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Autore: IrishMarti    06/06/2017    1 recensioni
[Keith/Lance] [Shiro/Allura]
“Va bene,” sospira Shiro rumorosamente, attirando l’attenzione del ragazzo. “Io dirò ad Allura quello che provo, ma tu dovrai fare lo stesso con Keith.”
Lance avverte le guance scaldarsi all’istante. “Come? Cosa? Come dici? Keith? Che c’entra Keith?”
Shiro lo osserva in silenzio con enorme soddisfazione mentre balbetta e diventa ogni secondo che passa sempre più rosso.
“Cosa dovrei dirgli? Che è un combattente accettabile e che ha dei capelli molto eccentrici per la sua età? Intendi questo? Certo che intendi questo, a cos'altro potresti mai riferirti? Questo è tutto quello che penso di Keith!”
Genere: Comico, Fluff, Slice of life | Stato: completa
Tipo di coppia: Shonen-ai | Personaggi: Allura, Kogane Keith, McClain Lance, Takashi Shirogane
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Quando Lance entra nel salone degli allenamenti, non si aspetta assolutamente di trovare Keith e Allura in tenuta da combattimento, impegnati ad affrontarsi a suon di fendenti con le spade sguainate.

Ciò che si aspetta in pieno, invece, è Shiro in piedi in un angolo, indaffarato nel fissare Allura sospirando.

Lance avrebbe anche altro da fare, però stuzzicare il suo capitano gli piace nettamente di più, quindi gli si avvicina con un ghigno dipinto in faccia.

“E alla vostra destra, signore e signori, potete ammirare il temibile paladino nero in procinto di trasformarsi in una tredicenne che guarda il poster del proprio idolo appeso al muro.”

Shiro si volta e lo osserva inarcando un sopracciglio. “Come, prego?”

Lance gli fa un gesto con la mano. “Niente, stavo solo perfezionando l’audioguida per la prossima volta che porteremo qualcuno a visitare il castello!”

Shiro alza gli occhi al cielo, borbotta qualcosa tra sé e sé e torna a scrutare i due combattenti, lasciandosi scappare un altro sospiro non appena Allura atterra Keith con una mossa particolarmente complessa.

“Guarda che lo stai facendo di nuovo.”

Shiro gli si rivolge con un’espressione irritata. “Non hai davvero niente di meglio da fare in questo preciso momento? Scommetto che Coran sarebbe lieto se lo aiutassi a pulire tutti i bagni della nave.”

Lance gli risponde con un gran sorriso. “Ma stare qui con te è più divertente.”

Shiro gli lancia un’ulteriore occhiataccia e torna a prestare la propria attenzione allo scontro fisico che sta avvenendo davanti a loro.

Questa volta Keith riesce ad atterrare Allura, ma è quando lei si rialza portando all’indietro i lunghissimi capelli argentei che Shiro si ritrova a fare l’ennesimo respiro profondissimo.

“Lo stai-”

Non so di che cosa tu stia parlando, Lance! Io non ho una cotta per la principessa!”

Lance sa benissimo che Shiro si sta innervosendo, eppure la cosa non gli importa. Porta un indice affusolato a indicarsi il viso. “Guarda, questa è la faccia di uno che crede a quello che hai appena detto,” è tutto ciò che gli dice prima di scoppiare in una fragorosa risata.

Shiro lo fissa in cagnesco per la millesima volta da quando gli si è avvicinato e aspetta pazientemente che il ragazzo smetta di sghignazzare di gusto.

Quando finalmente riesce a calmarsi, Lance si asciuga una lacrima e lo squadra divertito. “Hai visto come ci ho creduto?”

Shiro incrocia le braccia muscolose al petto e gli lancia uno sguardo risolutissimo. “Non c’era bisogno di fare tutta questa scena. È solo una semplice infatuazione, mi passerà.”

Lance conduce nuovamente il suo indice al volto. “Vuoi vedere di nuovo la faccia di uno che ci crede?”

Shiro sbuffa. “Okay, mi arrendo. Lance ha ragione, appendiamo i manifesti in tutto in castello! E adesso che hai vinto?”

Lance lo esamina con ovvietà. “Beh, le dici quello che provi, vi sposate e fate tanti bambini color caffelatte,” spiega serissimo. “Così, mentre tu sarai impegnato nella ripopolazione della razza perduta di Altea con Allura, noi quattro potremo finalmente avere un po’ di respiro e non allenarci per venticinque ore al giorno,” continua sciorinando velocemente le parole, facendogli un piccolo ghigno soddisfatto.

“Certamente,” commenta Shiro con tono sarcastico. “Perchè una come lei, una principessa, è sicuramente interessata a uno come me.”

Lance lo squadra perplesso, alzando un sopracciglio svogliatamente. “Ma ti sei visto allo specchio? Sei in pratica l’incarnazione di dieci principi Disney messi insieme!” risponde sbuffando, come se la spiegazione del paladino nero l’avesse quasi offeso personalmente.

Shiro lo fissa per un paio di attimi e poi sorride.

“Va bene,” sospira rumorosamente, attirando l’attenzione del ragazzo. “Io dirò ad Allura quello che provo, ma tu dovrai fare lo stesso con Keith.”

Lance avverte le guance scaldarsi all’istante. “Come? Cosa? Come dici? Keith? Che c’entra Keith?”

Shiro lo osserva in silenzio con enorme soddisfazione mentre balbetta e diventa ogni secondo che passa sempre più rosso.

“Cosa dovrei dirgli? Che è un combattente accettabile e che ha dei capelli molto eccentrici per la sua età? Intendi questo? Certo che intendi questo, a cos'altro potresti mai riferirti? Questo è tutto quello che penso di Keith!”

Stavolta è Shiro che porta il proprio indice ad indicarsi il volto. “Com’è che dicevi? Vuoi vedere la faccia di uno che crede a quello che dici?”

Lance sbuffa al suo sorrisetto e incrocia le braccia al petto. “Non sei per niente divertente.”

Dopo qualche attimo di silenzio, Shiro decide di rispondergli. “Dovresti dirglielo, comunque.”

Il ragazzo scoppia a ridere, per poi sospirare tristemente. “Certo, come no. Così mi rifiuterà, non mi parlerà più e alla fine dovrò lasciare i paladini. Voltron non proteggerà più l’universo e Zarkon diventerà padrone incontrastato di qualunque cosa. É questo che vuoi, Shiro? Vuoi davvero che l’universo venga annientato?”

“Quanto sei melodrammatico.”

“Sono realista, è diverso.”

Rimangono a guardare Keith e Allura lottare per qualche altro minuto finché Shiro non si volta verso di lui, porgendogli il palmo aperto.

“Facciamo così... se dirò ad Allura quello che provo, tu dovrai fare lo stesso con Keith.”

Lance fissa con circospezione la sua mano meccanica. “Che cosa vuoi fare, una promessa?”

Shiro sorride sornione. “Una sfida.”

Il ragazzo lo osserva per un tick e dannazione, non è in grado di resistere ad una competizione. Gli stringe compiaciuto la mano con un ghigno malefico dipinto sui suoi lineamenti.

“Tanto non riuscirai mai a dichiararti ad Allura… la rispetti troppo.”

“Se ne sei così convinto...”

Lance rimane interdetto dall’aura di sicurezza che avvolge la figura del suo capitano e si rende conto della cazzata che ha appena fatto nel momento in cui Shiro approfitta della pausa tra i due combattenti per avvicinarsi a loro.

“Principessa, chiedo scusa per l’interruzione, ma avrei bisogno di parlarti.”

Allura distende le labbra in un enorme sorriso e Lance capisce di essere completamente fregato, per cui fa la prima cosa che gli viene in mente: si mette letteralmente in mezzo.

“Allura! Anche io devo parlarti! Per primo però!” Si frappone tra i due e prende la giovane per un braccio, in modo da trascinarla verso la porta. “Dobbiamo fare un discorso luuuuuuunghissimo su cose di importanza galattica,” spiega alla ruga confusa che colora la fronte di Allura.

Sta uscendo dal salone tirandosi dietro la principessa quando ode le battute soffuse che Shiro e Keith si stanno scambiando.

“Che diavolo ha Lance?” domanda Keith.

Shiro ride. “Lo scoprirai molto presto.”

Lance deglutisce e allunga il passo, portandosi via Allura.

Merda.
 

*

 

Nelle due settimane successive, Lance diventa praticamente l’ombra di Shiro a qualunque ora del giorno e della notte: la situazione è tragicomica e comincia a diventare assurda anche agli occhi di tutti gli altri abitanti del castello.

Il vero problema è che Lance non riesce mai ad essere discreto e a trattare le cose con un certo tatto. Non appena vede Shiro e Allura in un angolo a scherzare o in procinto di allontanarsi da soli, interviene per trascinarsi via uno dei due con le scuse più idiote che gli sovvengono.

La situazione è talmente degenerata che persino Hunk gli ha chiesto perché continua a comportarsi in modo così strano e se per caso ce l’ha con Allura, visto che sente sempre il bisogno di ammorbarla con discorsi noiosi e senza senso. Pidge invece non ha pronunciato una sola parola a riguardo, molto probabilmente perché sa già con esattezza quello che sta succedendo. Lance è certo che l’amica sia in qualche maniera sempre al corrente di tutto ciò che avviene all’interno della navicella spaziale su cui vivono.

Shiro, d’altro canto, non sembra per nulla disturbato dal comportamento di Lance. Ogni volta che viene interrotto, sfodera uno dei suoi sorrisi rassicuranti e si fa da parte, porgendo ad Allura i suoi saluti e tornando ai suoi compiti.

Lance non può che essere irritato dal suo modo di fare così sicuro e composto. Shiro non si arrabbia mai e non gli risponde mai male: si limita a sorridergli e a lanciargli uno sguardo alla “Tanto prima o poi vincerò la nostra sfida, è solo questione di tempo”. Il che è un vero guaio, perché Lance non ha assolutamente intenzione di confessare la sua mostruosa cotta gay a Keith, nemmeno se ne andasse della salvezza dell’universo. E’ certo che si porterà questo oscuro segreto nella tomba e che mai niente e nessuno riuscirà a farlo cantare.

Neppure Shiro e la sua stupida gara.

 

*

 

Lance capisce di essere irrimediabilmente fottuto nel momento in cui entra nella sala di comando e individua Shiro e Allura parlare pericolosamente vicini contro una vetrata.

In un tick, un panico disperato lo assale: Pidge gli aveva riferito che Allura le avrebbe tenuto compagnia per tutto il pomeriggio ed era certo che Shiro e Keith fossero impegnati ad allenarsi e… chi ha permesso a quei due di incontrarsi da soli?

Sta per mettersi a correre nella loro direzione, urlare o fare qualsiasi cosa che possa attirare la loro attenzione, ma si interrompe nell’attimo esatto in cui Allura allaccia le mani attorno al collo di Shiro e lo bacia appassionatamente sulla bocca.

Rimane fermo immobile ad assistere a quel momento di intimità, sentendosi all’improvviso tremendamente di troppo e avvertendo un groppo alla gola che non riesce proprio a far sparire.

Cammina all’indietro nel modo più silenzioso possibile, deciso a uscire dalla sala senza farsi vedere dai due, i quali sembra non riescano a concentrarsi su nulla che non sia l’altro.

Non appena si trova fuori dalla portata di occhi e orecchie della principessa e del paladino, fa un sospiro sconsolato. Avverte il sangue defluire dal viso e inizia a tremare tutto.

Quello è l’esatto istante in cui si rende conto che ha appena perso la sfida con Shiro e che presto anche lui dovrà confessare a Keith ciò che prova. Merda.

Si mette a camminare per il castello senza una meta precisa, cercando di ragionare sul da farsi e sulle opzioni che ha davanti.

Potrebbe farsi venire un’amnesia improvvisa e dimenticare casualmente ciò che lui e Shiro si sono detti quella volta nel salone degli addestramenti. Potrebbe farsi rapire appositamente dai Galra e diventare loro prigioniero per millenni. Potrebbe davvero lasciare i paladini di punto in bianco pur di non rivelare a Ketih quanto sia schifosamente cotto di lui. Potrebbe persino infilarsi in una di quelle capsule criogenetiche del castello per nascondersi da Shiro e dalla stupida competizione dannosa che gli ha strappato con l’inganno. Stupido e affascinante Shiro, così sicuro di sé e delle sue capacità. Tutta colpa sua.

Sospira rumorosamente e decide di ritirarsi nella sua stanza per studiare un modo per evitare di confessare ogni cosa a Keith, ma, proprio mentre volta l’angolo, si trova davanti due occhi color violetto e un’espressione sorpresa.

Lance indietreggia ancora prima che lui e Keith si scontrino, arrossendo vistosamente e lasciandosi scappare qualche esclamazione colorita in spagnolo.

Keith lo guarda alzando un sopracciglio. “Tutto bene?” chiede con cautela.

Lance gli fa un gesto di rassicurazione con la mano e si mette a ridacchiare, consapevole di essere ancora color porpora sulle guance. “Certo che sì, tutto benissimo... le cose mi vanno una vera meraviglia!”

Un’espressione confusa e stranita non abbandona il volto di Keith. “Sei sicuro? E’ da un po’ che sei strano. Soprattutto con Shiro e Allura,” commenta il ragazzo, incrociando le braccia al petto. “E anche con me.”

A quelle parole, Lance arrossisce ancora di più. “Ma che dici? Non è assolutamente vero,” ride di nuovo, facendo sembrare la risata poco spontanea e poco convincente. “Te lo sarai sognato, oppure hai bisogno decisamente di un paio di occhiali. Che poi cosa ne sai tu di comportamenti strani?”

Keith non sembra assolutamente convinto dal suo monologo, ma scrolla le spalle e fa per continuare per la sua strada, ignorando il comportamento dell’altro da perfetto matto da legare.

Lance lo fissa per un attimo, si morde a sangue il labbro e poi fa fuoriuscire dalla bocca un sospiro profondo che sa di sconfitta totale.

“Keith... aspetta,” lo chiama, abbassando istintivamente lo sguardo. “Ti devo dire una cosa.”

Percepisce Keith voltarsi e avvicinarsi di nuovo a lui, ma è troppo imbarazzato per guardarlo in volto. Di conseguenza, fa ciò che gli riesce meglio: comincia a straparlare come un fiume in piena.

“Ecco, insomma, praticamente… quando è successo? Cioè, più o meno due settimane fa, quando tu e Allura vi stavate allenando, ecco… mi sono messo a prendere in giro Shiro perché, insomma, lo sappiamo tutti che è innamorato perso di Allura.”

Lance è cosciente del fatto che sta balbettando in preda al disagio peggiore mai sperimentato in vita sua, ed è anche consapevole dello sguardo profondo di Keith fisso su di lui. “E mi ha sfidato a… a fare una cosa. Cioè, io avrei dovuto fare questa cosa se lui fosse riuscito a confessare i suoi sentimenti per Allura, no? Ecco, poco fa… poco fa li ho visti pomiciare nella sala dei comandi, per cui… diciamo che la sfida l’ha vinta lui, purtroppo.”

Lance prende un respiro profondo, ma non riesce ancora a trovare il coraggio di alzare il volto.

“Okay?” gli risponde Keith con tono confuso. “Tu hai perso questa sfida e devi fare qualcosa come penitenza. E quindi?”

“E quindi… in questa cosa c’entra… c’entri tu.”

Lance avverte Keith trattenere il respiro e rimanere in silenzio per qualche tick.

“In che senso?” chiede cauto, come se avesse paura di saperne di più.

“Nel senso che… oh, santo cielo…” Lance si porta una mano sudatissima tra i capelli e riesce finalmente ad alzare lo sguardo e incontrare gli occhi spalancati e smarriti di Keith. “Nel senso che devo confessarti ciò che provo per te, ma è una roba che ti puoi anche dimenticare... perché, insomma, è solo una stupida sfida e sono stato costretto da Shiro e la sua stupida parola d’onore. Lo sai meglio di me che a Shiro non si può dire di no. E le alternative erano parlarti o farmi catturare dai Galra e sai benissimo che non sono in grado di fare il prigioniero! Parlo troppo e mi ammazzerebbero subito, e-“

“Cosa provi per me?” Keith lo interrompe malamente e fa un passo verso di lui, obbligandolo ad arretrare dallo stupore e dall’imbarazzo.

Lance deglutisce all’intenso sguardo che gli sta lanciando Keith. “Mah, niente di che… sei un buon paladino e un combattente discreto. Alla fine non odio troppo i tuoi capelli, non sei un pilota così tanto schifoso, sono completamente pazzo di te, anche se ogni tanto ti trovo insopportabile, soprattutto quando sei tutto serioso e non pensi alle conseguenze. Sai in quanti pasticci ci hai cacciato per colpa tua? Adesso resetta tutto quello che ti ho appena detto, ti imploro, perché non ha importanza, davvero... era solo una stupida competizione con Shiro e-“

Lance viene di nuovo interrotto, ma questa volta non dalle parole di Keith, bensì dalla sua bocca che si stampa contro la sua. Avverte anche le sue mani che gli afferrano il volto con presa saldissima pur di non farlo fuggire. L’impetuosità con cui Keith assale le sue labbra è tale da farlo indietreggiare finché la sua schiena non tocca il muro e il corpo dell’altro non è completamente premuto contro il suo. E’ in quell’istante che Lance reagisce e realizza che cazzo, Keith lo sta baciando davvero. Sta perfino cercando di fargli dischiudere le labbra con la lingua e porca miseria, Lance è solo un povero e debole umano con una cotta stratosferica... come può negargli una cosa del genere?

Lance ricambia il bacio e porta le mani a stringere i fianchi di Keith, inseguendo i movimenti della sua bocca, gemendo contro di essa e gustandosi il suo sapore sulla lingua.

Quando avverte le gambe tremare per il modo in cui Keith lo sta baciando, lo allontana e cerca di riprendere il fiato. “Quindi… quindi ti piaccio? Da quanto tempo? Perché non me lo hai mai detto? Chi altro lo sa? Shiro lo sapeva? Perché io-“

Keith lo mette a tacere tornando a baciarlo, avventandosi sulla sua bocca senza riserve e facendolo gemere nell’atto. Lance ricambia e ignora ancora per qualche altro paio di minuti le domande che sente riempirgli la mente. Poi gli mette le mani sulle spalle e lo allontana controvoglia dalla sua bocca. Keith sembra particolarmente irritato dal fatto che Lance abbia osato interromperlo di nuovo.

“Ma per tutto questo tempo ti piacevo? Perché non me lo hai fatto mai-“

“Lance, per una volta sola, stai zitto,” Keith lo interrompe fulmineo, poggiandogli infine un dito sulle labbra. “Stai zitto e baciami.”

Lance non ha il tempo materiale di rispondergli perché la bocca di Keith è di nuovo sulle sue labbra. Questa volta il paladino rosso gli concede baci dolcissimi e con un incredibile sentimento dietro.

Per una volta, ma solo per quella, Lance gli obbedisce e tace, ma esclusivamente perché la risposta a tutti i suoi quesiti si trova in tutti i baci che Keith gli sta dando.

 
Grazie a Ilaria, mia beta, grafica e musa ♥
   
 
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