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BeyBlade |
L'Amore Bianco di SimmyLu | Leggi le 8 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 17/06/2009 | Stampa questo capitolo | Stampa tutta la storia
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L’AMORE BIANCO
… di Simmy-Lu …
Capitolo DICIASSETTESIMO: L'ALBA DI UN NUOVO GIORNO
Boris si sentì perso e spaventato come se non avesse più avuto il pavimento sotto ai piedi. Una forza sconosciuta stava agendo sotto i suoi occhi con effetti evidenti, ma dalla dinamica invisibile ed inspiegabile. Tutti loro sarebbero stati trascinati nel vortice, Yuri per primo. Dovevano fare qualcosa per impedirlo, per fermare quella paura irrazionale che si agitava indemoniata dentro di lui.
Guardò Kai, che restava immobile e silenzioso a fissare quello spettacolo irreale e posò una mano sulla sua spalla e strinse le dita cercando di scuoterlo da quell'apparente indifferenza.
«Fermalo.» disse quasi senza fiato, «Lo so che tu puoi... fermalo!»
Il giapponese si voltò a guardarlo.
Non c'era nulla di umano nei suoi occhi.
Il buio nelle iridi scarlatte rifletteva una calma e una coscienza antica e distaccata, ma allo stesso tempo una rabbia muta dalla potenza devastante.
Boris lo lasciò andare trattenendo a fatica il tremore della mano.
«Andatevene.» ordinò Kai con un tono che non ammetteva repliche.
«Che sta succedendo?» chiese Sergej con timore.
«Andatevene!!» gridò Kai prima di entrare nella stanza e chiudere la porta dietro di sé.
* * *
L'alba di un nuovo giorno.
Andrej ne percepiva la luce riflessa dalla polvere che danzava sotto il tetto di quello stabilimento abbandonato.
Sapeva che avrebbe dovuto sentire il freddo del terreno sotto la sua schiena, ma non era così.
Tutto era inerte, così come lo era il suo corpo.
Ogni pensiero, ogni affanno, ogni piccola o grande cosa per la quale aveva agito in passato gli pareva ora tanto sciocca e inutile da farlo sorridere.
... "Prima o poi accadrà, Andrej" ...
Erano le parole di Yuri in quella chiesa affollata di ipocriti. Risuonavano nella sua mente come rintocchi di una campana lontana.
Vecchia.
Distante nello spazio.
... "Sarai nei guai e nessuno ti aiuterà" ...
Aveva riso, esorcizzando l'angoscia di una previsione troppo corretta e si rendeva conto soltanto adesso di tutta la verità racchiusa in quelle frasi semplici e dirette.
... "Se hai un problema è tuo soltanto" ...
Era la regola, una delle poche che tutti rispettavano.
Ad Andrej non importava. Era sempre vissuto in solitudine, abituato alla presenza degli altri che cercavano in lui solo occasionale protezione. Allontanava quello spillo di malinconia che puntava dritto al cuore tutte le notti prima di addormentarsi.
La sua era stata una scelta di vita e non se ne pentiva. Apparteneva alla strada e questo lo faceva sentire libero.
Una vita fatta di indipendenza.
Sorrise.
Che vita triste era stata invece.
Non aveva mai guadagnato più di quello che aveva perso.
I ricordi delle ultime ore giocavano con la sua memoria e le immagini si sovrapponevano incerte.
Che assurdità mettersi a litigare da solo contro un gruppo per i confini del territorio.
Avevano tutti fame e avevano tutti freddo, ma questo non bastava a metterli sullo stesso piano.
Non avevano capito che ierano uguali, che soffrivano tutti dello stesso dolore.
Eppure adesso Andrej vedeva chiaramente e capiva.
L'egoismo insensato era esploso nell'ira.
Un coltello, qualcuno che fuggiva.
Alzò la mano che teneva premuta sulla ferita e guardò le dita scarlatte.
Com'era rosso il sangue.
Non credeva di essere in condizioni così gravi da non potersi rimettere in piedi dopo la caduta, ma incomprensibilmente non ne provava la volontà.
Cercò una risposta sola a mille domande diverse.
Chiuse gli occhi, stanco.
Dopo, forse.
Dopo si sarebbe alzato e avrebbe fatto un sacco di cose, avrebbe risposto a tutte quelle domande con una facilità sorprendente.
Nessuno si era accorto di quando fossero prive di un vero significato.
La polvere danzava illuminata dalla luce del mattino.
E la chiazza di sangue si allargava.
Lenta e scura.
* * *
L'alba di un nuovo giorno.
Katia guardava il letto vuoto nella stanza, dall'altra parte del vetro. Nicolaj era scappato; come ci fosse riuscito nelle sue condizioni era un mistero. Un'infermiera aveva dato l'allarme. Un medico era accorso e avevano chiamato le guardie della sicurezza. L'avevano cercato, ma senza successo.
Quella camera era stata oggetto di visite continue da parte dei dottori che non riuscivano a spiegarsi le cause dell'assideramento. Katia non era stata in grado di rispondere alle loro domande.
E anche se lo fosse stata, non l'avrebbe fatto.
Nicolaj era lontano.
Forse sarebbe morto senza le cure adeguate.
Non le importava.
Grazie a Yuri non sarebbe più tornato.
* * *
Kai chiuse la porta ed avanzò nella stanza.
Il pavimento era coperto di neve e il suo fiato si condensava nel'aria gelata.
Sotto le scarpe, la neve.
La neve, su ogni cosa.
Rabbrividì mentre i fiocchi fluttuavano candidi e terribili intorno a lui.
Yuri era rannicchiato sul letto, in un angolo, come un cane in un giaciglio nuovo e troppo grande; il suo pallore era allarmante, le labbra violacee si mossero in parole senza suono mentre gli occhi guardavano altrove.
«Yuri?» lo chiamò.
Il russo voltò la testa di scatto come se non potesse vederlo e cercasse tramite l'udito di accertarsi della sua presenza.
Kai fece un passo avanti pronunciando nuovamente il suo nome, ma Yuri arretrò contro il muro portando le mani sopra la testa in posizione di difesa. Le dita erano bluastre, contratte e ferite.
Una forza lo respinse gelida e fu costretto ad arretrare, come se entrambi avessero potuto toccarsi e spingersi l'un l'altro.
«Brucia...» balbettò Yuri.
Il giapponese fece un passo indietro, il cuore in gola, cercando di pensare razionalmente e trovare una soluzione. Non poteva avvicinarsi e quindi tentare di svegliarlo per riportarlo indenne al mondo reale.
Doveva fare qualcosa o l'amico sarebbe rimasto intrappolato in quella dimensione di incoscienza per sempre.
Infilò una mano in tasca e ne estrasse Dranzer; il beyblade reagì all'istante e il bitpower brillò.
Sul palmo il ragazzò poté sentirne il calore aumentare gradualmnte di intensità. Strinse la trottola con entrambe le mani cercando di concentrarsi ed isolare i proprio pensieri da tutto il resto, dal corpo e soprattutto dal gelo che gli pungeva la pelle con innumerevoli aghi.
L'aria calda cominciò lentamente ad avvolgerlo come una spirale.
Una spirale sempre più ampia.
La neve lentamente si sciolse.
Come la tristezza in un abbraccio.
Ogni cosa fu avvolta dal calore.
* * *
Yuri aprì gli occhi nell'alba di un nuovo giorno.
Non sapeva quanto tempo fosse rimasto incosciente. Ricordava il bianco gelido che l'avvolgeva e il suono lontano del vento, come tanti anni prima.
Forse era un sogno che aveva già fatto.
Forse qualcosa che aveva realmente vissuto.
Un luce bruciante si era fatta largo nello spazio infinito.
L'aveva vista di nuovo.
Rossa, avvolta dalle fiamme.
Piume di sangue si adagiavano ai suoi piedi allontanando il freddo e la neve.
Scacciando ogni preoccupazione ed ogni pensiero.
Yuri ne era sicuro, era la stessa figura che per un istante si era sovrapposta a quella di Kai quando, frastornato e confuso, era tonato al monastero dopo aver parlato con Andrej.
Aveva attribuito la cosa alla stanchezza e allo stato della sua psiche in quel particolare momento. Adesso però ne aveva la conferma: l'aveva vista davvero, non era stata un'allucinazione o il parto di una mente provata.
Cercò di ricordarne i particolari, ma tutti gli sfuggivano a piccoli passi un secondo prima che riuscisse ad afferrarli; era certo che fosse qualcosa di familiare, qualcosa che conosceva bene.
Alzò le mani, tendendo le dita e i contorni vennero illuminati dalla luce.
La pelle tirò dolorosamente in corrispondenza dei piccoli tagli ed escoriazioni che non ricordava come si fosse provocato.
Un vuoto, come di vertigine, lo scosse in un fremito e per un momento il potere che gli era parso di sfiorare lo spaventò. Ritrasse le mani, in bilico, e gli parve di cadere.
Respirò a fondo, cercando di calmarsi.
Doveva sapere.
Sentì il suo corpo leggero, svuotato.
Libero.
Una sensazione che aveva provavo raramente, forse mai.
Venne pervaso da una strana frenesia e gli arti produssero un piacevole formicolio, come se si fosse riappropriato del proprio posto nel mondo, della sua personale esistenza.
Si persuase che la verità avrebbe portato la certezza.
Doveva parlare con Kai.
L'unico che potesse spiegarli ogni cosa.
Cercò di alzarsi, ma faticò anche solo a mettersi seduto e si portò una mano sulla testa che gli girava come se il suo cervello fosse stato su una giostra.
La sensazione di leggerezza evidentemente non implicava quella della gravità e dell'equilibrio e in quell'attimo di rinnovata instabilità fu assalito dal dubbio.
Era possibile che anche Kai avesse vissuto situazioni analoghe alle sue?
Il giapponese non era parso affatto sconvolto dagli ultimi avvenimenti, quindi la sua supposizione era plausibile.
Che egli già sapesse? Che fosse venuto a Mosca per quello specifico motivo e non fosse in realtà interessato affatto alle sorti del Monastero?
Il solo pensierò lo tramortì.
Si portò una mano al petto. Il cuore batteva senza controllo.
Non sarebbe stata la prima volta che, per perseguire i suoi scopi, Kai lo usava, ingannandolo sui suoi reali intenti. Possibile che fosse tanto abietto da prendersi gioco di lui in tali circostanze?
Che vantaggio poteva trarre Hiwatari dal nascondergli la verità?
Che cosa avrebbe voluto in cambio?
Gli occhi di Yuri si riempirono di lacrime di rabbia.
Era debole.
Debole e impotente.
Tutta la fatica fatta fino a quel punto era stata vana.
Tutta la fiducia riposta, una fantasia.
Tutto ciò che aveva sacrificato, infruttuoso.
Si aggrappò alle coperte e cercò di soffocare l'ira e la paura racchiuse nei suoi gemiti.
Forse si stava sbagliando, pensò.
Forse era saltato alle conclusioni troppo in fretta.
Forse.
Yuri tremò e il freddo arrivò nuovamente ad avvolgerlo e intorpidirlo.
Si addormentò.
Ed ebbe il solito incubo, quello che era tornato puntualmente a tormentarlo.
Uno dei tanti che non l'avrebbe mai abbandonato.
FINE DICIASSETTESIMO CAPITOLO, continua...
Beyblade © Takao Aoki
Risposte alle recensioni:
x Ria: onorevole? XD Povero Boris, è la vittima designata ultimamente, ma anche Yuri non se la sta passando troppo bene. In questo nuovo capitolo c'è Kai in "azione" diciamo così e Yuri inizia a farsi un po' di conti. Alla fine pare che Bo-chan abbia ragione. Sì, io sono autocriticissima, forse troppo! XD baci.
x Arisu Kon: ciao mi fa piacere che il capitolo ti sia piaciuto, spero che anche questo non ti abbia deluso.
x yui00: la parte del lupo è stata una idea nata quasi sul momento; ho pensato che sarebbe servita a spiegare meglio delle cose. Boris avrebbe bisogno di qualche lezione extra effettivamente, non mi è mai sembrato un pozzo di scienza! Yuri è salvo... anche dalle molestie sessuali! XD Almeno per ora! XDD Comunque, salvato è stato salvato, ma senza corpi che si uniscono, mi spiace! XDD Kisses
x gaeshi: io ho ovviamente un debole per la fenice di fuoco, ma il lupo la segue a ruota! Non posso dirti di più, ma gli animali sacri ovviamente centrano qualcosa^^
x eagle fire: ciao grazie dei tuoi gentili complimenti e della tua recensione. Mi fa piacere che la parte del lupo ti sia piaciuta. La storia continua^^
x Padme86: ciao! Kai è arrivato sul cavallo bianco e ha salvato tutto, per lo meno per ora. Yuri però continua ad essere instabile, quindi chissà. Hai capito perfettamente, la solitudine accomuna Yuri al lupo ed è uno dei motivi per cui i due si sono diciamo "incontrati", volevo dire proprio quello. Purtroppo con questo caldo l'ultima cosa che si riesce a pensare è la gelida Mosca, per non parlare di come sia impossibile pensare di stare al pc senza che prenda fuoco. Oggi c'è un po' più di frescura, quindi eccomi qui. Kiss!
x Keila91: no, non muore Yuri, tranquilla, è mia intenzione preservarlo! XD
x Valery_Ivanov: stai tranquilla, tanto cme sai io non sono affatto un fulmine a pubblicare e ora con questo caldo è sempre peggio. Ti ringrazio dei complimenti e spero che la fic continuii a piacerti! ^_^
x lexy90: ciao^^ dunque, Boris intuisce che sta accadendo qualcosa di pericoloso, per Yuri soprattutto e sa che l'unico che può davvero fare qualcosa è Kai perché è convinto che lui sappia più di quello che sembra. Kai ha quindi davvero agito per riportare la situazione ad uno stato di temporanea tranquillità. Non posso dirti il perché dei disagi di Yuri perché li svelerò più avanti.
x Fabio93: un po' di melodramma ci vuole, e non sari me stessa se non ne mettessì un po' qua e là! XD I capitoli sono corti, sai che in questa fic l'rte del succingere mi appartiene. Se mi decidessi ad aggiornare più velocemente forse questi scatti non si noterebbero effettivamente, ma stiamo parlando di miss procastinare! XD Sono al settimo cielo per la gioia! XDD LOL
x Iria: beh almeno tu ti diverti a vederlo soffrire! XDD a me un po' dispiace fargli del male ma sono esigenze di copione (uccidimiii... n.d. Yuri agonizzante) Boris è un batuffolo di dolcezza! Niente molestie da parte di Kai, tranquilla comunque non sei l'unica che l'ha pensato! XD Grazie mille del tuo commento, spero che anche il nuovo capitolo ti sia piaciuto!
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