Storie originali > Noir
Ricorda la storia  |      
Autore: It hurts too much    16/08/2017    3 recensioni
L'ho Scannato e Lo rifarei...
Genere: Triste | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Le Mani di Sangue
 
Se qualcuno mi avesse guardato in quel momento avrebbe visto una giovane donna, di pelle olivastra, inginocchiata poco lontano da un cadavere maschile fatto a brandelli.
Le mani ancora sporche, raggiungono il cellulare caduto dalla tasca del Signor G.
Composi velocemente un numero.

Primo squillo.
Secondo squillo.
Terzo squillo.

 
-Chi è? – emise dall’altro capo.
-L’ho ammazzato io… l’ho scannato come un cane. – la feci breve.
-Anna, ma che cazzo dici? Dove sei? Ti vengo a prendere.
Mi voltai un attimo indietro per raccogliere con gli occhi un dettaglio che potesse rendere identificabile quel luogo.
-Sembra… Sembra una vecchia fabbrica… Una masseria. – descrissi.
-Vedi di fare sparire sto telefono, sto arrivando. – disse prima di chiudere la conversazione.
Ruppi quell’apparecchio e prima di scorgere il veicolo passò un’abbondante mezz’ora.
Lo vidi raggiungere quell’enorme spiazzo, mi guardava rassegnato dal finestrino.
-Che fai, non scendi? – domandai ironica.
Indossava un paio di jeans azzurro chiaro, una t-shirt ed occhiali da sole a specchio neri.
Mi si presentò di fronte mentre io ero ancora genuflessa:
-Che cazzo hai combinato? – fece impaurito.
Protesi le mani verso di lui ancora zuppe di rosso.
Esitò un momento.
Feci un sorriso sadico:-Che c’hai? Ti schifi, ah? – dissi rimessa in piedi.
-Sali dietro. -fece aprendo la portiera.
Non dissi nulla ed obbedii.
Mise in moto ed io appoggiai la testa al finestrino, chiusi gli occhi e cominciai il monologo.
-Prima gli ho sparato alle spalle, quando è caduto a terra gli ho fottuto il coltello poi… -feci una pausa.
-Ho cominciato ad accoltellarlo ed il sangue era talmente tanto che penso… penso che manco ‘na goccia gliene è rimasta in corpo. – ringhiai.
Cadde il silenzio.
Arrivammo a casa sua.
-Tua moglie non c’è? – chiesi con finto interesse.
-Se n’è andata con uno, il mese scorso. – mi liquidò.
-Mi dispiace. – mentii.
Mi guardò di traverso.
-Il bagno è la seconda porta a destra, infondo al corridoio, per i vestiti vedo di trovare qualcosa di lei in giro. – affermò.
Andai nel bagno e davanti allo specchio mi spogliai totalmente, feci scaldare l’acqua della doccia mentre accuratamente al lavandino ripulì le mani dal sangue.
Procedetti con una doccia tanto profonda quanto veloce.
Mi racchiusi in un asciugamano bianco, quando qualcuno irruppe.
-Ah.. Hai… Hai trovato gli asciugamani. – balbettò visibilmente in imbarazzo e con un piccolo mucchio di vesti in mano.
Scoppiai a ridere.
-Vieni… Vieni qua, avvicinati – sussurrai provocante offrendo il mio collo alle sue narici.
-Puzzo ancora di morto? – feci innocente.
-N…No…Vaniglia. – bofonchiò affannosamente.
-Mi vesto e me ne vado… - sopirai sulle sue labbra, prima di baciarlo con foga.
-Resta Anna… - mi implorò.
-Se rovino pure a te tesoro mio, non mi resta che crepare.
   
 
Leggi le 3 recensioni
Ricorda la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Noir / Vai alla pagina dell'autore: It hurts too much