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Autore: xtomx95    02/06/2014    3 recensioni
[Twenty One Pilots]
C'è una classe, ci sono i Twenty One Pilots, ci sono i loro ex compagni di classe, c'è una finestra luminosa e c'è una ragazza che... è meglio che leggete per capire. In ogni caso non è una ragazza come tutte le altre, in quanto un po'... sovrannaturale.
Spero di avervi incuriositi.
Genere: Introspettivo, Sovrannaturale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna | Personaggi: Altri
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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You All Have Guns


Tyler è terribilmente agitato, ma no è assolutamente l'unico; anzi, forse sono più agitato di lui.
Siamo dentro la vecchia classe del liceo, non ho capito bene se la sua o la mia, ma non importa: ci sono sia i miei che i suoi ex compagni. Hanno tutti le mani in tasca e sono disposti in fila uno di fronte all'altro, formando una specie di percorso che porta dritto verso una finestra che emana una gran luce. Quella luce ci chiama, ci attira. Sappiamo per fiducia che oltre quella finestra c'è un mondo più bello e più pieno, ma per arrivarci dobbiamo passare attraverso quelle serpi che erano i nostri rispettivi compagni di classe.
-Cosa aspettate?!- Dice una voce femminile dal suono rassicurante -oltrepassate quella finestra.-
Noi ci guardiamo e annuiamo, come per dire a noi stessi “Ce la possiamo fare”, ma nessuno dei due fa un passo. È perché non abbiamo, o almeno io non ho, la forza morale per affrontare quella fila di esseri.
-Avanti, su!- Insiste la voce – Non temete: interverrò al giusto momento.-
Sappiamo per certo che di quella voce possiamo fidarci e iniziamo a camminare. Tremiamo tutti e due. Tyler mi prende per mano perché cerca sostegno. Avvolte è un amico un po' troppo sdolcinato, ma non ora: questo gesto, oltre a far essere un po' più sicuro lui, fa sentire ancor più sicuro me.
Abbiamo passato le prime tre coppie di persone e quelle serpi iniziano a tirare le mani fuori dalle tasche. Mi correggo, non sono mani, sono pistole: hanno quegli aggeggi al posto delle mani. Se prima tremavo ora ho visto ciò e il cuore parte sparato. Più andiamo avanti e più loro alzano le loro mani/pistole. Ho paura.
-Ma dov'è Veronica?- Sussurro al mio fedele amico.
-Vedrai che a breve comparirà. Arriva sempre nel momento giusto.- Mi risponde lui.
Facciamo ancora altri passi. Non siamo nemmeno a metà, ma i mostri attorno a noi hanno già le pistole ben alte.
Ho fiducia in Veronica, ma non la vedo ancora arrivare. Ecco ci siamo. Quelle bestie hanno già iniziato. Ho sentito il rumore di uno sparo. Un altro. Dove cazzo è Veronica. Ah! Mi hanno colpito. Alla spalla destra. Tyler si gira verso di me. Il dolore è allucinante. Colpiscono Tyler al ginocchio. Ah! Mi hanno preso al braccio sinistro. Hanno colpito Tyler alla schiena. Veronica, dove cazzo sei?
Continuano a prenderci. Cadiamo a terra.
-Veronica- dice il mio amico con le poche forze che gli rimangono -Vieni ad aiutarci. Ho fede in te.-
Ha ragione bisogna fidarsi di Veronica.
Veronica, vieni ad aiutarci, mi fido di te.
Eccola. È arrivata. Non la vedo, ma ciò che sento in me è come se me la facesse vedere. Ha la pelle bianca, ma luminosa e calda. Ha dei vestiti azzurri con ricamature rosse e gialle. Ha un viso che emana tantissima luce accecante, ma la bocca sorridente e gli occhi color azzurro profondo si vedono benissimo. Anche il fiocco che divide la parte sopra del suo vestito dalla parte sotto è evidentissimo. Ora è luminoso e si scioglie per andare a legare me, Tyler e gli altri. No sento più dolore. Meglio ancora, il dolore lo sento, ma è come se non mi interessasse. Lo stesso accade anche per la stanchezza. Mi alzo. Anche Tyler lo fa. Veronica non si vede i più, ma tutti noi in stanza abbiamo ficchi rossi legati ovunque. I nostri compagni non hanno più mani/pistole, ma hanno semplici mani. Con gran sorpresa noto che il fiocco legato al mio braccio e il fiocco legato alla caviglia di Tyler sono collegati. Con grande energia e gioia stavolta sono io a prendere per mano Tyler e, con l'altra, prendo uno tra i miei compagni. Brandon si chiama. Lui prende Benedetta per mano e lei prende Aaron. Adesso ci ritroviamo io e Tyler a fianco a guidare l'enorme catena di persone che abbiamo formato verso la finestra. Finalmente ci siamo. Siamo di fronte alla finestra. Tra la luce discerno Veronica. Scavalchiamo e passiamo pere la finestra uno alla volta.


-Eccomi arrivato!- Grido alzandomi dal letto.
-Josh, non urlare, gli altri dormono.- Dice Tyler mentre continua a scrivere le sue canzoni seduto alla scrivania che l'hotel ci ha gentilmente offerto. Io allora realizzo che è stato tutto un sogno. Un sogno che, però, non penso che scorderò facilemnte.
-Scusa...- Dico al mio amico.
-Figurati.- Dice lui non voltandosi, ma scuotendo il braccio verso di me.
Allora torno a dormire,però lo faccio con una gran voglia di sorridere.

   
 
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