Pioveva quando ci siamo incontrati,te lo ricordi?
Camminavo senza meta per le vie di Mosca,ero vuoto dentro.
Non avevo più niente per cui vivere,mi ero accasciato lungo un muro della periferia più squallida della città.
La pioggia copriva le mie lacrime e mi accarezzava dolcemente.
Avevo chiuso gli occhi per riposare un pò e ad un tratto non sentiì più la pioggia su di me.
Avevi un impermeabile bianco e il cappuccio che ti copriva la testa ma riuscii lo stesso a vedere il tuo sguardo puro ed innocente.
In quel momento per me eri come un dono mandato dal cielo.
Eri china davanti a me e con l'ombrello mi riparavi dall'acqua che scendeva dal cielo.
Mi porgesti la mano sorridendo,ti guardai incredulo,non mi conoscevi e mi offrivi aiuto.
In un giorno di pioggia ti ho conosciuta.
Mi hai preso per mano portandomi via.
Mi portasti a casa tua,mi facesti fare un bagno e mi dasti degli indumenti puliti,mi dicesti che erano di tuo fratello.
Il tuo volto s'intristì per un secondo,avrei voluto chiederti il perchè ma non lo feci.
Non volli disturbare il tuo povero cuore fin troppo carico di dolore.
Per tutto il giorno non ti parlai,mi limitavo solo ad annuire chiedendoti con gli occhi il perchè del tuo gesto.
Avevi accolto nella tua casa un perfetto sconosciuto,non sapevi chi fossi,avrei potuto essere un pazzo,uno stupratore o peggio ma tu mi accogliesti lo stesso.
In un giorno di pioggia ti ho conosciuta.
Quella notte mi facesti dormire nella stanza del tuo adorato fratello.
La mattina dopo me ne andai,con la poca roba che avevo,senza fare rumore,non volevo disturbare il mio angelo.
Pioveva ancora.
Camminavo senza meta per Mosca,ero vuoto dentro ma qualcosa si stava risvegliando.
Ero arrivato al parco e mi sedetti su una panchina.
La pioggia cadeva fine e leggera su di me.
Alzai lo sguardo al cielo e chiusi gli occhi,avevo tanto caldo e speravo che la pioggia mi rinfrescasse un pò.
Poi di nuovo la sensazione del giorno prima.
Un ombrello mi riparava dalla pioggia,mi voltai per vedere chi potesse...ed eri di nuovo te.
Mi sorridesti,"Il pranzo è pronto" mi dicesti.
Rimasi ancora più incredulo del giorno prima.
Trovai il coraggio di parlarti.
"Perchè lo fai" dissi a quell'angelo caduto per caso.
Non mi rispondesti.
Mi hai preso per mano portandomi via.
Ero molto stanco,arrivai a malapena a casa tua che crollai nel corridoio.
Mi appoggiasti le tua dolci labbra sulla fronte,mi dicesti che avevo la febbre.
Passai un paio di giorni da te,ti prendesti cura di me amorevolmente non lasciandomi mai solo se non di notte.
E in quelle 2 notti non feci che piangere,mi sentivo terribilmente male per come ti avevo trattata.
Mi avevi accolto e io invece me n'ero andato senza dire nulla,senza neppure ringraziarti per quel poco di calore che mi avevi dato.
Quando mi sentii un pò meglio mi alzai e ti convinsi a lasciarti aiutare da me nelle faccende,era il minimo che potevo fare.
Sorridevi sempre,non ti ho mai vista triste o arrabbiata.
Mi ricordavi tanto Max.
In quei giorni non sapevo di cosa ti occupassi,del resto non volevo chiedertelo,ero pur sempre uno sconosciuto.
Il mio nome lo sapesti solo quando guarii dalla febbre.
Il tuo invece lo seppi subito,appena mi portasti a casa tua la prima volta.
Ricordo ancora la tua voce melodiosa pronunciare il tuo nome.
Nina.
Eri raggiante di luce,ricordo ancora cosa pensai in quel momento.
Era nata racchiusa in un raggio di sole e in un volo di farfalle dorate.
Da quel giorno qualcosa cambiò in me.
Non mi sentivo più solo.
Mi sentivo sereno e tranquillo con me stesso.
Eri riuscita persino a farmi ridere di gusto.
L'unica che ci sia mai riuscita.
I giorni passavano velocemente in tua compagnia,non mi stancavo mai di te.
In un giorno di pioggia ti ho conosciuta.
E in un giorno nevoso conobbi l'altro lato di te.
Fuori c'era una bufera di neve,ricordi?
Era notte e io guardavo fuori dalla finestra di quella camera che poco a poco stava iniziando a diventare mia.
Il vento fischiava forte.
Entrasti nella stanza piangendo,avevi solo una vestaglia a coprirti.
Mi avvicinai e ti abbracciai chiedendoti che cosa avevi.
Non rispondesti.
Piangevi come una bambina sulla spalla che ti avevo offerto per consolarti.
Non sapevo che fare.
Ti distesi sul letto,mi misi accanto a te e ci ricoprii con le coperte.
Ti dissi che non ti avrei lasciata sola.
Il giorno dopo piovve.
In un giorno di pioggia ti ho conosciuta.
E in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti.
Passasti con me altre notti.
Prima come bambina spaventata.
Poi come donna desiderosa di affetto.
Affetto che ti diedi subito,ero perso di te.
Non avrei mai potuto dirti di no.
Mi avevi in pugno,avevi preso il mio cuore.
Lo avevi riscaldato dal gelo che lo aveva avvolto per tanto tempo.
Mentre ti dico tutto questo tu,dolce amore mio,dormi beatamente.
Quanto tempo è passato da quel giorno?
2 anni.
Grazie a te adesso sono un ventenne felice e desideroso di vivere la vita.
Domani mattina quando ti sveglierai sarà un'altra delle nostre giornate.
Piove.
In un giorno di pioggia ti ho conosciuta.
In un giorno di pioggia ho imparato ad amarti.
In un giorno di pioggia ti chiederò di sposarmi.