So che
cominciavate a disperare su un mio possibile ritorno, ed invece, eccomi di
nuovo qui con una storia tutta nuova.
Questa
one-shot è uscita dalla mia testolina per caso, a corvonero (la mai casa su
Lumos.it) serviva urgentemente una ff che avesse come personaggi quadri, elfi e
fantasmi di Hogwarts, così mi sono messa davanti al pc e ho cominciato a
scrivere.
Lo ammetto
sono reduce dalla prima stagione di Gossip Girl, e da qui il titolo del
racconto.
Buona
lettura!!
XOXO Gossip
tea
Gossip
Tea
La scuola di magia e stregoneria di Hogwarts era avvolta da un fitto
mantello di neve che la rendeva particolarmente suggestiva durante il periodo
natalizio, anche grazie alle miriadi di addobbi che in quel particolare primo
anno di vera pace la decoravano.
Le vacanze di Natale erano cominciate da un giorno e a Hogwarts non era
rimasto nessuno: persino i professori avevano deciso di festeggiare in
famiglia. Tutti i corridoi e le grandi sale erano deserte mentre la Signora
Grigia fluttuava attraverso i muri delle varie aule, persino Sir. Nicolas era
sparito chissà dove. Improvvisamente però la sua attenzione fu catturata da un
vociare allegro che risuonò acuto in tutta quella strana tranquillità. Senza
troppa fretta si diresse verso il corridoio del quinto piano da dove, ne era
certa, provenivano le risate.
Arrivata a destinazione, non le ci volle molto per capire cosa stesse
succedendo, approfittando dell’assenza di alunni e professori, alcuni
personaggi dei quadri della scuola si erano radunati nel quadro del “banchetto”
per spettegolare davanti a una tazza di tea.
«Buona sera signore». Le salutò cortesemente.
«Buona sera a lei Signora Grigia. A cosa dobbiamo questa sua piacevole
visita?» Chiese la Signora Grassa, alzandosi con grazie per salutarla come si
deve.
«Ero al primo piano, e ho sentito che da queste parti si rideva
allegramente, così ho pensato di levitare fino a qui, spero che non vi
dispiaccia la mia improvvisata».
«Certo che no! Più siamo meglio è!» Esclamò la Contadinella, facendo
cadere a terra il suo lungo bastone ricurvo.
«Bene. Allora, cosa dicevate di così divertente poco fa?» Chiese
curiosa.
«Deve sapere che, stando sempre qui appesi, non abbiamo molte
opportunità di vedere cosa succede in certe zone sprovviste di quadri o
all’esterno delle mura del castello. Così ogni tanto ci riuniamo, e ci
confrontiamo sui fatti più… Succulenti». Cominciò a dire la Dama con il
Bambino, in quel momento sprovvista del suddetto bambino.
«Verissimo. Stavamo appunto dicendo che questa mattina è passato a
trovarmi Sir. Cadogan e mi ha raccontato un fatto che ha dell’incredibile».
Continuò la Signora Grassa.
La Signora Grigia le fissò con sguardo interrogativo.
«Deve sapere che ieri, mentre bazzicava in uno dei quadri dell’atrio, ha
visto una scena che possiamo definire sensazionale. Come lei sa, i professori
sono stati gli ultimi a lasciare il castello, ieri pomeriggio sul tardi». La
Signora Grigia annuì in segno d’assenso, mentre la sua interlocutrice sorrideva
compiaciuta. « Si ricorda di quella strana ragazza con i capelli ogni giorno di
un colore di verso, che frequentava la scuola qualche anno fa?» Chiese.
«E come dimenticarla, era nella casa di tassorosso, vero?»
«Sì, proprio lei. Ieri pomeriggio si è presentata qui al castello tutta
sorridente. Non riusciva a stare ferma un attimo, infatti, da quello che mi è
stato riferito ha inciampato nei suoi stessi piedi mentre faceva avanti e in
dietro nell’atrio. Comunque, sembrava aspettasse qualcuno così Sir Cadogan si è
appostato per controllare meglio la situazione, sa com’è sospettoso. Fatto sta
che la sua pazienza è stata ripagata». La Signora Grassa lasciò per qualche
istante il discorso teatralmente in sospeso, facendo quasi spazientire la
Signora Grigia.
«E chi aspettava?» Chiese infine, esasperata.
«L’ultima persona che mi sarei mai aspettata che aspettasse, il
professor Lupin. Proprio così mia cara Signora, il professor Lupin ha una
relazione con quella ragazza».
«Magari sono solo amici…»
«Gli amici non si baciano in quel modo così appassionato. Anche se il
mio caro informatore ha usato tutt’altro genere di parole per descriverlo».
Rise fragorosamente facendo sobbalzare il tavolo e tutto quello che vi era
poggiato sopra.
«Chi l’avrebbe mai detto. Però sono contenta che abbia trovato una
fidanzata, fin da piccolo non mi sembrava particolarmente portato per questo
genere di cose, girava sempre con un libro in mano. Quando non era impegnato a
fare disastri con i suoi amici».
«Parole sante, sapesse quante me ne hanno combinate. Però almeno lui
chiedeva sempre scusa, anche per i suoi amici. C’è da dire che però quella
ragazza sembra così diversa da lui».
«Un famoso detto dice “gli opposti si attraggono”». Intervenne la
Contadinella. «Io la trovo una cosa molto romantica. Atro che certe cose che si
vedono in giro tra i ragazzi, quando pensano che nessuno li veda. Si
dimenticano troppo spesso di noi». Continuò.
«Meglio per noi, altrimenti di cosa parleremmo in queste riunioni?»
Tutte risero, trovando particolarmente veritiera l’affermazione della Signora
Grassa.
«Io però mi chiedo come abbiano fatto quei due a diventare così… Intimi.
Il professor Lupin è sempre qui a scuola, o sbaglio?» Mormorò la Donna col
bambino.
Tutte e quattro si guardarono sconcertate. Era vero, lo avevano sempre
visto bazzicare per i corridoi, e la strana ragazza con i capelli rosa non
c’era mai. O forse no?
«A questa domanda può rispondere Dobby». Intervenne qualcuno dal basso,
Le donne del quadro si sporsero per vedere meglio a chi apparteneva quella
voce. Si ritrovarono davanti l’elfo domestico intento a stropicciarsi lo sporco
grembiule con le stemma della scuola.
«Ciao Dobby, come mai da queste parti?» Chiese la Contadinella.
«Salve a tutte. La cucina è troppo tranquilla quando non ci sono i
ragazzi, così Dobby è uscito a controllare le decorazioni. Un buon elfo
domestico controlla sempre che tutto sia perfetto».
«Certo, certo. Ma ora dicci, cosa sai tu di questa storia tra la ragazza
e il professor Lupin?» Chiese impaziente la Signora Grassa.
«Ecco, veramente Dobby non sa se può…»
«Sputa il rospo elfo!» Ordinò, facendolo sobbalzare ad un metro da
terra.
«Ok, va bene!» Urlò con voce stridula, «un paio di mesi fa. Dobby
camminava per i corridoio del secondo piano, per controllare che tutti i fuochi
fossero ben alimentati. Stava per uscire dall’ufficio di difesa contro le arti
oscure quando, Dobby ha sentito due voci provenire dalla camera da letto.
All’inizio pensava che il professore stesse parlando con qualcuno nella la
metropolvere, poi però ha sentito dei tonfi, e delle risate. Così ha sbirciato
dal… Cattivo Dobby! Non si spiano i professori dai buchi delle serrature!!»
Urlò cominciando a dare testate al muro, facendo traballare i quadri vicini.
«Dobby smettila! Continua a raccontare, cosa hai visto dalla
serratura?».
Ma l’elfo non voleva saperne di smettere di colpire la parete a testate,
così la Signora Grigia, con un sorrisetto malefico, lo sfiorò con una mano,
facendolo trasalire dal freddo.
«Va meglio piccolo elfo?» Chiese con sguardo angelico.
«C… Certo, grazie». Rispose battendo i denti.
«Continua a raccontarci». Lo incitò.
«Dobby ha sbirciato dalla serratura perché era preoccupato per il
professore. Il professore è sempre buono e gentile con Dobby. Ma il professore
non era solo, c’era una ragazza con lui sul letto e aveva strani capelli rosa».
Mormorii di stupore e gridolini compiaciuti seguirono le ultime parole
dell’elfo domestico.
«Erano abbracciati, sopra alle coperte. Poi la ragazza si è allungata
verso di lui e lo ha baciato, era malferma sulle braccia e per poco non
cadevano a terra. Ma nessuno dei due sembrava preoccupato di cadere».
Le quattro donne lo guardarono
con occhi sgranati.
«Perché guardate Dobby così? Dobby ha detto qualcosa di male? Cattivo
Dobby!!».
Altri colpi di testa contro il muro.
«Smettila! Non hai detto niente di male!!» Strillo la Condadinella
tenendosi ben saldo con le mani il cappellino, i colpi cessarono
immediatamente.
Quando il muro smise di tremare la Signora Grassa cominciò a riflettere
a voce alta.
«Quindi i due piccioncini erano insieme qui, all’interno del castello? E
come ha fatto lei a passare in osservata?» Si chiese.
«Magari aveva un mantello lungo. Oppure indossava una divisa scolastica.
So che è una metamorfomagus quindi non sarebbe un problema per lei
“mimetizzarsi con le studentesse». Suppose la Signora Grigia.
«Non ha tutti i torti mia cara Signora. Credo che in futuro dovremo
tenere gli occhi bene aperti per scoprire qualcosa di più su questa intrigante
storia».
Tutti i presenti concordarono con la Signora Grassa, tanto da promettere
solennemente vigilanza costante non appena la scuola si fosse popolata
nuovamente.
Dopo due settimane di meritato riposo, la scuola torno ad essere animata
dagli studenti che, controvoglia, si ritrovarono di nuovo con la solita routine
delle lezioni e dei compiti.
Come promesso, la Contadinella, la Dama col bambino e la Signora Grigia
pattugliarono molto di frequente il corridoio del secondo piano in attesa di un
qualche movimento strano nei dintorni dell’aula di difesa contro le arti
oscure, visto che la loro amica non poteva lasciare il suo posto “di lavoro”
per permettere ai ragazzi di grifondoro di entrare e uscire dalla loro sala
comune.
Passarono ben tre settimane ma dei tanto agognati movimenti sospetti
nemmeno l’ombra. Alla fine, esasperate decisero di passare all’azione.
In una serata particolarmente tranquilla, si radunarono tutte vicino o
nel grande dipinto del paesaggio inglese che stava proprio di fronte all’aula,
persino la Signora Grassa aveva chiesto una sorta di favore ad uno dei medici
del quadro che stava proprio sopra al suo, usando la scusa del segreto
professionale, facendogli prendere il suo posto per un paio d’ore.
Attesero circa un’ora prima che il professor Lupin si decidesse a
tornare nel suo ufficio dopo cena, e quando lo videro lo salutarono allegramente.
«Buona sera professore». Esclamarono con un tono talmente zuccheroso da
far star male.
«Buona sera a voi mie care signore. A cosa devo questa bella rimpatriata
proprio davanti alla mia aula?» Chiese sospettoso. Visto che già da qualche
giorno aveva notato che quelle quattro signore bazzicavano spesso da quelle
parti.
«Niente di particolare. Passavamo da queste parti e abbiamo pensato di
passare a salutarla…» Rispose la Contadinella, cercando di controllare il tono
della voce, per non tradire il nervosismo.
«Capisco. Beh è stato un piacere incontrarvi ma ora dovrei andare, ho
alcuni compiti da correggere».
«Ma come, non si vuole fermare un po’ qui con noi a chiacchierare?»
Chiese la Dama col Bambino.
«Veramente avrei un po’ di fretta. Ma se proprio insistete…».
«Insistiamo!» Esclamarono all’unisono.
«Benissimo, di cosa volete parlare?».
«Veramente ci chiedevamo se… Ecco… Non sappiamo quasi niente di lei
professore. Non porta nessuna fede al dito…». Cominciò a dire la Signora
Grigia.
«E’ vero, l’abbiamo sempre visto da solo, e ci chiedevamo se fosse,
sposato o fidanzato». Continuò la Contadinella, giocherellando con bastone.
Remus ci pensò sopra per qualche minuto, cercando di trattenere le
risate. Proprio in quel momento però una piccola ciocca rosa svolazzò davanti a
lui e in pochi secondi si trasformo in una folta chioma.
Le quattro donne fissarono stupefatta la ragazza che sbucò da quello che
doveva essere un mantello dell’invisibilità.
«Salve signore. Vi state davvero chiedendo se lui è sposato? Beh, Non
ancora. Ma lo sarà presto!» Rispose per lui Tonks, sventolando davanti ai loro
occhi l’anello che portava all’anulare. «E ora, se volete scusarci, abbiamo
molte cose di cui… Parlare… Prima del grande giorno. Buona serata e,
ricordatevi, non mi avete vista qui». Continuò, facendo l’occhiolino alle sue
interlocutrici prima di chiudersi dell’aula, dove Remus la stava aspettando,
alla spalle.
Le tre donne nel quadro rimasero imbambolate per parecchi minuti, tanto
che se qualcuno fosse passato da quelle parti le avrebbe scambiate per quadri
babbani, e non magici. Mentre la Signora Grigia, fluttuando a mezz’aria,
sorrise compiaciuta per quel nuovo colpo di scena.
Vedendo che le sue amiche non spiccicavano parola, se ne andò che ancora
rideva.
Su su ditemi, vi è piaciuta? Spero vivamente di
sì. Certo è una ff senza grosse pretese scritta per necessità, ma mi piacerebbe
avere un vostro parere.
Che dire, vi saluto e vi do appuntamento alla prossima storia, che però
non so quando la pubblicherò ^^’
Baci baci XXXX