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Autore: Brighella    17/02/2017    2 recensioni
La storia di due giovani adulti, Giacinto ed Elena. Amori che nascono tra le scrivanie, un pessimo caffè e tragici lunedì mattina.
In fondo, è un po' la storia di tutti noi.
Genere: Commedia, Sentimentale, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Incompiuta
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Giacinto

“Sono circa le 6:30 del mattino.

Mi trovo al solito bar, con il solito caffè e il solito libro. Provo a leggerlo nonostante l’essersi svegliato circa trenta minuti prima mi rende, diciamo, abbastanza frastornato. Sono ormai otto mesi che frequento questo bar, e mai ho scambiato una parola con il barista e proprietario. Osservandolo noto che è gentile, premuroso e professionale. Lo è anche nei confronti della mia maleducazione mattutina involontaria, portandomi il caffè al tavolino dove solitamente mi siedo; Un trattamento che riserva a pochi clienti.

Spero mi perdoni. Sono un ragazzo espansivo, di solito. Ma il mattino presto, difficilmente mi esprimo in periodi articolati. Il “ciao” è la massima espressione di socialità delle ore 6:30.

A dirla tutta, non era solo per l’ottimo caffè e la premura del proprietario le motivazioni per cui frequentavo quel bar. Spesso il barista non era solo; tre donne lavorano con lui. Una sui quarant’anni e le altre due sui 20-25 anni.

Non credo di essere attratto dalla poligamia, per cui ragionevolmente si può dedurre che una di loro mi attrae in modo particolare. Mi rendo ben conto che i pensieri che posso avere a quest’ora sono inconcludenti e insensati, privi del raziocinio che ogni persona dovrebbe avere. Soprattutto quando sei fidanzato felicemente. Beh, chi non ha mai voluto evadere, almeno con la mente?

Tornando alla barista in questione, quando è di turno, trovo che sia la visione più lieta che io possa avere il piacere di offrire ai miei occhi ancora appannati dal sonno. Lavora rapidamente e riserva ai clienti un sorriso cordiale, dando colore e vite ad uno smorto bar di provincia. Si può pensare che sia banale prendersi una cotta per una barista, e potreste avere ragione. Ma in genere, mi sono sempre soffermato su aspetti atipici delle donne; ho sempre apprezzato quelle belle, che però, non lo danno a vedere.

Portava i capelli corti, corvini e puliti, pettinandoli da una lato. Ha un fisico slanciato e tonico, mi dà l’impressione che si tenga allenata. Il suo viso non ha bisogno di trucco, perché la sua pelle è candida e visibilmente liscia, priva di evidenti difetti.

Mi stregarono i suoi occhi, marroni ed espressivi. Come i miei.

Ho intenzione di parlarle, anche solo per sapere come si chiama. Onestamente non temo il fatto che potrebbe essere già impegnata.

Gli occhi come i miei e i suoi, una volta che si incrociano, difficilmente non sentono il desiderio di potersi contemplare nuovamente.”

Mi resi conto che questo turbine di pensieri mattutino doveva essere fermato. Sarei arrivato in ritardo se fossi rimasto ulteriormente ad indugiare.

Pagai, sorridendole cordialmente, pentendomi come tutte le mattine di non aver cercato di parlarle.  
   
 
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