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Autore: Raya_Cap_Fee    24/12/2014    4 recensioni
Grace amava il Natale. Era il periodo dell’anno che più le piaceva ed era così evidente, per tutte quelle persone che le stavano intorno, che non si poteva fare a meno di sorridere. Grace amava il Natale e, soprattutto, amava il Natale con la neve. Proprio come quella mattina della vigilia.
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Grace strinse le braccia intorno ai fianchi di Lincoln e lo fissò –L’importante è che tu sia venuto lo stesso-
-E’ stata dura abbandonare il mio letargo. C’erano almeno ventisei gradi sotto i miei piumoni- ribattè lui schiacciandole sulla testa e sulle orecchie il cappello da Babbo Natale –Inoltre hai prestato più attenzione al freddo uomo della neve che a me. Lo sai che potrei ingelosirmi-
Grace sorrise e spostò le mani al volto di Lincoln, alzandogli il bavero del giaccone per proteggerlo dall’aria fredda.
Genere: Fluff, Romantico, Slice of life | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago, Universitario
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Grace amava il Natale. Era il periodo dell’anno che più le piaceva ed era così evidente, per tutte quelle persone che le stavano intorno, che non si poteva fare a meno di sorridere. Grace amava il Natale e, soprattutto, amava il Natale con la neve. Proprio come quella mattina della vigilia.


-E’ assolutamente perfetto- mormorò per l’ennesima volta guardando davanti a sé –E’ il migliore che abbia mai costruito. Guarda le proporzioni!- sospirò felice battendo le mani coperte dagli spessi guanti neri di lana.

-Gli manca una sciarpa però…- fece per togliere la sua, rossa con le renne stilizzate in bianco, ma delle mani le bloccarono i polsi, lentamente.

-Grace, è un pupazzo di neve. Solo un pupazzo di neve, non ha bisogno di una sciarpa- le mormorò Lincoln, con le sopracciglia chiare inarcate verso l’alto e gli occhi nocciola a guardarla in viso. Grace arricciò appena le labbra e poi lanciò una nuova occhiata al pupazzo.


Non si poteva dire a un pupazzo di neve di essere solo un pupazzo di neve.

-E dai, Lincoln. Il pupazzo di neve è uno dei simboli del Natale. Devo averlo in giardino e devo averlo come voglio io- protestò con calma fissando il volto del ragazzo che le stava di fronte. Lincoln sospirò e storse appena gli occhi verso il cielo nuvoloso e si tolse la sua sciarpa, porgendogliela –Prendi questa-

-Non voglio che tu mi dia la tua sciarpa…- fece per protestare ancora ma Lincoln gli mise tra le mani la sciarpa blu, senza fiatare. Grace era consapevole che non tutti condividevano il suo entusiasmo per la neve, il Natale, le luci e gli alberi da addobbare ma Lincoln sembrava essere davvero un caso particolare. Eppure Grace lo amava lo stesso.

La ragazza gli sorrise sincera e l’espressione di lui si addolcì appena –Grazie-.



Grace amava il Natale e amava Lincoln.

Lincoln amava Grace ma non il Natale, ma voleva che lei fosse felice.



La ragazza si allontanò di qualche passo e alzandosi sulla punta dei piedi attorcigliò la sciarpa intorno al collo inesistente del pupazzo, rendendolo così completo secondo la tradizione: un vecchio cappello sulla testa, dei bottoni per gli occhi, una sciarpa, una carota per il naso e dei rametti contorti per le braccia. Battè di nuovo le mani, felice, e poi si voltò verso Lincoln, che la fissava con un sorriso appena accennato sulle labbra sottili.

-Sei una bambinona- la prese in giro mentre lei gli si riavvicinava saltellando. Grace gli fece una linguaccia e lui scosse appena la testa.

-E tu un musone. Sei scocciato perché ti ho obbligato ad alzarti dal letto prima delle due del pomeriggio- replicò lei con calma alzando il suo viso pallido e dai lineamenti delicati verso il proprio ragazzo.

-Siamo in vacanza ed io vorrei dormire in pace senza che il mio telefono squilli quindici volte perché…- virgolettò con le dita –c’è la neve-.

Grace continuò a sorridere perché conosceva quell’atteggiamento di Lincoln. Era il quarto Natale che trascorrevano insieme e qualcosa lei l’aveva capito. Grace strinse le braccia intorno ai fianchi di Lincoln e lo fissò –L’importante è che tu sia venuto lo stesso-

-E’ stata dura abbandonare il mio letargo. C’erano almeno ventisei gradi sotto i miei piumoni- ribattè lui schiacciandole sulla testa e sulle orecchie il cappello da Babbo Natale –Inoltre hai prestato più attenzione al freddo uomo della neve che a me. Lo sai che potrei ingelosirmi-

Grace sorrise e spostò le mani al volto di Lincoln, alzandogli il bavero del giaccone per proteggerlo dall’aria fredda.

Il quarto Natale insieme e avevano appena vent’anni.

-Conosco la temperatura del tuo letargo, Lincoln. E’ anche il mio letargo per la maggior parte dell’anno- inarcò appena verso l’alto le sopracciglia e il ragazzo sorrise ancora una volta, mostrando una leggera fossetta sulla guancia sinistra.

-Non qui in vacanza però. E i periodi freddi sono i più terribili da passare da solo-

Entrambi accennarono una risata e Grace calò sugli occhi di Lincoln, il cappello di lana grigia –Io sto dai miei genitori e tu dai tuoi. Il college è un’altra storia, lo sai. Almeno secondo i parenti-

Si liberò dalla presa del ragazzo e si fece indietro ridendo. Il ragazzo si tolse il cappello, rivelando i corti ed elettrizzati capelli biondi, e gli puntò un dito contro –Non mi sfuggirai, Grace O’Connor-

Lei faceva capolino da dietro il pupazzo di neve, gli occhi azzurri e lucidi per il venticello freddo che fissavano il ragazzo in attesa di una sua mossa per vendicarsi.

-Lincoln Hugo Bartholomew Tucker ricordati che sono una ragazza- rispose lei, elencando tutti i nomi del ragazzo. Lui assottigliò appena gli occhi –Infida creatura. Non ti ho detto il mio nome completo affinchè tu mi prenda in giro-

Si chinò verso il terreno e raccolse tra le mani una manciata di neve –Vieni fuori da lì dietro o il tuo uomo delle nevi non vivrà ancora per molto- la minacciò nascondendo a malapena il sorriso che gli increspava le labbra. Grace fece una linguaccia e raccolse anche lei da terra una palla di neve.

A una decina di passi lontani l’uno dall’altra si  guardavano a vicenda. Il primo a tirare fu Lincoln e Grace fu abbastanza veloce da scansarsi in tempo. Lo prese in giro per la scarsa mira ma anche lei lo mancò, di parecchi centimetri.



Qualcuno che passava a piedi lungo il marciapiede, si voltava a guardare in direzione di quelle risate giovani ed entusiaste che provenivano dal giardino da una di quelle case tutte uguali, nel quartiere, e si ritrovava a sorridere.


Grace d’altro canto non faceva conto di chi poteva sentirla anche dall’altra parte della strada. Continuava a ridere quando Lincoln la mancava e anche quando riusciva a colpirla.


-Ti prego, basta- disse ad un certo punto, a corto di fiato per le troppe risate –Hai vinto tu, Lincoln- sorrise battendosi via dai vestiti e dai capelli castani la neve. Il ragazzo la raggiunse con il sorriso sulle labbra, le guance rosse per il freddo e gli occhi lucidi.

Grace venne stretta un forte abbraccio e si tenne così, ancorata a Lincoln, fin quando il cuore riprese a battere normalmente e il respiro tornò calmo. Nascose il volto contro il cappotto del ragazzo –Anche nei tuoi abbracci si sta bene, lo sai? Anzi, sono meglio dei tuoi piumoni- mormorò poi Grace.

Lincoln scostò il naso dalla tempia della ragazza e la fece appena indietro, senza lasciarla andare dal suo abbraccio, per poterla baciare.

Grace O’Connor era sempre maledettamente bella e intelligente, secondo lui. Ma lo era soprattutto a Natale.

A Natale era bella il doppio perché era sempre felice e lui l’amava il triplo.


Grace O’Connor amava Lincoln e il Natale.

Lincoln Tucker amava Grace e, forse, anche un po’ di più il Natale.



Angolo Autrice:

In vena di dolci feste mi è venuta fuori questa One-shot romanticosa <3 Spero non sia così orribile, a me è piaciuta tanto scriverla. Auguro a chiunque passi da questo racconto una Bel Natale e delle bellissime feste :)

Un bacione,



Raya_Cap_Fee


 

 
   
 
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