Forum | RSS | Guide/Altro
   Regolamento | Termini del Servizio | Contatti
Homepage | Ultime storie | Storie Scelte | Categorie | Autori | Titoli | FAQ | Cerca | Login/Registrati

BeyBlade |
L'Amore Bianco di SimmyLu | Leggi le 10 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 07/12/2008 | Stampa questo capitolo | Stampa tutta la storia
Devi essere loggato per recensire. Registrati o fai il login.
<< >>

Comitato Consiglio Fanfiction | Fanfiction on demand | Qui Beta-Readers! | Concorsi di fanfiction

pubblicità

L’AMORE BIANCO

… di Simmy-Lu …


Capitolo DODICESIMO: IL BRINDISI





Kai vide Yuri rovinare a terra e cominciare a ridere come se fosse completamente impazzito. Non faceva più caso a ciò che lo circondava. Aveva escluso dalla propria considerazione il tempo, lo spazio ed anche le persone.
Era entrato in un mondo personale.
Distorto e doloroso.
Sergej spinse Kai di lato con involontaria rudezza e si chinò per aiutare il proprio capitano.
«Yuri...» disse, tendendo la mano per aiutarlo a rialzarsi, ma il ragazzo si irrigidì di colpo smettendo di ridere.
«Lasciami stare.» ringhiò glaciale con una voce che non assomigliava per niente alla sua, quanto piuttosto al verso di una bestia o di un demone intrappolato in un'antica caverna.
Freddo.
Come un comando, un'imposizione.
Come una sola parola.
Posseduta dal freddo.
In quel momento Kai capì e finalmente ne percepì la presenza, seppur nell'oscurità.
Gelo.
Un freddo che proveniva direttamente dal basso, come il ronzio costante del silenzio di una stanza vuota.
Non era davanti a sé che doveva guardare...

* * *

Il bagliore di una fiamma si era lentamente avvicinato.
Le lunghe ombre avevano così rivelato la loro misteriosa sorgente.
Yuri si era allontanato dalle sbarre.
Gli occhi sgranati, la schiena contro la parete della cella.
Il cuore a mille e il respiro corto.
Accompagnato da due dei suoi sottoposti, con il lungo mantello scuro che ne avvolgeva la figura imponente fino ai piedi, oltre la maschera, c'era Vorkof.
Lo guardava.
Le sue labbra si mossero appena, «Aprite.» ordinò mentre sembrava sorridere.
Pregustando un piacere conosciuto.

* * *

...ma in basso.
Un lampo illuminò la notte e gli alberi intorno a loro si colorarono di bianco per qualche secondo.
Yuri era inginocchiato sull'orlo di una buca ampia e profondissima.
Ancora un passo e sarebbero precipitati al suo interno.
Kai spalancò gli occhi, incredulo.
Sopraffatto dalla forza del sentimento di pericolo.
E di abbandono.
Il cielo tuonò rimbombando, facendo tremare ogni cosa.
Nessuno li avrebbe sentiti.
Nessuno sarebbe venuto a cercarli.
I detriti e la vegetazione avevano coperto e nascosto solo in parte quella che Yuri aveva definito la sua tomba.
Era impossibile stabilire, soprattutto con quel buio, quanto quella buca fosse profonda.
Chi l’aveva scavata? Perché?
Il giapponese ne scorgeva appena i contorni, ma il fondo risultava invisibile e per questo ancora più minaccioso.
Perché nel bel mezzo della foresta?
Gocce d'acqua caddero sottili dal cielo.
Una pioggia finissima che presto divenne un vero e proprio temporale.
Yuri fissava il vuoto sotto di sé, incurante di tutto il resto.
Kai fu costretto ad alzare la voce per sovrastare il rumore dell'acqua che cadeva copiosa e violenta: «È questa? È questa la tomba?»
Ma Yuri non rispose.
Sergej si passò una mano sul viso, voltandosi a guardare alle sue spalle senza saper bene come comportarsi.
Kai si inginocchiò accanto a Yuri, entrambi avevano i capelli bagnati e appiccicati alla faccia. Notò qualcosa nella tasca destra dei pantaloni del russo.
Emetteva un bagliore bianco ed intenso: era Wolborg.
Erano più vicini di quanto credesse.
Cercò gli occhi azzurri di Yuri e vi lesse qualcosa che forse solo lui era in grado di vedere.
Faceva freddo.
Rabbrividì.
Il fondo della fossa sembrava attrarli verso il basso.
Kai infilò una mano nel cappotto e ne estrasse Dranzer; il suo beyblade era caldo e il BitPower brillava, leggero e dolce come una piccola fiamma.
«È la tomba?» chiese ancora Kai per averne la conferma, nascondendo poi la trottola di nuovo nel cappotto.
Yuri annuì, completamente rapito dal nero infinito della grande buca che intrappolava i suoi pensieri spingendolo con forza in ricordi che avrebbe desiderato dimenticare.
Seppellire.
«Perché?» domandò il giapponese, i vestiti ormai bagnati e sporchi di fango.
«Perché io qui sono morto. Morto e poi sono rinato. Perché è stata scavata per me.» spiegò il russo con occhi spiritati, trascinando le parole fuori dalla bocca come una confessione, come una preghiera infernale sussurrata ai piedi di un sacro altare.
Kai lo fissò cercando di scrutare il suo volto fra la pioggia, cercando di comprendere il vero significato di quelle parole.
«Cosa vuol dire ‘morto’?» lo incalzò sperando in una risposta più esaustiva, ma Yuri era ormai fuori di sé.
Non lo stava più ascoltando.
«Facciamo un brindisi.» disse, alzando la bottiglia.
«Per favore Kai, aiutami a portarlo via da qui.» disse Sergej con ritrovata decisione, ma il ragazzo non diede segno di volerlo aiutare.
«Facciamo un brindisi... Vladimir!» disse Yuri versando un po' della vodka rimasta nella fossa.
Sergej lo afferrò, sollevandolo dal terreno bagnato e fangoso.
«Brindo a te, Vladimir Vorkof!!» urlò Yuri in un misto di ironia, rabbia e disperazione.
Sergej tentò di allontanarlo il più possibile, ma il capitano russo si liberò di lui con violenza.
La bottiglia cadde a terra e rotolò lontano.
Yuri barcollò, si piegò in avanti e si accasciò come una bambola di pezza.
Valeva davvero la pena combattere?
Trascinando le dita nel fango cominciò a piangere.
«Sono un miserabile...» disse fra le lacrime, «Non riesco... non ci riesco...»
«Yuri, ti prego, torniamo al monastero.» lo implorò Sergej cercando di nuovo di sollevarlo.
Kai li osservava in silenzio, ancora inginocchiato a terra sull'orlo della buca. La pioggia gli bagnava il viso contratto in un'espressione sofferta.
«Sono solo un piccolo inutile... inutile, miserabile bastardo...» continuò Yuri, «Miserabile...»
Sergej riuscì finalmente a farlo rialzare, ma prima che potesse portarsi un braccio del giovane attorno alle spalle, Yuri cominciò a tossire, scosso dai brividi.
«Ha ragione... ha ragione lei...» disse, appoggiando una mano nel fango «Ha ragione lei... a non volermi.»
«Yuri...» lo chiamò disperato Sergej.
Non lo aveva mai visto in quelle condizioni.
I colpi di tosse si trasformarono in conati e Yuri dovette rimettere quel poco che aveva nello stomaco prima di arrendersi, debole e privo di volontà, e lasciare che il compagno biondo lo caricasse sulla schiena per riportarlo al monastero.
Gli occhi di ghiaccio di Yuri si fecero sottili fessure.
Le gocce di pioggia battevano sulla sua testa.
I capelli bagnati e scuri sul viso pallido colavano d'acqua.
Freddi.
Kai li guardò incamminarsi.
Le mani nelle tasche del cappotto stretto attorno al corpo.
Prima di raggiungerli raccolse la bottiglia di vodka da terra e tornò vicino alla buca.
Si sporse per guardare il fondo.
Ma c'era solo buio.
Una forza che andava oltre la gravità, come un canto di una voce non umana, sembrava chiamarlo a sé.
Fissò le tenebre e versò quel poco di liquore che rimaneva nella fossa.
«Brindo a te, Vladimir Vorkof.» disse con amarezza.
Fra le gocce di pioggia serpeggiò l'urlo triste e disperato del lupo.
Kai si voltò.
Lasciandoselo alle spalle.






FINE DODICESIMO CAPITOLO, continua...


N.d.A: Come al solito è passato molto tempo dall'ultimo aggiornamento e me ne scuso, ma purtroppo il misero supporto tecnico mi ha di nuovo abbandonato. Se avete domande, dubbi, ansie e perplessità, chiedete.


# Beyblade (C) Takao Aoki

Risposte alle recensioni:

x Keila91: ebbene sì, niente rivelazioni nel capitolo precedente ma in quest'ultimo credo di averne fatta una abbastanza importante... XDD
x yui00: ormai avrai letto anche questo nuovo capitolo e constatato che il posto dove Yuri ha portato Kai non è la cella (anche perché quella si trova nei sotterranei del monastero e i ragazzi si trovano ora nel bosco) ma, come hai giustamente pensato, è un luogo in cui è successo qualcosa che non ho ancora svelato. Non sono veloce ad aggiornare sia perché sono lenta di mio, sia perché il pc mi si rompe continuamente purtroppo... grazie a te per aver recensito! Baci!
x gaeshi: calma, calma che ti sale la pressione! XDD Yuri ride per sfogare in parte quello che ha dentro e forse perché trova tutta la situazione assurda e anche patetica.. o perché è pazzo e basta! Almeno questo è quello che ho pensato io, ma ognuno è libero di interpretare la cosa come vuole dato che non ho specificato nulla. A volte si ride anche quando si soffre. In questo capitolo 12 riprendo per un momento la scena della cella ricollegandomi al capitolo precedente e, te lo anticipo tanto è evidente, anche al successivo. Quindi a breve saprete quello che accadde. ^_^
x Lara: ciao carissima^^ grazie della recensione, mi fa piacere sapere che tengo viva la tua curiosità. Immagino quante teorie possa tu ora elaborare, ma abbi pazienza, un po' alla volta spiegherò ogni cosa... non posso certo tessere misteri all'infinito... o forse no? XDD Il capitolo in ospedale è quello che preferisci? Fra tutti per ora credo sia quello un po' più articolato, avevo molti particolari in mente quando l'ho scritto; le ragazze hanno un ruolo marginale (purtroppo? XD), ma compariranno ancora. Scene ambigue? Oh, mamma, chissà...
x Arisu Kon: grazie dei complimenti^^, quel tipo era Andrej che non è certo il personaggio di cui ci importa di più quindi posso capire che generi un po' di insofferenza, ma è ciò che rappresenta e il suo dialogo con Yuri la cosa importante.
x Padme86: *abbraccia* ti ringrazio dei complimenti! Non farmene troppi che poi mi monto la testa! XD In questo capitolo ho finalmente svelato cos'è la tomba... ma non perché Yuri la chiami e la consideri in quel modo: non è ancora tempo! XD Mi piacciono i misteri, mi piace orchestrarli... si vede? Povero Yuri, non sono certo clemente con lui...nemmeno con gli altri a dire il vero! Comunque niente paura, fra poco verranno spiegate molte cose... baci!
x Iria: ciao cara, Manzoni fa uno strano effetto a tutti! Povero Yuri, passa le pene dell'inferno e tu sei contenta? XD Grazie dei tuoi complimenti, sei sempre molto gentile, e mi fa piacere che tu ti sia immersa così tanto in quello che ho scritto. Cerco sempre di immaginare le scene, facendomi un "film mentale". Yuri si inoltra nel bosco ed è come se entrasse nel suo inconscio e nel suo passato, infatti solo a quel punto credo ci si renda conto che c'è qualcosa di importante e di profondo che lo riguarda e questa scoperta da parte del lettore è anche una rivelazione che il personaggio fa a se stesso. Penso sia un processo mentale, faticoso e doloroso, che abbiamo fatto tutti... prima o poi, quindi non è difficile farsi partecipi della situazione, o almeno per me non lo è stato^^
x Engy: ciao e grazie della tua recensione, mi fa sempre piacere sentire una voce nuova dal coro! XD Mi fa piacere che la mia fanfic ti piaccia e che in qualche modo ti abbia colpito; non preoccuparti e stressami pure quanto vuoi! Non ho mai pensato ad uno Yuri bambino già freddo e spietato, nella mia mente una cosa del genere ha poco senso. Non che non ne abbia in assoluto, anzi, ma per lo Yuri che intendo io in questa storia. C'è un lato sensibile e gentile in questo personaggio (questo non me lo sono certo inventato) che a volte riemerge. Quello che mi sono chiesta è come, quando e perché Yuri sia cambiato così tanto e la risposta che mi sono data è nei capitoli che sto scrivendo. Inoltre, come si dice a casa mia "nessuno nasce imparato" e ho pensato che non necessariamente Yuri dovesse essere da subito un genio del Beyblade, ma che lo sia diventato in seguito e per determinati motivi. Spero che la mia risposta non ti abbia annoiato! XD
x Valery_Ivanov: Io inizio a preoccuparmi seriamente per tutti voi, non vorrei farvi friggere il cervello per la curiosità! XDD ...o magari per le assurdità che scrivo, chi lo sa. Baci! Spero che il nuovo capitolo ti piaccia!

Torna su


Devi essere loggato per recensire. Registrati o fai il login.
<< >>

Torna indietro / Vai alla categoria: BeyBlade / Vai alla pagina dell'autore: SimmyLu

 

© dal 2001, EFP. Creato da Erika.
EFP non ha alcuna responsabilità per gli scritti pubblicati in esso, in quanto esclusiva opera e proprietà degli scrittori stessi.

Il materiale presente su EFP non può essere riprodotto in nessuna forma senza il consenso del proprietario del materiale, nemmeno per criticarlo (la critica è possibile senza la riproduzione del testo altrove. A questo fine sono concesse solo brevi citazioni e si auspica che si avverta l'autore quando avviene una critica al di fuori del sito via privata tramite il form 'Contatta').
Tutti i soggetti descritti nelle storie sono maggiorenni e/o comunque fittizi. I personaggi e le situazioni presenti nelle fanfic di questo sito sono utilizzate senza alcun fine di lucro e nel rispetto dei rispettivi proprietari e copyrights.