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Twilight (S.Meyer) |
Trite brownish eyes di altovoltaggio | Leggi le 7 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 09/12/2008 | Stampa questo capitolo
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è la prima fic che scrivo su twilight perchè (non mi uccidete) bella non mi andava troppo a genio...ma dopo la lettura di BD mi sono letteralmente innamorata del pairing Jacob/Renesmee!!!quindi ecco una piccola shot dedicata a loro!!buona lettura !!!ps sono graditi commenti anche negativi (quindi costruttivi)!!!grazie graziegrazie

Trite brownish eyes



Avevo sempre pensato che il marrone dei miei occhi fosse troppo banale. Così distante dal nero onice della mia famiglia assetata o dalle introvabili sfumature di oro liquido.

Segretamente avevo sperato di ereditare gli smeraldi di mio padre da umano ma il dono della mia semi-divinità era quanto di meglio avessi potuto ottenere.

 

Chiunque mi sentisse fare un simile discorso resterebbe sbigottito per la puerile ingratitudine verso madre natura; la mia bellezza supera persino quella statuaria e inumana dei vampiri: lunghi boccoli bronzo fanno pendant col rossore che mi imporpora le gote, denti perfetti fanno capolino dalla bocca piena in un delizioso contrasto tra neve e ciliegie, la più veridica raffigurazione di Venere non eguaglierebbe le mie forme perfette.

 

Eppure questo è solo quello che si vede dall’esterno, la più desiderabile delle creature, non la bimba-vampira cresciuta troppo in fretta per apprezzare la sua immagine di donna, non una normale adolescente con i normali problemi degli adolescenti.

Negli sguardi delle mie coetanee leggo la stessa invidia che nutro nei loro confronti, per loro che continueranno a crescere e un giorno saranno abbastanza grandi da amare qualcuno.

Cosa ho io più di loro? Il mio perfetto corpo da eterna diciassettenne, sempre troppo piccola per essere considerata più di una sorella dal ragazzo che amo.

 

Se gli occhi, come credo, sono lo specchio del nostro io interiore, allora sono l’unica parte di me che negli anni darà sentore della raggiunta maturità. Fra dieci anni ne dimostrerò ancora diciassette e solo queste perle cioccolato potranno dirgli che non sono una bambina ma la ragazza che lo ama disperatamente.

 

Dunque la mia labile speranza di essere considerata “qualcosa di più” resta aggrappata alla banalità del marrone…se solo i miei occhi fossero tinti di rarità potrebbe guardarli con nuovo interesse e poi vedere che dietro c’è una nuova Renesmee.

 

E così avevo sempre pensato che il marrone dei miei occhi fosse troppo banale, fino al giorno del mio “diciottesimo” compleanno, quando Jacob, in un fremito incontenibile, mi ha parlato dell’imprinting e di quello sguardo magnetico che ancora oggi -dice- lo lega indissolubilmente a me, corpo e anima, mente e cuore in un crescendo di emozioni e sentimenti che oggi tutti e due chiamiamo amore.


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