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BeyBlade |
L'Amore Bianco di SimmyLu | Leggi le 10 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 15/02/2009 | Stampa questo capitolo | Stampa tutta la storia
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L’AMORE BIANCO
… di Simmy-Lu …
Capitolo QUATTORDICESIMO: IL GIURAMENTO
«Ogni volta che non ti impegni, dimostri quanto la tua esistenza sia inutile! Ogni volta che perdi un incontro, tu offendi me e questo monastero!!» sbraitò Vorkof prima di lasciarlo andare ma solo per colpirlo con un pesante ceffone sul viso.
Yuri cadde a terra e si rannicchiò strisciando sulle pietre umide, alzando le mani, cercando invano di proteggersi e placare la collera del suo aggressore.
«La prego...» piagnucolò.
Vorkof si schiarì la voce e sembrò riacquistare la compostezza iniziale. Prese Yuri per un braccio e senza fatica lo rimise in piedi; gli afferrò brutalmente il mento, costringendolo di nuovo a sollevare il viso e guardarlo negli occhi, fino a che il collo non gli fece male.
Yuri, continuando a piangere, si aggrappò tremante al suo braccio; la stretta delle dita di Vorkof gli rendeva difficile respirare.
I due uomini rimasti fuori dalla cella sembravano ora divertirsi, uno diede una lieve gomitata all'altro prima di mostrargli un sorriso di denti gialli, come a volergli comunicare che il meglio stava per arrivare.
«Le guardie mi hanno riferito che urli e ti agiti, che hai degli incubi... che strilli e frigni come una femminuccia.» disse Vorkof soffiandogli ogni parola sul viso, «Hai paura, Yuri?» chiese in un sussurro, avvicinando la bocca al suo orecchio.
Il bambino singhiozzò.
«La tua piccola, miserabile vita mi appartiene, posso fare di te ciò che voglio. Nessuno ti aspetta là fuori. Se mi sbarazzo di te, sarai solo, Yuri.» continuò; c'era uno strano sorriso compiaciuto sul suo volto, come se l'idea di quella prospettiva solleticasse il suo divertimento.
«No, la prego... non mi mandi via!» implorò Yuri, stringendo fra le dita sottili e magre la veste scura dell'uomo, cercando a quel punto lui stesso quel legame così doloroso.
«Io sono la tua unica speranza. Sono la tua famiglia, l'unico di cui ti puoi fidare. Sono il tuo re... sono il tuo dio! Mi devi obbedienza!» sibilò Vorkof, «Mi giuri la tua fedeltà? Giuralo, Yuri!! Giuralo adesso!»
Per un attimo qualcosa si fermò, sospeso nell'aria come un salto a piedi uniti. Un istante infinito di piccoli pensieri di luce che schizzarono via, oltre le mura del monastero, fuggendo in qualche paese lontano prima di divenire piccolissimi fuochi che si dissolsero nell'oscurità.
Yuri fissò qualcosa di invisibile.
C'era davvero una possibilità di scelta?
Una parola soltanto e sarebbe stato schiacciato.
Una parola soltanto e sarebbe stato innalzato.
Non c'era.
«Sì, signore...» disse in un soffio pieno di lacrime.
«Sì, cosa, Yuri? Cosa?» insistette Vorkof.
Il ragazzino deglutì e seppe che dopo quella risposta non sarebbe mai potuto tornare indietro.
«Lo giuro... lo giuro! Farò qualsiasi cosa per lei, signore! Ma la prego, non mi lasci più qui!»
Vorkof rise, come se si fosse saziato lo spirito, respirò a fondo e parve calmarsi definitivamente mentre i suoi occhi acquistavano una luce diversa. Prese il viso di Yuri fra le mani, un gesto che un osservatore distratto avrebbe definito paterno.
«Di che cosa hai paura? Stare solo ti fa paura?» chiese.
Yuri non capì che senso avesse quel genere di domanda, le parole dell'uomo erano colorate da una sfumatura di delusione che lo allarmò.
«Non mi abbandoni...» disse ancora una volta, disperato.
«È solo questo? No, non mi sono sbagliato... c'è qualcosa di più, vero? Qualcosa che ti terrorizza, qualcosa che odi e temi allo stesso tempo.» disse Vorkof mentre lo scrutava come se fosse capace di leggerne i pensieri, «Non ti piacerebbe controllare questa paura? Usarla a tuo piacimento? Devi credere in me, Yuri. Non ti farebbe piacere controllare quello che ti spaventa? Incutere il terrore... anziché esserne soggetto.»
Erano pensieri distorti senza alcuna logica e discorsi vaghi fatti ad un ragazzino debole e vulnerabile.
Yuri annuì, perché non c'era altro da fare e perché lo voleva davvero anche se sembravano tutte cose irrealizzabili. Allo stesso tempo però, il desiderio infinito che provava in quel momento lo portò a convincersi che in qualche modo fosse davvero possibile e che quell'uomo poteva sul serio far accadere tutto ciò.
Voleva controllare la paura.
Non voleva più piangere.
«Di che cosa hai paura?»
Yuri inspirò, cercando la risposta.
«Della neve.» rispose infine, ma le lacrime non si fermarono.
Lente e silenziose, come fiocchi di acqua gelata.
Vorkof sollevò le sopracciglia in un’espressione di sorpresa, e finalmente lo lasciò andare.
«Ma certo.» disse a se stesso, pensieroso.
Si passò una mano sul viso fissando gli occhi azzurri e bagnati di lacrime del ragazzino; Yuri stava in piedi tremante, ma incapace di muoversi o di distogliere lo sguardo. La mente dell'uomo sembrava lavorare frenetica.
Vorkof poggiò una mano sulla guancia di Yuri, accarezzandolo.
Il bambino chiuse gli occhi e rabbrividì.
Una lacrima scivolò e raggiunse la bocca.
L'uomo la osservò colare.
Lenta, veloce e poi ancora lenta.
Passò il pollice sulle labbra bagnate di Yuri, asciugandole.
Lo osservò ancora per qualche istante prima di sollevarsi e rimettersi la maschera; si voltò ed uscì dalla cella ordinando ai suoi uomini: «Ripulitelo e riportatelo ai dormitori. Dormitorio E.»
Yuri, confuso, afferrò in ritardo il significato di quelle parole.
I due tirapiedi di Vorkof lo afferrarono per le braccia e lo fecero uscire; percorsero il lungo corridoio, salendo poi le scale mentre grosse gocce d'acqua cadevano rumorose dal soffitto.
* * *
Il sole era appena sorto quando Kai aprì la porta della stanza di Yuri; Boris, che stava dormendo su una sedia accanto al letto, si svegliò di colpo. Un pessimo risveglio a giudicare dal modo in cui guardò il giapponese.
«Cosa vuoi?» lo apostrofò.
Kai osservò Yuri riposare silenziosamente con un panno bagnato sulla fronte.
«Ha la febbre.» disse, rimanendo sulla porta.
«Sì.» rispose Boris, seccato, avrebbe voluto aggiungere che era tutta colpa di Kai se Yuri stava male, ma venne interrotto.
«Non era una domanda.»
Boris ridusse gli occhi a due sottili fessure e socchiuse la bocca irrigidendo la mascella, furente.
«Non prendermi in giro, pensi che io sia uno stupido? Forse pensi che lo siamo tutti, vero?»
«Non so di che parli.» rispose candidamente il giapponese.
«Credi che io non abbia capito perché sei venuto qui?» lo sfidò Boris incrociando le braccia sul petto.
«Avete chiesto il mio aiuto.»
«Yuri ha chiesto il tuo aiuto, io non lo avrei fatto neanche morto, ma non mi riferivo a quello, lo sai benissimo. Ti diverte irritarmi?» disse a denti stretti, cercando di mantenere un volume basso per non svegliare il proprio capitano, cosa che Kai faceva invece senza fatica, e questo serviva solo ad infastidirlo ancora una volta.
«Che cosa stai cercando di dire?»
Boris si alzò e lo raggiunse, fronteggiandolo: «Io sono convinto che tu sappia molto più di quello che lasci intendere. Tu sai cosa sta accadendo a Yuri.»
«Pensi che se lo sapessi veramente non lo avrei già detto?» lo provocò Kai, «Che razza di persona credi che io sia?»
«Un bastardo. E vediamo se indovino un'altra cosa: scommetto che la tua visita qui ha un secondo fine. Ci dev'essere qualcos'altro che ti ha portato a Mosca.»
Incredibilmente, nel dire tutto ciò, Boris era riuscito a mantenere un certo controllo. Per un momento venne invaso da una sensazione di orgoglio e di potere: aveva messo Kai con la spalle al muro, ormai doveva confessare. Sorrise, preparandosi a godere di quel momento di trionfo.
Kai lo guardò e arricciò le labbra, il suo sorriso spense quello di Boris.
«Sei proprio una brava mogliettina gelosa.» lo canzonò il blader; gli occhi del russo divennero due lampi, le guance si colorarono di rosso e la sua bocca si spalancò pronta a replicare, ma Kai rivolse lo sguardo oltre la sua spalla.
Credendo che Yuri si fosse svegliato, Boris si girò per controllare, ma il capitano dai capelli rossi stava ancora dormendo. Esasperato e imbarazzato per essersi fatto ingannare da un trucchetto così elementare, si voltò nuovamente pronto a riversare la sua rabbia sul giapponese, ma Kai non c'era più.
Boris si affacciò nel corridoio, lo vide allontanarsi salutandolo con una mano.
«Proprio una brava mogliettina.» disse Kai, divertito.
Non potendo lasciare da solo Yuri, a Boris non rimase altro da fare che borbottare imprecazioni.
* * *
Sergej sedeva sulle scale che dal cortile salivano al portone principale del Monastero.
L'aria del mattino era fredda e pungente. Si strinse nella giacca per combattere il gelo ed osservò il cancello chiuso davanti a sé.
«Mattinieri?» chiese una voce alle sue spalle.
«Kai.» disse voltandosi sorpreso, «Anche tu lo sei, vedo.»
Il giapponese scese qualche gradino guardando il cielo.
«Yuri ha la febbre.» disse, «Ma Boris sta facendo un ottimo lavoro.» aggiunse, anche se la sottile ironia non poteva essere colta da Sergej.
Il russo sfregò i piedi sul terreno, sembrava non fare caso al suo interlocutore, troppo preso dai suoi pensieri.
«È normale, con tutta la pioggia che ci siamo presi ieri notte... ma tu stai bene invece.» constatò Sergej.
Kai ebbe l'impressione che anche nelle sue parole volesse nascondersi quella stessa accusa che Boris aveva invece mosso senza giri di parole.
«Già.» rispose, un po' sulla difensiva, «Anche tu.»
Sergej annuì, come se la cosa non lo interessasse e Kai capì che il biondo non voleva accusarlo di nulla.
C'era qualcos'altro di cui voleva parlare.
«Kai, ascolta...» disse il russo con un filo di voce, «...vorrei confidarti una cosa.»
Il giapponese aggrottò la fronte, sorpreso.
«Una cosa accaduta molto tempo fa.»
FINE QUATTORDICESIMO CAPITOLO, continua...
N.d.A: Grazie ancora a tutti voi lettori per i commenti e il sostegno! Come vedere sto cercando di pubblicare un po' più regolarmente ora che posso, anche perché ho un sacco di appunti già scritti per i prossimi capitoli su cui lavorare. Sono felice che l'idea dei riassunti sia cosa gradita, non è così semplice come sembra farli e spero vadano bene. Se avete delle domande, chiedete pure.
Boris mi fa un sacco di tenerezza in questo capitolo, peccato non sia un pochino più furbo! XDD
Beyblade © Takao Aoki
Risposte alle recensioni:
x yui00: ciao e grazie della tua recensione! Nel capitolo quindici forse avrai in parte qualche conferma, ma non aggiungo altro! XDD Sì, hai espresso esattamente quello che penso io: i comportamenti con gli altri sono il frutto delle esperienze passate e purtroppo Yuri non ha avuto proprio quella che si definisce un'infanzia felice in questo caso... grazie mille ancora una volta, aspetto la tua opinione su questo nuovo capitolo! Baci!
x lexy90: ciao^^ e grazie infinite dei tuoi complimenti, spero di riuscire a pubblicare con più velocità del solito ora. Mi fa piacere che l'idea dei riassunti vi piaccia, in un certo senso è utile anche a me! XD Yuri, poverino, continua a subire e a soffrire, ma gli ultimi saranno i primi! *risata incontrollata*
x Arisu Kon: ti ringrazio molto, spero che anche questo nuovo capitolo ti sia piaciuto! Mi fa sempre piacere avere la tua opinione^^
x Lara: ciao cara! Sì, in effetti hai ragione, il tredici è un po' un capitolo di passaggio, ma non credo che sia proprio da buttar via! XD A dirla tutta doveva essere più lungo, ma gli appunti che avevo scritto su questa parte bastavano per scrivere due capitoli, quindi ecco qui anche il quattordici. Dai, esponi queste teorie che sono curiosa! *_* Spro che i riassunti ti siano utili, ho cercato di condensare il più possibile senza tralasciare cose importanti. Baci!!
x gaeshi: ciao! grazie mille dei complimenti *si prostra* Dunque, non so se i tuoi dubbi si stanno dissipando, ma alcune cose come vedi stanno venendo a galla. Nel capitolo quindici ci sarà un grosso "spiegone", quindi preparatevi tutti psicologicamente XDD Boris io l'ho sempre immaginato come una persona dal sangue caldo senza troppa pazienza come hai notato, purtroppo questo gli crea anche dei problemi... ma è tanto buono anche lui *abbraccia* XDD Vorkof è brutto e malvagio, e ha uno scopo altrettanto malvagio, muahahah! *lampi e fulmini*. Sono contenta che la similitudine con la creta ti sia piaciuta, è una cosa che mi è venuta senza pensare... mi è poi venuto il dubbio di aver detto qualche cavolata, perché la creta si bagna davvero prima di modellarla, no? XD
x Padme86: ciao cara^^, come va? Eccomi qua, piaciuto il nuovo capitolo? Vorkof è cattivo, lo so, abbi pazienza, che cosa ci possiamo fare? XDD Comunque, il perché di tutti questi maltrattamenti da parte sua saranno più che chiariti nel prossimo capitolo (discorso "tomba" compreso). L'idea dei passi che Kai sente alla fine del capitolo tredici, mi è venuta all'ultimo, mi sembrava una buona idea per legare l'inizio con la fine e far capire che fra Yuri e Kai c'è una connessione speciale. S'è capito, vero? XDD Grazie dei complimenti, sei sempre davvero troppo gentile. Baci, baci!
x Keila91: ciao e grazie mille per aver letto il capitolo e aver lasciato una recensione, sai che mi fa immensamente piacere. Spero che i riassunti siano utili, non è facile farli, sai? I capitoli di questa storia non sono mai molto lunghi come vedi, cerco di mettere qualcosa in ognuno, altrimenti poi vengono capitoli vuoti e altri troppo ricchi... anche questo non è facile! XDD
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