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Autore: Yuki_no_kokoro    27/12/2015    1 recensioni
Tic… toc… tic… toc…
Il rumore delle lancette dell’orologio a pendolo echeggiava nella buia e silenziosa stanza. Quel rumore che mi tranquillizzava, e che più e più volte mi aveva portata ad un sonno rilassante, non la smetteva di rimbombare nella camera.
Tic… toc… tic... toc…
Mi passai le dita tremanti tra i capelli, cercando di tranquillizzarmi. Sarebbe andato tutto bene... bastava trovare una via di fuga il prima possibile… quei maledetti non avrebbero di certo vinto contro di me!
Genere: Drammatico, Malinconico, Mistero | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Tic… toc… tic… toc…
Il rumore delle lancette dell’orologio a pendolo echeggiava nella buia e silenziosa stanza. Quel rumore che mi tranquillizzava, e che più e più volte mi aveva portata ad un sonno rilassante, non la smetteva di rimbombare nella camera. Mi alzai, con leggera fatica, dal letto grande e morbido, e mi avvicinai in punta di piedi all’orologio, osservando con occhi socchiusi e pieni di stanchezza, quelle lancette che si spostavano con il solito movimento meccanico.
Tic… toc… tic…
Più sentivo quel rumore e più ansia cresceva in  me. Sospirai e tornai a sdraiarmi sul letto, cercando di riprendere sonno. Mancavano solo tre ore all’alba. Tre ore e mi sarei dovuta presentare davanti a migliaia di gente. Dovevo trovare un modo per andarmene da qui, maledizione!
Il sonno non riuscì ad avere la meglio su di me, e mi rialzai dal letto, tornando sui miei passi, a fissare le lancette di quel gigante e stupendo orologio a pendolo.
Tic… toc… tic... toc…
Mi passai le dita tremanti tra i capelli, cercando di tranquillizzarmi. Sarebbe andato tutto bene... bastava trovare una via di fuga il prima possibile… quei maledetti non avrebbero di certo vinto contro di me!
Diversi mormorii catturarono la mia attenzione; provenivano dall’esterno, chi mai poteva essere?
Mi chinai a terra, gattonando in seguito ai piedi della finestra, poggiandomi con la schiena al muro.
“Finalmente arriverà la tua ora…!”
“Maledetta, ti abbiamo presa!”

Sussultai alle parole udite, parole ripetute con sempre più voce. Quei mormorii presto si trasformarono in grida, grida piene di disprezzo e rabbia. Chiusi di scatto gli occhi, tappandomi le orecchie con le mani, cercando di soffocare quelle voci così piene d’acidità, e lacrime roventi rigarono il mio viso, silenziose. Lentamente quelle grida si spensero. Sparirono completamente. Mi alzai, affacciandomi alla finestra volendo scoprire i volti di quegli individui pieni d’odio nei miei confronti, ma con mia sorpresa, non trovai nessuno. C’era solo il dolce soffio del vento notturno che accarezzava delicatamente il mio viso, facendomi rabbrividire leggermente. Mi allontanai con passo lento e tremante, dalla finestra, sgranando gli occhi, che presto si riempirono d’altre lacrime. Non le avevo immaginate, quelle voci… vero? O forse sì… forse era tutto un sogno! Domani sarebbe stato un giorno qualunque, non sarebbe successo nulla!
Un sorriso fiorì sulle mie labbra, e mi avvicinai velocemente all’orologio, osservando le lancette e il loro movimento meccanico, e quel sorriso pieno di speranza sparì. Mancavano due ore e mezza… non potevo crederci, così poco tempo... mi allontanai dal orologio a pendolo e mi portai le mani tra i capelli, inginocchiandomi a terra, scoppiando in un silenzioso e disperato pianto. Paura, ansia, ansia e paura… ormai avevo abbandonato ogni speranza. Non potevo farci nulla, quei maledetti bastardi avevano vinto, avrei seguito il mio destino.
Un’agghiacciante risata lasciò le mie labbra, rimbombando nella buia e vuota stanza, accompagnata dal ticchettio di quelle maledette lancette. Mi alzai, avvicinandomi nuovamente all’orologio, continuando a ridere… Ridevo e ridevo… mentre le lacrime continuavano a bagnarmi le guance. Ridevo e piangevo, non avevo più nulla da fare; il tempo stava per scadere, il nuovo giorno sarebbe presto arrivato, avrei avuto modo di guardare il sole splendente?
Iniziai a prendere a pugni l’orologio, volevo romperlo, volevo fermare quelle lancette, volevo fermare il tempo… ma era impossibile… Mi abbandonai a quel pianto pieno di disperazione e rabbia, e, lentamente, il sonno riuscì a prendermi.
E finalmente, l’alba arrivò. Mi ritrovai davanti ad un sacco di gente. Una persona sola contro tutte quelle persone. Gli occhi dei paesani, prima pieni d’odio e fastidio, si accesero presto di felicità e orgoglio alla vista di fiamme di quel colore così caldo ed intenso, mentre urla e grida risuonarono in quella piazza.
“Al rogo, al rogo, al rogo la strega!”



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Angolo meeee(?)
Buon Natale a tutti, visto la felicità dei miei racconti? XD
no okay, la smetto. spero che questa OS piaccia a qualcuno (PFFT A CHI!?) e accetto qualunque tipo di recensione, quindi boh(?)
Vi amo tanto (sì, sto parlando al muro ma shhh XD) e ci si vede alla prossima OS/ff (*cough cough* devo aggiornarne una da un anno aiut-) *sparisce*

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Yacchan

 
   
 
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