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BeyBlade |
L'Amore Bianco di SimmyLu | Leggi le 8 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 08/10/2007 | Stampa questo capitolo | Stampa tutta la storia
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L’AMORE BIANCO
… di Simmy-Lu …
Capitolo SETTIMO: GLI OCCHI VERDI DI CATRINA
Lo sentiva. C'era qualcosa. O meglio... qualcuno. Il vento soffiava imperterrito graffiandogli la faccia di freddo. Nella pietra dell'edificio erano incise due semplici parole. Parole. Le parole sono così leggere ed inconsistenti. Eppure sono la cosa che più pesa sul cuore. Soffocano il petto. Stritolano lo stomaco. Ubriacano la mente. "Monastero Vorkof"* Il cancello cigolò appena. Lo sentì distintamente, adesso era palese che qualcuno lo stesse osservando. Come un odore che si cattura da lontano. Aspettò il tempo di qualche passo per poi girarsi ed osservarlo con attenzione. Yuri. C'era qualcosa nel suo sguardo. Era cambiato. Ancora. I capelli rossi si agitarono nel vento di una raffica particolarmente imperiosa. Era sorpreso, gli occhi spalancati per lo stupore. In effetti aveva fatto veramente in fretta. «Avevi detto che era urgente.» disse tranquillamente, non aveva bisogno che il russo ponesse la domanda. Yuri sorrise, stanco: «Bentornato a Mosca, Kai.» Kai sorrise appena, ma era un sorriso sincero. «E' strano vederti con la faccia pulita...» aggiunse scherzosamente Yuri sollevando le sopracciglia e socchiudendo gli occhi esaminando le guance del giapponese prive dei segni di pigmento blu*. Non si ricordava di averlo mai visto senza. «Ed è strano vederti con la barba incolta...» rispose di rimando Kai imitando l'espressione del russo. «Laciamo perdere...» rispose Yuri, vagamente infastidito e allo stesso tempo felice, «Andiamo... credo che Boris sarà molto contento di vederti.» aggiunse, ironico.
* * *
Entrarono nel monastero portando nell'atrio una folata di vento. Yuri poggiò vicino alla porta i sacchi di indumenti. Catrina, la bambina dagli occhi verdi che seguiva sempre Sergej come un'ombra era seduta sul primo gradino delle scale che portavano alle stanze del piano superiore. Era sola, la faccia imbronciata fra le braccia poggiate sulle ginocchia. «Catrina...» disse Yuri avvicinandosi e chinandosi vicino a lei, «Cosa fai qui da sola? Dov'è Sergej?» «Uscito.» mugugnò Catrina nascondendo di più il viso fra le braccia. Yuri la guardò comprensivo per qualche istante, prima di aggiungere: «Allora, perchè non vai con gli altri bam...» Ma la piccola non gli lasciò finire la frase, si sollevò in piedi di scatto e lo fissò così intensamente che per Yuri fu come ricevere uno schiaffo, poi si voltò e guardò Kai allo stesso modo, con la stessa rabbia, la stessa frustrazione, e corse via, sparendo dietro il corridoio che portava alla mensa. Yuri sospirò, disse qualcosa a bassa voce che Kai non afferrò. «Ah!!» disse una voce; Boris era spuntato praticamente dal nulla alle loro spalle. «Però, che velocità!» aggiunse subito dopo. «Boris...» disse Yuri con tono stanco, di chi non ha assolutamente voglia di ascoltare lamentele. «Buongiorno anche a te, Boris.» disse Kai in tono provocatorio. Boris sembrò non afferrarlo e si affrettò a rispondere: «Ciao...», poi si rivolse a Yuri, «Sergej è...» «Sì, lo so, me lo ha detto Catrina. Questa volta ha fatto bene a non portarsela dietro... si è affezionata troppo a lui. Non va bene.» rispose Yuri. Boris non replicò e per qualche istante nessuno disse nulla. In lontananza si udivano le voci dei ragazzini, come se provenissero da un'altra dimensione. «Yuri...» disse Kai, come se la conversazione non si fosse mai interrotta, «Credo ci sia qualcosa che tu debba farmi vedere.» «Sì, vieni, mettiamoci al lavoro.» e detto questo si voltò, Kai lo seguì e Boris afferrò i sacchi che Yuri aveva lasciato vicino al portone e prese un'altra direzione.
* * *
Una pila imponente di fascicoli, documenti e tabulati si ergeva sulla scrivania. «Come sai, da quando tuo nonno ha smesso di finanziare la Borg, dopo la nostra sconfitta al primo torneo mondiale, abbiamo avuto grossi problemi. Il giorno stesso dell'incontro fra me e Takao, subito dopo intendo, tutti gli scienziati e gli uomini agli ordini di Vorkof, hanno portato via tutti i documenti e le apparecchiature che c'erano nei sotterranei, quello che non hanno potuto portar via è stato distrutto. Tutti gli archivi, qualunque documento è stato bruciato. Qualcosa è rimasto, non credere che non mi sia dato da fare su questo punto, ma quello che ho avuto fra le mani non è mai stato utile. Comunque... Vorkof era sparito senza lasciare traccia, o quasi... ti ricordi di Bartez, vero? Di Michel e degli altri...» Kai annuì, seduto dall'altra parte della scrivania del vecchio studio di Vorkof, ascoltava Yuri con attenzione. «Bene, Bartez era in affari con Vorkof, per la BEGA.» e qui Yuri si fermò, fece una pausa, ricordando bene lo scontro con Garland. «Da quel momento io non so che fine abbia fatto quell'uomo, il fallimento della BEGA... ma adesso non è questo il problema.» tagliò corto il russo, cambiando bruscamente discorso. Kai annuì nuovamente: «Parliamo del monastero.» «Sì, come ti stavo dicendo, i problemi non sono mancati da quando il progetto della Borg è stato abbandonato da Vorkof e da tuo nonno... da quel momento l'amministrazione di Mosca ci ha visti come una preda facile, volevano buttarci fuori di qui senza tanti complimenti, e, come se non bastasse... Non ti sto a spiegare nel dettaglio cosa è successo... Sta di fatto che anche Mosca aveva i suoi problemi, insomma, ci hanno lasciato perdere per un po'. Così io, Boris e Segej siamo riusciti ad ottenere l'amministrazione del monastero, l'abbiamo mantenuto in qualche modo... insomma, hai visto anche tu... quasi un orfanotrofio, una sorta di ricovero...» «Finanziamenti?» chiese Kai. «Sì, certo.» rispose Yuri, «Finanziati, sì, lo siamo, anche se ci passano una miseria... O meglio, lo eravamo. Hanno detto che ci taglieranno i fondi. Vogliono farci chiudere.», disse alzando la voce, «La soluzione è trovare ...Boris è arrabbiato con me perchè non voleva... La soluzione è trovare un finanziamento da un privato e...» Yuri si fermò nuovamente, come se parlare gli costasse fatica, guardò fuori dalla finestra, il cielo era bianco. «E io non so a chi altro rivolgermi, Kai... io...» la sua voce si spezzò e il suo sguardo, sempre fermo sulla finestra, divenne triste, come se un dolore lacerante gli impedisse di continuare «...ti prego, io non sapevo chi altro... noi abbiamo solo questo...», Yuri si coprì il volto con le mani, «...solo questo... solo il monastero...» Kai non ricordava di aver mai visto Yuri in quello stato. Non lo aveva mai visto chiedere aiuto. Se lo stava facendo, se stava calpestando il suo orgoglio mettendolo da parte, era perché non aveva trovato altra via oltre quella. Un lupo ululò in lontananza. Yuri aveva parlato inizialmente in giapponese, poi però, mentre illustrava a Kai la situazione, si era innervosito, concludendo il discorso in russo. Kai, sospirò, si appoggiò allo schienale della sedia e guardò in su, verso il soffitto. «Lupi?» chiese. Senza praticamente rendersene conto aveva parlato anch'egli in russo. «Non lo so.» rispose Yuri che, senza che Kai lo sentisse si era alzato e accostato alla finestra. Kai continuava a guardare il soffitto, era bianco, ma opaco, come sporco... la luce si stava affievolendo. O forse il muro non era mai stato bianco. «Li ho incontrati questa mattina. Ma non so dirti se siano davvero lupi. Potrebbero essere solo un branco di cani randagi.» «Incontrati?» domandò Kai stropicciandosi gli occhi. «Lunga storia.» tagliò corto Yuri «Scusa per prima.» aggiunse voltandosi e tornando alla scrivania. Kai scosse la testa, prendendo in mano uno dei fascicoli sulla scrivania. «Certo che...» disse abbassando la voce «...servirebbe una bella somma.» Yuri non rispose limitandosi a fissarlo. Il suo cuore batteva all'impazzata; se Kai avesse rifiutato di aiutarli, si sarebbero ritrovati presto in mezzo ad una strada. Kai chiuse il fascicolo e lo poggiò di nuovo sul tavolo. Si passo una mano sul volto, sembrava assonnato, probabilmente era colpa del fuso orario. «Non posso darti una risposta subito.» disse poi. Il cuore di Yuri sprofondò nel suo stomaco, ma la sua espressione non lo diede a vedere. «Domani mattina dovrò fare delle telefonate, poi saprò dirti. Ci sono problemi?» chiese Kai. «No, certo che no... Grazie.»
* * *
Il sole stava ormai tramontando. Solo allora Yuri si rese conto di aver saltato per l'ennesima volta il pranzo, e la cena stava per fare la stessa fine. «Tieni.» Un piatto si materializzò magicamente sulla sua scrivania. «Sergej...» Un ragazzone biondo stava in piedi davanti a lui dall'altro lato del tavolo; lo fissava con severità. «Non è morendo di fame che risolverai qualcosa! Allora, che cosa è successo?!» disse tutto d'un fiato Sergej. Yuri prese fiato, prese il panino che lo aspettava sul piatto, e raccontò a Sergej il suo dialogo con Kai. Fece in fretta, non che ci fosse molto da dire in ogni caso... c'era un'altra cosa di cui voleva parlare con l'amico. «Oggi Catrina... era arrabbiata perchè tu non c'eri. Ma credo che fosse più arrabbiata con me.» «Ho seguito il tuo consiglio... e ho evitato di portarla con me... si sarà sentita sola. Non mi ha rivolto la parola da quando sono tornato.» disse con acidità Sergej. Acidità che a Yuri non sfuggì. «Senti Sergej, io ti ho detto di fare così per il suo bene! E anche per il tuo!» «Sarà...» disse seccato il biondo voltando la testa di lato. «Scusate...» Boris era comparso sulla soglia della stanza, ma nessuno se ne era accorto. «Come sarebbe a dire?» Yuri si stava innervosendo, sapeva dove Sergej voleva andare a parare. Era stanco, nervoso, ansioso, tutto tranne che disposto ad una chiaccherata pacifica su un tema irritante. «Cosa voglio dire?!» disse alzandosi Sergej «Voglio dire che a volte mi sembra che tu...» Ma non finì la frase, bloccandosi. «Ragazzi, basta, non litigate...» disse Boris facendosi avanti. Non gli piaceva per niente lo sguardo che si stavano scambiando i suoi compagni di squadra. «Che io cosa, Sergej? Avanti finisci!» gli ordinò Yuri. Boris non sapeva cosa fare, la situazione non gli piaceva per niente.
FINE SETTIMO CAPITOLO, continua...
(*Monastero Vorkof) Questa scritta si vede nell'anime della prima serie di Beyblade; ovviamente scritta in cirillico (alfabeto russo).
(*segni di pigmento blu) La battuta di Yuri si riferisce ai segni che ha Kai sulle guance che sono fatti con del colore blu (per i dettagli vedete il volume del manga n° 3 di Beyblade). Mi è capitato spesso leggendo altre fanfic di incontrare autori convinti che la nazionalità di Kai sia russa, ma non lo è.
# Beyblade (C) Takao Aoki
Risposte alle recensioni:
x Ria: come puoi vedere finalmente ho aggiornato, ci ho messo un po' per via degli impegni e per il tempo che ho dedicato principalmente ad un'altra mia storia, spro che questo capitolo ti sia piaciuto come gli altri. Yuri è dolce sì, ma comunque è sempre Yuri quindi non bisogna abbassare la guardia! XDD
x hohoemi: ciao! Mi fa piacere che la storia continui a piacerti!^^ irina è indecisa, dici bene, spero di raccontare meglio la faccenda coi capitolo seguenti! yuri si preoccupa per tutti perché sente tutto sulle sue spalle, ma farebbe meglio a dare retta anche a se stesso, e chissà, forse lo farà più avanti... o forse no... chissà! XDD Stacco molto è vero e le frasi spesso sono corte e introspettive... sto cercando di ricreare l'atmosfera di immobilità e impotenza che prova Yuri, spero di esserci riuscita almeno un po'. Kai è comparso, in stile apparizione... spero non faccia troppi danni come al suo solito, ma non posso dirti di più. L'idea del profanatore, di qualcuno che arriva e scompiglia la situazione è proprio quella figura che volevo far corrispondere a Kai, speriamo assolva bene il suo compito. Il tassello, che chiamerò tassellone, sarà, presto (?!) spiegato. A dire il vero il fatto che Kai sia visto da Yuri di spalle è una cosa a cui non ho pensato, cioè lo scritto così perchè mi piaceva, perché era funzionale... ma in effetti gli si potrebbe attribuire un secondo significato... il mio subconscio lavora! XDD
x Marikan: no, Yuri non è papà... XDD L'idea dell'attesa e dell'ansia allora ti ha contagiato, sono contenta che sia riuscita a trasmettertelo! Spero che ti sia piaciuto anche questo capitlo e che reggerai la tensione! Bacio.
x Keila91: grazie, sono felice che ti sia piaciuto, spero che la tua opinione sia positiva anche per questo nuovo capitolo!
x bebyangeldark: Non so se tu abbia mai provato quella sensazione, intendo toccare una pancia incinta, però è una cosa molto tenera, come un abbraccio caldo, non saprei e penso che faccia molto più effetto agli uomini, credo che per le donne sia una cosa più naturale ecco. Quindi Yuri rimane molto colpito da questo e se la tenerezza ha colpito anche te, allora ho fatto un buon lavoro con quel pezzo!^^
x Sihaya10: la dolcezza cotraddistingue la prima parte che si oppone alla seconda, più fredda, è vero, lo faccio senza intenzione voluta. E' però un'opposizione che sarà anche più violenta man mano che la storia prosegue. Mi piace scrivere i dialoghi e quello mi è piaciuto particolarmente! Grazie! ^_^
x Mala_Mela: ciao Circe o MalaMela! Grazie per aver recensito il capitolo precedente! Ci sono un sacco di misteri e dovrai avere una buona dose di pazienza! XDD
x Valery Ivanov: l'atmosfera triste è quella che pervade un po' tutta la storia, l'ho pensata così ma per motivi precisi. Grazie mille dei complimenti, spero che anche questo capitolo ti sia piaciuto!
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