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Harry Potter |
Confessioni Notturne V di CUCCIOLA_83 | Leggi le 2 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 25/05/2009 | Stampa questo capitolo | Stampa tutta la storia
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Prologo

Ve l’avevo promesso e allora eccomi qui con la V parte!

 

 

Prologo

 

(Confessioni notturne V)

I pranzi, e più in generate tutti i pasti, a casa dei suoi genitori erano per Tonks una sorta di tortura. Ogni volta che il gufo di famiglia bussava alla sua finestra sapeva già cosa l’aspettava, una serie di ramanzine da parte di sua madre per il fatto che non fosse ancora sposata e non avesse ancora sfornato un’intera squadra di Quidditch di nipotini.

Quella domenica le cose non erano diverse dal solito. Mentre Andromeda serviva il secondo di carne continuava a bofonchiare, a voce intenzionalmente alta tutto la sua disapprovazione per lo stile di vita della figlia. «E pensare che da piccola eri una bambina così carina. Ora invece vesti come una stracciona. E i capelli! Chi mai vorrà sposare una ragazza con i capelli perennemente rosa?» Ted e Tonks ormai avevano imparato a non ascoltare ogni suo monologo anche se certe volte era davvero difficile. «Ted, ti rendi conto? Tutte le mie amiche sono gia nonne felici, e se ne vanno in giro con i nipotini in braccio. Io, invece, niente!»

«Sì cara, lo so». L’assecondò il marito.

«Prenditi un cane, ne ho visti di carini in un negozio. Dicono che facciano tanta compagnia, senza contare che li puoi portare in giro». La prese in giro la figlia.

«Non sei spiritosa! Se continui così diventerai una vecchia zitella stramba! Possibile che non lo capisci?»

«E cosa dovrei fare, mamma? Andare col primo che capita solo per darti un nipotino?» La provocò.

«Non era questo che intendevo».

«E cosa intendevi?»

«Se solo ti vestissi in maniera più consona alla società civile, e acconciassi i capelli in modo più femminile, sono sicura che faresti strage di cuori».

«Ma non sarei me stessa». Questa ultima frase chiuse, come sempre, la discussione. Tonks sapeva bene che effetto quelle semplici parole avevano su sua madre, perché erano le stesse che aveva urlato alla sua famiglia prima di scappare di casa.

Ted, invece, era segretamente felice che la sua bambina non avesse ancora trovato l’uomo della sua vita, in fondo era ancora giovane per l’amore, lui non aveva nessuna fretta di vederla al fianco di un qualsiasi uomo,perché  nessuno era all’altezza del suo terremoto rosa.

«Allora tesoro, come va il lavoro?» Chiese per cambiare discorso.

«Tutto bene. Certo, c’è un gran da fare di questi tempi, ma tutto sommato procede tutto per il meglio».

«E per l’altro lavoro?» Chiese ancora il padre.

«Anche lì tutto bene». Tagliò corto.

«Basta parlare di queste cose mentre si mangia. Cambiamo argomento». Propose Andromeda servendo il caffè.

«Proponi, siamo aperti a tutto». Convenne il marito.

«Hai conosciuto qualche ragazzo carino di recente?»

«Mamma!!» Urlò esasperata Tonks, ma era a metà della sua replica preferita quando una fiammata verde all’interno del camino attirò l’attenzione dei commensali.

«Hem scusate il disturbo». Mormorò l’uomo la cui testa fluttuava tra le fiamme.

«Remus, che piacere rivederti. A cosa dobbiamo questa tua comparsa?» Chiese Andromeda.

«Salve Andromeda, mi dispiace di avervi interrotto ma c’è bisogno di Tonks qui da noi». Rispose Remus.

«Mio salvatore…» Mormorò Tonks, «Va bene, il tempo di prendere le mie cose e arrivo». Continuò con voce più alta.

«Va bene ti aspettiamo. Arrivederci Andromenda, Ted alla prossima e spero di essere tutto intero e non una testa fluttuante ». E così dicendo scomparve.

«Che caro ragazzo, sempre così gentile…» Commentò Andromeda mentre osservava la figlia prepararsi per andarsene.

«Scusate se vado via così, la prossima volta resterò di più». Promise salutandoli con un bacio.

«Non ti preoccupare, prima il dovere». La salutò Ted.

Così Tonks scomparve in uno schioppo.

 

Arrivata al quartier generale lo trovò quasi deserto tranne per alcuni membri della famiglia Weasley, suo cugino Sirius e Remus. Rapidamente si avvicinò a quest’ultimo e gli scoccò un bacio sulla guancia.

«Grazie, ti devo un favore». Sorrise.

«Quando vuoi…» Rispose, con fare cospiratorio.

Dopo aver salutato tutti i presenti Tonks salterellò fino in camera sua, felice di aver trovato un metodo efficace per scappare dagl’interrogatori di sua madre anche se, per la prossima volta, avrebbe dovuto lavorare meglio sul tempismo del suo complice.

 

 

Ringraziamenti:

vorrei ringraziare tutti quelli che hanno letto e commentato la parte precedente, in particolare:

dirkfelpy89, PinkMoonlightPrincess, Debby93, lauretta86, Lupinuccia. Grazie per aver commentato!!

Ps: Lupinuccia ne ho gia alcune quasi pronte, le dovrei solo ricontrollare, ma sai lumos.it pretende che le FF siano inedite. Quindi devo aspettare a pubblicarle qui. Lo so è un po’ noiosa come regola ma è così.

Direi che per ora è tutto! Cercherò di pubblicare al più presto anche l’ottavo capitolo de “il diario dimenticato” riveduto e corretto J.

Taotao smack :*


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