Leggende Arturiane |
Le profezie non mentono di Ilakey_chan | Leggi le 5 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 28/12/2008 | Stampa questo capitolo
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Fandom: Leggende arturiane e mondo arturiano in generale
Avvertenze: Non è scritta bene ._. mi è venuta particolarmente male. Menzione di
slash m/m
Le profezie non mentono
Morgana aveva molto tempo libero. Come sacerdotessa degli dei e donna poco
cordiale le persone tendevano ad evitarla ed il tempo, che doveva essere del
normale 'tempo per la socialità e la società', si trasformava in noia.
Fu così che Morgana decise di passare quelle interminabili ore di solitudine a
tentare di leggere nei cuori degli abitandi di Camelot. Certo, non tutti. Solo i
più interessanti.
Una piuma di corvo, l'intestino di un agnello e della mandragora le permettevano
di leggere i più reconditi segreti del castello.
"Artù!" esclamò la donna, quando vide entrare il fratellatro nella sue stanze,
"sto leggendo nei cuori dei tuoi fedeli!"
"Spero sia una lettura più interessante di Cicerone," si lamentò il re, andando
a sedersi vicino alla donna che tutti chiamavano 'La Maga'.
"Oh, non immagineresti mai," cinguettò deliziata Morgana, agitandosi sulla
sedia, impaziente.
"Di cosa si tratta?" domandò il re, "Cosa hai fatto?" chiese poi, preoccupato,
notando il sangue del povero animale morto.
"Te l'ho detto, ma come al solito non mi ascoli mai, scopro dei segreti. Molto
interessanti, soprattutto per te. I miei occhi hanno visto nel cuore di una
persona a te molto vicina ed alla quale affideresti la tua vita anche subito."
"Lancillotto," rispose immediatamente il re.
"Forse ma non interrompermi," lo rimproverò la maga, disegnando dei ghirigori
sulla propria mano con il sangue dell'agnello, "questa persona è strettamente
legata con un'altra persona a te molto cara, qualcuno della tua famiglia."
"Sono molto amici?"
"No, diciamo che è un legame... più passionale."
"Come dei fratelli?"
"Artù," lo bloccò Morgana, "vanno a letto assieme. E proprio in questo momento,"
continuò la donna, assumendo un'aria sapiente ed ispirata, "stanno-"
"No! Non voglio saperlo!" urlò Artù, alzandosi in piedi, improvvisamente
pallido. "Come ho fatto a non capirlo? Lancillotto e Ginevra, una persona della
mia famiglia a me molto legata. E' lei. Lei mi tradisce!" singhiozzò quasi,
correndo via da Morgana e dalle sue stanze.
Ma una volta giunto fuori il re non si fermò, anzi, continuò la sua maratona
verso le camere della reale regina Ginevra e, ne era sicuro, luogo in cui lei e
l'amante Lancillotto lo stavano pugnalando alle spalle. Metaforicamente
parlando.
Ignorò le ancelle che cercavano di fermarlo e quasi fece cadere una delle dame
della moglie.
In pochi secondi però era nella stanza, accaldato, furioso e sconvolto.
Ginevra era seduta su uno degli ampi divani azzurri e stava ricamando.
"Marito mio, è successo qualcosa?"
Artù aprì e chiuse la bocca, più volte. Non era possibile, le profezie di
Morgana non mentivano mai!
"Avete... mia cara, avete visto Lancillotto?"
Ginevra sorrise al marito: "Lancillotto è a caccia con Mordred," ed al nome del
figlio bastardo di Artù i lineamenti di Ginevra si irrigidirono, "non torneranno
prima di domani mattina."
Il re sorrise a sua volta e quasi si mise a ridere.
Evidentemente anche Morgana a volte si sbagliava.
Artù si scuso con la moglie e le ancelle per la sua precedente irruenza ed uscì
dalle stanze, rincuorato. Era ora di tornare alla riunione dei-
"Una persona della mia famiglia!" esclamò, impallidendo di nuovo "Mordred e
Lancillotto..."
Le profezie di Morgana non mentivano mai.
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