né una persona degna della mia
attenzione..-
Il biondo
intrecciò le braccia alla nuca, limitandosi a non
interrompere il contatto visivo con i suoi occhi d'oro e cannella.
-E con tutte
le persone come me ti senti in dovere di sottolineare il tuo status?-
chiese pacato, modellando la sua voce sensuale e morbida come velluto -
perché, sai, è da insicuri..-
La Slytherin
si alzò in piedi, troneggiando simile ad una sovrana.
Le ciglia
scure incorniciavano a ventaglio gli occhi profondi, le labbra
socchiuse promettevano parola sferzanti.
Le ciocche
inanellate tremarono quando anche lui si portò in posizione
eretta, sfiorandola solo con l'attrito dell'aria provocato dal suo
spostamento.
-Dammi il mio
bacio, e lasciami andare..-
Somebody
died for this
Somebody
died
For
just one kiss
The Cure, Just
One Kiss
Fu traumatico
per lei, che odiava essere toccata sin da bambina, quando la sua mano
candida da pianista si tuffò tra i boccoli scuri.
Ammirò
il bianco perfetto di quelle dita morire tra le ciocche castane e
riemergere disperatamente.
Le ginocchia
tremarono, infide e pronte a crollare contro i freddi occhi argentei di
un Sanguesporco.
Non gli
impedì di sfiorarle il collo, la mascella contratta e
dolente.
Scivolarle
sulla pelle e giacere sulla sua clavicola.
Si sentiva
nuda, distrutta, ogni punto in cui la toccava ormai talmente
sensibilizzato da risultare un insistente formicolio.
Il suo istinto
Serpeverde le consigliò di fuggire e rischiare una stupida
punizione, piuttosto che subire quelle carezze.
Eppure il
desiderio di proseguire per la sua strada, raggiungere il suo
obiettivo, permaneva.
La corrodeva
dall'interno, guidandola nei movimenti, la sua mano
accarezzò la schiena del biondo.
Le unghie
curate scavarono nei muscoli, incontrando le scapole e appigliandovi in
cerca di stille di sangue che potessero lenire la sua momentanea
vulnerabilità.
Quando la
baciò fu consapevole delle sue labbra socchiuse e dei denti
che si creavano un varco per assaggiare ogni antro della sua bocca.
Percepì
il sangue scorrere nelle vene, veloce, talmente furioso e palpitante da
confondersi col cuore.
Una presa
d'acciaio le circondò i fianchi, si sentì quasi
sollevata da terra.
In quello
scorrere di rabbia e morsi fu tentata di allontanarlo da sé.
Insultarlo,
vomitare il suo odio senza tempo e ripristinare quel confine che li
divideva così nettamente.
Lui si
allontanò, lo sguardo scuro e torbido, l'anima gentile
scossa.
Hermione
semplicemente si voltò, attraversò l'incantesimo
ormai dissolto e non si guardò più alle spalle.
Fu l'ultima
volta, l'unica e sola in cui loro si sfiorarono.
Fu la loro
fine, la loro morte.
In
quell'abbandonato passaggio che profuma ancora di mandorle e custodisce
due argentei occhi malinconici.
Spazio autrice:
Fanfiction
partecipante al secondo concorso indetto da Leather and Libraries.
Indicazioni:
Draco Grifondoro ed Hermione Serpeverde.
Dedicata alla
mia Regina delle Verdure( Grande barbabietola!) che mi sta sempre
accanto.
A Lau, la
ragazza che è in grado di sfottermi in cinque secondi di
conversazione, lode a te o asterite!
E a Chiara,
che per noi è sempre stata importante e che ci manca,
tantissimo.
Baci.
Claheaven
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