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Harry Potter |
Hot n'cold ~ New Generation is literally scandalous di DilettaWCG | Leggi le 5 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 17/01/2009 | Stampa questo capitolo | Stampa tutta la storia
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Hot n’cold ~ New Generation is literally scandalous
I should know
That you're no good for me
Cause you're hot then you're cold
You're yes then you're no
You're in then you're out
You're up then you're down
You're wrong when it's right
It's black and it's white
We fight, we break up
We kiss, we make up
You don't really want to stay, no
But you don't really want to go-o
Katy Perry – Hot’n’cold
 
1. Dominique is back!
Buongiorno, giovani babbani pettegoli e curiosi! Per intrattenere una comitiva annoiata non c'è niente di meglio del gossip, e se siete qui posso assicurarvi che siete nel posto giusto al momento giusto e parlate persino con la persona giusta! Non è fantastico?
Proprio ieri stavo pensando ad una storia interessante da raccontarvi... E l'ho trovata. Correva l'anno 2022, e ad Hogwarts i tempi in cui i maghi e le streghe provenienti da ogni parte del mondo accorrevano nella scuola esclusivamente per studiare potevano considerarsi decisamente finiti.
La scuola di Magia e Stregoneria più famosa della Terra ospitava ragazzi disposti a tutto pur di svagarsi come si conviene.
Naturalmente, non tutti potevano permettersi di farlo: la società scolastica era rigorosamente gerarchica. In cima alla piramide stava un ristretto gruppo di belli e belle, generalmente con una larga disponibilità di contanti sempre in tasca e un fiuto infallibile per trovare luoghi inaccessibili per i professori all'interno dell'edificio. Nel gradino sottostante, stavano i loro amici... E naturalmente, per amici non s'intendeva le persone che ti volevano veramente bene e che ti sostenevano sempre, ma quelle che erano alla moda, con un certo carisma e una spiccata capacità di ballare. Scendendo ancora un pochino, trovavamo gli individui disposti a tutto pur di salire di grado, quelli che si sottoponevano spontaneamente a strani riti d'iniziazione che non li portavano da nessuna parte. E all'ultimo piano, ignorati da tutti e indegni di qualunque tipo di attenzione, stavano coloro che erano realmente andati a Hogwarts con l'intento di imparare qualcosa.
La nostra storia iniziò nel tardo pomeriggio di una giornata stranamente soleggiata di Novembre. La piccola Lily Potter camminava nel corridoio dell'ala ovest, diretta forse a qualche lezione poco interessante. Frequentava il quarto anno, era alta, bella, con una chioma rossa che le arrivava alla vita sottile, grandi occhi castani da cerbiatta e labbra carnose. Ma, sfortunatamente per lei, era collocata al terzo gradino della nostra scala sociale: le sue divise non erano mai stirate alla perfezione, alla dieci della sera riposava sempre nel suo lettino, sulla sua faccia raramente erano presenti tracce di trucco... Ma soprattutto, era una di quelle ragazze che non si svendevano al primo bulletto.
Non c'erano mai stati pettegolezzi sulla sua vita amorosa; cosa che invece non si poteva dire di sua cugina Rose Weasley.
Non particolarmente attraente, ma perennemente tirata a lucido, sicura di sè e single-e-fiera-di-esserlo, Rose aveva la possibilità di divertirsi con qualsiasi ragazzo le pareva. Si sussurrava che la sua ultima preda fosse stata George Morgan, capo della squadra di Quidditch di Tassorosso, incontrato a una festa in maschera tenutasi nella Stanza delle Necessità.
Immagino abbiate già capito in quale parte della piramide si trovava Rose: per quanto fisicamente insignificante e fastidiosamente saccente, faceva parte dell'elite della scuola. Era lei che organizzava le feste e decideva chi poteva essere invitato e chi invece doveva starne alla larga, era lei che si divertiva a trovare i modi più imbarazzanti per ridicolizzare le matricole ai loro "test d'ingresso", era lei che lanciava le mode tra le ragazze di Hogwarts. Pensate che una volta si legò i capelli con un laccio delle sue francesine dai tacchi vertiginosi, e il giorno seguente un buon venticinque percento delle ragazze della scuola portava la stessa "acconciatura".
Ma torniamo a Lily. Camminava frettolosamente, inciampando nei suoi stessi piedi. Era una vera frana: non portava nemmeno le zeppe, ma semplicemente un vecchio paio di mocassini di pelle. Se Rose l'avesse vista, le avrebbe detto sicuramente qualcosa di poco carino; lo faceva sempre. E per questo la piccola Potter aveva imparato ad essere meno sè stessa in presenza della cugina.
 
Le pareva realmente impossibile che stesse succedendo davvero. Dominique Weasley era partita misteriosamente l'anno precedente per andare a studiare a Beaxbatons e la scelta era sembrata a Lily ragionevole, dato che sua cugina si lamentava sempre di quanto poco chic fosse Hogwarts. Si era sempre domandata, però, come mai al momento dell'addio, o meglio dell'arrivederci, il bel volto di porcellana della semi-veela presentasse un sorriso finto, con una sfumatura di tristezza ben nascosta, ma altrettanto ben visibile se si osservava con attenzione.
E Lily Potter era una buona osservatrice: sveglia, intelligente, fantasiosa e sognatrice. Quel dettaglio non le era sfuggito, ma non ne aveva fatto parola con Dom. Non perchè loro due non fossero in confidenza: le due ragazze avevano un bel rapporto, ma... Si sa, in certi momenti la curiosità va tenuta a freno.
Ma ciò che non le sembrava vero era il fatto che Dominique, quella mattina stessa, gli avesse mandato una lettera tramite gufo che l'avvertiva che sarebbe tornata. La pergamena era piccola e bruciacchiata, e recitava solo poche parole.

Stasera arriverò a Hogwarts al tramonto.
Aspettami in fondo al corridoio dell'ala ovest.

Lily si era chiesta come avrebbe fatto sua cugina ad entrare, prima di ricordarsi il suo nome.

Dominique Weasley, infatti, si collocava nella parte alta della gerarchia. E non solo nella parte alta: lei era la regina, il capo, il boss. Avete capito, no?
Dominique era capace di tutto. Sapeva fare tutto. Metteva quasi paura: intelligente, solare e socievole, ma testarda e decisa.
Ma il terrore di un confronto ti assaliva anche solo a guardarla: si erigeva alta, fiera del suo metro e settanta più dieci centimetri, dei suoi cinquantacinque chili ben distribuiti e della sua terza abbondante di seno. Per non parlare del suo volto, più simile a quello di un angelo che a quello di una ragazza. Bionda, dagli occhi così azzurri che spesso la gente si domandava se non portasse le lenti a contatto, il sorriso brillante e la pelle chiara macchiata solo da qualche lentiggine sul nasino perfetto, alla francese, in pochi erano immuni al suo fascino.
Lily scacciò il pensiero delle facce dei suoi compagni quando l'avrebbero rivista. Scacciò il pensiero di una faccia in particolare: un bel ragazzo dalla carnagione olivastra e dagli occhi verdi. Occhi che non l'avevano mai fissata, nemmeno per sbaglio, e che non l'avrebbero mai fatto. L'ex ragazzo di Dominique.
Fece ancora qualche passo incerto, arrivando alla fine del corridoio, sedendosi sul corrimano di una scala e appoggiando la testa sulla pietra. Chiuse gli occhi, domandandosi quanto tempo le rimaneva ancora senza gli urletti eccitati di Dominique, senza vederla abbracciata a lui - perchè era certa che sarebbero tornati insieme -, senza ricevere una sgridata perchè non tentava di imbucarsi ad una festa esclusiva...
E la risposta non tardò ad arrivare. Lily sentì dei colpetti sulla spalla sinistra, e controvoglia aprì gli occhi, aspettandosi d'incontrare quelli azzurri di Dominique. Invece si sbagliava.
<< Potter, questo è un corrimano. Non ti ci puoi abbarbicare come un koala con un albero australiano >> disse acido Scorpius Malfoy.
<< Non ero abbarbicata, Malfoy. La tua cultura è alquanto carente: nonostante non sia un verbo di uso comune, puoi trovarlo su un qualsiasi dizionario. Significa appiccicarsi, stringersi, attaccarsi forte a qualcosa, e come non avrai sicuramente notato, io ero semplicemente appoggiata al corrimano. La prossima volta che decidi di uscirtene con una delle tue solite battutitine idiote, usa le tue risorse, senza sbilanciarti troppo per sembrare intelligente >> rispose Lily, senza fare una piega, alzandosi e sistemandosi la gonna.
<< Oh oh, Grifondoro all'attacco, che spettacolo >> commentò una voce che in teoria non le sarebbe dovuta sembrare familiare.
Carter Zabini si fece avanti, mettendo quasi in ombra l'avvenenza di Malfoy, già offuscata dal momento in cui il giovane aveva aperto bocca.
<< Scorpius, perchè giochi con una Grifondoro? Non avevi detto di preferire le Serpi? >> domandò, posando per la prima volta gli occhi verdi smeraldo su Lily e distogliendo lo sguardo un attimo dopo, ignorandola.
Malfoy stava per rispondere, ma un'altra figura sbucò praticamente dal nulla. Era alta e aggraziata.
<< Lily! >> gridò Dominique, facendosi vedere. Evidentemente da dietro non aveva riconosciuto i due ragazzi.
Ma quando lo fece, un minuto dopo aver salutato sua cugina, la sua espressione cambiò di colpo. Non considerò molto Malfoy, il suo sguardo soffermò su Carter.
Lily tremò, pensando di essere davvero sfortunata. Si sarebbero rimessi insieme così in fretta?
Ma osservando meglio gli occhi di Dominique, lesse qualcosa di diverso dall'amore in essi. Qualcosa di simile al dispiacere, qualcosa di simile a della scuse.
In quelli di Zabini, invece, c'era solo disprezzo. Disgusto, quasi.
Lily non riuscì far a meno di sorridere, ringraziando tutto quel tempo passato ad esaminare le espressioni della gente.
<< Andiamo, Lee >> sentenziò Dominique, dopo qualche minuto di imbarazzante e ingiustificabile imbarazzo.
Si avviarono insieme verso il loro dormitorio, sulla Torre di Grifondoro.
<< Allora, come stai? >> domandò Dom, mentre camminavano.
<< Bene, e tu? Come mai hai deciso di tornare così all'improvviso? >> rispose Lily, incapace di contenere oltre la sua curiosità.
La bionda sorrise, scuotendo la chioma platinata e aggiustandosi un boccolo dietro un orecchio.
<< Spero che non ti dispiaccia >>.
 
Il ritorno di Dominique, dopo un anno di assenza, non era un guaio solo per la piccola Lily Potter. No, quello era solo l'inizio: nessuno si sarebbe potuto immaginare il putiferio che conseguì a quell'avvenimento.
Ma sicuramente, coloro che l'hanno vissuto in prima persona non hanno nessuna voglia di ricordare quell'esperienza.
Io, però, dato che sono così buona e disponibile, lo farò. Perchè io c'ero. Io sono dappertutto.

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