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Naruto
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L'illusione più vera di V@le | Leggi le 3 recensioni
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Capitolo pubblicato il 15/04/2008 | Stampa questo capitolo
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sakusasu concorso
Chi lo avrebbe mai detto...
Le unghie affondarono lentamente nella carne, cercando di provocare quanto più dolore fisico fosse possibile.
Il lenzuolo le era scivolato dal petto a cui aveva prontamente avvicinato le ginocchia.
Il candido lino veniva a poco a poco inumidito dalle lacrime e impregnato di quella pesante sofferenza.
Sakura si lasciò scappare un singhiozzo di pianto, per poi premere
la bocca sulle mani affinché non uscisse più alcun suono.
Quel momento, quell'attimo tanto bramato negli anni...
Il vento entrò dalla finestra e si strofinò rude contro
la chiara pelle. Eppure ella non rabbrividì, né s'infilo sotto
le lenzuola per ripararsi: il freddo che sentiva stava dentro, non fuori.
Perché? Perché era successo?
I pensieri si susseguirono, strappandole tiranni altre lacrime.
Una parola, una mano, un bacio, un gemito. E la Sua figura ricoprirsi, varcare la porta e sparire.
Sakura abbandonò la schiena all'indietro sdraiandosi, per poi trascinarsi su
un fianco. Le proprie dita scivolarono sul ventre nudo che ancora
sembrava palpitare.
Gli aveva dato veramente tutto: corpo, mente, cuore e anima. E mai si era sentita così vuota, pesante e disperata.
"Sasuke..." sussurrò tra un singhiozzo e l'altro.
Mai come in quel momento aveva odiato così tanto amarlo.
Quell'immagine di sé stessa le appannava gli occhi ogni
volta che Sasuke le passava davanti, freddo e indifferente, lanciandole
uno sguardo che non diceva niente.
E anche quel giorno lei dovette mantenere gli occhi asciutti e tornare a casa a testa bassa.
Stranamente anche lui quel giorno teneva il capo chino, come se gli
pesasse... come se una calamita attirasse la sua fronte all'asfalto.
Probabilmente era solo stanco: tutto ciò che doveva fare era
tornare a casa e riposarsi, cosicché la mattina dopo avrebbe
potuto allenarsi senza problemi.
Infatti andò a letto appena poté, ma non riuscì a
prendere sonno subito: sentiva qualcosa di strano
tormentarlo.
Stanchezza? Fastidio? Rimorso? Senso di colpa?
No, non era nulla del genere.
Solo quando la luna era ormai alta la sua mente abbandonò il mondo reale per entrare in quello dell'oblio.
Ma no.
Quel giorno doveva essere molto particolare. Forse i pianeti erano
allineati in un inusuale modo, oppure c'era qualcosa di strano
dell'aria...
Fatto sta che quella notte non vide il mondo dell'oblio a cui era ormai
abituato cedere le ore più scure della giornata, ma tutt'altro
paesaggio.
Colori caldi che incrociavano colori freddi, calore che si alternava al gelo, profumi e odori vaganti...
Era nel mondo dei sogni.
Un territorio a lui completamente sconosciuto, sebbene sapesse identificarlo.
Anni prima aveva conosciuto il mondo degli incubi, poi con grande sollievo le immagini avevano smesso di invadergli la mente.
Ora si ritrovava ad affrontare l'ignoto.
Ma lì, dall'ignoto, ora affiorava una figura dai tratti delicati
e gentili, estremamente familiare. Poi i colori riepirono i propri spazi e
il ragazzo non poté non riconoscere quei capelli rosa.
Era Sakura.
Ma come era possibile che fosse apparsa così dal nulla?
Che stupido... era nel mondo dei sogni, nell'irrazionalità pura. Con l'irrazionale tutto era possibile.
Ma si era stufato di pensare: voleva sapere che senso avesse tutto ciò.
"Che ci faccio io qui?" chiese senza peli sulla lingua "E che ci fai tu qui?"
"E' il tuo sogno" rispose l'ombra di Sakura apatica, come mai quella vera avrebbe fatto "dovresti saperlo."
"Ma io non sono mai stato qui."
Stava dicendo tutto quello che gli passava per la testa. Nella realtà non lo faceva mai.
"Qual è il perché di questo mondo?" proseguì "A cosa serve?"
"Se il mondo degli incubi serve a far capire quali sono le vere paure,
il mondo dei sogni serve a far capire quali sono i veri sentimenti. E'
un mondo di verità, come tutti quelli a cui ci può
condurre il sonno."
"Come? In che senso veri sentimenti?"
Gli occhi dell'ombra di Sakura luccicarono.
"Devi capire cos'hai realmente dentro, perché l'eventuale rassegnazione non sia del tutto vana."
Sasuke cominciò a innervosirsi: non sopportava di essere confuso.
"Che vuol dire?" sbottò.
Ma poi il nervosismo parve placarsi: sulle finte guance stavano
scivolando lacrime di luce. E quando l'ombra di Sakura parlò,
allora riconobbe la voce fragile e spezzata che aveva sentito molte
volte, ma che mai gli aveva fatto trattenere il respiro come
in quel momento.
"Non ricordi quello che è successo un anno fa' tra noi due? Non
mi ricordi fra le lenzuola, silenziosa, mentre tu ti rivestivi e te ne
andavi?"
Al ragazzo pareva persino di sentire i suoi singhiozzi, che però non c'erano.
"Siamo qui, tu e io, perché dobbiamo parlarci chiaramente, senza omissioni e bugie."
Si zittì, come per lasciarlo parlare.
Il nervosismo tornò.
"Non so di cosa stai parlando! Come posso parlare chiaramente di cose che non comprendo?"
L'ombra di Sakura lo guardò tristemente. Le lacrime non accennavano ad arrestarsi.
"Sasuke..." soffiò tremante.
Solo quella parola e si alzarono i venti, l'ambiente circostante
sembrò sobbalzare e degli ululati lontani cominciarono ad
invadere martellanti la mente di Sasuke.
E lasciami gridare
lasciami sfogare
io senza amore non
so stare...
"Lascia che ti dica tutto, che ti spieghi
tutto" sussurrò l'ombra "perché tu capisca per quale
motivo io ho cercato di starti vicino tutto quel tempo..."
Il ragazzo, nonostante l'eco assordante, sentiva distintamente quelle parole.
Io non posso restare
seduta in disparte,
né arte, né parte,
"Nonostante tutte le mie attenzioni, tutti i miei tentativi di
compiacerti, non mi hai mai degnato di uno sguardo: il tuo unico
pensiero era essere il più forte di tutti, soprattutto di
Naruto. Per tutto il tempo che ci siamo allenati insieme con
Kakashi-sensei tutta la tua attenzione era concentrata su di lui e sul
modo di batterlo. E io? Io sono stata messa da parte e me ne sono
stata sempre zitta..."
non sono capace
di stare a guardare
questi occhi di brace
"...ma dopo quelo che è successo quella notte, Sasuke,
non ci riesco più a far finta di niente. Tu passi, mi rivolgi
poco più di uno sguardo... e io in quello sguardo vedo qualcosa..."
e poi non provare un brivido dentro
e correrti incontro,
gridarti
"Ti amo,
ricominciamo."
"...qualcosa che mi fa avvampare, ma che allo stesso tempo mi
gela il cuore. E ogni volta che succede, vorrei raggiungerti,
stringerti e dirti che ti amo più della mia stessa vita e
che sono disposta a perdonarti tutto pur di poter stare con te."
So dove passi le notti,
è un tuo diritto,
io guardo e sto zitta
"Credi che non lo sappia quanto hai sofferto? Pensi che nessuno
si sia accorto che quasi ogni notte ti alleni fino allo sfinimento per
poter scaricare tutto il dolore? Io me ne sono accorta... lo so che sei
padrone di te stesso, ma so anche che finisci per farti del male.
Però tengo la bocca chiusa..."
ma penso
di tutto,
mi sento distrutta
però io ci provo,
ti
seguo, ti curo
non mollo lo giuro
"...benché ci pensi continuamente e soffra per te. Ma non
lascio perdere, non lo farei per nulla al mondo: ti ho seguito, ti ho
curato, ho cercato di starti sempre vicino e non ho intenzione di
smettere..."
perchè son nel giusto
perchè io ti amo.
Ricominciamo!
"... perché sento che è la cosa giusta da fare e
perché aspetto sempre che tu un giorno ti renda conto di tutto
questo e ritorni da me."
Ma cosa vuoi che faccia,
io sarò una roccia.
Guai a quello
che ti
tocca...
"Ma credi forse che non sia abbastanza forte da starti vicino?
Ti sbagli: per te farei tutto, non permetterei a nessuno nemmeno di
sfiorarti... ma tu non hai bisogno di una balia..."
So che tu ami le stelle,
gettarti nell'occhio
del primo ciclone,
non
perdi
occasione per darti da fare,
per farti valere
"... hai bisogno di qualcuno che ti conosca bene, che ti
capisca. E io sono così, so tutto di te: so che preferisci la
notte al giorno, che appena puoi dimostrare il tuo valore ti butti
nella mischia, che sei orgoglioso, ambizioso e ostinato..."
ma fammi il piacere,
ti voglio aiutare,
su fammi provare ancora
ti
amo,
ricominciamo!
"... ma per favore, smettila di nasconderti dietro quel muro di
pietra che pare così simile al tuo cuore e accetta quello che ti
sto offrendo. Io ti offro un appoggio, un sostegno, tutto ciò
che possa aiutarti a superare le avversità e le sofferenze. Ti
offro me stessa: corpo, mente, cuore e anima."
Gli ululati si stavano placando, ma Sasuke ormai non vi badava
più: ascoltava le parole dell'ombra di Sakura e pensava che mai
aveva sentito il proprio cuore battere così forte.
"Ti offro il mio amore" e le lacrime che ancora scorrevano sulle guance
parvero brillare "sei veramente così sicuro di non voler
accettare tutto questo?"
Allora il ragazzo si lasciò guidare dall'istinto, come non aveva mai fatto.
Le sue mani afferrarono le spalle dell'ombra di Sakura, mentre lui si avvicinava sempre più al viso umido.
Le labbra stavano per incontrarsi... e poi buio.
Aprì gli occhi e si ritrovò nella sua stanza illuminata
appena dalla luna, con la fronte sudata e il cuore che ancora palpitava.
Il cuore ancora palpitava.
Poteva un'illusione avere tali effetti sul corpo senza che ci fosse qualcosa di concreto sotto?
Sakura anche quella notte era alla finestra: non aveva proprio sonno e
si era sentita soffocare tanto da dover far entrare un po' d'aria
fresca. Si voltò e andò a sedersi sul letto senza
chiudere, benché tremasse un poco nella sua camicia da notte.
Stava per sdraiarsi, quando un flebile rumore la fece alzare di scatto.
Si guardò intorno, per poi scuotere la testa: era così
presa dal proprio malessere che stava addirittura diventando paranoica.
Chiuse un attimo gli occhi per rilassarsi e in quel momento sentì distintamente dei passi sul pavimento in legno.
Alzò di scatto le mani pronta a difendersi, ma poiché non succedeva niente, riaprì lentamente gli occhi.
E il cuore le balzò in gola quando vide chi le stava di fronte.
"Sa-Sasuke..." balbettò estremamente sorpresa "ma che..."
In silenzio il ragazzo avanzò verso di lei, facendola arretrare verso il muro.
"Ci ho pensato. E ho deciso."
La ragazza si appiattì contro la parete, non riuscendo neanche a domandare di cosa stesse parlando.
"Hai ragione su tutto, lo ammetto" continuò lui "e accetto."
Prima che potesse chiedere una spiegazione, Sakura si sentì afferrare per le spalle e baciare sulle labbra.
Immediatamente le lacrime cominciarono a scorrerle sulle guance,
illuminate dalla luce della luna che timida sbirciava nella stanza.
Da quella notte Sasuke mantenne il suo comportamento di sempre, ma con
quella ragazza si mostrò come entrambi credevano e speravano che
fosse.
Probabilmente il giovane Uchiha non seppe mai che di tutto ciò
che l'ombra di Sakura gli aveva parlato era già a conoscenza, ma
altrettanto probabilmente non aveva importanza.
Perché quando la verità rende felici, non interessa mai in che modo sia arrivata.
Fine
N.d.A: Fanfic partecipante al
concorso SakuSasu/SasuSaku. Pensavo di essere fortunata ad ottenere il
penultimo posto e invece...^^
Spero vi piaccia. Vi permetto di essere brutali (accetto anche "fa schifo" tanto per capirci :P)
Riporto, sperando di non dare l'impressione di una che vuole vantarsi
(anzi, li posto perché possiate confrontare i vostri pensieri
con i loro), i giudizi dei giudici del concorso:
[Kaeru chan]
Trama davvero originale, bravissima! Mi è piaciuta molto l’idea del sogno; e
anche la grammatica è molto curata, non vi sono praticamente errori, molto bene.
Buona anche la caratterizzazione dei personaggio. Si vede molto bene come
l’inconscio di Sasuke reagisce e libera i suoi veri sentimenti per Sakura
durante il sonno, avvero la fase in cui i freni inibitori del cervello tendono
ad allentarsi e la verità tende a venire a galla, anche se noi tentiamo di
nasconderla, anche Sakura è molto ben caratterizzata, dolce e distaccata nello
stesso tempo.
[Rory_chan]
È una fanfiction assolutamente originale, nessun errore di grammatica né
sintassi. Lo stile è leggero, facile da leggere e da capire. Non ci sono
descrizioni superflue ed è tutto misurato per una lettura scorrevole e
piacevole. La caratterizzazione c’è tutta, i personaggi li ho trovati IC anche
se alla fine della fanfiction, il cambio radicale di Sasuke sembra un poco
forzato. Comunque sia, rimane una gran bella fanfiction.
Baci, V@le
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