Videogiochi > Sonic
Ricorda la storia  |      
Autore: Jacob08    11/02/2014    6 recensioni
Che si fosse sul serio... rammollito?
Questo pensiero lo colpì con più intensità di una raffica di colpi in pieno petto. Penetrò nel suo cuore più profondamente di una freccia che colpisce la pelle nuda. E non gli piaceva affatto.
Si pentì del fatto che quella frase fosse uscita dalle sue labbra, quasi avrebbe voluto alzare i tacchi e andarsene, tanto si sentiva a disagio.
Stupido! Stupido un milione di volte! Perché aprire bocca?
Ora aveva fatto la figura del completo idiota...
NON AVREBBE DOVUTO DIRLO, MALEDIZIONE!
Genere: Fluff, Romantico, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Knuckles the Echidna, Rouge the Bat
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A


*******************


L' ultima notte della stagione invernale passò veloce e tranquilla, ad Angel Island.
L' erba, fresca e umida grazie al leggero strato di rugiada che la ricopriva, ondeggiava dolcemente grazie al delicato tocco del vento che soffiava in quella prima giornata primaverile, non ancora slegatasi dal gelo dell' inverno.
Il ronzare di qualche piccolo insetto notturno si faceva ancora sentire chiaramente, ma era ben lontano dal poter essere definito fastidioso e assordante.

La perlacea luce dell' alba aveva cominciato ad attraversare il manto scuro del cielo della sera, fino a qualche minuto prima punteggiato di stelle. I primi raggi del sole erano pronti a riversare la loro calda aura nel paesaggio circostante, dando inizio, così, al nuovo giorno.
Rouge the Bat osservava immobile lo spettacolo che le si presentava, stando in completo silenzio a pochi metri dal ciglio dell' isola che si elevava al di sopra di ogni altra distesa di terra presente in quella zona del pianeta. 

Pur essendo un pipistrello, il che poteva far facilmente intuire che prediligeva la vita notturna, certe volte trovava vagamente piacevole alzarsi all' alba per osservare l' astro fulgente fare la sua comparsa in cielo, prima ancora che l' atmosfera si potesse riempire di afa ardente e soffocante, come solo in alcune giornate capitava.
Non che lo facesse perchè era una persona che lasciasse le  proprie emozioni costantemente a briglia sciolta, senza alcun freno. Non era proprio il tipo, ma non si poteva negare che avesse buoni sentimenti. 
Non sapeva perchè guardare il panorama le facesse provare quella gradevole sensazione, e non voleva neanche spendere troppe energie alla ricerca di quella risposta.

-Non riesci a dormire?- fece una voce forte e sicura, tipicamente maschile, dietro di lei.
Rouge rimase immobile. Continuava a guardare il paesaggio, con le braccia incrociate. Non una parola le uscì di bocca. Non ancora, almeno.
-Pensavo che non ti andasse di alzarti a quest' ora. Evidentemente mi sbagliavo.- continuò l' interlocutore.
-Io invece pensavo che niente potesse allontanarti da quel gioiellino laggiù, quando gli fai la guardia. Evidentemente mi sbagliavo.- ribattè lei, in tono ironicamente stuzzicante, con un mezzo sorriso stampato in volto.
Knuckles the Echidna sbuffò, leggermente divertito dal provocante atteggiamento di Rouge. Le si avvicinò, a passo lento ma sicuro.

La raggiunse. E, senza alcun preavviso, la abbracciò con delicatezza da dietro la schiena. Rouge sentì uno strano brivido percorrerle la spina dorsale, mentre il ragazzo la circondava tra le sue braccia muscolose. 
Knuckles la strinse leggermente più a sè, ma sempre con cura, facendo attenzione che non le desse fastidio in alcun modo.
Non sapeva perchè faceva così. 
In quegli ultimi giorni non si comportava più in quel suo modo burbero, inflessibile e asociale. Non da quando lei aveva cominciato a ''fargli visita''.
Rimaneva sempre Knuckles, cioè testardo, orgoglioso, ingenuo e irascibile. Ma almeno aveva cominciato a far entrare delle persone nella sua vita.

-Hai freddo? - chiese lui, con tono più basso.
Rouge sentiva il respiro di Knuckles riscaldarle teneramente la guancia sinistra, e il movimento della cassa toracica del rosso che premeva contro la sua schiena e le sue ali.
-No, non ho freddo.- rispose lei, quasi neutra. 
-Sicura?- domandò ancora dopo qualche attimo di silenzio, quasi non pienamente convinto della risposta della sua compagna.
Lei rimase sorpresa da questo suo atteggiamento così interessato. Quasi... premuroso. Che diavolo stava succedendo? Era veramente Knuckles quello che la stava abbracciando? Quello che le accarezzava dolcemente le braccia con le sue forti mani munite di guanti chiodati?
Quella situazione le sembrava a dir poco paradossale, eppure si stava verificando.
Ma non ci fece troppo caso.

-Sì, certo.- rispose infine lei. 
Knuckles non disse nulla. Continuava a tenere la pipistrella tra i suoi arti solidi e possenti, per poi accarezzarle i dorsi delle mani con i palmi delle sue.
In quel momento, i pettorali dell' echidna erano più confortevoli di qualsiasi cuscino. Almeno per Rouge. Ma non lo avrebbe ammesso per nessuna ragione al mondo. Forse, e bisogna sottolineare il ''forse'', lo avrebbe fatto per una certa gemma, che in quel momento se ne stava a pochi passi da lì, tutta sola e senza alcuna protezione...
-Mi sembri pensierosa. C'é qualcosa che non va?-  domandò lui, distogliendola da quel momento di riflessione.
-No, non c' è niente che non va. Perchè me lo chiedi?- rispose la ragazza.
-Te l' ho detto. Mi sembri pensierosa.- continuò l' echidna. 
-No, tranquillo. E' tutto a posto.- La cacciatrice di tesori non disse altro. Riprese solamente ad osservare il paesaggio, ora ricoperto da tinte gialle e arancioni.
Il guardiano dello Smeraldo Gigante sospirò profondamente. Quasi sembrò insoddisfatto della risposta della partner.

-Rouge... Sei molto più... bella, quando sorridi.- sussurrò il ragazzo.
Sul volto della giovane donna si dipinse un' espressione di pura sorpresa. Questo non era assolutamente ciò che si aspettava che le venisse detto così, dal nulla. Non da quel testone. Come lei, neppure l' echidna era un tipo che rivelasse apertamente ciò che provava, ma sicuramente non era una persona cattiva e insensibile. Anzi.
Se aveva un difetto era quello di mettere il proprio orgoglio davanti a ogni altra cosa... Beh, un' eccezione magari si sarebbe potuta fare per il Master Emerald.
Ma per una ragazza? Una femmina? Una ladra di gioielli? Era davvero caduto così in basso solamente per questo? Che fine aveva fatto la sua figura di guardiano, di combattente fiero e duro, di guerriero forte e solitario che non aveva bisogno nè dell' aiuto nè della compagnia di nessuno?

Che si fosse sul serio... rammollito?
Questo pensiero lo colpì con più intensità di una raffica di colpi in pieno petto. Penetrò nel suo cuore più profondamente di una freccia che colpisce la pelle nuda. E non gli piaceva affatto.
Si pentì del fatto che quella frase fosse uscita dalle sue labbra, quasi avrebbe voluto alzare i tacchi e andarsene, tanto si sentiva a disagio.
Stupido! Stupido un milione di volte! Perchè aprire bocca?
Ora aveva fatto la figura del completo idiota...

NON AVREBBE DOVUTO DIRLO, MALEDIZIONE!

Improvvisamente si sciolse da quel delicato abbraccio in cui lui stesso l' aveva cinta, e non lo fece con troppa calma.
Volse lo sguardo dalla parte opposta rispetto a prima, colto da un intenso senso di... pesantezza, perchè in cuor suo credeva di aver fatto un' immensa idiozia parlandole di cose tanto sdolcinate. Parole tanto melense che tutti, magari a causa di un bruciante desiderio o di una sbronza colossale, avrebbero potuto dire. Tutti eccetto lui (e magari anche un certo riccio nero di loro conoscenza...).

Al diavolo la vergogna. Al diavolo la figuraccia. Al diavolo tutto. 
Sebbene ancora affetto da quel fastidioso senso di imbarazzo, non voleva restare lì un momento di più, pensando che, ad ogni secondo che passava, le probabilità di una risposta snob, di una reazione ironica o di una risata umiliante aumentavano esponenzialmente.

Fece il primo passo in direzione dell' altare dove si trovava lo Smeraldo Gigante. Fece anche il secondo, deciso più che mai a lasciarsi ciò che era appena successo alle spalle, come tante altre cose del resto. E il terzo passo... Il terzo...

... Non riuscì a farlo. Avvertì un tocco alla mano destra, il tocco di qualcosa di fresco e delicato, un po' come quella prima mattina di primavera che avrebbe fatto la sua entrata in scena. Guardò in basso.

Una mano. La sua mano. Lei. 

Alzò lo gli occhi. E, sorpreso, non si ritrovò addosso un' espressione perfidamente divertita, subdola o quant' altro.
Ma sorpresa. Un viso che mostrava semplice, inaspettata e lieta sorpresa. Gli sembrò quasi che quelle iridi verde-acqua sprigionassero una luce brillante come uno Smeraldo del Chaos. 
Deviò un attimo lo sguardo, mentre cercava di pensare ad una risposta non troppa stupida da darle.

-R-Rouge, io...- balbettò il rosso, ma qualcos' altro lo interruppe per l' ennesima volta.
-Bah, sta' zitto.- commentò la pipistrella di rimando.
Un altro tocco della sua mano. Ma questa volta diretto al viso di lui. Sgranò gli occhi color ametista, le pupille quasi ridotte a due fessure per lo stupore.
Ciò che riuscì a vedere pochi istanti dopo in un miscuglio confuso di colori e di lineamenti fu il viso della ragazza che si era avvicinato lesto al suo. Un respiro caldo. Due labbra rosse come fiamme. Un altro tocco. Andò a  fuoco per davvero stavolta. 
 
In quel brevissimo lasso di tempo, il cervello di Knuckles quasi si spense, il cuore d' altro canto batteva e batteva, sempre più forte.
Sebbene non riuscisse a ragionare lucidamente, poteva sentire chiaramente il suo corpo che vibrava, un po' come in preda a tremori incontrollabili. Sentiva ancora il respiro caldo di Rouge riempirgli la bocca. Le sue labbra tentatrici ancora incollate alle sue. Le loro lingue che si intrecciavano vorticosamente. E, infine, le braccia di lei che lo stringevano sempre di più a sè. 

Non se ne erano neanche resi conto, ma il primo Sole di primavera di quell' anno aveva finalmente fatto la sua comparsa all' orizzonte. Solo che erano troppo ''concentrati'' a fare altro per accorgersene, tanto meno per interessarsene.         
L' echidna decise infine di lasciarsi trasportare da quella strana sensazione a cui non aveva ancora dato un nome, sin da quando le visite della cacciatrice di tesori ad Angel Island si erano fatte più frequenti, e a ricambiare l' abbraccio datole. Poi, mentre era ancora intento a baciarsi con lei, le sue labbra si incurvarono, per una frazione di secondo o poco più, in ghigno divertito, e tutto contento pensò: 
 
<<  Ma sì, al diavolo tutto...  >>

 























J:Ok, forse vi chiederete con che coraggio oso presentarmi dopo quasi un anno di assenza dal sito... 
Beh, avete ragione, ho fatto un ritardo da far schifo, ma credetemi se vi dico che ho avuto tanto ma VERAMENTE TANTO lavoro da fare, mi iscritto a dei corsi di recitazione e doppiaggio e il lavoro è così entusiasmante che... insomma, avete capito xD
Spero solo che con questa One-Shot non tenterete di assassinarmi...- ^^''
Ezio:Assassinio?! Dove?! Chi?! Quando?! Perché?!- O.o
J: Si può sapere perché spunti sempre alle spalle della gente in stile Psycho anche quando non devi uccidere nessuno?! Ma insomma!! Rilassati!! Fatti una tisana!! Una camomilla!! Una canna!! Sei iper-attivo!!- >:/
Ezio: Non posso farci niente, da quando la mia serie è finita non ho altro da fare se non girarmi i pollici...- T_T
J:E allora stai in disparte finché non ti chiamo io! Oh, che palle!! A proposito, leggete e commentate!!- :)


  
Leggi le 6 recensioni
Ricorda la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Videogiochi > Sonic / Vai alla pagina dell'autore: Jacob08