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Sailor Moon |
LO STESSO PERCORSO di chichilina | Leggi le 6 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 22/08/2008 | Stampa questo capitolo | Stampa tutta la storia
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Lo so benissimo. Non  ho ancora finito l’epoea di “UNA VITA ASPETTANDO LA LUNA DI PRIMAVERA”…e inizio una nuova storia.

Garantisco che finirò la mia prima funfic ma…ho un’idea che continua a giocare a flipper nella mia testa. Meglio provare a condividerla con voi lettori (sperando che siate tanti). Fatemi sapere se vi piace.

 
 

CAP.1 – SEI SEMPRE SULLA MIA STRADA

Usagi: me lo sento: oggi sarà una giornata fantastica, una giornata che non dimenticherò mai…! Ho fatto un sogno troppo bello !! Motoki mi stringeva forte forte …Ha, ha …e poi è sabato: solo mezza giornata di lavoro e poi un meritato weekend di relax!

Ikuko: Usa, fai presto. Rischi di non arrivare in tempo in ufficio!

Usagi: Mamma, arrivo!

Ikuko: piccola mia, può essere che a 24 anni suonati non riesci ancora a svegliarti ad un’ora decente per fare colazione ed arrivare in tempo al lavoro? Anche oggi dovrai correre come una pazza su quella bicicletta strampalata che ti ostini a voler usare

Usagi: Mamma, non denigrare la mia fidata bici e poi…ahhhhhhh, è troppo tardi per rispondere. Volo!!

Ikiko: Usa, mi raccomando non arrivare troppo tardi per pranzo. Abbiamo ospiti!

Usagi: Ok, mammina!

 

Veloce, più veloce, nonostante gli occhi ancora un po’ appannati dal sonno e lo stomaco brontolante per non aver fatto nemmeno questa volta colazione, Usagi correva in sella alla sua bici verso l’ufficio. Tra salite e discese anche oggi avrebbe rischiato per lo meno di slogarsi una caviglia. Diciamocelo: non era certo la migliore ciclista del mondo anche, se bisogna ammettere la buona volontà che dimostrava ogni giorno rifiutando i passaggi in macchina di suo fratello

Usagi:*fare un po’ di movimento mi fa bene e poi…mi piace sentire il vento tra i capelli la mattina prima di rinchiudermi in ufficio. Bene, un succo di frutta al volo dovrei riuscire a prenderlo. Menomale che il bar di Motoki è proprio di strada^_^!

Dopo qualche pedalata infatti il bar di Motoki era arrivato.

Motoki: Buongiorno Usa, anche oggi in ritardo?

Usagi: Sai, sono una abitudinaria!

Motoki, il tuo succo alla fragola è già sul banco, pensa che me ne è rimasto solo uno.

Usagi: grazie Motoki, menomale che ci sei tu…EHI, QUEL SUCCO ERA MIO!!!

  • Cosa? Ah, mi spiace, pensavo l’avesse stappato per me!

Usagi: mi hai appena rubato il momento più dolce della mattinata…ed era pure l’ultimo succo alla fragola. Mi piace solo quello!

  • dai, ti ho fatto un favore: i succhi di frutta sono pieni di zucchero: non vorrai ingrassare come un maialino?!

Usagi: cosa??!! Come ti permetti!!!Io ho una linea impeccabile, altro che maialino

Motoki: dai, amico, lasciala stare

Usagi, “amico”? Motoki tu conosci questo screanzato?

Motoki: si, è un vecchio amico dell’Università

Usagi: cavolo! Non ho tempo!!devo scappare! Ehi, tu: mi devi un succo di frutta.

 

Così dicendo la bionda uscì dal locale, salì sulla bici e riprese la sua corsa verso l’ufficio.

Come tutte le mattine, mentre pedalava aveva un pensiero fisso: *speriamo che al lavoro non succedano guai. Non ho voglia di passare il weekend a risolvere qualche situazione di emergenza. Allora, oggi devo:xxxxxx, e poi xxxxx, e ancora xxxx…*

BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP, BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP

Usagi: *O Dio, stavo per finire addosso a quella macchina, mi sa che devo stare più attent…*

“AAAAAAHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!”

Usagi non aveva fatto in tempo a finire l’auto rimprovero che un’altra macchina era arrivata a tutta velocità e si era fermata a meno di  1 cm dalla sua bici.

In un minuto traffico bloccato, clacson che suonavano e gente che urlava di togliersi di mezzo alla strada

Usagi non riusciva a muoversi. Lo spavento l’aveva praticamente bloccata

  • Hei, Odango, vuoi toglierti dalla strada?! E’ stato un miracolo non averti investita, ora però spostati!!!

Usagi: Brutto maleducato, sei ancora tu?? Che fai mi segui?? Non solo mi hai privato della mia colazione,  hai rischiato di farmi finire all’ospedale e ora mi prendi anche in giro!!!

  • Guarda che se non fosse stato per i miei riflessi perfetti saresti già all’altro mondo , altro che all’ospedale! Non ti sei accorta di stare proprio in mezzo ad un’ incrocio???

Usagi: Ehmmm,veramente ero sovrapensiero!vado, vado! Resta il fatto che tu sia un grande maleducato.

 

Così dicendo la ragazza risalì di nuovo sulla sua bicicletta e continuò a pedalare verso l’ufficio!

 

Usagi: proprio non ci voleva questo quasi incidente, sono arrivata con una mezzora di ritardo e sono tutta sudata!! Speriamo non se ne accorga nessuno

--Sig.rina Tsukino è questa l’ora di aprire l’agenzia???

Usagi: mi dispiace ma mi hanno “rubato” la colazione, ho rischiato di fare un incidente, mi sono presa un bello spavento e poi…c’era un maleducato che…

  • Ciao odango!

Usagi: Tu???

  • A quanto pare oggi sei sempre sulla mia strada?

Usagi: no, tu sei sulla mia!!!

--Bene, sig.rina odango, ehmmm Tsukino, a quanto pare conosce già il suo nuovo collega il sig. Mamoru Chiba. Da lunedì lavorerete insieme all’organizzazione del tour di cui si stava occupando da sola

Usagi: cosa?? Devo lavorare con questo qui?!

--Signorina, vuole discutere una mia disposizione?

Usagi: ehmm, no, no

  • Bene odango, il mio nome e Mamoru e, a quanto pare da oggi siamo colleghi.

Usagi: che fortuna!!

 

La mattinata passava veloce e, per fortuna di Usagi, Mamoru avrebbe cominciato a lavorare con lei solo lunedì dopo la pausa del weekend.

Usagi. *Finalmente le 12:30: INIZIA IL WEEKEND!!* “Signor Korry, io vado, le auguro un buon weekend”

Salutare il capo era l’ultima “mansione” di ufficio per quella settimana.

Usagi* bene, devo correre a casa, mamma ha detto che ci sono ospiti. Chissà di chi si tratta! Mha? Comunque, chiunque sia, sicuramente mamma avrà cucinato qualcosa di speciale…ho una fame!!

Fortunatamente senza altri incidenti Usagi era riuscita ad arrivare a casa con solo 15 minuti di ritardo

 

Usagi: Sono tornata!

  •         Non ci posso credere! Ancora tu?

Usagi: O mio Dio! Questo è un incubo. Che cosa ci fai a casa mia? Comincio a pensare che tu mi stia seguendo sul serio!

  • Guarda che tu arrivi sempre dopo di me!

Usagi. Dettagli. Questa è casa mia. Che vuoi ancora da me?

Ikuko: Usagi!!La vuoi smettere di rispondere in questo modo? Mamoru perdonala, mia figlia è …vivace!!

Mamoru: non preoccuparti Ikuko, già ci conosciamo.

 

Primo capitolo terminato. Per chi sta seguendo “una vita aspettando la  luna di primavera” si sarà già capito che qui siamo su tutt’altri registri.

Spero che questo capitolo vi sia piaciuto.

Aspetto vostri commenti numerosi in modo da decidere se proseguire oppure no con questa storia.

Grazie a chiunque abbia dedicato qualche minuto alla lettura di questo capitolo pilota. Spero di avere presto vostri pareri.

Un abbraccio

Chichilina




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