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L'Amore Bianco di SimmyLu | Leggi le 10 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 30/09/2008 | Stampa questo capitolo | Stampa tutta la storia
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L’AMORE BIANCO

… di Simmy-Lu …


Capitolo UNDICESIMO: LA RISATA DI YURI





Sergej seguiva Yuri e Kai da lontano, nervoso infastidito e preoccupato.
Si voltò per controllare se qualcun'altro avesse avuto la brillante idea di scortare il capitano in quell'assurda passeggiata notturna.
Erano soli.
Sentendosi preda di una strana inquietudine, il ragazzo biondo rimpianse di non aver avvertito Boris prima di uscire dal monastero.
Non gli sarebbe affatto dispiaciuto avere una compagnia diversa da quella che stava pedinando.
Yuri procedeva davanti a tutti. Kai lo seguiva pochi passi più indietro, mentre Sergej cercava di rimanere ad una certa distanza da entrambi in modo da non essere notato, in una lunga ed improbabile fila indiana.
Yuri abbandonò la strada principale imboccando un sentiero sterrato che attraversava uno dei campi vicini per poi perdersi nel bosco; una sola diramazione portava ad una cascina abbandonata.
Non c'era nulla a parte il bosco oltre il rudere.
Dove stava andando Yuri? E perché Hiwatari era con lui?
D'improvviso Sergej dovette abbandonare le sue domande e i suoi pensieri: Kai, continuando a camminare, si era voltato accorgendosi della sua presenza e lo fissava di sbieco con un'espressione indecifrabile che gli fece salire un brivido su per la schiena.
Una pressione sconosciuta esercitò il suo potere su di lui.
Una forza che lo costrinse a fermarsi e lo atterrì vanificandone la volontà.
Sergej trattenne il respiro sentendosi impotente.
Kai allora si voltò senza fare o dire qualcosa, limitandosi a seguire Yuri che continuava ad avanzare.
Esitante, Sergej li guardò allontanarsi e divenire figure incerte, contorni nella notte.
Era giusto seguirli?
Si sentì improvvisamente colpevole.
Dopotutto quelli non erano fatti suoi, non aveva diritto di intromettersi.
Cominciò a pensare che forse la cosa migliore da fare sarebbe stata tornare al monastero e aspettare il loro ritorno.
Mentre quell'idea si faceva largo nella sua mente, ne arrivò un'altra che la contrastò e ne prese il posto.
Fu come scorgere qualcosa nel buio.
Sergej non ne era completamente certo, ma credeva di aver intuito dove Yuri si stesse dirigendo.
Non lo avrebbe lasciato solo per nulla al mondo.
Nemmeno lo sguardo raggelante di Kai Hiwatari gli avrebbe fatto cambiare intenzione.
La discussione avuta con Yuri quella mattina perse improvvisamente importanza, dissolvendosi nei ricordi.
Il cielo tuonò minaccioso.


* * *

Senza alcun preavviso o spiegazione l'avevano preso e trascinato fuori dal dormitorio.
Luce, rumore, mani che l'afferravano strattonandolo.
Istintivamente aveva urlato, si era dimenato, si era aggrappato a tutto quello che gli era capitato sotto mano, cercando di liberarsi graffiando, scalciando e mordendo.
Ma contro tre uomini adulti un bambino di otto anni aveva ben poche speranze di riuscire a fuggire. Anche se avesse potuto, non avrebbe comunque avuto un posto in cui rifugiarsi.
Un potente schiaffo ben assestato bastò per stordirlo momentaneamente e portarlo fuori dalla stanza.
Qualcuno pronunciò le parole «Yuri Ivanov.» e «Ordini di Vorkof.» mentre tentava di ricacciare indietro le lacrime dovute al dolore nascondendo il viso dietro i capelli rossi.
La porta del dormitorio si chiuse senza fare rumore.
Gli altri ragazzi non si erano opposti, non avevano protestato, non lo avevano aiutato rimanendo fantasmi nel buio.
"Se hai un problema è tuo soltanto".
Era la legge del mondo dal quale tutti venivano.
Una legge rispettata anche nel Monastero Vorkof.
Uno degli uomini lo afferrò per un braccio e, seguito dagli altri, gli fece percorrere il corridoio a passo di marcia.
Yuri era spesso costretto a correre per tenere il passo dei suoi aguzzini.
Rabbrividì al solo pensiero di quello che gli sarebbe potuto accadere di lì a poco.
Nel monastero vigevano regole ferree alle quali non si poteva disobbedire e tutto era organizzato in funzione di un metodo semplice e collaudato, quello del premio o della punizione.
Era norma che i ragazzi più promettenti venissero spostati dai dormitori comuni ai piani superiori in stanze singole e più tranquille; i meno dotati erano invece portati a quelli inferiori: nei sotterranei.
Venivano puniti e spesso tornavano al dormitorio dopo qualche giorno, pieni di lividi e con gli occhi pesti. A volte non tornavano, ma nessuno ne parlava mai.
Yuri non stava salendo.
Sapeva quello che stava per accadere, ma cercò di non mostrare la propria paura.
Il pavimento dei sotterranei era umido e freddo, gocce d'acqua gelata colavano dal soffitto.
Yuri continuò a camminare serrando gli occhi, concentrandosi sul movimento dei suoi piedi per allontanare il gemito d'angoscia che lottava per uscire dalla sua bocca.
Si fermarono davanti ad una cella vuota che uno degli uomini aprì con una vecchia chiave di metallo facendo cigolare la porta.
Lo spinsero dentro facendolo cadere sulle pietre gelate.
Fu lasciato solo.
A tremare.


* * *


Yuri, Kai e Sergej continuarono a camminare fino a raggiungere il bosco.
Fra gli alberi il sentiero svaniva a tratti a causa dell'oscurità, per ricomparire poi sempre meno delineato.
Quando anche l'ultimo segno di terra battuta venne a mancare, Yuri non sembrò risentirne e continuò ad avanzare senza esitazioni fra le piante e i cespugli come se percorresse quel tragitto nella sua mente, senza ostacoli.
Sergej si era intanto avvicinato di più per evitare di perdere di vista i due ragazzi che lo precedevano. Il capitano sembrava non essersi accorto della sua presenza, oppure, più semplicemente, non le dava peso.
Il buio catturava veloce la luce di qualche lampo e il rumore dei loro passi.
Sopra di loro il cielo era scosso dai tuoni, pronto a riversare la sua rabbia sulla terra.
Finalmente, Yuri rallentò il passo e si fermò.
Sergej si mantenne a distanza respirando nervosamente e serrando rigido la mascella: i suoi timori erano stati confermati.
«Eccola.» disse Yuri, indicando qualcosa nelle tenebre davanti a sé con la mano che reggeva la bottiglia per poi concedersi un altro sorso di liquore.
I suoi occhi erano fissi, vuoti e allo stesso tempo colmi di un sentimento confuso.
Freddo.
Kai si avvicinò sforzandosi di vedere nel buio.
Aggrottò la fronte.
Non c'era assolutamente nulla.


* * *

Erano passate le ore.
Erano passati i giorni e le notti, anche se non c'era modo di distinguerle.
Il giaciglio nell'angolo della cella, dove passava praticamente tutto il suo tempo raggomitolato come un animale, era scomodo e sempre freddo. Aveva le mani e i piedi intorpiditi che cercava di risvegliare muovendoli e sfregandoli fra loro.
Non c'era luce.
Yuri era convinto che i ratti gli girassero attorno nel buio attendendo il momento più opportuno per rosicchiargli le dita; cercava allora di fare rumore per scacciarli e ricordare a se stesso che era ancora vivo.
A volte, senza preavviso dato che le visite non erano mai ad orari costanti, arrivava uno degli uomini di Vorkof a portargli qualcosa da mangiare.
Il bambino allora lo supplicava piangendo di poter uscire e che, se gliene avessero dato la possibilità, sarebbe sicuramente migliorato, ma quello che otteneva era soltanto scherno o peggio un calcio in pieno viso, come l'ultima volta.
Il tempo passava in solitudine.
Passavano le ore.
Passavano i giorni e le notti.
Yuri aveva cominciato a non stare bene, la realtà e l'immaginazione si erano fuse in un amalgama inconsistente e debilitante.
Forse, pensava, lo avrebbero lasciato lì a morire lentamente, ridendo di lui.
Gli incubi erano diventati più frequenti e più reali, tanto che spesso non riusciva a distinguere i sogni dalla realtà, in un limbo di dubbi e di sospetti.
Riviveva situazioni che si ripetevano all'infinito, come in un incubo costante, molle ed eterno.
Il sogno era verità, la verità non il sogno.
Quando finalmente ritornava in sé, il suo cuore batteva all'impazzata e il suo corpo era scosso dai brividi.
Piangeva tanto che il petto gli doleva.
Si detestava per essere così debole, così indifeso.
La sua vita non era altro che un'arrancare, uno strisciare per sopravvivere.
Non possedeva nient'altro che se stesso e tutto il freddo che provava nel corpo così come nel cuore.
Tutto il gelo che si era nascosto dentro di lui fino ad allora.
Fin da quando poteva ricordare.
Sentì dei passi avvicinarsi da lontano con il rumore che riecheggiava sulle pietre.
Una tenue luce apparve dal fondo del lungo corridoio, dipingendo sui muri lunghe ombre spettrali.
Immagini distorte di ricordi lontani si allontanarono, cedendo il posto ad una momentanea lucidità.
Sempre tremando, Yuri si aggrappò alle sbarre della sua cella.
In attesa.

* * *

Kai non capiva che cosa Yuri volesse mostrargli.
Non potendo scorgere niente, si voltò verso il ragazzo russo per chiedere spiegazioni.
Ma la faccia di Yuri era contratta in una strana smorfia e sembrava che il ragazzo faticasse a trattenere una risata.
Per un momento Kai pensò ad uno scherzo, ma gli occhi del giovane gli fecero subito cambiare opinione.
Erano stanchi e affaticati, ma colmi di paura e allo stesso tempo di rabbia.
Kai allora guardò alle sue spalle e cercò Sergej, fermo dietro di loro.
«Che cosa significa?» chiese, cominciando a preoccuparsi.
Sergej si avvicinò di qualche passo, abbattuto e visibilmente turbato.
«Guarda meglio.» gli rispose.
Kai, confuso, provò ancora una volta a cercare qualcosa di fronte a sé.
Fece un passo avanti nella speranza di scoprire di cosa si trattasse, ma prima che potesse farne un altro Sergej lo afferrò per una spalla, bloccandolo.
Yuri cadde a terra in ginocchio e liberò una risata nervosa, quasi isterica.
Non poteva più trattenerla.





FINE UNDICESIMO CAPITOLO, continua...


N.d.A: Mi scuso con voi lettori, che siete sempre così gentili nei miei confronti, per il tempo trascorso dal precedente aggiornamento di questa storia. Purtroppo ho dovuto mettere da parte lo scrivere a causa di impegni personali prima e di problemi tecnici poi. Spero in ogni caso che il nuovo capitolo sia di vostro gradimento!

# Beyblade (C) Takao Aoki


Risposte alle recensioni:

x yui00: beh in effetti non c'era nulla di buono nel ghigno di Yuri... per se stesso, in ogni caso. Yuri non è cambiato, o almeno lui pensa così, agisce per sé ma lo fa per proteggere il suo cuore. Da questo capitolo credo si inizi a capire il perché. Grazie di aver risposto alla domanda, la scena del lupo piace molto anche a me! ^.^
x Iria: grazie di aver messo questa storia fra i tuoi preferiti! E grazie soprattutto dei complimenti che mi ha fatto, sono felice che la storia ti piaccia. Grazie di aver risposto alla domanda del capitolo precedente. Baci!
x gaeshi: non credo che tu ti possa preoccupare dato che ancora non ho svelato esattamente cosa sia effettivamente la "tomba". Potrai iniziare dal prossimo capitolo! XDD Grazie dei tuoi complimenti, sei molto gentile. Quindi tendi a preferire le scene in cui ci sono più personaggi in momenti rilassati, diciamo. Ora la tensione è un po' alta, però...
x eagle fire: spero di non averti fatto aspettare troppo, ma come ho già detto ho avuto davvero un problema dopo l'altro purtroppo e la fic non era certo in cima alla lista dei miei pensieri. La storia ti piace tutta? Wow! ^_^ Dai, ci sarà un pezzo che ti è rimasto più impresso! Grazie dei tuoi complimenti! Kai è divertito dal vedere Yuri in uno stato singolare (te lo immagini Yuri Ivanov brillo?XD), non dalla sua depressione, infatti, nel capitolo precedente appena si rende conto della serietà nello sguardo di Yuri cambia espressione. Credo che anche da questo capitolo si capisca bene che la cosa lo colpisce e non lo diverte affatto.
x Keila91: pubblico quando posso e quando sono ispirata generalmente! XD Sono contenta che tutta la ff ti piaccia. Non bisogna eccedere, credo che bisogna dare il giusto peso alle cose a seconda dei casi. Ho pensato a uno stile un po' "asciutto" per questa storia, anche perché all'inizio ero poco convinta a proposito della trama e della pubblicazione, invece è risultata gradita! Sono felice! ç_ç
x Valery_Ivanov: ciao carissima^^, sì, Kai ha il potere di rendere tutto quello con cui ha a che fare bello anche se non lo è. Infatti il capitolo in realtà è orribile, ma con Kai fa tutto un altro effetto! XDD Sto cercando di guardare dentro i personaggi e "buttare fuori" tutto quello che riesco (che espressione allucinante! XD). Chiedo perdono, so che i capitoli sono corti... ma è tutto funzionale, se fossero lunghi vi annoiereste! XD Baci!
x Padme86: quindi ti piacciono le scene più tenere!^^ Dolce! Non ho ancora svelato cos'è questa "tomba" esattamenete; l'unico nel terzetto a non saperne niente è Kai. Ti ho sorpreso anche in questo capitolo? Non credo che qualcuno si aspettasse una cosa del genere...
x Lara: ammettilo, tu vuoi farmi piangere per la commozione! Ho letto il tuo commento con gli occhi sbarrati, stile pesce bollito. Davvero torni qui solo per leggere la mia fanfic? Se è così, ti giuro che sono la persona più onorata sulla faccia della terra e mi fa moltissimo piacere che tu abbia avuto voglia di commentare. Purtroppo hai ragione, ci sono tante fic un po' assurde, un po' sopra le righe. Non che io mi creda chissà chi o altro, ma so che quello che scrivo ha un certo senso, bello o brutto che sia, che possa piacere o no poi è un altro discorso. Comunque ti suggerisco di cercare con più pazienza, qualcosa di buono si trova sempre. ^_^ Ti ringrazio di tutti i complimenti che mi hai fatto, sei davvero gentile! Anche a me piace moltissimo Yuri, anche se il mio preferito rimane Kai. Trovo che siano i personaggi migliori anche perché sono gli unici che hanno un background interessante, almeno dal mio punto di vista. Spesso mi dicono che i capitoli sono troppo corti, ma penso che dei capitoli lunghi per lo stile di questa storia risulterebbero pesanti... personalmente mi dà fastidio leggere al pc. Lo stile è essenziale perché ho preferito focalizzare l'attenzione sulle emozioni e molto poco su tutto il resto, all'inizio ho fatto questa scelta e ho continuato su questa strada (discorso completamente diverso per Pioggia Nel Deserto, la fanfic su Naruto che sto scrivendo). Vedo le emozioni come immagini, così anche i luoghi hanno un aspetto funzionale al racconto. Rispondo alla tua domanda volentieri: la tomba è sia una figura retorica sia una cosa che deve essere intesa come deve essere intesa! XDD Avrei voluto svelarlo in questo capitolo, ma ho impiegato troppo a spiegare il resto e siccome i capitoli non devono essere troppo lunghi, ho deciso di fermarmi qui. Ma nel prossimo si scoprirà, promesso!
Per il nome di Kai ti dico che si legge così come si scrive, per lo meno in giapponese, quindi "cai"; nell'adattamento italiano tutti i nomi sono pronunciati come in originale tranne questo che viene detto "Kei", cosa presa forse dall'adattamento americano (che ha trasformato anche Takao in Tyson... brrr...), o più presumibilmente solo per evitare un nome un po' troppo strano, insomma in italiano "Kai" suona male...
Grazie mille, spero che avrai ancora voglia di commentare^^
x Arisu Kon: ciao, ti ringrazio infinitamente per tutti i tuoi gentilissimi complimenti^^ Sergej non è cattivo, su, è un grande e tenero uomo! *abbraccia* Sergej se la prende con Yuri perché sta tentanto di separarlo dalla piccola Catrina con cui ha intaurato un rapporto di fratello e sorella. Inizialmente sembra che Yuri voglia farlo per proteggerli dal dolore di una inevitabile separazione, ma poi si rende conto che lo fa per proteggere se stesso: non vuole che Sergej si allontani da lui. Sergej non immagina tutto questo e crede che Yuri abbia paura che lui possa trattare male Catrina così come Vorkof ha trattato Yuri, o più presumibilmente per invidia e gelosia. In ogni caso credevo di averlo spiegato esaurientemente nel capitolo 10.
Il capitolo degli stampini rende tutti felici! XDD Baci.
x Sihaya10: ogni tuo commento mi riempie di gioia, indipendentemente che sia positivo o negativo^^ Non preoccuparti, un commentone grande va benissimo! XDD
Spero di aver dipanato qualche dubbio con la lettera che ti ho scritto, spiegandoti un po' la trama e in particolare i punti salienti da cui fino ad ora ho attinto per scrivere la storia. Ma come al solito se non capisci qualcosa, chiedi pure. Che brava ti ricordavi tutto anche a distanza di tempo! Sono commossa! ç_ç Andiamo a Mosca insieme!! *abbraccia ed emana cuoricini* Non ho la più pallida idea di come sia fatta la città a dire il vero! XDD Mi sono ispirata a quel poco che si vede nell'anime e comunque non mi serve nulla di più di quello. I luoghi cercano di collegarsi allo stato emotivo dei personaggi e il clima in questo caso è perfetto. Come sai sono la maniaca dei dialoghi, penso sempre a come ogni personaggio si esprime in base alla personalità, lo stesso concetto può essere comunicato con parole diverse a seconda di chi lo esprime. Mi piace far parlare Yuri e Kai. Il primo può essere molto intelligente, acuto e pungente, sa imporsi però anche con la forza: gli altri fanno quello che lui dice. Il secondo fa economia di fiato il più possibile, quindi devo sempre condensare il discorso nel minor numero di parole che possono creare una frase di senso compiuto. Kai risponde anche con l'atteggiamento o con uno sguardo, per lui parlare non è indispensabile... è un vero uomo! XDD
Non ci sono ancora tutti gli elementi per capire ogni cosa, ma in ogni capitolo c'è un nuovo indizio, un pezzetto in più da collegare con gli altri letti in precedenza. È importante quindi ricordare cos'è accaduto prima e avere la capacità di fare due più due. Mi piace cambiare il ritmo, passare dalla tranquillità e momenti di tensione e mantenerli fino al cambio successivo e mi fa piacere che tu lo apprezzi! Credo che tu abbia azzeccato tutti i numeri dei capitoli (@_@ non li ricorda nemmeno lei). Cerco di mantenere costante lo stile, anche se rileggendo quello che ho pubblicato da un po' di tempo penso sempre che avrei potuto scriverlo meglio. Rileggo sempre almeno il capitolo precedente prima di cominciare a lavorare al successivo, se ho tempo o se devo ricordarmi come ho descritto una scena particolare ne rileggo di più... e poi vado sempre lenta, difficile sbagliarsi! XDD Un bacio!


Domanda: Quali sono i capitoli o le parti di questa fanfic che vi sono piaciuti meno fino ad ora?
Ringrazio tutti coloro che hanno risposto alla domanda precedente e, se avete tempo e voglia di dare una risposta anche a questa domanda, aggiungete la risposta nella recensione di questo capitolo, grazie! ^_^

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