Crossover
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Autore: The Big Dreamer    20/08/2017    1 recensioni
Dragon Ball; Neon Genesis Evangelion; Puella Magi Madoka Magica.
Tre opere così diverse tra di loro, ma riunite in un unico grande racconto. Il ritorno della razza creatrice dell'umanità ... un'altra che vuole soppiantare l'uomo ... e un'altra ancora, ossessionata dall'ordine, che cerca di manipolare le leggi dell'Universo a suo piacimento.
E, alla fine di tutto, la battaglia finale per il destino dell'Universo intero ...
Mentre egli usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che edifici!». Gesù gli disse: «Vedi questi grandi edifici? Non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata.» (Marco 13:1-2)
Genere: Azione, Drammatico, Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shoujo-ai | Personaggi: Anime/Manga
Note: AU, Cross-over, OOC | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate
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Il Vice Comandante della NERV Kouzou Fuyutsuki si stava dirigendo a passi lenti nell’ufficio del suo superiore, il Comandante Gendo Ikari. Erano giorni che stava letteralmente rinchiuso nel suo ufficio. Lo conosceva, sapeva bene che spesso si faceva prendere talmente tanto dal lavoro da perdere la cognizione del tempo e del mondo esterno, ma non al punto da chiudere qualsiasi contatto per un periodo così prolungato.
Preoccupato, si chiedeva cosa lo spingesse a fare così. Di solito ciò succedeva quando Ikari scopriva qualcosa di mai visto prima da nessuno, e ciò poteva solo essere fonte di guai. Spesso si chiedeva cosa lo inducesse a giocare a fare Dio. Il riunirsi con Yui? No … non poteva essere solo quello …
La verità era che Gendo Ikari voleva DIVENTARE Dio, creare un mondo tutto suo, in cui vigesse la sua legge, dove avrebbe potuto regnare con la sua amata moglie, scomparsa tanti anni prima. O almeno così voleva credere, tanto gli pareva assurdo che tutti quegli sforzi, tutti quei sacrifici fossero indirizzati al riportare in vita una sola persona, per quanto fosse stato legato ad essa. Si nasce e si muore, questa è l’unica certezza dell’uomo. Quando quello scapestrato sarebbe riuscito a capirlo …
Senza neanche accorgersene si trovò di fronte all’ingresso dell’ufficio del suo vecchio amico e collaboratore. Ebbe un attimo di esitazione, poi si decise a suonare il videocitofono. Seguì un istante di silenzio, poi la voce fredda del Comandante della NERV echeggiò dal dispositivo - “Fuyutsuki … prego, entra.” -
La porta si aprì, e l’anziano la oltrepassò timidamente. Ciò che si trovò di fronte era a dir poco disturbante: il pavimento era tappezzato di fogli scarabocchiati e accartocciati, assieme a confezioni e buste che prima molto probabilmente contenevano cibo, consumato dallo scienziato, che sembrava totalmente preso dalle immagini che stava osservando alla televisione. Aveva un aspetto trasandato, e dall’odore che emanava sembrava non lavarsi da una vita.
- “Ikari … va tutto bene?” -
- “Sì, Fuyutsuki … mai stato meglio …” -
No, non andava bene un bel niente. Puzzava, aveva i capelli e la barba totalmente in disordine, eppure continuava a fissare quello schermo come una falena di fronte a una fonte di luce. Kouzou decise di dargli un’occhiata, e ciò che vide lo lasciò senza parole: si trattava del combattimento tra due individui, un umano dai capelli biondi sparati in aria con una tuta arancione, l’altro una sorta di uomo-insetto verde, il mostro conosciuto come Cell, ucciso da Mr. Satan 27 anni prima. I loro movimenti erano velocissimi, sfuggivano quasi totalmente all’occhio nudo, e i colpi che si scambiavano erano abbastanza potenti da danneggiare l’ambiente circostante.
Aveva visto gli Eva … aveva visto gli Angeli … ma quei due … degli esseri apparentemente umanoidi … che riuscivano a fare cose degne delle due specie sopraccitate … era … incredibile …
Ripresosi dalla costernazione, volse il suo sguardo alla scrivania, che era tappezzata di appunti e disegni di esseri simili all’uomo vestito d’arancione, tutti con le sue stesse caratteristiche peculiari, ovvero capelli biondi dritti, affiancati da altre loro rappresentazioni, stavolta di capigliatura corvina e apparentemente più “rilassati”. Tra di essi riconobbe Vegeta, il marito di Bulma Brief, presidente della Capsule Corporation, una delle più importanti industrie del pianeta. Accanto ad essi sembravano esserci delle piccole didascalie in cui venivano descritte, approssimativamente, le loro caratteristiche fisiche. Sovrastavano in tutto quel disordine una copia del Libro di Enoch, un apocrifo dell’Antico Testamento, e una dell’Apocalisse di Giovanni.
- “I … Ikari … che significa tutto questo?!” -
L’altro stette muto per un attimo, poi rispose - “Fuyutsuki … preparati: questa sarà una chiacchierata molto lunga …” -
 
Lei non poteva più sopportare quel terribile peso. Pensava che ce l’avrebbe fatta, che ci sarebbe riuscita, ma la realtà era ineluttabile: i peccati degli uomini erano troppo per Lei. Non poteva essere altrimenti: ira, lussuria, accidia, avarizia, superbia, gola, invidia … tutte emozioni create dalla stirpe di Lilith. Sia maledetto il giorno in cui Lei e Adam arrivarono sulla Terra, contaminandola col suo immondo seme. Seme che, però, Lei, nella sua infinita bontà, non riusciva a odiare. Lei amava qualsiasi cosa, anche le cose ritenute da tanti “malvagie”. In fondo, cos’era quella se non una vuota parola, atta a creare una dicotomia bene-male che molto spesso era totalmente il contrario della realtà dei fatti? La storia la scrivono i vincitori, non i perdenti, e la manipolano a proprio vantaggio. Solo Dio ha in mano la Verità pura e incorrotta. E la Verità era che, semplicemente, non esistono persone totalmente maligne. Sì, esistono quelle con intenzioni malvagie, ma tutti, in fondo, siamo buoni e cattivi allo stesso tempo. Sono parti di noi, in continuo conflitto, dove una può essere prevalente sull’altra, ma non potrà mai scacciarla completamente. Anche gli esseri dal cuore “puro” prima o poi si lasciavano sedurre dal male, cadendo in tentazione.
Quello era il peso che Lei si era caricata sulla schiena. Un peso al quale alla fine ha ceduto, cadendo sulla Terra, la stessa che l’aveva generata. I suoi capelli rosa, lunghissimi e adornati da dei fiocchi bianchi come la sua veste, coprivano gran parte del suo apparentemente gracile corpo da eterna quattordicenne (anche se di anni ne dimostrava tranquillamente dodici). Il suo respiro, affannoso, sottolineava la sua sofferenza fisica e interiore. Continuava a fissare il cielo, quel cielo che l’aveva “rigettata”, poiché incapace di assolvere al proprio compito - “Ti prego …” - sussurrava, disperata - “Ti prego … perdonami … non mi abbandonare … perdonami …” -
Ma da lassù non arrivò nessuna risposta. Un ineluttabile silenzio, che a Lei bastò per scoppiare a piangere. Lui l’aveva abbandonata. L’aveva deluso. Gli aveva promesso che sarebbe stata in grado di mantenere la promessa. E ora tutto sarebbe tornato come prima. Nessuna speranza per Lei. Nessuna speranza per le Puellae Magi. Nessuna speranza per l’umanità. Nessuno.
E allora lo vide. L’Agnello si trovava di fronte a Lei, e teneva in bocca un libro, sul quale si trovavano sette sigilli.
 
- “SHIZUKA, CHE TI STA SUCCEDENDO?!” - gridò una ragazza vestita con un abito color crema, anfibi e con in mano uno scettro alla sua compagna, che si contorceva a terra per il dolore.
- “M … me ne sto andando, Suzuni … alla fine … non ce l’ho fatta …” - rispose la sua amica, con un fil di voce e prossima alla morte.
Suzuni aveva capito subito cosa stava succedendo: la sua migliore amica stava scomparendo, totalmente consumata. Presto si sarebbe riunita alla Dea, e sarebbe scomparsa dal loro mondo, per sempre. Era questo il destino ineluttabile di una Maga, consumata dal suo stesso potere.
Scoppiò in lacrime, abbracciando Shizuka. Certo, un giorno si sarebbero riviste, ma separarsi in quel modo così brusco erano comunque uno strazio. Nemmeno un attimo per salutarla, per dirle quanto le voleva bene, per ringraziarla di essere stata l’unica persona al mondo che aveva considerato come una sorella, dopo tutte le avventure nelle quali si erano coperte le spalle a vicenda, le esperienze che avevano condiviso. Era tutto finito com’era cominciato, ovvero all’improvviso.
In quel momento, però, successe qualcosa che non le tornava: la Soul Gem dell’altra Puella cominciò a diventare nera, anziché scomparire, e i suoi dolori sembravano divenire sempre più lancinanti. Com’era possibile? Di solito, dopo una breve sofferenza, le Maghe si tranquillizzavano, per poi svanire nel nulla. Invece con lei stava avvenendo tutto il contrario …
Quando vide la sua amica trasformarsi in un’entità informe e astratta, che cancellò per sempre ciò che ella fu, sentì il terrore e la disperazione montare dentro di lei. Senza nemmeno sapere che presto l’avrebbe raggiunta.
 
Dall’Osservatorio di Kami il namecciano Piccolo osservava apparentemente impassibile ciò che sulla Terra stava succedendo, ma in cuor suo la cosa lo turbava profondamente: da qualche ora a quella parte diverse ragazze, soprattutto adolescenti, avevano cominciato a trasformarsi in strane entità astratte, dalle forme più bizzarre, e avevano diffuso il panico in tutte le città, portando morte e distruzione. Anche Dende guardava il tutto con grande preoccupazione, dall’alto anche della sua inesperienza come Guardiano della Terra rispetto al suo simile, nel quale continuava a vivere lo spirito del suo predecessore, assieme a tutte le conoscenze e ai suoi ricordi.
- “Le cosiddette Maghe … che si trasformano in questi esseri … ciò non è normale …” - esordì il figlio/reincarnazione del Re dei Demoni che aveva terrorizzato il pianeta azzurra, e alla cui protezione ora era votato - “Questo vuol dire solo una cosa …” -
L’altro individuo dalla pelle verde lo guardò con gli occhi spalancati. Aveva capito cosa intendesse dire, anche se non voleva crederci, per quanto gli pareva assurdo - “Non … non vorrai dire …” -
- “Purtroppo è così, Dende … la Legge della Ruota si è spezzata …” -

 
Salve a tutti! :)
Dopo aver passato tanto tempo a scrivere storie sullo stile shonen alla Death Note ci mancava una bella fanfiction con temi maturi! E quale poteva meglio essere se non una con in mezzo Neon Genesis Evangelion, serie amata e odiata dagli appassionati di anime, e Puella Magi Madoka Magica, motivo di angoscia di tanti fan e non del genere mahou shojo?
E allora, perché, vi chiederete, ho inserito anche Dragon Ball in tutto questo, che è la loro perfetta antitesi?
La cosa ha una logica precisa: DB fino allo Z ha seguito il ragionamento della progressiva maturazione della serie, quasi come se avesse camminato sulle orme della crescita del protagonista, Goku. Poi, dopo la saga di Majin Bu abbiamo assistito prima a un terribile scempio chiamato GT (che partiva da buone premesse, ma sfruttate MALISSIMO), poi a un seguito canonico così così, Super (che riesce, comunque, in parte nell'intento di unire l'azione frenetica di DBZ alla comicità della prima serie). Questa storia segue dunque questo percorso di maturazione, dandoci un Dragon Ball dalle forti tinte adulte, anche se i momenti in cui ci faremo grasse risate non mancheranno (del resto, la vita, con le sue mille sfaccettature, spesso è più divertente di molti film).
Spero quindi che questa nota finale al prologo della mia storia vi abbia stimolato a continuarla, per cui vi saluto!
Alla prossima, internauti!
   
 
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