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Autore: IrishMarti    25/05/2017    5 recensioni
[Eren/Levi] [Modern!AU]
“Sto aspettando qualcuno,” rispose seccamente Levi, lanciandole un’occhiataccia.
“Mandala a quel paese e passa la serata con me,” replicò la donna. “Ti prometto che ti farò divertire.”
Dopodiché la sconosciuta fece scivolare una mano sul suo ginocchio e Levi vide rosso: si ritrovò a un soffio dal riempirla di insulti e urlarle in faccia che fosse gay quanto la sfilata annuale del Pride, tuttavia non riuscì a fare nulla di tutto ciò perché una voce squillante arrivò alle sue orecchie e lo distrasse completamente.
“Amore eccomi, scusa il ritardo! C’era un traffico incredibile!”
Un ragazzo alto e dai capelli castani si frappose tra di loro, obbligando la donna a ritrarsi confusa.
Levi stava per domandargli cosa stesse facendo, ma il giovane gli mise un braccio attorno alle spalle e si piegò fino a sfiorargli l’orecchio. “Stai al gioco,” fu tutto ciò che gli sussurrò prima di lasciargli un piccolo bacio casto sulla guancia.
Genere: Comico, Fluff, Slice of life | Stato: completa
Tipo di coppia: Shonen-ai | Personaggi: Eren Jaeger, Levi Ackerman
Note: AU | Avvertimenti: nessuno
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Porca puttana ti sto aspettando da 40 minuti dove cazzo sei

 

Levi lesse ancora una volta il messaggio prima di inviarlo, decidendo che la mancanza di punteggiatura fosse perfettamente appropriata al livello di incazzatura a cui era giunto.

Solo Hanji poteva insistere per incontrarsi in un affollato bar del centro e poi essere in ritardo cronico.

La cosa più frustrante, però, era che lo faceva ogni singola volta che uscivano assieme e lui rimaneva sempre ad aspettarla come un perfetto idiota al bancone del locale.

Portò alle labbra la sua bottiglia di birra e sbirciò l’orologio posto sopra il muro di alcolici alle spalle del barista. Avrebbe potuto benissimo andarsene a casa e insegnare così una bella lezione a quella ritardataria, Dio solo sapeva quanto se lo meritava.

Bevve ancora un sorso di bevanda fresca e appoggiò la bottiglia di vetro sul sottobicchiere. Dieci minuti, solo altri dieci minuti e dopo se ne sarebbe andato.

Avvertì qualcuno sedersi sullo sgabello accanto al suo, ma non si preoccupò di dire che fosse occupato, visto che non sapeva quando Hanji sarebbe esattamente arrivata.

Quello che non si aspettava era che tale sconosciuta gli sfiorasse il gomito e si avvicinasse a lui.

“Ehi, splendore… posso offrirti da bere?”

Levi si voltò guardandola gelido. Era una donna alta con i capelli neri che le arrivavano alle spalle e gli occhi chiari, un rossetto rosso acceso sulle labbra, una scollatura vertiginosa e la consapevolezza e l’arroganza che comportavano l’essere bella e affascinante dipinte nei suoi lineamenti.

“No,” rispose secco, afferrando la sua birra e bevendone un sorso.

“Sicuro? Quella sembra quasi vuota. Un’altra Guinness ti va bene?” continuò imperterrita, provando a richiamare l’attenzione del barista con un gesto.

“Ti ho detto di no, grazie.”

Levi provò a essere brusco, eppure la donna rise e gli si avvicinò ancora di più con un sorriso malizioso sulle labbra.

“Mi piacciono i tipi che fanno i preziosi… come ti chiami?”

“Sto aspettando qualcuno,” rispose seccamente Levi, lanciandole un’occhiataccia.

“Mandala a quel paese e passa la serata con me,” replicò la donna. “Ti prometto che ti farò divertire.”

Dopodiché la sconosciuta fece scivolare una mano sul suo ginocchio e Levi vide rosso: si ritrovò a un soffio dal riempirla di insulti e urlarle in faccia che fosse gay quanto la sfilata annuale del Pride, tuttavia non riuscì a fare nulla di tutto ciò perché una voce squillante arrivò alle sue orecchie e lo distrasse completamente.

“Amore eccomi, scusa il ritardo! C’era un traffico incredibile!”

Un ragazzo alto e dai capelli castani si frappose tra di loro, obbligando la donna a ritrarsi confusa.

Levi stava per domandargli cosa stesse facendo, ma il giovane gli mise un braccio attorno alle spalle e si piegò fino a sfiorargli l’orecchio. “Stai al gioco,” fu tutto ciò che gli sussurrò prima di lasciargli un piccolo bacio casto sulla guancia.

Levi cercò di non fissarlo troppo stupito, venendo quasi accecato dallo sguardo brillante del ragazzo. Aveva un paio di occhi verdi smeraldo davvero stupendi.

“È tanto che aspetti? C’era un incidente e hanno bloccato la strada, un vero disastro,” continuò il tipo sbottonandosi il giubbotto, per poi fare un sorriso alla donna che li stava ancora osservando. “Ti dispiacerebbe farmi sedere accanto al mio fidanzato?” le domandò gentile e con la voce zuccherosa.

Lei arrossì violentemente e gli lasciò lo sgabello, allontanandosi borbottando qualcosa di indefinito.

Levi squadró poco convinto quello sconosciuto sedersi accanto a lui e ordinare una birra, senza sapere bene cosa dire.

“Non andartene ancora,” sussurró il ragazzo, lanciandogli poi un sorriso. “La tipa ci sta ancora guardando in modo sospetto.”

Levi inarcó un sopracciglio e prese un sorso della sua Guinness. “Non avevo bisogno del tuo aiuto, comunque.”

Il ragazzo ridacchiò. “Immagino,” disse, afferrando la Tennent’s che gli porse il barista e facendola scontrare contro quella di Levi. “Ma mi andava di farlo lo stesso, amore,” sogghignó, portandosi la bottiglia alla bocca e riuscendo a increspare all’insù perfino le labbra di Levi.

“Beh... allora grazie,” rispose l’uomo, corrugando la fronte. “Però se mi chiami così un’altra volta rischi di venire preso a calci da qui fino alla fine della strada.”

Il giovane non sembrò avvertire la minaccia e rise con tono leggero. “E come dovrei chiamarti allora?”

“Levi.”

“Levi,” mormorò il ragazzo tra sè e sè. “Un bellissimo nome. Io sono Eren,” continuò deciso. “E lascia che ti dica una cosa, Levi... chiunque abbia deciso di darti buca stasera è un vero idiota.”

Levi sollevó un sopracciglio divertito. “Ah, sì? E come mai?”

Eren gli lanciò un’occhiata eloquente. “Come si può anche solamente pensare di non presentarsi a un appuntamento con un gran bell’uomo come te? Che idiota.”

Levi si sentì scaldare dentro per via di quel complimento così diretto e dello sguardo genuinamente indignato di Eren.

“In realtà sto aspettando una mia amica clamorosamente in ritardo,” spiegò Levi con un ghigno divertito. “Non si tratta di un appuntamento.”

Eren arrossì come un pomodoro a quelle parole ed era sul punto di aprire bocca, però Levi lo precedette ridacchiando. “Questo non toglie che lei sia davvero un’idiota o che non abbia apprezzato il complimento molto ‘velato’ che mi hai fatto,” continuò, mimando addirittura le virgolette a mezz'aria e facendo ridere il ragazzo.

“Beh, sono sincero,” rispose lui, scrollando le spalle. “E dato che sto facendo finta di essere il tuo fidanzato… mi sembrava giusto approfittarne,” dichiarò, facendogli l’occhiolino.

Levi rise e squadrò il suo profilo per qualche secondo, constatando che Eren fosse molto giovane, avesse un fisico allenato e un viso ancora più bello. Inoltre era riuscito a farlo ridere più di una volta e sembrava qualcuno con la testa sulle spalle. Levi ne era indubbiamente affascinato.

“Hai programmi per la serata, Eren?”

“Dovrei vedermi con degli amici tra poco... per quale motivo?”

Levi bevve l’ultimo sorso della sua Guinness e si voltò verso di lui. “Ti andrebbe di dar loro buca per uscire a cena con me? Mi piacerebbe ringraziarti come si deve per essere intervenuto poco fa.”

Eren lo guardò con gli occhi spalancati, completamente sorpreso da quella richiesta. Annuì con veemenza e un enorme sorriso impreziosì i suoi bellissimi tratti.

“Certo, assolutamente!” esclamò, sorseggiando in fretta e furia gli ultimi sorsi della sua Tennent’s. “Come se potessi rifiutare una proposta simile. Ma la tua amica?”

“Cazzi suoi, così la prossima volta impara a presentarsi in orario,” mugugnò stizzito, guadagnandosi una risata cristallina da parte di Eren.

Levi si alzò dallo sgabello e porse una banconota spiegazzata al barista, indicando anche il ragazzo al suo fianco, per poi fargli un cenno verso l’uscita. “Andiamo?”

Eren scosse il capo e lo seguì, mettendosi al suo fianco e passandogli un braccio attorno alle spalle nel momento in cui passarono davanti al tavolo a cui era seduta la donna di prima, la quale non aveva smesso un istante di fissarli infastidita da quando era stata interrotta. Levi stette completamente al gioco, portando un braccio a stringere il fianco di Eren contro il suo.

Eren provò ad allontanarsi non appena uscirono dal bar, ma Levi strinse ancora di più la presa sulla sua vita, alzando il capo per fissarlo negli occhi. “Chi ti ha detto di lasciarmi?”

Levi si beò del rossore che colorò le guance del ragazzo a quella domanda ed estrasse il cellulare dalla tasca con un sorriso soddisfatto in volto e il braccio di Eren che gli avvolgeva le spalle.

 

Stattene a casa, il tuo solito ritardo per una volta è stato utile. No, non ti dico quanto è bello chi mi ha salvato e no, non avrai i dettagli domattina! Cazzi tuoi, la prossima volta ti presenti puntuale

 
Lo so che con tutte ste Modern!AU sto cominciando a diventare noiosa >//< ma mi piacciono così taaaanto! E mi piace così tanto scrivere di primi incontri, sigh ♥
Dopo questa prometto che mi quieto un pochino, soprattutto perchè sto lavorando a qualcosa a cui tengo davvero un sacco e che per me è una vera sfida, quindi credo riverserò lì tutti i miei feels ereri ♥
Grazie a chi ha letto, spero di avervi strappato un sorriso, e alla mia meravigliosa metà che sto sfruttando da pazzi ♥
Come al solito, mi trovate sulla mia pagina autore
QUI, a presto  ♥
   
 
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