My Chemical Romance |
The 'Not ok' High School di Laudica_2204 | Leggi le 3 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 15/01/2009 | Stampa questo capitolo | Stampa tutta la storia
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Nota:
Non so se qualcuno ha postato qualcosa del genere, in precedenza. Ho controllato nelle prime pagine dell ff dedicate ai Mychem, ma non ho trovato niente... Se per caso avessi guardato male, non accusatemi di plagio o robe simili; farmelo notare basta, non ho problemi a togliere la ff xD
per il resto, nulla da dire: la mia prima ficcy sui My Chemical Romance <3
Grazie
The "Not Ok" High School
0. If you ever felt... (PROLOGO)
Dei ragazzi suonavano in un garage. Avevano sui volti delle maschere completamente nere, identiche tra loro, e sentivo solo la musica che producevano. Erano cinque: una voce, una batteria, un basso e due chitarre.
E cantavano, e suonavano, e si scatenavano, e impazzivano, e si baciavano a ritmo di musica, e si muovevano come animali! Io li osservavo appena fuori, sul vialetto che portava alla strada. Li ammiravo (letteralmente) sorridendo, seduta a gambe incrociate sulla ghiaia.
Però, nonostante questo sia uno dei sogni più belli che abbia avuto da un po' di tempo a questa parte, c'era qualcosa che non andava, in questo quadretto idilliaco: avete mai di quei sogni in cui siete voi stessi coinvolti, ma al vostro orecchio di 'dormiente' non arriva nemmeno un singolo suono? Ecco, per me era così! Nel mio subconscio, la mia figura batteva addirittura il tempo con il palmo della mano sinistra, mentre io non riuscivo a sentire neanche un accordo!
Ci ripenso anche ora... Certo che la sveglia non aveva proprio nient'altro di meglio da fare quando ha deciso di mettersi a suonare, esattamente venti minuti fa. Cos'è, volevo copiare i beniamini dei miei sogni?!
Comunque, mi sono sciacquata la faccia in un attimo e mi sono messa l'uniforme blu e rossa della mia scuola, uscendo senza annodarmi la cravatta a righe. Mia madre ha come sempre avuto da ridire, ma io non l'ho ascoltata.
Mi accompagna lei a scuola, tutte le mattine. E appena i miei compagni notano una BMW M6 bianca entrare nel parcheggio del liceo, capiscono all'istante chi è appena arrivata: me, alias Morgan Hailey Russel.
Sono ricca. O meglio, sono più ricca della maggior parte delle persone della mia città. La mia condotta non è proprio di quelle eccezionali (non lo è proprio per niente, in effetti...), ma tutti mi amano comunque. Anche i professori.
Sono la classica reginetta della scuola. L'edificio scolastico è il mio dominio! Purtroppo io odio le coroncine coi diademi e le scarpette sbrilluccicose col tacco da dodici cm. Per questo qualcuno mi definisce un “bulletto maschiaccio”. Io non sono una bulla! Mi dispiace comunque molto per quel Qualcuno, perché adesso riposa in un letto d'ospedale col setto nasale rotto.
Ma torniamo a noi, e a questa bella e assolata giornata di martedì, che sembra essere iniziata fin troppo bene!
Balzo fuori dalla macchina di colpo, afferro lo zaino e auguro buon lavoro alla mamma, come tutte le mattine. Poi, appena la vedo fare manovra e andarsene, mi giro verso la scuola e respiro l'aria dei Vincenti.
Tutti gli sguardi sono per me, come sempre: sguardi adulatori, imploranti, romantici, scocciati, pietosi, smielati, cattivi, allegri, seri, lodevoli, veneranti, infamatori. Sarà perché dicono che io sia una bella ragazza... Ma che dico? Io sono una bella ragazza, e l'ho sempre saputo, anche senza che questa gentaglia me lo facesse notare. Perché lo notano. Lo notano tutti. Anche i ragazzi! Certo, non ho il fisico di una ragazza-copertina di Playboy (più troia che altro...), ma non mi serve quello: gli occhi nocciola e i capelli castano chiaro, quasi biondi, il naso all'insà la bocca rossa bastano a procurarmi ammiratori a palate!
Avvicinandomi all'ingresso, tengo sempre mentalmente il mio “appello personale”: posso vedere Miss io-sono-una-cheerleaer, Chealsea Backer, Jhon il Secchione, James Smith, Carlos Taylor, la nana-bianca-Rose, i fratellini Way, le gemelle Spencer, il tappetto Anthony, la Funerea Jane... Pare proprio che oggi ci siano poche assenze!
Il mio teatrale ingresso nell'altrio della scuola viene rovinato, come ogni mattina, del resto, dai componenti del club di astrologia, che subito mi si fiondano addosso
“Hailey, ho guardato alle stelle per te, stanotte! La giornata di oggi sarà molto movime...”
“Morgan, Morgan! Non dar retta a Richard: le foglie di teh, sotto l'influenza delle maree lunari, si sono spostate dalla settimana scorsa, e so per certo ch...”
“Stà zitta, Katherinne! Senti Hailey...”
“Potreste evitare di farmi addormentare di nuovo? Mi sono svegliata venti minuti fa, porcospini!”
“Il porcospino, secondo le leggende della Russia settentrional...” non mi perdo nemmeno ad ascoltare questa barba di ragazzina, per cui passo oltre, facendomi un cappio al collo con la cravatta. Una specie di scorsoio che avevo imparato a fare andando in barca con mio padre.
Ogni mattina, gli adepti al club di astrologia si mettono in testa di informarmi sulle mie previsioni giornaliere. Svitati e nient'altro, ecco che sono! Ma chi ha messo al Preside l'idea di accettare un corso di Astrologia?!
Mi dirigo verso il mio armadietto, le mani dietro la nuca, data la mia gonnella “a confort zero” che non mi permette assolutamente di infilare le mani in tasca...
-Che scuola del cazzo...- mi trovo a pensare, quando il mio sguardo capita su un tizio biondo accanto a me. Anzi: di un tizio biondo con l'armadietto accanto al mio.
Si volta.
Mi guarda.
Dev'essere nuovo.
Meglio farsi ammirare subito.
Deve capire che qui comando io!
Sorrido.
Lui mi sorride.
“Ciao!”
Non male, spiccica già parola!
“Ciao, studente novello”
“Non sai chi sono, quindi direi che sei nuovo di queste parti” sorrido ancora, prendendo dall'armadietto due libri “Se hai bisogno di qualcosa...”
“Ah, grazie!”
“... Non chiedere a me, d'accordo?” sorrido di nuovo “Piacere, sono Morgan Hailey Russel. Chiamami col nome che vuoi, basta che non usi un diminutivo, perché ti odierei, e potrei arrivare a spaccarti il naso”
“Stai calma, non ti ho mica ucciso il gatto” mi guarda male. Oh, crede di poter guardar male ME! Sciocco: nella mia scuola, sono io quella che guarda male gli altri. E lo faccio, in questo preciso istante
“Mi chiamo Bob Bryar” mi sento dire “Chiamami Bob”
“D'accordo, Novello” gli do le spalle e mi incammino in aula, proprio mentre suona la campanella. Certo, è sempre bello ricevere i nuovi alunni! Sono così tremendamente ingenui e carini!
Arrivo in classe. All'aula di biologia della classe quarta, terza sezione.
Mi siedo al banco.
Ci metto i piedi sopra.
E anche oggi mi sento in gran forma!
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